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La trota ai tempi di Zorro

Di

Editore: DeriveApprodi

3.9
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8889969075 | Isbn-13: 9788889969076 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
E' l'inverno del 1975. Stefano Baldazzi Morra ha 13 anni ed è arrivato in Piemonte, nel piccolo paese di Gozzano, assieme alla famiglia. A segnare la crescita di Stefano c'è la pesca alla trota: una passione vissuta come un allenamento alla vita, un passatempo a cui dedicare il tempo libero dallo studio.
In pochi mesi la tranquilla vita di Stefano si trasforma. Il padre, in grave crisi personale, abandona la famiglia per ritrovarsi alcolizzato a condurre una vita da barbone. A scuola si respirano i profumi della rivolta, dei moti studenteschi che esploderanno nella primavera del 1977.
Romanzo di formazione, La trota ai tempi di Zorro è la prima prova narrativa di Michele Marziani, giornalista, appassionato di gastronoia e di pesca. Un romanzo in cui gli anni di piombo sono visti con gli occhi di un ragazzino, ingenui e curiosi, e la pesca alla trota diventa chiave di lettura del mondo, possibilità di conoscenza e di riscatto rispetto al cinismo della vita.
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  • 5

    Ho iniziato a leggerlo stasera alle 23.30 e ho tirato dritto fino alla fine senza nemmeno accorgermene.Struggente e poetico. Ma anche un tuffo nella memoria per me che sono nata pochi anni dopo Stefano, il protagonista. Persino i brani sulla pesca alla trota contribuiscono a rendere magica la sto ...continua

    Ho iniziato a leggerlo stasera alle 23.30 e ho tirato dritto fino alla fine senza nemmeno accorgermene.Struggente e poetico. Ma anche un tuffo nella memoria per me che sono nata pochi anni dopo Stefano, il protagonista. Persino i brani sulla pesca alla trota contribuiscono a rendere magica la storia, anche per chi come me non ha mai provato interesse alcuno per la pesca. Quando mi trovo di fronte a libri che mi emozionano in modo particolare, come questo, fatico a trovare parole per esprimere a lungo e compiutamente le mie sensazioni. Quindi mi limito a consigliarne la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Un titolo e una copertina che possono trarre in inganno per un libro davvero molto bello, al pari e forse più degli altri cui l'autore ci ha abituati. La trota ai tempi di Zorro racchiude, in poche pagine, un'epoca vista attraverso gli occhi di un ragazzo di 13 anni.


    La semplicità c ...continua

    Un titolo e una copertina che possono trarre in inganno per un libro davvero molto bello, al pari e forse più degli altri cui l'autore ci ha abituati. La trota ai tempi di Zorro racchiude, in poche pagine, un'epoca vista attraverso gli occhi di un ragazzo di 13 anni.

    La semplicità con cui descrive gli eventi dell'epoca, il trasporto dei sentimenti tipici dell'età, i tumulti e gli accadimenti storici del periodo traspaiono in modo vivido dalle pagine di questo breve romanzo, grazie allo stile proprio di un autore che riesce, con poche parole e con l'immediatezza che contraddistingue chi ha una reale conoscenza di certe cose, a riportare in vita ricordi che si credevano dimenticati, dalla mitica 850 della Fiat alla macchina da scrivere Lettera 32, ma soprattutto quello stile di vita tipico degli anni settanta, molto lontano dal modo di vivere attuale. Ne sono esempi rappresentativi la libertà di cui godevano allora i ragazzi, liberi di andare in giro senza grossi timori e senza dover essere sempre rintracciabili, ma anche la mancanza di comunicazione che spesso contraddistingueva i rapporti familiari tra genitori e figli, improntati quasi esclusivamente su una sorta di timore reverenziale che, di fatto, rendeva freddi i legami.

    Una società in continua evoluzione, un padre diverso da quel che immaginava e alle prese con problemi troppo grossi per un ragazzo così giovane, un'epoca storica ricca di avvenimenti importanti, tutto questo visto attraverso gli occhi di un tredicenne che, alle prese anche con l'adolescenza e i suoi conflitti, trova attraverso la pesca il modo di affrontare quel che accade intorno a lui.

