La variante di Lüneburg

Di

Editore: Edizione CDE (su licenza Adelphi Edizioni)

4.0
(5230)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000023133 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi, rivelandoci, al tempo stesso, un grande scrittore.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il soccombente gioca a scacchi

    Certamente non sarò il primo a notare 'sta cosa, ma il romanzo si potrebbe intitolare La variante di Bernhard, perché sembra la storia del Soccombente con gli scacchi al posto del pianoforte. Nella te ...continua

    Certamente non sarò il primo a notare 'sta cosa, ma il romanzo si potrebbe intitolare La variante di Bernhard, perché sembra la storia del Soccombente con gli scacchi al posto del pianoforte. Nella terza parte poi c'è la lezione di Primo Levi. Troppa roba per 150 pagine e come nota un altro lettore, manca completamente il finale. I due narratori in prima persona confondono un po', e la filosofia del gioco è espressa in modo altisonante. Detto ciò, il romanzo avrà di certo delle qualità altrimenti non si spiegherebbe la sua costante presenza in libreria nel corso di tutti questi anni.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un giallo né un manuale per imparare la nobile arte.

    Conoscere il gioco degli scacchi e tutti i campioni citati secondo me fa aumentare di molto l’apprezzamento per questo libro.
    Non è un giallo né un manuale per imparare la nobile arte,tuttavia gli sca ...continua

    Conoscere il gioco degli scacchi e tutti i campioni citati secondo me fa aumentare di molto l’apprezzamento per questo libro.
    Non è un giallo né un manuale per imparare la nobile arte,tuttavia gli scacchi e la loro essenza hanno un ruolo importante,quasi i ¾ del libro,si parte con citare Gioacchino Greco 1600 al sommo Rubinstein 1907 fino a Bobby Fiscer 1943 rientrando pienamente nel cosi detto romanticismo degli scacchi.
    Il protagonista Tabori ha un conto in sospeso con Frisch, e muove i suoi pezzi (Mayer) con calma,calcolando tutto per arrivare al matto.
    Solo alla fine il lettore capirà o forse no! Proprio come un dilettante quando sulla scacchiera prende matto praticamente senza capire il perché.

    ha scritto il 

  • 4

    La variante di Maurensig

    Non c'è dubbio che il gioco degli scacchi si presti ad essere una perfetta metafora dei conflitti esistenziali e, dunque, più volte utilizzata nella letteratura.
    Se a ciò si aggiunge che lo scrittore ...continua

    Non c'è dubbio che il gioco degli scacchi si presti ad essere una perfetta metafora dei conflitti esistenziali e, dunque, più volte utilizzata nella letteratura.
    Se a ciò si aggiunge che lo scrittore in questione è un ex giocatore e che ha assimilato la lingua tedesca leggendo “La novella degli scacchi” di Zweig, beh, allora bisogna proprio dire che il gioco è fatto!!
    Come nel romanzo dell'autore austriaco, la narrazione ha una struttura a cornice.

    ”Sembra che l'invenzione degli scacchi sia legata a un fatto di sangue.”

    Una voce narrante – che solo verso il finale si capirà a chi appartiene- ci conduce sulla scena di un delitto o forse un suicidio. Quello che è certo è che Dieter Frisch, stimato e facoltoso industriale, viene ritrovato morto a causa di un colpo di pistola.
    Da qui si procede a ritroso in una storia dove la scacchiera e le sue strategie ne sono il fulcro.
    L'incontro sul treno tra Frisch e il misterioso Hans Meyer inserisce un altro racconto nel racconto. Un intreccio ben saldo che mette in scena l'antagonismo tra bene e male e dove ogni singola scelta non si risolve con lo spostamento di una pedina ma comporta conseguenze ben più gravi. Ogni mossa nella vita come nel gioco va ben calcolata tenendo sempre a mente che delle scappatoie esistono, delle varianti possono portare alla salvezza.
    Dalla novella di Zweig persiste l'idea degli scacchi come arma di sopravvivenza.
    Nella variante di Maurensig questa arma può essere strumento di attacco.

