La valle dell'eden

Di

Editore: Mondadori

4.4
(1796)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Svedese , Tedesco , Polacco , Sloveno , Portoghese , Greco

Isbn-10: A000102416 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ingredienti: la storia intrecciata di due famiglie californiane, 50 anni di storia americana attraverso tre generazioni, una riscrittura moderna del mito di Caino e Abele, una poderosa riflessione su ...continua

    Ingredienti: la storia intrecciata di due famiglie californiane, 50 anni di storia americana attraverso tre generazioni, una riscrittura moderna del mito di Caino e Abele, una poderosa riflessione su tanti temi etici.
    Consigliato: a chi vuol conoscere uno dei più grandi scrittori del novecento (premio Nobel e Pulitzer), a chi cerca nei figli vizi e virtù dei padri.

    ha scritto il 

  • 5

    Carissimo J

    Carissimo J, è già da un po' che ho finito di leggerti eppure non riesco proprio a scrivere un commento. Dio solo sa quanto vorrei riuscire a comunicare ad altri lo splendore nel quale sono rimasta im ...continua

    Carissimo J, è già da un po' che ho finito di leggerti eppure non riesco proprio a scrivere un commento. Dio solo sa quanto vorrei riuscire a comunicare ad altri lo splendore nel quale sono rimasta immersa per più di un mese, eppure non ci riesco.
    Credo che il problema sia che non ne sono uscita. Vivo ancora a Salinas e dintorni, passeggio con Adam, chiacchiero con Samuel e Lee, mi arrabbio furiosamente con Cathy. Mi tornano in mente tutte le volte che ti sei rivolto a noi lettori in maniera così spontanea e colloquiale da farmi sentire una di casa. Sarà per questo che non voglio andarmene? Ti toccherà sopportare la mia presenza in mezzo a tutti voi ancora per parecchio tempo perché ho trovato uno scaffale con tante altre storie nelle quali immergermi e quindi...
    Spero di rincontrarti presto, credo mi riconoscerai facilmente.

    ha scritto il 

  • 5

    Timshel, tu puoi.

    Ho riletto senza fretta, nonostante la data (ormai passata) del gruppo di lettura con i miei amici del Maddecheoh.
    Ho preso appunti, ho respirato l'aria (purissima) della nuova traduzione (Anna, Maria ...continua

    Ho riletto senza fretta, nonostante la data (ormai passata) del gruppo di lettura con i miei amici del Maddecheoh.
    Ho preso appunti, ho respirato l'aria (purissima) della nuova traduzione (Anna, Maria, siete state fantastiche!), ho segnato passaggi (splendidi) che la prima volta non mi erano rimasti impressi o che erano stati lasciati in ombra dalla bellezza della storia - uno su tutti, il momento in cui i due fratelli Hamilton, Dessie e Tom, si incontrano alla stazione e improvvisano una danza campagnola: sembrava di vederli, avrei voluto vederli.
    Pensavo a questo, leggendolo, alle nuove parole che rendevano nuovo anche "La valle dell'Eden", ai preziosi riferimenti biblici - "Sai dov'è tuo fratello?" chiese Adam. [...] "Che ne so io?" chiese Cal. "Sono forse tenuto a sorvegliarlo?", alle struggenti parole di Lee e di Samuel Hamilton, alla prosa di John Steinbeck che anche questa volta, una volta di più dopo il già meraviglioso lavoro fatto da Sergio Claudio Perroni con "Furore", tornava a illuminare la letteratura con tutto il suo splendore.
    Pensavo a tante cose, da dire e da scrivere, finché non ho letto l'ultima pagina con gli occhi inumiditi dalla commozione come se fosse la prima volta; e solo allora ho capito che solo una parola conta per raccontare la grandezza di questo romanzo, e che quella parola è "Timshel": tu puoi.