    L'incomunicabilità e il senso di solitudine che ne deriva sono forse tra gli aspetti che maggiormente Marziani lascia trasparire dal libro, insieme a una certa malinconia. La mancanza di un vero e proprio finale lascia strade aperte a più possibilità, un po' come succede nella vita reale, dove si va sempre e comunque avanti. Un romanzo breve ma molto toccante.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel libro, uno scorcio di vita di una famiglia negli anni 76-77.
    Il protagonista è il figlio, tredicenne, in quella fase in cui si smette di essere bambini, o meglio quando si resta bambini solo quando fa comodo..
    Lo stile non mi ha convinto del tutto, in alcuni passi non si capiva c ...continua

    Bel libro, uno scorcio di vita di una famiglia negli anni 76-77.
    Il protagonista è il figlio, tredicenne, in quella fase in cui si smette di essere bambini, o meglio quando si resta bambini solo quando fa comodo..
    Lo stile non mi ha convinto del tutto, in alcuni passi non si capiva chi diceva cosa, chi stava solo pensando.

    ha scritto il 

  • 5

    Devo dire che Michele è proprio un grande!! in questo libro ho tante cose che mi toccano da vicino! incominciando da Emilia che potrei aver conosciuto quando è venuta in friuli a fare la volontaria :-) Quante Emilie hanno lasciato le loro case ed i loro figli per venire qua?! I movimenti degli an ...continua

    Devo dire che Michele è proprio un grande!! in questo libro ho tante cose che mi toccano da vicino! incominciando da Emilia che potrei aver conosciuto quando è venuta in friuli a fare la volontaria :-) Quante Emilie hanno lasciato le loro case ed i loro figli per venire qua?! I movimenti degli anni 70 quando anch'io sedicenne come stefano incominciavo a vedere con altri occhi il mondo, ecc ecc!! Insomma Michele con i tuoi libri mi fai rivivere un po' il mio passato, in un modo bello e leggero (ma non troppo), senza retorica ma con un po' di sana nostalgia!
    Bravissimo!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Racconto di solitudini. Ognuno vive affetti, gioie e sofferenze senza comunicarle agli altri. Anche i due adolescenti cugini che condividono oltre alla casa e alla scuola la passione per la pesca restano sostanzialmente lontani, ciascuno con il proprio dolore. Non c'è un vero e proprio finale com ...continua

    Racconto di solitudini. Ognuno vive affetti, gioie e sofferenze senza comunicarle agli altri. Anche i due adolescenti cugini che condividono oltre alla casa e alla scuola la passione per la pesca restano sostanzialmente lontani, ciascuno con il proprio dolore. Non c'è un vero e proprio finale come non ci sono comode soluzioni. La vita va avanti come è normale che sia.

    ha scritto il 

  • 4

    Troppo breve, troppo troppo breve questo libro dolente e profondo. Avrei voluto che non finisse mai: a Stefano, il timido, orgoglioso, piccolo protagonista, mi sono affezionata come se fosse un figlio mio. I suoi sentimenti struggenti, la sua difficoltà a crescere e la sua facilità nel capire mi ...continua

    Troppo breve, troppo troppo breve questo libro dolente e profondo. Avrei voluto che non finisse mai: a Stefano, il timido, orgoglioso, piccolo protagonista, mi sono affezionata come se fosse un figlio mio. I suoi sentimenti struggenti, la sua difficoltà a crescere e la sua facilità nel capire mi hanno emozionato. Sullo sfondo, rumoreggiano gli anni di Piombo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non si tratta di un manuale di pesca, come il titolo potrebbe far pensare.
    Per commentare il libro potrebbe bastare parafrasare il titolo.
    Come in altri libri di Michele Marziani, il legame con la terra natìa, con la natura e con le tradizioni locali emerge anche in questo piccolo ma ...continua

    Non si tratta di un manuale di pesca, come il titolo potrebbe far pensare.
    Per commentare il libro potrebbe bastare parafrasare il titolo.
    Come in altri libri di Michele Marziani, il legame con la terra natìa, con la natura e con le tradizioni locali emerge anche in questo piccolo ma intenso libro. Un bambino, Stefano Baldazzi Morra, grazie alla vicinanza di suo cugino Giovanni, di poco più grande di lui, impara a pescare le trote. Impara a diventare “grande”, a cavarsela con la vita che è un po’ come riuscire a catturare la trota più lunga e più bella, ci vogliono diversi tentativi, fallimenti, difficoltà che temprano e che servono come esperienza per il futuro. E per diventare “grande” Stefano deve affrontare tante prove, prima di tutto la crisi della sua famiglia, generata dall’incomunicabilità e dalla chiusura dei genitori, ereditata dalle generazioni precedenti che non dicevano ai propri figli quello che pensavano ma solo quello che “doveva essere detto”: la madre di Stefano riesce a resistere e a far fronte alla crisi, per il bene del figlio, il padre, invece, più debole, non riesce a reagire.
    Attraversate con tristezza e con sofferenza queste prime difficoltà che la vita gli ha fatto incontrare –che peraltro sono quelle più importanti per il futuro sviluppo della persona- Stefano diventa “grande”.
    Il libro è come una fotografia di un momento dell’esistenza, quel momento tanto delicato e tanto importante in cui si passa dall’infanzia all’adolescenza, raccontato con semplicità e delicatezza.
    Il mio voto sarebbe da tre stelle e mezzo.

    ha scritto il