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La trilogia Adamsberg

L'uomo dei cerchi azzurri - L'uomo a rovescio - Parti in fretta e non tornare

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(828)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 916 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806198521 | Isbn-13: 9788806198527 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto , Maurizia Balmelli , Yasmina Mélaouah

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
All'origine del «caso Vargas», che prima in Francia e poi in tutta Europa ha scalato le vette delle classifiche, ci sono il linguaggio terso, lo stile ironico e incisivo, l'accuratezza nei dettagli piú sorprendenti. E poi ci sono i suoi personaggi. Atipici, logorati dalla vita, ma sempre pronti a battersi. E c'è la simpatia con cui è ritratto il mondo del distretto di polizia del XIII arrondissement dove si muove il personaggio piú amato dai lettori di Fred Vargas, il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. «Spalatore di nuvole», antirazionale, flemmatico e filosofico, Adamsberg preferisce procedere a zigzag e aspettare, brancolare nel buio finché non viene folgorato da una delle sue intuizioni geniali, lontane dal rigore della «classica» logica dell'investigatore, che lo conducono alla rivelazione finale.
L'uomo dei cerchi azzurri segna la prima apparizione assoluta dell'insolito commissario che si trova alle prese con dei misteriosi cerchi tracciati sui marciapiedi di Parigi, in mezzo ai quali Adamsberg sente che presto comparirà un cadavere. Nel secondo romanzo che lo vede protagonista, L'uomo a rovescio, il poliziotto sui generis deve risolvere invece una catena di orrendi delitti il cui autore potrebbe essere un lupo mannaro. Zeppo di simboli e superstizioni che parrebbero affondare nei tempi bui della Morte Nera è l'intricata vicenda in cui si trova coinvolto Adamsberg nell'ultimo romanzo di questa trilogia, Parti in fretta e non tornare.
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  • 5

    curiosamente appassionante

    ... ho incontrato Fred Vargas casualmente con i tre evangelisti, e mi sono innanzitutto divertita e poi deliziata con una scrittura fresca, scorrevole e ben fatta... personaggi interessanti e fuori dalla "nomale" abitudine di altri libri del genere.... così decido di andare oltre e tento la sorte ...continua

    ... ho incontrato Fred Vargas casualmente con i tre evangelisti, e mi sono innanzitutto divertita e poi deliziata con una scrittura fresca, scorrevole e ben fatta... personaggi interessanti e fuori dalla "nomale" abitudine di altri libri del genere.... così decido di andare oltre e tento la sorte con la prima trilogia Adamsberg.... inutile dirlo MI INNAMORO DEL COMMISSARIO .. tanto che anche i libri estratti in francese sono divenuti una mia frequentazione.... divertente per quello strano disincanto, che nella scrittura nel modo in cui è scritto il libro lasciando, a mio modestissimo parere, cogliere quella particolarità caratteriale del commissario. piacevole il resto, la storia l'enigma, certo manca forse la complicazione e quella genialità che forse uno vorrebbe ma ... sono più per una storia semplice, ben raccontata e ben costruita che ti porta dentro a cadere nel libro ed assumere forme e sembianze del personaggio in più. assolutamente da leggere, piacevole e anche se non si ama il genere si ha modo di passare due ore ogni tanto a leggere uno degli episodi....

    ha scritto il 

  • 0

    L'uomo dei cerchi azzurri***1/2

    Inizio lettura 5/09/2014 - Fine lettura 17/09/2014

    Pennac in giallo.

    Che poi nella saga di Malaussene un po' di giallo c'è per davvero.
    Non è stata solo Parigi, teatro delle indagini del commissario Adamsberg, ad aver ...continua

    L'uomo dei cerchi azzurri***1/2

    Inizio lettura 5/09/2014 - Fine lettura 17/09/2014

    Pennac in giallo.

    Che poi nella saga di Malaussene un po' di giallo c'è per davvero.
    Non è stata solo Parigi, teatro delle indagini del commissario Adamsberg, ad avermi fatto pensare a Pennac, ma anche la scrittura ironica e brillante e la sfilata di personaggi stravaganti e misteriosi che, a partire dall'uomo senza nome, che traccia cerchi azzurri negli arrondissement della città, fanno da contorno alle indagini.
    E poi c'è Adamsberg, un commissario fresco di nomina: sgangherato, solitario, sbilenco; arguto, dubbioso, intuitivo; uno che pensa (e dice) che quello che sbroglia è soprattutto la conoscenza, che bisogna lasciarsi andare alla conoscenza e che per farlo ogni tanto si distrae e pensa agli affari suoi. E a Camille che l'ha lasciato e non sa più dove sia andata a finire.
    Credo che Vincent Cassel sarebbe un ottimo Adamsberg. Credo che Adamsberg sia molto cinematografico, come personaggio, come anche Parigi, del resto.
    Ma comunque, distrazioni cinematografiche a parte, il fatto è che nelle notti del luglio in cui si svolge la storia, qualcuno gira per le strade di Parigi disegnando sull'asfalto cerchi azzurri; cerchi azzurri all'interno dei quali, all'alba quando vengono ritrovati, di volta in volta sono incorniciati oggetti di ogni tipo: un dizionario, un annaffiatoio, un giorno un gatto morto; e Adamsberg lo comprende subito che è un segnale, un avvertimento; un segnale macabro che indica che ci sarà un'escalation, che un assassinio seguirà.
    E infatti ne seguono un primo, poi un secondo, infine un terzo: con il cadavere posizionato all'interno del cerchio azzurro.
    Ma chi è che va tracciando cerchi azzurri nella notte? Sono i cerchi disegnati intorno a cose e a persone o sono cose e persone poste al centro dei cerchi? E chi disegna è la stessa persona che uccide? E per chi è il messaggio "Victor, malasorte, il domani è alle porte" scritto vicino a ogni cerchio rinvenuto dalla polizia?
    Averlo capito, poco dopo la metà del romanzo mi ha fatto fare la ruota come un pavone, accorgermi alla fine che avevo risolto solo la metà dell'enigma, ha invece restituito spessore al romanzo di Fred Vargas e piacere alla mia lettura.

