Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La valle dell'Eden

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.4
(1508)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 675 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Svedese , Tedesco , Polacco , Sloveno , Portoghese , Greco

Isbn-10: A000080485 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace La valle dell'Eden?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    mi contraddico? ebbene si, mi contraddico, sono vasto, contengo moltitudini

    storia romanzata di una famiglia e di un'epoca storica
    con un riferimento più che marcato alla Bibbia
    la netta distinzione tra bene e male fa certo parte della semplicità del periodo in cui il romanzo è stato scritto, come anche il concetto di un male ontologico e di una figura femmin ...continua

    storia romanzata di una famiglia e di un'epoca storica
    con un riferimento più che marcato alla Bibbia
    la netta distinzione tra bene e male fa certo parte della semplicità del periodo in cui il romanzo è stato scritto, come anche il concetto di un male ontologico e di una figura femminile corruttrice...nel complesso il libro regge, è avvincente, e seppur datato si fa bandiera di valori mai superati e certo ancora attuali, anche se in verità l'ingenuità di fondo finisce per annacquare il messaggio e certe espressioni oggi sarebbero considerate razziste...

    ps. i personaggi sono archetipi, anche la cattiveria di Cathy lo è, si insinua che abbia qualcosa che le manca, come forse a Caino...però è anche vero che è una sopravvissuta, e questo la rende talmente inattaccabile che solo la colpa alla fine la scalfisce, colpa per non esser riuscita a macchiare il povero Adam...ma solo a segnarne la vita...macchiarlo le avrebbe dato ragione, ma Steinbeck non intende cedere terreno al male: Adam è buono e morirà da buono e lei morirà quando sceglierà di cedere all'idea che ci sono persone buone a cui lei non può arrivare col suo potere corruttore...un vero serpente insomma...

    ha scritto il 

  • 4

    Per me il migliore di Steinbeck che ho letto fino ad ora, un capolavoro e te ne accorgi da subito e ti pesa sfogliare l'ultima pagina.
    Una moltitudine di personaggi tra i quali spiccano il leggendario Sam Hamilton e il servitore cinese Li (indimenticabili). Personaggi (tutti) a cui è diffic ...continua

    Per me il migliore di Steinbeck che ho letto fino ad ora, un capolavoro e te ne accorgi da subito e ti pesa sfogliare l'ultima pagina.
    Una moltitudine di personaggi tra i quali spiccano il leggendario Sam Hamilton e il servitore cinese Li (indimenticabili). Personaggi (tutti) a cui è difficile non affezionarsi o incuriosirsi, buoni o cattivi che siano e Steinbeck ha un pregio nella scrittura: l'umanità... e allora è difficile accanirsi contro i cattivi perché in fondo hanno sempre un aspetto, un pensiero, un accadimento del loro passato che li fa sentire più vicini a noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Sembra cominciare come un romanzo per ricapitolare la storia della propria famiglia. Ma fin dalle prime righe qualcosa s'inceppa: la vita degli Hamilton, ramo materno di Steinbeck, è subito nebulosa. Ad essa si innesta la vita dei Trask, che, nemmeno troppo lentamente, prende il sopravvento. Ed ...continua

    Sembra cominciare come un romanzo per ricapitolare la storia della propria famiglia. Ma fin dalle prime righe qualcosa s'inceppa: la vita degli Hamilton, ramo materno di Steinbeck, è subito nebulosa. Ad essa si innesta la vita dei Trask, che, nemmeno troppo lentamente, prende il sopravvento. Ed è così che il romanzo fa il suo salto, passando da cronaca familiare a vero e proprio concentrato dell'umanità tutta, da Adamo, Caino e Abele all'America degli anni '20. Ma, in fondo, non è solo il romanzo ha innalzarsi, è la stessa umanità che acquista, proprio per questa commistione, una potenza tragica e disperata inaudita. Eppure, la famiglia Hamilton continua a spiccare e a essere raccontata. La loro storia un po' più in sordina rispetto ai biblici Trask, eppure sempre presenti, sempre vivi. Perché se il generale ha un significato è soltanto in rapporto al particolare.
    In tutto, questo, parallelamente, incrociandola in modo catastrofico, scorre la vita di Kate, summa di tutte le perdizioni e di tutte le donne demoniache dell'Antico Testamento. Eppure, al contempo, così umana (nonostante l'avvertenza) da far male.
    Un romanzo che è un enorme affresco, un pastiche fatto di mille generi e mille trame e sottotrame, che spesso nemmeno si concretizzano, che non portano a niente, se non, in fondo, alla vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Un enorme epico affresco di un'epoca, la riscrittura della storia di Abele e Caino, più e più volte. Una folla di personaggi estremamente vividi e non ce n'è uno, anche quello che appare per mezza pagina, che non mi sia piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Che soddisfazione arrivare alla fine di questo romanzo con la sensazione di aver letto un piccolo grande capolavoro. I personaggi entrano nell'anima, come non "amarli" tutti anche i cattivi, perchè il pregio di Steinbeck è di presentarli tutti nella loro umanità anche nel male. Certamente il buon ...continua

