La trilogia Adamsberg

L'uomo dei cerchi azzurri - L'uomo a rovescio - Parti in fretta e non tornare

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(877)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 916 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806198521 | Isbn-13: 9788806198527 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto , Maurizia Balmelli , Yasmina Melaouah

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
All'origine del «caso Vargas», che prima in Francia e poi in tutta Europa ha scalato le vette delle classifiche, ci sono il linguaggio terso, lo stile ironico e incisivo, l'accuratezza nei dettagli piú sorprendenti. E poi ci sono i suoi personaggi. Atipici, logorati dalla vita, ma sempre pronti a battersi. E c'è la simpatia con cui è ritratto il mondo del distretto di polizia del XIII arrondissement dove si muove il personaggio piú amato dai lettori di Fred Vargas, il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. «Spalatore di nuvole», antirazionale, flemmatico e filosofico, Adamsberg preferisce procedere a zigzag e aspettare, brancolare nel buio finché non viene folgorato da una delle sue intuizioni geniali, lontane dal rigore della «classica» logica dell'investigatore, che lo conducono alla rivelazione finale.L'uomo dei cerchi azzurri segna la prima apparizione assoluta dell'insolito commissario che si trova alle prese con dei misteriosi cerchi tracciati sui marciapiedi di Parigi, in mezzo ai quali Adamsberg sente che presto comparirà un cadavere. Nel secondo romanzo che lo vede protagonista, L'uomo a rovescio, il poliziotto sui generis deve risolvere invece una catena di orrendi delitti il cui autore potrebbe essere un lupo mannaro. Zeppo di simboli e superstizioni che parrebbero affondare nei tempi bui della Morte Nera è l'intricata vicenda in cui si trova coinvolto Adamsberg nell'ultimo romanzo di questa trilogia, Parti in fretta e non tornare.
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  • 5

    L'uomo dei cerchi azzurri - L'uomo a rovescio - Parti in fretta e non tornare

    1. L'uomo dei cerchi azzurri
    Prima apparizione del commissario Adamsberg e tutto il suo "entourage" di collaboratori, fidanzata-non fidanzata, e inchieste che partendo da un motivo poco appariscente ...continua

    1. L'uomo dei cerchi azzurri
    Prima apparizione del commissario Adamsberg e tutto il suo "entourage" di collaboratori, fidanzata-non fidanzata, e inchieste che partendo da un motivo poco appariscente e inizialmente addirittura assurdo, porta poi sempre a sordide e terribili conclusioni. Qui in pratica inizia il suo periplo di investigatore ermetico e bislacco ma sempre umanissimo e intuitivo in un modo che "neppure lui sa spiegarsi". Una figura di ispettore che nulla ha da invidiare a quella di Maigret, con sex appeal da Belmondo, e che per "vestiario" e trascuratezza può approssimarsi al Colombo di Peter Falk, in uno straniante miscuglio. C'è anche da dire che ben difficilmente si riesce a scorgere prima del termine del giallo chi si cela dietro i delitti.

    2. L'uomo a rovescio
    Decisamente un'autrice che mi resterà dentro, con un modo di narrare la storia che lentamente ma irresistibilmente prende e trascina nel mondo che descrive. Non è quindi un genere unico, ma unisce il classico intreccio giallo a riflessioni esistenziali e alla descrizione di paesaggi rurali francesi. Fa inoltre della ripetitività degli scambi di battute quasi uno stile, atto a far da metronomo del romanzo e dell'incedere del plot narrativo. La storia è originale, divertente, inizia da un fatto che a primo acchito può sembrare insignificante.. insomma, delle pecore uccise da un possibile lupo non dovrebbero destare così tanta attenzione no? Invece avviene la svolta e lo schema della vicenda è organizzato in modo preciso. la scrittura è davvero divertente, durante il viaggio sul carro bestiame e lo scambio di battute ho sorriso davvero tanto. Forse il finale leggermente prevedibile, ma non ha tolto nulla al piacere della storia.

    3. Parti in fretta e non tornare
    Descrizione di luoghi e delle persone fin nei tic più riposti, l'approfondimento scientifico, filologico e storico, c'è la capacità di far scaturire sorrisi con humour fulmineo e inaspettato, e c'è anche l'amore che forse, ma, chissà... La capacità di introdurci nella storia da parte dell'autrice, in una progressione senza soluzione di continuità, è superba, e succede poche volte che, giunti alla fine, ci si trovi dispiaciuti di non aver più la compagnia del commissario, della sua umanità, dell suo lento spiegare, del suo essere un po' Maigret e un po' Marlowe, e ce lo si immagina mentre lentamente, coi suoi abiti stazzonati, si perde nelle brume del crepuscolo, mentre si congeda con un cenno, che forse è rivolto a noi e forse ai suoi pensieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi piace come scrive, i personaggi per quanto spostati conservano una dose di credibilità, sì forse il meccanismo giallo rimane un po' sempre lo stesso, ma orami non posso fare a meno di Fred Vargas. ...continua

