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La trilogia di Valis

Di

Editore: Fanucci

4.0
(520)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 741 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8834716612 | Isbn-13: 9788834716618 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vittorio Curtoni , Delio Zinoni ; Curatore: Pagetti Carlo

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Chi o cos’è Valis? È un’imperscrutabile entità intelligente che vive nello spazio? O forse un meccanismo, una formula o, ancora, un essere vivente vero e proprio, che emana uno sconvolgente flusso di informazioni sulla natura dell’universo? Nella ricerca di verità supreme, Valis pone il lettore di fronte a una serie di folgoranti interrogativi: cosa rappresentano la realtà e il divino? Esistono davvero oppure sono semplici invenzioni della nostra mente? In Divina invasione, un dio alieno tenta di stabilire un contatto con i terrestri come mai è accaduto prima: invia sulla Terra il proprio figlio, privo di memoria. Ma una presenza sovrannaturale è capace di impregnare di sé l’universo: l’ennesima, efficacissima variazione dickiana sul tema della realtà-divinità nella quale gli uomini si dibattono. La trasmigrazione di Timothy Archer ruota attorno alla vita dissoluta del vescovo Archer, attraverso l’impietoso giudizio della controparte femminile che scetticamente partecipa alla sua ricerca della verità metafisica, decidendo infine di abbandonarlo al proprio destino.

Contiene:
Valis - Divina invasione - La trasmigrazione di Timothy Archer
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  • 5

    Ci ho messo un po', ma ho finito questo splendido ed inebriante viaggio nel mondo e nelle allucinazioni del grande Dick!! Certo alcuni punti sono un pò noiosi, ma mettendo insieme tre romanzi, non può che essere naturale. Grandissima trilogia che riesce ad unire la fantascienza con i veri sentime ...continua

    Ci ho messo un po', ma ho finito questo splendido ed inebriante viaggio nel mondo e nelle allucinazioni del grande Dick!! Certo alcuni punti sono un pò noiosi, ma mettendo insieme tre romanzi, non può che essere naturale. Grandissima trilogia che riesce ad unire la fantascienza con i veri sentimenti, le paranoie, le paure degli americani negli anni 60.

    ha scritto il 

  • 2

    La Trilogia di Valis, le ultime opere di Dick, l'apice estremo della sua paranoia. Le prime pagine di Valis, il primo dei tre romanzi, è tra le cose più belle dell'autore. Poi si perde in centinaia di pagine di oscure elucubrazioni, riflesso di una mente malata ormai allo stremo. Only for fans! ...continua

    La Trilogia di Valis, le ultime opere di Dick, l'apice estremo della sua paranoia. Le prime pagine di Valis, il primo dei tre romanzi, è tra le cose più belle dell'autore. Poi si perde in centinaia di pagine di oscure elucubrazioni, riflesso di una mente malata ormai allo stremo. Only for fans!

    ha scritto il 

  • 2

    Valis

    Il lavoro più riuscito del trittico. Forse proprio perchè quello con meno ambizioni romanzesche. A un certo punta Dick prova a inserire nelle sue considerazioni mistiche un po' di intreccio. Ma dure solo 20 pagine.
    Ho delle difficoltà a dare una qualunque valenza al sinc ...continua

    Valis

    Il lavoro più riuscito del trittico. Forse proprio perchè quello con meno ambizioni romanzesche. A un certo punta Dick prova a inserire nelle sue considerazioni mistiche un po' di intreccio. Ma dure solo 20 pagine.
    Ho delle difficoltà a dare una qualunque valenza al sincretismo ad mentula canis tra gnosticismo cristiano e filosofie orientali destoricizzate.

    Divina Invasione

    L'unico vero romanzo del lotto. Ripete più o meno le stesse considerazioni di Valis appiccicandoli a quello che poteva essere un racconto breve di Dick di media qualità.