    Che soddisfazione arrivare alla fine di questo romanzo con la sensazione di aver letto un piccolo grande capolavoro. I personaggi entrano nell'anima, come non "amarli" tutti anche i cattivi, perchè il pregio di Steinbeck è di presentarli tutti nella loro umanità anche nel male. Certamente il buon Le, cinese saggio e il grande Samuel, sono figure che restano scolpite nell'anima, ma che "pena" quando la storia fra fratelli si ripete, con il medesimo copione, amore e gelosia, il più forte che in realtà è il più fragile! Impossibile non andare con il pensiero ai fotogrammi del film ma sconsiglio il confronto, sono due prodotti eccezionali e magnifici.

    ha scritto il 

  • 4

    Masterpiece assieme a Furore

    Parlando di saghe familiari,ho trovato quella di Furore più straziante e impattante,nel suo raccontare in modo semplice di persone semplic e misere.
    Inoltre l'ultima parte del libro si trascina un po' più a fatica e a mio parere il personaggio di Kate/Cathy perde un po' di energia. Ad ogni ...continua

    Parlando di saghe familiari,ho trovato quella di Furore più straziante e impattante,nel suo raccontare in modo semplice di persone semplic e misere.
    Inoltre l'ultima parte del libro si trascina un po' più a fatica e a mio parere il personaggio di Kate/Cathy perde un po' di energia. Ad ogni modo,è un libro che mi ha toccato profondamente. Questo e Furore rimangono a mio parere due letture imprescindibili.

    ha scritto il 

  • 5

    "La valle dell'Eden" di John Steinbeck

    Qualche tempo fa mi sono dedicata alla lettura del mio primo Steinbeck, La valle del'Eden e non sapevo bene che aspettarmi, forse influenzata dall'omonimo film di Elia Kazan con James Dean e restante cast, strepitosi.
    Però :D
    Il libro in questo caso è un mondo, il film, invece, si inc ...continua

    Qualche tempo fa mi sono dedicata alla lettura del mio primo Steinbeck, La valle del'Eden e non sapevo bene che aspettarmi, forse influenzata dall'omonimo film di Elia Kazan con James Dean e restante cast, strepitosi.
    Però :D
    Il libro in questo caso è un mondo, il film, invece, si incentra su una sola parte della storia narrata dall'autore!
    Una delle prime sensazione avute durante la lettura è che questo sia un romanzo "moderno" perché tocca temi che possiamo sentire ancora come nostri e quindi attuali: se letto nella giusta prospettiva è un libro che va al di là del tempo e che può suggerire ancora oggi moltissimo.
    La posizione di Steinbeck nei confronti del razzismo è ben chiara, per esempio in alcuni passaggi in cui la voce fuori campo del narratore (che coincide con lo stesso scrittore) ci dà ragguagli sulla storia del tempo:
    "E poi le discussioni:
    Si può tenere uno schiavo?
    E perché no, se lo si è comprato in buona fede?
    E poi diranno che uno non può tenere un cavallo. Chi è che mi vuol portare via la mia roba?
    Eravamo tutti là, come uno che si graffiasse da sé la faccia e si insanguinasse la barba."

