La valle dell'Eden

Di

Editore: Mondadori

4.4
(1781)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 677 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Svedese , Tedesco , Polacco , Sloveno , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8804392916 | Isbn-13: 9788804392910 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: De Angelis G.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Eccomi qua incantata per le vicende delle famiglie Hamilton e Task e le profondità che Steinbeck ha saputo ben sondare.
    Steinbeck racconta della famiglia materna. Il nonno Samuel, buono, altruista, cu ...continua

    Eccomi qua incantata per le vicende delle famiglie Hamilton e Task e le profondità che Steinbeck ha saputo ben sondare.
    Steinbeck racconta della famiglia materna. Il nonno Samuel, buono, altruista, curioso di conoscenza, la testa persa nei libri, pieno di idee geniali ma le tasche sempre vuote; il classico "sfortunato negli affari ma fortunato in amore". E racconta degli zii, della mamma e praticamente niente di se stesso anche se è lui la voce narrante.
    E poi in parallelo alla famiglia Hamilton scorre la vita dei Task: Nella valle dell'Eden biblica Caino uccide Abele, il Male assoluto uccide il Bene assoluto. In quella di Steinbeck il Male e il Bene hanno più di un volto: Il Male di Cathy che Steinbeck ci presenta bella e con un sorriso incantevole ma dentro di sé nasconde l'anima di un mostro; e poi c'è Cal che non accetta il male che ha dentro e prega per essere migliore, non sempre ci riuscirà, non sempre fallirà.
    E poi c'è il Bene di Adam che lo porta per troppo tempo a isolarsi nel dolore, a non vedere ad un palmo dal naso, il mondo gira ma io scendo per un po'. E Aaron, ma quanto è buono Aaron, ma quanto è bravo Aaron, ma quanto è bello Aaron e poco importa se nel compiacimento Aaron si chiude nel suo mondo e non impara a migliorarsi, ne ha bisogno?
    E vogliamo parlare delle descrizioni dei luoghi? E' stato molto interessante vedere nascere quello che ora è San Luis Obispo, San Francisco. Quella di Steinbeck è una California polverosa, sofferente per la siccità o florida, felice per le piogge, dove gli inverni hanno un cielo tempestato di stelle e gli alberi ammutoliti per l'aria ferma e cristallina si stagliano immobili contro la Via Lattea....
    Che altro dire? Chapau John Steinbeck.

    ha scritto il 

  • 5

    Affascinante

    Meravigliosa saga famigliare, con protagoniste due famiglie della valle del Salinas: gli Hamilton, originari dell'Irlanda e i Trask, originari dell'Est.
    I personaggi (e che personaggi!) sono molto ben ...continua

    Meravigliosa saga famigliare, con protagoniste due famiglie della valle del Salinas: gli Hamilton, originari dell'Irlanda e i Trask, originari dell'Est.
    I personaggi (e che personaggi!) sono molto ben caratterizzati e la descrizione dei luoghi è a dir poco sublime, talmente incredibile che trascina il lettore attraverso 700 pagine densissime ma che scorrono veloci come il vento.
    Un romanzo spettacolare.

    ha scritto il 

  • 5

    La valle dell'Eden

    "La valle dell'Eden" è il capolavoro della maturità di John Steinbeck: un romanzo che è al tempo stesso saga famigliare ed affresco sociale, resoconto storico e riscrittura del mito di Caino e Abele.
    ...continua

