La vérité de l'Alligator

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Editeur: Gallimard

3.8
(1812)

Language: Français | Number of pages: 261 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , German , Spanish , Greek

Isbn-10: 2070496929 | Isbn-13: 9782070496921 | Publish date: 

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    La video recensione (con qualche spoiler!)

    https://www.youtube.com/watch?v=GBQtwZDVF40

    dit le 

  • 3

    Letto in un fiato

    Un libro che si legge in un fiato. Una trama ispirata da una buona fantasia, con qualche evidente riferimento autobiografico. Sicuramente una lettura piacevole come in genere le produzioni di Massimo ...continuer

    Un libro che si legge in un fiato. Una trama ispirata da una buona fantasia, con qualche evidente riferimento autobiografico. Sicuramente una lettura piacevole come in genere le produzioni di Massimo Carlotto, l'uomo più sfigato d'Italia.

    dit le 

  • 4

    L'alligatore

    Primo appuntamento con l'alligatore e mi tocca ripetermi: sento feeling quando si parla di antieroi. Una trama interessante, il blues e l'alcool che scorrono per tutte le pagine, riferimenti alla vice ...continuer

    Primo appuntamento con l'alligatore e mi tocca ripetermi: sento feeling quando si parla di antieroi. Una trama interessante, il blues e l'alcool che scorrono per tutte le pagine, riferimenti alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'autore, insomma un sacco di elementi che rendono intrigante e piacevole la lettura

    dit le 

  • 4

    Prima di leggere "Cocaina", libro composto da tre racconti scritti da Carofiglio, De Cataldo, e Carlotto, conoscevo quest'ultimo solo di nome. Il suo stile però mi è piaciuto subito, ragion per cui so ...continuer

    Prima di leggere "Cocaina", libro composto da tre racconti scritti da Carofiglio, De Cataldo, e Carlotto, conoscevo quest'ultimo solo di nome. Il suo stile però mi è piaciuto subito, ragion per cui sono corsa a documentarmi sul suo conto. Quello che ho scoperto ha avuto su di me l'effetto di una doccia gelata: Carlotto infatti è stato vittima di un clamoroso errore giudiziario che lo ha costretto a vivere gli anni migliori della sua vita in clandestinità. Tutto è cominciato a Padova il 20 gennaio del 1976 quando lo scrittore, allora diciannovenne, si trova a passare per caso davanti a casa di sua sorella. Attirato da invocazioni di aiuto, entra nell'appartamento accanto e trova in un ripostiglio il corpo agonizzante di una ragazza. Carlotto, che conosce la ragazza solo superficialmente, cerca inutilmente di soccorrerla e poi, invece di chiamare la polizia, fugge via. Nonostante qualche giorno dopo si sia presentato spontaneamente alle Autorità, viene subito accusato dell'omicidio della giovane.
    In primo grado viene assolto per insufficienza di prove e quindi scarcerato, per essere poi successivamente condannato a 18 anni di reclusione in appello (pena confermata in Cassazione nel 1982).
    Poco prima della condanna definitiva, Carlotto fugge in Messico.
    Dopo tre anni di latitanza viene prima fermato dalla polizia messicana che gli contesta la mancanza del visto di residenza, e poi espulso. Giunto in Italia, decide di costituirsi.
    Nel frattempo i suoi avvocati presentano la richiesta di riesame alla Corte d'appello e nel 1989 la Cassazione annulla la condanna del 1982 e ordina la revisione del processo.
    Purtroppo la vicenda si concluderà definitivamente solo il 29 gennaio 2004, più di undici anni dopo l'ultima sentenza, quando Massimo Carlotto ha ottenuto la riabilitazione dal Tribunale di Cagliari, e riacquistato pienamente tutti i diritti civili e politici. Nei confronti dello scrittore, in 17 anni, sono stati instaurati 7 processi e pronunciate 11 sentenze.

    Se non bastasse questo a suscitare la curiosità di chiunque, Marco Buratti, ovvero l'Alligatore, è un personaggio veramente affascinante. Ex cantante blues, dopo aver scontato un'ingiusta condanna in carcere ed aver perso gran parte della sua fiducia nel genere umano, decide di reinventarsi investigatore, sfruttando le sue conoscenze negli ambienti della mala per soddisfare il suo bisogno di giustizia e verità. Un alcolizzato amante del blues, intelligente quanto politicamente scorretto. In una parola? Irresistibile.
    La trama, molto simile alla vicenda vissuta dall'autore in prima persona, è ben congegnata e scorrevole.
    Voto: 7,5/10

    Se vi va passate sulla mia pagina Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita :)

    dit le 

  • 3

    L'”alligatore” è un ex carcerato, uscito di prigione, lavora come investigatore privato a Padova (border-line aggiungerei io) approfittando delle tante conoscenze nel mondo della malavita.
    Questa prim ...continuer

    L'”alligatore” è un ex carcerato, uscito di prigione, lavora come investigatore privato a Padova (border-line aggiungerei io) approfittando delle tante conoscenze nel mondo della malavita.
    Questa prima indagine vede coinvolta la facciata perbenista della provincia, dove i valori assoluti li dettano i soldi e l'apparenza.

    dit le 

  • 4

    Serie l'Alligatore - Libro 1

    Molto carino, un protagonista "strano" non il classico detective, in una Padova fatta di locali di blues e ambienti piuttosto malfamati

    dit le 

  • 4

    Sam Spade, Lemmy Caution, Fabio Montale, Philip Marlowe. Chi erano costoro?

    Fra questi principi del noir si infila degnamente Marco Buratti, detto l'Alligatore.
    Giungo in ritardo, perché questo libro è uscito una ventina di anni fa, ma posso sempre dire la mia.
    Il personaggio ...continuer

    Fra questi principi del noir si infila degnamente Marco Buratti, detto l'Alligatore.
    Giungo in ritardo, perché questo libro è uscito una ventina di anni fa, ma posso sempre dire la mia.
    Il personaggio è ottimamente caratterizzato. Paragonabile ai principi sopra menzionati, ma non simile a nessuno di essi. Non avevo ancora letto Carlotto, perché la fama di scrittore sanguinario e violento non mi attirava.
    Ma adesso posso sostenere che la parte 'truce' non è l'ossatura del libro, ma solo una componenete dell'ambientazione. La trama è invece di puro giallo, con razionale investigazione e giusta complessità. E soprattutto estremamente realistica, come si può ben capire se si conosce la biografia dell'autore.
    Unico neo ( ma potrebbe essere già stato rimosso nei successivi libri che leggerò ) è il ripetuto ricorso all'aiuto di ex-colleghi di "collegio". Uno, Beniamino Rossini, è addirittura un valore aggiunto, la Bissett è indispensabile, ma a tanti altri si sarebbe potuto supplire con una maggiore iniziativa del protagonista.

    dit le 

  • 4

    La narrazione di Massimo Carlotto fornisce una buona mappatura di quello che è il nord est, in certi tratti del racconto è brusco e grezzo, soprattutto nelle scene brutali, di sangue. La narrazione di ...continuer

    La narrazione di Massimo Carlotto fornisce una buona mappatura di quello che è il nord est, in certi tratti del racconto è brusco e grezzo, soprattutto nelle scene brutali, di sangue. La narrazione di Carlotto non si risparmia nelle descrizioni di ambienti e comportamenti. Ciò che mi ha più colpito è stata la descrizione dei luoghi e l'uso dei gerghi criminali e poi il mistero continuo: ogni volta che emerge qualcosa ci si ritrova catapultati in un enigma nuovo.

    dit le 

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