    Rileggere, questa volta in una traduzione amica.

    http://www.anobii.com/books/review/545e26aedd972692688b4930

    ha scritto il 

  • 4

    assolutamente imperdibile

    Un giorno Steinbeck, autore per me del tutto sconosciuto, è arrivato e mi ha letteralmente risucchiato, per portarmi con lui nella valle del Salinas, aspra, selvaggia, rigogliosa o arida ma comunque m ...continua

    Un giorno Steinbeck, autore per me del tutto sconosciuto, è arrivato e mi ha letteralmente risucchiato, per portarmi con lui nella valle del Salinas, aspra, selvaggia, rigogliosa o arida ma comunque meravigliosa con i suoi lecci, i salici, le felci, le fattorie, il vento sferzante....
    Poi mi ha presentato i componenti dalle due famiglie, protagonisti di questa coinvolgente e appassionante storia: gli Hamilton ed i Trask; mi li ha fatti conoscere uno ad uno, con le loro storie, i loro contrasti, i contraccolpi e le mille contraddizioni; portandomi ad amarli oppure ad odiarli senza mezze misure.
    E mentre la storia proseguiva, qualcuno cresceva e maturava, qualcun'altro moriva, nasceva o se ne andava…, mi ha indotto a riflettere sul senso di tante cose, sul comportamento delle persone, sul modo di reagire e di prendere la vita.
    Impossibile non affezionarsi al buon vecchio Samuel (il mio preferito) con la sua energia, saggezza, la voglia di sognare, leggere e inventare, il suo prodigarsi per gli altri, amore puro.
    Indimenticabili sono i dialoghi ed i ragionamenti di Samuel, Lee ed Adam, seduti ad un tavolo, accompagnati sempre da qualcosa di gustoso da mangiare e dal ng-ka-py nei momenti in cui era necessario farsi forza.
    Indicibile la bontà ed il dolore di Adam Trask.
    Inesplicabile la cattiveria e la crudeltà di Chaty o Kate che dir si voglia.
    Assolutamente centrale il ruolo di Lee, un semplice servitore, che si rivela essere il caposaldo, la figura chiave, il nerbo di una famiglia (e di molto altro) che si sarebbe sgretolata completamente senza di lui.
    Fortemente significativa l’assonanza della valle del Salinas alla Valle dell’Eden biblica che porta con sé l’ineluttabile ed intramontabile contrapposizione tra il bene ed il male, il buono e il cattivo.
    Ma non tutto è così assoluto, il bianco ed il nero non sono mai così netti, hanno mille sfumature e tonalità. Così come non sono in assoluto buoni o cattivi prima i due fratelli Adam e Charles e poi nella seconda generazione i gemelli Aron e Caleb figli di Adam.
    Le azioni sono legate al carattere, all’indole, questo è vero, ma le loro vite sono anche segnate dalle vicende vissute, dall’amore ricevuto gratuitamente o da quello elemosinato, da come si viene accolti, dalla gelosia, dal sentirsi rifiutati o messi da parte al contrario di chi viene preferito. Per questo il mio affetto va tutto (o quasi) verso Cal e non verso Aron, perché il primo ha cercato di migliorarsi, di vincere la sua cattiveria, la sua tendenza a fare del male (solo per sentirsi accettato ed amato quanto il fratello), mentre Aron si è concentrato solo su se stesso, non ha fatto del male a nessuno ma ha vissuto in pieno egoismo senza occuparsi di null’altro, se non della propria tendenza alla perfezione e dando per scontato l’amore che riceveva dal padre, da Lee, da Abra, dallo stesso Cal; quest’ultimo invece si è dovuto guadagnare ogni piccolo gesto di affetto, ogni attenzione ricevuta. < < Lui deve lottare per vivere, mentre suo fratello non ne ha bisogno.>>
    Tutto si concentra sulla forza interiore, sulla volontà di fare bene, di essere migliori. Tutto si riduce al significato intenso di una singola parola Timshel: TU PUOI! Non si tratta di un ordine o di una previsione, ma di una certezza: il male può essere dominato e vinto, dipende solo da se stessi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Eccomi qua incantata per le vicende delle famiglie Hamilton e Task e le profondità che Steinbeck ha saputo ben sondare.
    Steinbeck racconta della famiglia materna. Il nonno Samuel, buono, altruista, cu ...continua

