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La trilogia di Valis

Di

Editore: Fanucci (Tif Extra)

4.0
(527)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 678 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8834718275 | Isbn-13: 9788834718278 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Carlo Pagetti

Disponibile anche come: Cofanetto , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Trilogia di Valis è il nome con cui si indicano gli ultimi tre libri scritti e pubblicati da Philip K. Dick; nell'ordine:
1. Valis (Valis, 1981)
2. Divina invasione (The Divine Invasion, 1981)
3. La trasmigrazione di Timothy Archer (The Transmigration of Timothy Archer, 1982), postumo

I tre romanzi presentano personaggi diversi e vicende autonome, e sono uniti idealmente soltanto da qualche sporadico riferimento intertestuale. Sono tuttavia considerati una trilogia per l'unità di temi, situazioni e riflessioni.
Chi o cos’è Valis? È un’imperscrutabile entità intelligente che vive nello spazio? O forse un meccanismo, una formula o, ancora, un essere vivente vero e proprio, che emana uno sconvolgente flusso di informazioni sulla natura dell’universo? Nella ricerca di verità supreme, Valis pone il lettore di fronte a una serie di folgoranti interrogativi: cosa rappresentano la realtà e il divino? Esistono davvero oppure sono semplici invenzioni della nostra mente?
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  • 4

    Non so, sono arrivato al termine di questa lettura, faticosa e per certi aspetti incredibilmente affascinante, con il dubbio se PKD fosse, volesse essere o volesse essere ricordato come una specie di ...continua

    Non so, sono arrivato al termine di questa lettura, faticosa e per certi aspetti incredibilmente affascinante, con il dubbio se PKD fosse, volesse essere o volesse essere ricordato come una specie di profeta di Valis.
    Questo multi-libro si può o amare oppure odiare o probabilmente abbandonare, che è la cosa più ovvia, ma se si sta al gioco (bisogna appunto capire quale) allora bisognerebbe avere una serie di riferimenti biblici e neotestamentari per avere più chiaro quello che è il senso del testo e delle posizioni espresse nei tre libri, ma non solo. Il primo libro, ad esempio, prende a piene mani dalle discipline gnostiche (gli apocrifi gnostici appunto), nel secondo c'è una specie di dialogo a distanza con il grande inquisitore dei fratelli Karamazov, oltre che il riferimento evangelico, nel terzo, forse il meno "straniante", Dick si richiama direttamente al problema ontologico attraverso una serie di disquisizioni filosofiche tra i protagonisti. Nei tre libri si ripercorre tutto l'universo dickiano, i mondi paralleli, la vita/non vita, la vita oltre la morte, la vita artificiale, il sogno e il ricordo, la pazzia, il destino, la musica e la poesia (soprattutto rinacimentali e barocche). Allora viene da chiedersi se questo non sia una specie di libro della rivelazione dickiana (un'apocalisse) dove tutto è richiamato e "spiegato" per immagini, per allegorie, un testamento spirituale/letterario che si immerge, soprattutto nel primo libro, nelle esperienze biografiche dell'autore stesso. Per tornare quindi al dubbio iniziale. Chi è Dick e che cos'è Valis?

    ha scritto il 

  • 5

    Ci ho messo un po', ma ho finito questo splendido ed inebriante viaggio nel mondo e nelle allucinazioni del grande Dick!! Certo alcuni punti sono un pò noiosi, ma mettendo insieme tre romanzi, non può ...continua

    Ci ho messo un po', ma ho finito questo splendido ed inebriante viaggio nel mondo e nelle allucinazioni del grande Dick!! Certo alcuni punti sono un pò noiosi, ma mettendo insieme tre romanzi, non può che essere naturale. Grandissima trilogia che riesce ad unire la fantascienza con i veri sentimenti, le paranoie, le paure degli americani negli anni 60.

    ha scritto il 

  • 2

    La Trilogia di Valis, le ultime opere di Dick, l'apice estremo della sua paranoia. Le prime pagine di Valis, il primo dei tre romanzi, è tra le cose più belle dell'autore. Poi si perde in centinaia di ...continua

    La Trilogia di Valis, le ultime opere di Dick, l'apice estremo della sua paranoia. Le prime pagine di Valis, il primo dei tre romanzi, è tra le cose più belle dell'autore. Poi si perde in centinaia di pagine di oscure elucubrazioni, riflesso di una mente malata ormai allo stremo. Only for fans!

    ha scritto il 

  • 2

    Valis

    Il lavoro più riuscito del trittico. Forse proprio perchè quello con meno ambizioni romanzesche. A un certo punta Dick prova a inserire nelle sue considerazioni mistiche un po' di intreccio. Ma ...continua

    Valis

    Il lavoro più riuscito del trittico. Forse proprio perchè quello con meno ambizioni romanzesche. A un certo punta Dick prova a inserire nelle sue considerazioni mistiche un po' di intreccio. Ma dure solo 20 pagine.
    Ho delle difficoltà a dare una qualunque valenza al sincretismo ad mentula canis tra gnosticismo cristiano e filosofie orientali destoricizzate.