    - Commissario, occorre essere parsimoniosi con il proprio disprezzo, a causa del gran numero di persone che lo meritano. E non sono io a dirlo.
    - Chi lo dice?
    - Chateaubriand.

    ha scritto il 

  • 5

    Pur trovandomi d'accordo, in linea di massima, con il giudizio negativo di Camilleri riguardo le donne gialliste, devo dire che la Vargas, dopo la partenza tiepida de 'L'uomo dei cerchi azzurri', con 'L'uomo a rovescio', invece, mi ha proprio convinta e divertita, e da lì non mi sono più fermata ...continua

    Pur trovandomi d'accordo, in linea di massima, con il giudizio negativo di Camilleri riguardo le donne gialliste, devo dire che la Vargas, dopo la partenza tiepida de 'L'uomo dei cerchi azzurri', con 'L'uomo a rovescio', invece, mi ha proprio convinta e divertita, e da lì non mi sono più fermata fino all'ultimo della serie pubblicato, 'La cavalcata dei morti'. La scrittura è eccellente, i personaggi sono particolari e ben tratteggiati, la trama è sempre soddisfacente, l'ironia efficace e gli spunti, da cui le storie traggono origine, interessanti: cosa volere di più..?

    ha scritto il 

  • 5

    Superbo

    Questo è un Noir con la N maiuscola! Il commissario Adamsberg è un uomo molto sopra le righe e il suo collega Danglard non è da meno; impossibile non prenderli a cuore. La scrittura è molto scorrevole, la trama, avvincente e per nulla banale, ti porta dritto dritto fino alla fine senza fiato. Fin ...continua

    Questo è un Noir con la N maiuscola! Il commissario Adamsberg è un uomo molto sopra le righe e il suo collega Danglard non è da meno; impossibile non prenderli a cuore. La scrittura è molto scorrevole, la trama, avvincente e per nulla banale, ti porta dritto dritto fino alla fine senza fiato. Fine la caratterizzazione psicologica dei protagonisti.
    Nella Parigi contemporanea iniziano all' improvviso a comparire dei cerchi azzurri tracciati da un mano sconosciuta accompagnati da una scritta " Victor, malasorte, il domani è alle porte"; presi all' inizio per lo scherzo di qualche buontempone, solo il commissario Adamsberg riuscirà ad intuire con largo anticipo la terribile escalation che ne seguirà.
    Ho comprato la trilogia... per cui caro commissario a noi!
    Buona lettura a tutti

    ha scritto il 

  • 4

    Della trilogia, ho letto 'Parti in fretta e non tornare'. Affascinante l'idea del ritorno della peste in Europa per mano di due squinternati! Voglio uscire di casa, incontrare il commissario Adamsberg, spalatore di nuvole, stringergli la mano e invitarlo a bere caffè e fare due chiacchiere!

    ha scritto il 

  • 4

    bello, ma difficile da trasportare ;)

    Ve lo consiglio, ma mi chiedo perchè non fare un cofanetto con i tre romanzi separati?
    In tutti e tre, Vargas riesce a farti arrivare alla fine del romanzo con una grande svolta!

    ha scritto il 

  • 4

    Nel mio personale universo degli indaganti arriva Adamsberg

    Parigi, anni recenti. Adamsberg viene nominato commissario capo di uno dei numerosi quartieri della capitale francese e non piace a nessuno, tanto meno a quello che dovrebbe essere il suo braccio destro, il razionale ed elegante Daglard. E' un capo distratto, stropicciato, che passa il tempo a fa ...continua

    Parigi, anni recenti. Adamsberg viene nominato commissario capo di uno dei numerosi quartieri della capitale francese e non piace a nessuno, tanto meno a quello che dovrebbe essere il suo braccio destro, il razionale ed elegante Daglard. E' un capo distratto, stropicciato, che passa il tempo a fare lunghe passeggiate e che si affida a delle epifanie che lo colgono mentre, indolente, sonnecchia un po' ovunque; non usa alcun metodo, non legge se non sporadicamente i rapporti, non è particolarmente colto, non ricorda nulla. Si ha sempre la sensazione da parte dei suoi numerosi sottoposti, condivisa tra l'altro da chi legge, che non sappia bene cosa ci stia a fare nella storia e, talvolta, dà francamente sui nervi. Salvo che poi capisce, nella migliore tradizione del giallo, sia che si tratti di omicidi i cui cadaveri sono iscritti in cerchi asimmetrici, sia che si tratti di sfatare il mito di un licantropo che dilania persone e pecore, sia che invece si abbia a che fare con un presunto focolaio indotto di peste nella Parigi contemporanea.
    Nello sgangherato universo del protagonista si muovono altri personaggi che fungono da paletti per una personalità acquosa e sfuggente; Camille, l'amore di una vita che continua a ferire e a far fuggire; l'amatissimo (da me) Danglard, padre abbandonato dalla moglie con cinque figli a carico (di cui uno non suo, ma non importa) razionale e bruttino, ma straordinariamente elegante; ispettori, colleghi, psicologi che cercano di dare un ordine al caos Adamsberg.
    Molto piacevole, molto appassionante e la definitiva conferma che la mia propensione va al giallo francese.

    ha scritto il 

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