    "La valle dell'Eden" è il capolavoro della maturità di John Steinbeck: un romanzo che è al tempo stesso saga famigliare ed affresco sociale, resoconto storico e riscrittura del mito di Caino e Abele.
    Si tratta di una narrazione fluviale, intensa ed inarrestabile, che non perde un colpo nell’arco delle 760 pagine. Con il consueto equilibrio supportato da una rara capacità espositiva, Steinbeck ripercorre le vicende dei Trask e degli Hamilton, due famiglie californiane della valle del Salinas: un territorio sconfinato che è una sorta di paradiso terrestre ma anche il simbolo di un’America che deve fare i conti con se stessa e con la propria acerba giovinezza.
    Vediamo così scorrere davanti ai nostri occhi 50 anni di storia americana, a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo: dal conflitto con gli indiani alla Prima Guerra Mondiale. Attraverso il susseguirsi di tre generazioni, assistiamo ad un’intensa riflessione su temi etici di assoluta rilevanza, quali il libero arbitrio e la capacità di giudizio dell’uomo: un essere ondivago e confuso, in precario equilibrio tra le proprie terrene contraddizioni e la possibilità di scegliere ciò che vorrebbe essere. E proprio questa capacità di scelta, questo “Timshel” (“Tu puoi!”), che emerge dapprima sussurrato per poi diventare chiave di volta dell’intera narrazione, rappresenta la sfida suprema che si pone davanti ai protagonisti: la possibilità di costruire il proprio destino con le proprie forze, trascendendo qualsiasi presupposto di natura storica o genetica.
    Facendo affidamento su efficaci descrizioni del paesaggio, che introducono ogni capitolo, Steinbeck ci fa inoltrare in un territorio inesplorato delle umane vicende: accogliente in apparenza quanto selvaggio nelle sue più intime implicazioni. E così, capitolo dopo capitolo, riesce a costruire il miglior romanzo della sua carriera: un’opera indispensabile nella sua unicità, consegnata ai posteri e data a modello come raro esempio di letteratura alta che può essere condivisa da chiunque, al di là delle differenze culturali o di classe.
    Giudizio: un libro immenso.

    ha scritto il 

  • 5

    A tratti prolisso e ripetitivo, ci sono dei punti in cui non si riesce a capire dove stia andando la trama; tuttavia a me questo romanzo piaciuto moltissimo.
    È scritto benissimo (io odio le descrizion ...continua

    A tratti prolisso e ripetitivo, ci sono dei punti in cui non si riesce a capire dove stia andando la trama; tuttavia a me questo romanzo piaciuto moltissimo.
    È scritto benissimo (io odio le descrizioni, ma quella della valle del Salinas nel primo capitolo è eccezionale), i personaggi hanno una grande umanità (certo Samuel è troppo buono, ma, lo ammetto, mi piace lo stesso) e vivono il conflitto tra bene e male come accade a alcune persone.
    Ci sono punti che mi hanno commossa. Lo so, forse Steinbeck ha giocato sul desiderio di ciascuno di essere amato, capito e accettato e questo può creare una facile empatia. Tant'è, con me c'è riuscito.
    Forse non è allo stesso livello di Furore o Uomini e topi, ma comunque merita 5*

    ha scritto il 

  • 4

    John Steinbeck - La valle dell'Eden

    L'appellativo "Grande romanzo americano" è stato coniato per numerosi romanzi. Forse uno di quelli che si avvicina di più a tale nomea è proprio questo La valle dell'Eden vera e propria opera magna, i ...continua

    L'appellativo "Grande romanzo americano" è stato coniato per numerosi romanzi. Forse uno di quelli che si avvicina di più a tale nomea è proprio questo La valle dell'Eden vera e propria opera magna, in grado di percorrere tre generazioni di famiglie, ma soprattutto dando quell'idea di maestosità e complessità che si percepisce al cospetto di un'opera pregna di grande significato. Un lavoro che già dal suo aspetto dà la sensazione di qualcosa di serio, importante, molto "maschio e rude" se mi passate il termine.

    Ciò che mi ha colpito prima di tutto di questo libro sono le descrizioni della campagna, di questa enorme vallata, rustica, sana, soleggiata, in cui la natura la fa da padrona. In cui l'uomo sembra quasi un ospite piccolo piccolo al cospetto di cotanta bellezza ma soprattutto di vergine ed incontaminata natura. E su questo sfondo si intrecciano le vicende di due famiglie, i Trask e gli Hamilton, con gioie e dolori da ogni parte, come solo il corso della vita può riservare.

    Steinbeck è un artigiano della scrittura, cesella personaggi su personaggi, riesce a sviscerare ogni lato più nascosto del loro carattere, definendoli in maniera a tratti maniacale, riuscendo a far risaltare anche i lati più nascosti ed umani. Raramente mi è capitato di leggere personaggi così ben definiti, forse solo Dostoevskij ha fatto meglio, ma stiamo parlando di uno scontro tra titani.