    La trasmigrazione di Timothy Archer

    Terribile.
    Probabilmente non era nelle intenzioni di Dick, ma è anche un ritratto di una generazione di intellettuali americani che si è autodistrutta tra droghe e improbabili eclettismi culturali.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    **Valis
    Dopo aver letto Radio Libera Albemuth che di Valis è il canovaccio, avevo grosse aspettative per quest'opera, rimaste purtroppo deluse.
    La valanga di citazioni e la costruzione della trama sull'esegesi di Fat e la sua lenta discesa nella demenza rendono il libro a fatica leggi ...continua

    **Valis
    Dopo aver letto Radio Libera Albemuth che di Valis è il canovaccio, avevo grosse aspettative per quest'opera, rimaste purtroppo deluse.
    La valanga di citazioni e la costruzione della trama sull'esegesi di Fat e la sua lenta discesa nella demenza rendono il libro a fatica leggibile, anche per gli standard generalmente contorti della narrativa Dickiana. I personaggi sono poco approfonditi sebbene la caratterizzazione del lato emotivo sia riuscita (ma con una certa pesantezza nell'incedere delle descrizioni). Paradossalmente lascia meno interrogativi e sedimento emozionale del romanzo canovaccio sopracitato, bocciato
    ****Divina invasione
    Il secondo capitolo della trilogia è quello meglio riuscito, sono sottilmente presenti molti rimandi ad opere Dickiane precedenti (Ma gli androidi... e non solo) e all'escatologiacristiana che permea l'intera trilogia, senza però appesantire il filo narrativo che riesce ad essere, in certi punti, perfino trascinante (l'epilogo finale accusatore-difensore mi ha coinvolto come non succedeva da parecchio), i personaggi sono credibili, ben delineati e coralmente efficaci, il miglior romanzo della trilogia.
    La trasmigrazione di Timothy Archer***
    Il romanzo non ha un ritmo narrativo molto sentito e la trama si sviluppa in modo quasi circolare con eventi dipanantisi molto lentamente, il pregio di quest'opera sta nella caratterizzazione dei personaggi: superba la voce narrante disincantata che traina l'intero romanzo ed eccellente la figura di Tim Archer con le sue contraddizioni, il suo charme e l'erudizione, diversi momenti comici e tragicomici grazie anche a Kirsten e Bill ottimi comprimari.Consigliato a chi vuole un assaggio dell'altra faccia del talento narrativo di Dick

    ha scritto il 

  • 4

    Credo di aver sbagliato ad avvicinarmi a Philip Dick con i suoi (ultimi)tre romanzi, i più controversi della sua bibliografia a giudicare dai suoi più stretti lettori. Inutile dire che un certo riordino di idee da parte sua su teologia e affini era necessario. Talvolta infatti si sfiora il "mappa ...continua

    Credo di aver sbagliato ad avvicinarmi a Philip Dick con i suoi (ultimi)tre romanzi, i più controversi della sua bibliografia a giudicare dai suoi più stretti lettori. Inutile dire che un certo riordino di idee da parte sua su teologia e affini era necessario. Talvolta infatti si sfiora il "mappazzone" filosofico/speculativo, specialmente in Valis, che comunque è quello che preferisco tra i tre.

    ha scritto il 

  • 1

    Ho provato a leggere il primo dei tre romanzi, ma non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine.
    Siamo molto lontani dal Dick degli anni d'oro e, se delle idee interessanti ci sono, il romanzo risulta pesante perché alterna lunghe disquisizioni teologico-filosofiche non sempre molto chiare al rac ...continua

    Ho provato a leggere il primo dei tre romanzi, ma non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine.
    Siamo molto lontani dal Dick degli anni d'oro e, se delle idee interessanti ci sono, il romanzo risulta pesante perché alterna lunghe disquisizioni teologico-filosofiche non sempre molto chiare al racconto della discesa nella pazzia del protagonista, purtroppo troppo "raccontato" per risultare avvincente.

    Magari, più avanti proverò a dare una seconda possibilità agli altri due romanzia

    ha scritto il 

  • 5

    Un opera complessa, apparentemente semplice da accostare, in realtà colma di citazioni e rimandi che presuppongono una conoscenza a 360°. Cabbala, Wallenstein, madrigali, rock, dante e sufismo, musica Koto..... L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma resterebbe comunque parziale. Meglio accettar ...continua

    Un opera complessa, apparentemente semplice da accostare, in realtà colma di citazioni e rimandi che presuppongono una conoscenza a 360°. Cabbala, Wallenstein, madrigali, rock, dante e sufismo, musica Koto..... L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma resterebbe comunque parziale. Meglio accettare di immergersi in queste 700 pagine di grande scrittura con umiltà e consapevolezza della genialità di uno scrittore da Olimpo.

    ha scritto il 

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