    Mi piace come scrive, i personaggi per quanto spostati conservano una dose di credibilità, sì forse il meccanismo giallo rimane un po' sempre lo stesso, ma orami non posso fare a meno di Fred Vargas.

    ha scritto il 

  • 4

    Avrebbe voluto rubare questo a Adamsberg: l’imprecisione, l’approssimazione, e gli scorci in cui il suo sguardo pareva ora agonizzare, ora ardere, facendo venire voglia di allontanarsi da lui o di avv ...continua

    Avrebbe voluto rubare questo a Adamsberg: l’imprecisione, l’approssimazione, e gli scorci in cui il suo sguardo pareva ora agonizzare, ora ardere, facendo venire voglia di allontanarsi da lui o di avvicinarsi. Pensava che con lo sguardo di Adamsberg avrebbe potuto vedere le cose oscillare e perdere i loro contorni ragionevoli, come fanno gli alberi d’estate nelle vibrazioni del calore. E allora il mondo gli sarebbe parso meno implacabile, e lui avrebbe smesso di volerlo capire fino ai suoi confini più remoti, e fino ai punti che non si potevano neppure vedere nel cielo. E sarebbe stato meno stanco. Ma solo il vino bianco gli dava questo distacco breve e, sapeva, fittizio.

    ha scritto il 

  • 4

    Successo meritatissimo per Fred Vargas: la trovo unica nel suo genere, meticolosa, accurata, intelligente. I suoi libri non sono semplicemente dei "gialli" ma anche dei racconti dalla straordinaria pr ...continua

    Successo meritatissimo per Fred Vargas: la trovo unica nel suo genere, meticolosa, accurata, intelligente. I suoi libri non sono semplicemente dei "gialli" ma anche dei racconti dalla straordinaria profondità socio-psicologica. Brava e consigliata!

    ha scritto il 

  • 4

    L'astuto Commissario Adamsberg, affiancato dal fido quanto goffo Danglard, fisicamente l'antipoliziotto, risolve tre casi inusuali: la comparsa di misteriosi cerchi azzurri nel cuore di una Parigi des ...continua

    L'astuto Commissario Adamsberg, affiancato dal fido quanto goffo Danglard, fisicamente l'antipoliziotto, risolve tre casi inusuali: la comparsa di misteriosi cerchi azzurri nel cuore di una Parigi descritta nei suoi angoli più comuni e più nascosti, la comparsa sul Mercantour di greggi di pecore e di cadaveri sgozzati, senza un perchè, oltre al ritorno non troppo casuale di Camille nella sua vita, che sembra già destinata ad un altro uomo ed infine la morte di alcuni uomini a Parigi ed in Francia, che sembrerebbe causata dalla ricomparsa della peste. Ma Vargas ci insegna nel suo stile asciutto e veloce che niente e nessuno sono come sembrano. In ogni storia il bello quanto tenebroso Commissario risolve grazie ad un lucido intuito gli strani casi che gli vengono sottoposti, volente o nolente. Sarà sempre e comunque alle prese con la difficoltà di ammettere che Camille, pensiero onnipresente nella sua mente, la cui esistenza si incrocia periodicamente con la sua, sia l'amore della sua vita.

    ha scritto il 

  • 5

    curiosamente appassionante

    ... ho incontrato Fred Vargas casualmente con i tre evangelisti, e mi sono innanzitutto divertita e poi deliziata con una scrittura fresca, scorrevole e ben fatta... personaggi interessanti e fuori da ...continua

    ... ho incontrato Fred Vargas casualmente con i tre evangelisti, e mi sono innanzitutto divertita e poi deliziata con una scrittura fresca, scorrevole e ben fatta... personaggi interessanti e fuori dalla "nomale" abitudine di altri libri del genere.... così decido di andare oltre e tento la sorte con la prima trilogia Adamsberg.... inutile dirlo MI INNAMORO DEL COMMISSARIO .. tanto che anche i libri estratti in francese sono divenuti una mia frequentazione.... divertente per quello strano disincanto, che nella scrittura nel modo in cui è scritto il libro lasciando, a mio modestissimo parere, cogliere quella particolarità caratteriale del commissario. piacevole il resto, la storia l'enigma, certo manca forse la complicazione e quella genialità che forse uno vorrebbe ma ... sono più per una storia semplice, ben raccontata e ben costruita che ti porta dentro a cadere nel libro ed assumere forme e sembianze del personaggio in più. assolutamente da leggere, piacevole e anche se non si ama il genere si ha modo di passare due ore ogni tanto a leggere uno degli episodi....

    ha scritto il 

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