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La vagabonda

By Colette

(52)

| Paperback | 9788885357792

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Book Description

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  • 1 person finds this helpful

    Ho adorato questo libro nell'adolescenza, quando mi identificavo in questa donna ribelle e non convenzionale, che a causa di un amore infelice decide di vivere fuori dagli schemi della società dell'epoca e si scopre incapace di sacrificare la sua lib ...(continue)

    Ho adorato questo libro nell'adolescenza, quando mi identificavo in questa donna ribelle e non convenzionale, che a causa di un amore infelice decide di vivere fuori dagli schemi della società dell'epoca e si scopre incapace di sacrificare la sua libertà ad un nuovo amore. Ovviamente non sono diventata nulla di tutto ciò, ma il libro resta stupendo.

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    Serena said on Jun 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libertà e solitudine

    In questo romanzo, uno tra i più belli, la scrittrice francese affronta il tema della libertà e dell'indipendenza femminile.
    Mima e ballerina sulle scene dei café-concerto parigigini con un passato da scrittrice, Renée si lascia corteggiare da Max n ...(continue)

    In questo romanzo, uno tra i più belli, la scrittrice francese affronta il tema della libertà e dell'indipendenza femminile.
    Mima e ballerina sulle scene dei café-concerto parigigini con un passato da scrittrice, Renée si lascia corteggiare da Max nonostante porti ancora su di sé le ferite della relazione precedente. Eppure l'appagamento iniziale cede ben presto il passo a un sentimento di insofferenza, che porta Renée a rompere la relazione pur riconquistare la libertà perduta (e ceduta all'uomo), anche a prezzo di un'amara solitudine.
    Indimenticabile la traduzione di Anna Banti.

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    Paola C said on Mar 29, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Scrivo su dei tavolini zoppicanti, seduta di sbieco su sedie troppo alte, un piede calzato e l'altro nudo, col foglio nel vassoio della prima colazione e la mia borsa aperta fra spazzole, boccette di profumo e cavatappi". Scrittura, seduzione, alcol ...(continue)