    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/11/libro-la-valle-delleden-di-john.html

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile commentare un libro del genere. SI rischia di sproloquiare, ma anche di dire troppo poco. Allora si consiglia di leggerlo, perché si ha la sensazione di aver appena finito di leggere un capolavoro.
    Come non parlare di Li, il cinese dispensatore di saggezze, di Samuel Hamilton pazz ...continua

    Difficile commentare un libro del genere. SI rischia di sproloquiare, ma anche di dire troppo poco. Allora si consiglia di leggerlo, perché si ha la sensazione di aver appena finito di leggere un capolavoro.
    Come non parlare di Li, il cinese dispensatore di saggezze, di Samuel Hamilton pazzo sognatore, di Adam Trask delicato e innamorato di Cathy, la moglie che impersona la perfidia più cattiva. O dei loro figli Cal e Aron, differenti tra loro come la notte e il giorno, ma entrambi dotati di pericolose passioni. E di Will Hamilton, di Abra, dello sceriffo Horace Quinn, di Joe tirapiedi di Cathy, della prostituta Ethel. Ognuno è pennellato in modo perfetto. Ognuno è funzionale e a volte determinante nello svolgimento della storia. Una storia che si dipana attraverso le stagioni, accompagnata dalle fioriture primaverili e dai tristi e ventosi paesaggi autunnali, stagioni che ogni volta danno e tolgono agli uomini che vivono della terra.
    Vedete? Troppi personaggi, troppe situazioni, troppa valle troppi dialoghi sui quali rimuginare per ore, troppa tutto in questo romanzo. Leggerlo è la soluzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Era tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così completo e così profondamente bello: grazie ad esso sono tornata ad assaporare la vera essenza della letteratura, quella che trova l’equilibrio perfetto tra forma e contenuto, che ti tiene incollato alla storia senza mai banalizzarla, che non r ...continua

    Era tantissimo tempo che non leggevo un romanzo così completo e così profondamente bello: grazie ad esso sono tornata ad assaporare la vera essenza della letteratura, quella che trova l’equilibrio perfetto tra forma e contenuto, che ti tiene incollato alla storia senza mai banalizzarla, che non rinuncia a cercare il *senso* dell’esistenza mentre ti propone la crudezza della realtà e che ha uno sguardo profondamente partecipe sulla debolezza umana, continuando a coltivare la speranza che il fuoco all’interno dell’individuo non si spenga al cospetto della tragicità della vita e delle convenzioni sociali. Se Furore magistralmente dipingeva il quadro di un’intera categoria di uomini, tratteggiandosi come romanzo “socialista”, La valle dell’Eden si configura invece come un inno alla libertà di scelta del singolo individuo, non solo la libertà di compiere o meno il male, ma anche, e forse soprattutto, quella di accettare o non accettare il perdono dopo averlo commesso. La storia degli Hamilton e dei Trask, così forte e piena di pathos, non è altro che una lunga parabola sulla forza della coscienza individuale e sulla sfida continua dell’accettazione di sé e della propria imperfezione, un viaggio spirituale grazie al quale, arrivati all’ultima pagina, si ha la sensazione di essere persone migliori. Non so cos’altro si possa chiedere a un libro.

    La nostra specie è la sola specie creativa, e ha un solo strumento creativo, la mente e lo spirito individuale dell’uomo. (…) E ora le forze dispiegate intorno al concetto di gruppo hanno dichiarato una guerra di sterminio alla cosa preziosa, allo spirito dell’uomo. Per mezzo di diffamazioni, affamandolo, con le repressioni, la direzione forzata e i possenti colpi di martello del condizionamento, lo spirito libero e vagabondo è continuamente inseguito, impastoiato, attutito, narcotizzato. La nostra specie umana sembra essersi messa sulla triste via del suicidio.
    E io credo in questo: che lo spirito individuale liberamente esplorante sia la cosa più preziosa del mondo. È per questo che io vorrei combattere: la libertà per lo spirito di prendere, senza costrizioni, la direzione che desidera. E contro questo io devo lottare: ogni idea, religione o governo che limita o distrugge l’individuo. Questo è ciò che sono e per questo io sono. Io posso capire perché un sistema costruito in base a un modello debba cercare di distruggere lo spirito libero, perché esso è una cosa per sola forza di analisi può distruggere quel sistema stesso. Lo capisco benissimo, e mi ribello a questo e lotterò per difendere e conservare la sola che ci differenzia dagli animali che non creano.

    ha scritto il 

Ordina per