    Il finale, amaro, è bellissimo e perfetto. Ma allora perché non 5 stelle? Perché credo che, forse la prima volta che mi capita, questo romanzo sarebbe stato perfetto con più pagine, con più dettagli sui protagonisti, magari proseguendo di un'altra generazione e soprattutto perché la famiglia Hamilton fa troppo da comparsa ed invece non mi sarebbe dispiaciuto vederla più intrecciata a quella dei Trask. Rimane comunque un romanzo di pregevolissima fattura che non deve mancare in ogni libreria di un cultore dei libri che si rispetti. Ovviamente non devo essere io a consigliarvi un tale libro!

    ha scritto il 

  • 5

    Inizialmente non pensavo di dare cinque stelle a questo romanzo, perché sentivo la differenza da "Furore", che al contrario mi aveva folgorato subito.
    Ora che l'ho finito, ho ancora dentro alcuni mome ...continua

    Inizialmente non pensavo di dare cinque stelle a questo romanzo, perché sentivo la differenza da "Furore", che al contrario mi aveva folgorato subito.
    Ora che l'ho finito, ho ancora dentro alcuni momenti, personaggi, paesaggi, e ho capito che non potevo non premiare questo scrittore meraviglioso. Un maestro nell'accompagnare il lettore nei meandri della mente umana, nelle sfaccettature delle varie personalità, nel portarti ad andare oltre alle apparenze.
    Mi ha colpito il suo intuito, la compassione e l' obiettività.
    Un racconto triste, con tanta sofferenza e a tratti tragicità, ma alleggerito da delle descrizioni bellissime dei luoghi e dei tempi e da un'ironia sottile.

    ha scritto il 

  • 4

    democristiano, scaldacuore, buonista e luogocomunista con picchi intollerabili (il cinese); ma è un libro di Steinbeck, dove il piglio buonista è sincero e dove i personaggi, tutti giustificabili in c ...continua

    democristiano, scaldacuore, buonista e luogocomunista con picchi intollerabili (il cinese); ma è un libro di Steinbeck, dove il piglio buonista è sincero e dove i personaggi, tutti giustificabili in ciò che fanno, sono descritti in maniera approfondita. Per chi conosce l'autore niente di nuovo, anzi, solo riproposizioni, ma con un vantaggio: il numero di pagine. Un'epopea gigantesca, un romanzo fiume che permette non soltanto di leggere Steinbeck, ma di immergersi nel suo mondo, guadagnando nelle descrizioni quanto nell'accumulo.

    ha scritto il 

  • 5

    Timshel

    Imperdibile...l' ho letto e riletto! Mai libro ebbe tante "orecchie" e fu tanto "violentato" dalla matita, come a voler inconsciamente catturare, trattenere, imprimere l' essenzialità di parole e imma ...continua

    Imperdibile...l' ho letto e riletto! Mai libro ebbe tante "orecchie" e fu tanto "violentato" dalla matita, come a voler inconsciamente catturare, trattenere, imprimere l' essenzialità di parole e immagini, prima ancora che potessero insinuarsi nella profondità dell' anima e lì lievitare e depositarsi nel ricordo
    Ci sono scrittori capaci di regalarci pagine intense, emozioni che toccano le corde profonde del cuore; capaci di delineare figure grandiose nelle loro umane debolezze e contraddizioni; depravazioni e nobiltà; grandezza e autoflagellazione. Figure così vivide da rimanere impresse a fuoco nella mente, sia che suscitano in noi empatia, sia che vengano respinte con subitaneo disgusto.
    Steinbeck è uno di questi!
    Mi sottraggo dal tratteggiare i personaggi..., sono così tante le immagini caratterizzanti che si affollano, che mi sembra di far torto all' uno o all' altro.
    Mi piace, invece, portare all' attenzione un frammento di grande valore che, penso, racchiuda simbolicamente la nostra fragile condizione umana che si trascina per sentieri bui tra imperfezioni e sensi di colpa, ma con la possibilità di riscatto che affonda le radici nella libertà di scelta: Timshel : Tu puoi ; fosse anche il "diritto di soffrire"!
    Quella parola "dà una possibilità. E' forse la parola più importante del mondo. Quella che dice che la strada è aperta. Quella che ributta la cosa sull' uomo. Perché, se "tu puoi"... è vero anche che "tu puoi non..."

    ha scritto il 

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