    "Scrivo su dei tavolini zoppicanti, seduta di sbieco su sedie troppo alte, un piede calzato e l'altro nudo, col foglio nel vassoio della prima colazione e la mia borsa aperta fra spazzole, boccette di profumo e cavatappi". Scrittura, seduzione, alcol. Sensualità e disciplina. Vocazione letteraria e richiamo della vita. La confessione di Colette appare nel 1910, in piena Belle Epoque, nel romanzo "La vagabonda": il diario di bordo della traversata di una Parigi festaiola e serenamente amorale, dove l'aristocrazia e il demi-monde s'incrociano e si confondono ogni sera.
    Colette non è ancora Colette (si firmerà così a partire dal 1916) ma è già famosa. E quel mondo lo conosce bene. Ha già visto la Bella Otero danzare ("Madida, emanava un odore delicato, bruno, a prevalenza di sandalo, un odore più fine di lei stessa") e Claude Debussy orchestrare le sue composizioni ("Emette suoni nasali alla ricerca di un motivo di oboe e, per imitare un pizzicato di contrabbassi, si alza in piedi, prende un turacciolo e lo strofina contro un vetro").
    Soprattutto, è già sulla buona strada per "diventare Colette", come il giovane Danny Huston ha intitolato il suo film con la bella Mathilda May. La più grande scrittrice francese della prima metà del Novecento. E il personggio amorale e innocente, eccessivo e straripante di vita, che cresce assieme alla donna di lettere nutrendo tutti i suoi 70 libri.
    La storia incomincia nel 1873 a Saint-Saveur-en-Puisaye, il paesino della Borgogna dove Sidonie-Gabrielle Colette nasce, quarta amatissima figlia di un capitano a riposo e di una straordinaria contadina (Colette mel 1929 la ricorderà in un libro commosso e perfetto, "Sido") che le insegna a "osservare la meraviglia di tutto ciò che germina, che fiorisce, che vola". Anche l'amore, più tardi, farà parte di questa serena accettazione del mondo.
    L'amore e la scoperta di Parigi sono contemporanei: è il 1893 e la giovane campagnola sposa una celebrità dell'epoca, Henri Gauthier-Villars detto Willy. Lo sposo ha quattordici anni più di lei, è corpulento e ostenta maestosi baffi a manubrio, un pizzo appuntito e la fama non usurpata di tombeur de femmes. Fa lo scrittore, ma sarebbe più esatto dire che fa scrivere gli altri, uno stuolo di cinquanta "negri", e firma il prodotto finito. Lui si limita ad abbozzare le trame e ad aggiungere quel tocco piccante che li rende graditi al grande pubblico.
    Willy fa così anche con Colette: dal 1900 al 1904 le fa scrivere i quattro romanzi del ciclo di "Claudine", che narrano l'iniziazione alla vita di una collegiale, li condisce di amori saffici e fondali mondani, e se ne appropria. Il successo è enorme, lo scandalo clamoroso. Ma la giovane borgognona ha scoperto la scrittura.
    E quando, nel 1906, il legame con il marito pigmalione e sfruttatore va in frantumi, Colette scoprirà la vita e comincerà a passare da uno scandalo all'altro: il rapporto lesbico con Missy, figlia del conte di Morny e marchesa di Belbeouf, con la quale scambia baci appassionati e profondi in pubblico; l'immersione nel mondo del music-hall dove recita, danza e non esita a scoprire il seno di fronte al pubblico.
    La scrittura però non viene dimenticata: nel 1907 arriva "Il rifugio sentimentale", nel 1913 "Il rovescio del music-hall". Nel frattempo, la scrittrice ha fatto in tempo a provare l'oppio e a ricevere i primi attestati di stima del mondo letterario (André Gide, più tardi, la definirà geniale e Jean Cocteau lascerà scritto che "Colette è l'unica donna a non avere vergogna del suo ventre").
    Colette si sposa la seconda volta, nel 1912, con Henri de Jouvenel, caporedattore del quotidiano "Le Matin" e futuro ministro della Pubblica Istruzione. Il precedente matrimonio con Willy viene archiviato così: "Fra gli ardimenti irragionevoli, il coraggio delle fanciulle ha un posto di primo piano. Senza quello si vedrebbero meno matrimoni... Rassegniamoci a dire che se tante fanciulle mettono la mano nella zampa pelosa, tendono la bocca verso la convulsione ingorda di una bocca esasperata... è perché la curiosità sensuale sussurra loro consigli prepotenti... Il disgusto non è mai stato un ostacolo. Viene più tardi, come l'onestà".
    Il secondo matrimonio sarà archiviato nel 1925, dopo tredici anni passati a fare la moglie borghese con tanto di domestici, un castello, una villa ornata di stucchi a Passy e una bambina, Colette detta Bel-Gatou, nata quando la scrittrice ha quarant'anni. Il motivo è il solito: i tradimenti di lui, ripagati stavolta da un adulterio feroce quanto immancabilmente scandaloso, che la scrittrice commette con il figlio di primo letto del marito.
    Sono intanto arrivati i cinquant'anni, è arrivata la maturità letteraria ("Chéri" del 1920 racconta l'amore di un'anziana cocotte, Lea, per il giovane figlio di una collega; e il bellissimo "Il grano in erba" del 1923, la cui pubblicazione a puntate viene presto interrotta per difendere la pubblica morale, segue passo per passo la nascita del desiderio sessuale fra due adolescenti). E' arrivato il momento di tirare le somme.
    Colette lo fa in "La nascita del giorno" dove, con serenità, ammette: "E' la prima volta che mi capita di dover vivere e morire senza che la mia vita e la mia morte dipendano da un amore". Tuttavia fa in tempo a sposarsi ancora una volta: con il gioielliere Maurice Godeket, assai più giovane di lei.
    Colette invecchierà serenamente anche se l'artrite la immobilizzerà. Riceverà riconoscimenti prestigiosi come la Legion d'Onore e Broadway s'impdronirà di un suo romanzo del 1943, "Gigi", per fare debuttare Audrey Hepburn (al cinema il romanzo arriva nel 1958, con un delizioso musical di Vincente Minnelli interpretato da Leslie Caron e Maurice Chevalier). E quando morirà, ottantunenne, nel 1954, sarà la prima donna a ricevere i funerali di Stato. Soltanto la Chiesa non dimenticherà la sua vita scandalosa e le negherà la sepoltura in terra consacrata.
    Scritto il 12/8/1991

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    bartlebyloscrivano said on Jul 12, 2010 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Colette, oltre che scrittrice elegante e raffinata, fu anche danzatrice, attrice, mima e cantante: un'insaziabile avidità di sensazioni, di esperienze e conoscenze umane sempre nuove attraversa tutta la sua esistenza e nutre lo stile della sua scritt ...(continue)

    Colette, oltre che scrittrice elegante e raffinata, fu anche danzatrice, attrice, mima e cantante: un'insaziabile avidità di sensazioni, di esperienze e conoscenze umane sempre nuove attraversa tutta la sua esistenza e nutre lo stile della sua scrittura. Gli aspetti autobiografici abbondano in questa opera in cui Colette presenta un nuovo modello di sé nel personaggio di Renée e nel suo percorso di emancipazione che, dopo il divorzio, sola ed abbandonata da tutti, la condurrà a diventare danzatrice e mima. Per Colette la Vagabonda è la testimonianza della sua liberazione da qualsiasi legame familiare, morale e sociale: la liberazione della donna e la liberazione dell'artista.

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    Kris Kelvin said on Jan 24, 2010 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    sinceramente Colette mi fa due palle così. E' tutto ciò che ho da dire su quest faccenda (come diceva Forrest Gump).

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    La Tigre Danzante said on Jun 2, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    a mature liberated Collete for the over 40 crowd

    She is only 34 but feels old, after a failed mariage and a return to the theater. Renée goes through three stages: denial of any feelings, new love, and the choice. A story which following the pysche closely of a woman who has been hurt and tries to ...(continue)

    She is only 34 but feels old, after a failed mariage and a return to the theater. Renée goes through three stages: denial of any feelings, new love, and the choice. A story which following the pysche closely of a woman who has been hurt and tries to go forward gaining in understanding of herself as she goes. A beautifully written book. A real jewel...very modern even if over a hundred years old...

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    Gail Paris said on Dec 23, 2008 | Add your feedback

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