    Divina Invasione

    L'unico vero romanzo del lotto. Ripete più o meno le stesse considerazioni di Valis appiccicandoli a quello che poteva essere un racconto breve di Dick di media qualità.

    La trasmigrazione di Timothy Archer

    Terribile.
    Probabilmente non era nelle intenzioni di Dick, ma è anche un ritratto di una generazione di intellettuali americani che si è autodistrutta tra droghe e improbabili eclettismi culturali.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    **Valis
    Dopo aver letto Radio Libera Albemuth che di Valis è il canovaccio, avevo grosse aspettative per quest'opera, rimaste purtroppo deluse.
    La valanga di citazioni e la costruzione della trama sul ...continua

    **Valis
    Dopo aver letto Radio Libera Albemuth che di Valis è il canovaccio, avevo grosse aspettative per quest'opera, rimaste purtroppo deluse.
    La valanga di citazioni e la costruzione della trama sull'esegesi di Fat e la sua lenta discesa nella demenza rendono il libro a fatica leggibile, anche per gli standard generalmente contorti della narrativa Dickiana. I personaggi sono poco approfonditi sebbene la caratterizzazione del lato emotivo sia riuscita (ma con una certa pesantezza nell'incedere delle descrizioni). Paradossalmente lascia meno interrogativi e sedimento emozionale del romanzo canovaccio sopracitato, bocciato
    ****Divina invasione
    Il secondo capitolo della trilogia è quello meglio riuscito, sono sottilmente presenti molti rimandi ad opere Dickiane precedenti (Ma gli androidi... e non solo) e all'escatologiacristiana che permea l'intera trilogia, senza però appesantire il filo narrativo che riesce ad essere, in certi punti, perfino trascinante (l'epilogo finale accusatore-difensore mi ha coinvolto come non succedeva da parecchio), i personaggi sono credibili, ben delineati e coralmente efficaci, il miglior romanzo della trilogia.
    La trasmigrazione di Timothy Archer***
    Il romanzo non ha un ritmo narrativo molto sentito e la trama si sviluppa in modo quasi circolare con eventi dipanantisi molto lentamente, il pregio di quest'opera sta nella caratterizzazione dei personaggi: superba la voce narrante disincantata che traina l'intero romanzo ed eccellente la figura di Tim Archer con le sue contraddizioni, il suo charme e l'erudizione, diversi momenti comici e tragicomici grazie anche a Kirsten e Bill ottimi comprimari.Consigliato a chi vuole un assaggio dell'altra faccia del talento narrativo di Dick

    ha scritto il 

  • 4

    Credo di aver sbagliato ad avvicinarmi a Philip Dick con i suoi (ultimi)tre romanzi, i più controversi della sua bibliografia a giudicare dai suoi più stretti lettori. Inutile dire che un certo riordi ...continua

    Credo di aver sbagliato ad avvicinarmi a Philip Dick con i suoi (ultimi)tre romanzi, i più controversi della sua bibliografia a giudicare dai suoi più stretti lettori. Inutile dire che un certo riordino di idee da parte sua su teologia e affini era necessario. Talvolta infatti si sfiora il "mappazzone" filosofico/speculativo, specialmente in Valis, che comunque è quello che preferisco tra i tre.

    ha scritto il 

  • 1

    Ho provato a leggere il primo dei tre romanzi, ma non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine.
    Siamo molto lontani dal Dick degli anni d'oro e, se delle idee interessanti ci sono, il romanzo risulta pesan ...continua

    Ho provato a leggere il primo dei tre romanzi, ma non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine.
    Siamo molto lontani dal Dick degli anni d'oro e, se delle idee interessanti ci sono, il romanzo risulta pesante perché alterna lunghe disquisizioni teologico-filosofiche non sempre molto chiare al racconto della discesa nella pazzia del protagonista, purtroppo troppo "raccontato" per risultare avvincente.

    Magari, più avanti proverò a dare una seconda possibilità agli altri due romanzia

    ha scritto il 

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