    ”Questa è, in primo luogo, la storia di una rivalità, che si manifestò proprio su una scacchiera,”

    ha scritto il 

  • 3

    Dal risvolto di copertina: Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta v ...continua

    Dal risvolto di copertina: Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un’altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile, che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l’altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi – e insieme ci rivela uno scrittore.

    Non so se mi è piaciuto o meno, la cosa di cui sono contento è che ho letto un libro scritto bene che parla di un argomento a me lontano: il mondo dei scacchi.
    Tutto è incentrato sugli scacchi, i personaggi, la narrazione, l’evoluzione della storia. Forse il finale mi sembra un po’ forzato, non so, ho avuto come l’impressione che l’autore per dare il colpo di coda al romanzo, per provare a dargli uno slancio abbia architettato tale epilogo.
    Un epilogo che fa rabbrividire, che soppesa il gioco degli scacchi a delle vite umane, ma in fondo noi non siamo altro che pedine in balia di un disegno superiore?
    Pedine in attesa della prossima mossa, sperando non sia quella definitiva.

    «Nei confronti del gioco, uno scacchista si trova ad avere lo stesso atteggiamento parziale che ha nei confronti del mondo: ha le sue preferenze e le sue antipatie, le sue convinzioni e le sue intolleranze».

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle - ma anche no

    Ho riletto ieri questo racconto-lungo, che avevo già letto una ventina d'anni fa e di cui serbavo un buon ricordo, senza però ricordarmi bene la storia. E come faccio allora a dire che serbavo un buon ...continua

    Ho riletto ieri questo racconto-lungo, che avevo già letto una ventina d'anni fa e di cui serbavo un buon ricordo, senza però ricordarmi bene la storia. E come faccio allora a dire che serbavo un buon ricordo?
    Per l'atmosfera che Maurensig riesce a dare alla narrazione, con la dose giusta di mistero, ritmo e poche divagazioni. Quindi le 4 stelle vanno in particolare a tutto questo.
    Invece, per quanto riguarda il racconto in sé, sebbene interessante, conclude a mio avviso in modo frettoloso - anzi, non conclude. Quindi, una sensazione di qualcosa di incompiuto...

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo questo libro mi è tornato in mente "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'autore ha descritto la passione per il gioco degli scacchi ,passione totale,quasi ossessiva, che porta all'annullamen ...continua

    Leggendo questo libro mi è tornato in mente "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'autore ha descritto la passione per il gioco degli scacchi ,passione totale,quasi ossessiva, che porta all'annullamento del giocatore portandolo a vivere in un mondo quasi irreale dove lo studio delle mosse sulla scacchiera sono l'unica ragione di vita. L'autore con una perfetta parafrasi ha trasferito la storia nella tragedia del nazismo dove l'unico scopo dei carnefici era l'annientamento dell'essere umano privandolo di qualsivoglia volontà al di fuori di quella della sopravvivenza. Per questo lo accostato a levi che raccontava che i prigionieri dei lager ,pur di sopravvivere ,si annullavano e finivano,con una specie di sindrome ,per essere grati ai loro carcerieri perché li lasciavano in vita. Mi è piaciuto molto RED1944

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    L'inizio mi è piaciuto molto: la prima parte sul misterioso delitto, la fugace apparizione di un narratore in prima persona, l'ingresso in scena di Hans e la sua storia onirica. Poi però il prosieguo ...continua

    L'inizio mi è piaciuto molto: la prima parte sul misterioso delitto, la fugace apparizione di un narratore in prima persona, l'ingresso in scena di Hans e la sua storia onirica. Poi però il prosieguo e la fine non mi sono piaciuti; ho avuto la sensazione di "già letto" o "già visto" per il cattivo del romanzo dal passato da nazista, per il quale la punizione arriva giusta anche decenni dopo; altrettanto "già vista" e abbastanza fuori luogo la descrizione dei campi nazisti (ha il gusto di un classico "effetto speciale").

    ha scritto il 

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