    Eccomi qua incantata per le vicende delle famiglie Hamilton e Task e le profondità che Steinbeck ha saputo ben sondare.
    Steinbeck racconta della famiglia materna. Il nonno Samuel, buono, altruista, curioso di conoscenza, la testa persa nei libri, pieno di idee geniali ma le tasche sempre vuote; il classico "sfortunato negli affari ma fortunato in amore". E racconta degli zii, della mamma e praticamente niente di se stesso anche se è lui la voce narrante.
    E poi in parallelo alla famiglia Hamilton scorre la vita dei Task: Nella valle dell'Eden biblica Caino uccide Abele, il Male assoluto uccide il Bene assoluto. In quella di Steinbeck il Male e il Bene hanno più di un volto: Il Male di Cathy che Steinbeck ci presenta bella e con un sorriso incantevole ma dentro di sé nasconde l'anima di un mostro; e poi c'è Cal che non accetta il male che ha dentro e prega per essere migliore, non sempre ci riuscirà, non sempre fallirà.
    E poi c'è il Bene di Adam che lo porta per troppo tempo a isolarsi nel dolore, a non vedere ad un palmo dal naso, il mondo gira ma io scendo per un po'. E Aaron, ma quanto è buono Aaron, ma quanto è bravo Aaron, ma quanto è bello Aaron e poco importa se nel compiacimento Aaron si chiude nel suo mondo e non impara a migliorarsi, ne ha bisogno?
    E vogliamo parlare delle descrizioni dei luoghi? E' stato molto interessante vedere nascere quello che ora è San Luis Obispo, San Francisco. Quella di Steinbeck è una California polverosa, sofferente per la siccità o florida, felice per le piogge, dove gli inverni hanno un cielo tempestato di stelle e gli alberi ammutoliti per l'aria ferma e cristallina si stagliano immobili contro la Via Lattea....
    Che altro dire? Chapau John Steinbeck.

    ha scritto il 

  • 5

    Affascinante

    Meravigliosa saga famigliare, con protagoniste due famiglie della valle del Salinas: gli Hamilton, originari dell'Irlanda e i Trask, originari dell'Est.
    I personaggi (e che personaggi!) sono molto ben ...continua

    Meravigliosa saga famigliare, con protagoniste due famiglie della valle del Salinas: gli Hamilton, originari dell'Irlanda e i Trask, originari dell'Est.
    I personaggi (e che personaggi!) sono molto ben caratterizzati e la descrizione dei luoghi è a dir poco sublime, talmente incredibile che trascina il lettore attraverso 700 pagine densissime ma che scorrono veloci come il vento.
    I personaggi, come dicevo, sono veramente indimenticabili: c'è il buon Samuel Hamilton, il mite Adam, la perfida Cathy, il saggio Lee e i fratelli Aron e Caleb, che rimandano alla vicenda di Caino e Abele.
    Sullo sfondo la valle del Salinas, un moderno giardino dell'Eden, dove la natura selvaggia inizia a fare spazio all'avanzata del progresso, ma non per questo perde la sua forza e tutta la sua supremazia.
    Un romanzo che coinvolge tutti i cinque sensi, un romanzo spettacolare.

    ha scritto il 

  • 5

    La valle dell'Eden

    "La valle dell'Eden" è il capolavoro della maturità di John Steinbeck: un romanzo che è al tempo stesso saga famigliare ed affresco sociale, resoconto storico e riscrittura del mito di Caino e Abele.
    ...continua

    "La valle dell'Eden" è il capolavoro della maturità di John Steinbeck: un romanzo che è al tempo stesso saga famigliare ed affresco sociale, resoconto storico e riscrittura del mito di Caino e Abele.
    Si tratta di una narrazione fluviale, intensa ed inarrestabile, che non perde un colpo nell’arco delle 760 pagine. Con il consueto equilibrio supportato da una rara capacità espositiva, Steinbeck ripercorre le vicende dei Trask e degli Hamilton, due famiglie californiane della valle del Salinas: un territorio sconfinato che è una sorta di paradiso terrestre ma anche il simbolo di un’America che deve fare i conti con se stessa e con la propria acerba giovinezza.
    Vediamo così scorrere davanti ai nostri occhi 50 anni di storia americana, a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo: dal conflitto con gli indiani alla Prima Guerra Mondiale. Attraverso il susseguirsi di tre generazioni, assistiamo ad un’intensa riflessione su temi etici di assoluta rilevanza, quali il libero arbitrio e la capacità di giudizio dell’uomo: un essere ondivago e confuso, in precario equilibrio tra le proprie terrene contraddizioni e la possibilità di scegliere ciò che vorrebbe essere. E proprio questa capacità di scelta, questo “Timshel” (“Tu puoi!”), che emerge dapprima sussurrato per poi diventare chiave di volta dell’intera narrazione, rappresenta la sfida suprema che si pone davanti ai protagonisti: la possibilità di costruire il proprio destino con le proprie forze, trascendendo qualsiasi presupposto di natura storica o genetica.
    Facendo affidamento su efficaci descrizioni del paesaggio, che introducono ogni capitolo, Steinbeck ci fa inoltrare in un territorio inesplorato delle umane vicende: accogliente in apparenza quanto selvaggio nelle sue più intime implicazioni. E così, capitolo dopo capitolo, riesce a costruire il miglior romanzo della sua carriera: un’opera indispensabile nella sua unicità, consegnata ai posteri e data a modello come raro esempio di letteratura alta che può essere condivisa da chiunque, al di là delle differenze culturali o di classe.
    Giudizio: un libro immenso.

    ha scritto il 

  • 5

    A tratti prolisso e ripetitivo, ci sono dei punti in cui non si riesce a capire dove stia andando la trama; tuttavia a me questo romanzo piaciuto moltissimo.
    È scritto benissimo (io odio le descrizion ...continua

    A tratti prolisso e ripetitivo, ci sono dei punti in cui non si riesce a capire dove stia andando la trama; tuttavia a me questo romanzo piaciuto moltissimo.
    È scritto benissimo (io odio le descrizioni, ma quella della valle del Salinas nel primo capitolo è eccezionale), i personaggi hanno una grande umanità (certo Samuel è troppo buono, ma, lo ammetto, mi piace lo stesso) e vivono il conflitto tra bene e male come accade a alcune persone.
    Ci sono punti che mi hanno commossa. Lo so, forse Steinbeck ha giocato sul desiderio di ciascuno di essere amato, capito e accettato e questo può creare una facile empatia. Tant'è, con me c'è riuscito.
    Forse non è allo stesso livello di Furore o Uomini e topi, ma comunque merita 5*

    ha scritto il 

  • 4

    John Steinbeck - La valle dell'Eden

    L'appellativo "Grande romanzo americano" è stato coniato per numerosi romanzi. Forse uno di quelli che si avvicina di più a tale nomea è proprio questo La valle dell'Eden vera e propria opera magna, i ...continua

    L'appellativo "Grande romanzo americano" è stato coniato per numerosi romanzi. Forse uno di quelli che si avvicina di più a tale nomea è proprio questo La valle dell'Eden vera e propria opera magna, in grado di percorrere tre generazioni di famiglie, ma soprattutto dando quell'idea di maestosità e complessità che si percepisce al cospetto di un'opera pregna di grande significato. Un lavoro che già dal suo aspetto dà la sensazione di qualcosa di serio, importante, molto "maschio e rude" se mi passate il termine.

    Ciò che mi ha colpito prima di tutto di questo libro sono le descrizioni della campagna, di questa enorme vallata, rustica, sana, soleggiata, in cui la natura la fa da padrona. In cui l'uomo sembra quasi un ospite piccolo piccolo al cospetto di cotanta bellezza ma soprattutto di vergine ed incontaminata natura. E su questo sfondo si intrecciano le vicende di due famiglie, i Trask e gli Hamilton, con gioie e dolori da ogni parte, come solo il corso della vita può riservare.

    Steinbeck è un artigiano della scrittura, cesella personaggi su personaggi, riesce a sviscerare ogni lato più nascosto del loro carattere, definendoli in maniera a tratti maniacale, riuscendo a far risaltare anche i lati più nascosti ed umani. Raramente mi è capitato di leggere personaggi così ben definiti, forse solo Dostoevskij ha fatto meglio, ma stiamo parlando di uno scontro tra titani.

    Il finale, amaro, è bellissimo e perfetto. Ma allora perché non 5 stelle? Perché credo che, forse la prima volta che mi capita, questo romanzo sarebbe stato perfetto con più pagine, con più dettagli sui protagonisti, magari proseguendo di un'altra generazione e soprattutto perché la famiglia Hamilton fa troppo da comparsa ed invece non mi sarebbe dispiaciuto vederla più intrecciata a quella dei Trask. Rimane comunque un romanzo di pregevolissima fattura che non deve mancare in ogni libreria di un cultore dei libri che si rispetti. Ovviamente non devo essere io a consigliarvi un tale libro!

    ha scritto il 

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