La variante di Lüneburg

Di

Editore: Edizione CDE (su licenza Adelphi Edizioni)

4.0
(5137)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000023133 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi, rivelandoci, al tempo stesso, un grande scrittore.
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  • 5

    Leggendo questo libro mi è tornato in mente "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'autore ha descritto la passione per il gioco degli scacchi ,passione totale,quasi ossessiva, che porta all'annullamen ...continua

    Leggendo questo libro mi è tornato in mente "Se questo è un uomo" di Primo Levi. L'autore ha descritto la passione per il gioco degli scacchi ,passione totale,quasi ossessiva, che porta all'annullamento del giocatore portandolo a vivere in un mondo quasi irreale dove lo studio delle mosse sulla scacchiera sono l'unica ragione di vita. L'autore con una perfetta parafrasi ha trasferito la storia nella tragedia del nazismo dove l'unico scopo dei carnefici era l'annientamento dell'essere umano privandolo di qualsivoglia volontà al di fuori di quella della sopravvivenza. Per questo lo accostato a levi che raccontava che i prigionieri dei lager ,pur di sopravvivere ,si annullavano e finivano,con una specie di sindrome ,per essere grati ai loro carcerieri perché li lasciavano in vita. Mi è piaciuto molto RED1944

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    L'inizio mi è piaciuto molto: la prima parte sul misterioso delitto, la fugace apparizione di un narratore in prima persona, l'ingresso in scena di Hans e la sua storia onirica. Poi però il prosieguo ...continua

    L'inizio mi è piaciuto molto: la prima parte sul misterioso delitto, la fugace apparizione di un narratore in prima persona, l'ingresso in scena di Hans e la sua storia onirica. Poi però il prosieguo e la fine non mi sono piaciuti; ho avuto la sensazione di "già letto" o "già visto" per il cattivo del romanzo dal passato da nazista, per il quale la punizione arriva giusta anche decenni dopo; altrettanto "già vista" e abbastanza fuori luogo la descrizione dei campi nazisti (ha il gusto di un classico "effetto speciale").

    ha scritto il 

  • 4

    Proprio bello!

    Non posso che esprimere un giudizio positivo sul romanzo di Maurensig e consigliarne vivamente la lettura. Prosa elegante ma non astrusa, storia avvincente con un crescendo notevole fino alla fine. In ...continua

    Non posso che esprimere un giudizio positivo sul romanzo di Maurensig e consigliarne vivamente la lettura. Prosa elegante ma non astrusa, storia avvincente con un crescendo notevole fino alla fine. Interessante l'avvicendarsi di diverse voci narranti, sempre in prima persona, quasi a voler tirare dentro il lettore. Un'ambientazione storica importante, che va delineandosi man mano che la storia procede, fino al clou delle ultime 50 pagine.
    Propio bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Con un abile intreccio di storie, Paolo Maurensig costruisce un romanzo avvincente, la cui parte finale è dominata da una delle tragedie che fanno parte della Storia.
    Si parte con un colpo di pistola ...continua

    Con un abile intreccio di storie, Paolo Maurensig costruisce un romanzo avvincente, la cui parte finale è dominata da una delle tragedie che fanno parte della Storia.
    Si parte con un colpo di pistola che sembra aprire al più classico dei gialli, per finire all’interno di una trama sempre più intricata, sorretta da terribili segreti.
    Nulla ci avvicina di più ad un altro essere, quanto condividere un segreto…già…
    Al centro dell’intero romanzo c’è il gioco degli scacchi!
    In questa vera e propria arte, la percezione del tempo si altera ed il giocatore è calato in un continuo presente, nel quale lo scorrere delle ore sembra non contare più.
    Quanti fra noi commettono il banale errore di considerarlo un innocente passatempo!...
    In realtà il “gioco” degli scacchi è qualcosa di terribilmente violento, una guerra nella quale si può solo vincere o essere sconfitti e quindi distrutti, senza vie di mezzo.
    Ogni nostra scelta determina la perdita di qualcosa, ma se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.
    Ad ogni mossa corrisponde una reazione, negli scacchi come nella vita. Noi possiamo prevedere, illuderci di vedere prima, la mossa del nostro avversario, ma Maurensig, con questo romanzo, insegna che le “varianti” possibili nella vita, sono pressoché infinite.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Lo stacco improvviso nell'ultima parte del romanzo è forse troppo. Ci sta, ci sta benissimo se vogliamo parlare di come vite normali siano state bruscamente dirottate verso l'incubo nazista, ma allo s ...continua

    Lo stacco improvviso nell'ultima parte del romanzo è forse troppo. Ci sta, ci sta benissimo se vogliamo parlare di come vite normali siano state bruscamente dirottate verso l'incubo nazista, ma allo stesso tempo cozza veramente tanto con ciò che era stato costruito fino a quel momento. A quel punto è come se tutta la storia precedente non avesse poi un gran peso, la faccenda fa un giro troppo largo. Apprezzo come ti costringa a fare il collegamento logico all'ultima pagina, quando non ti ulteriori elementi e capisci che in realtà la soluzione te l'aveva già fornita. Un ennesimo riferimento al mondo degli scacchi. Comunque buono.

    ha scritto il 

  • 3

    Se è vero che l'affermazione della propria individualità è sempre stata una legittima aspirazione dell'uomo, è altrettanto vero che l'uomo ha cercato anche di coltivare una scienza che quell'aspirazio ...continua

    Se è vero che l'affermazione della propria individualità è sempre stata una legittima aspirazione dell'uomo, è altrettanto vero che l'uomo ha cercato anche di coltivare una scienza che quell'aspirazione fosse in grado di soffocare in qualsiasi momento. E se un metodo sicuro per demolire la personalità di un individuo consiste nell'isolarlo completamente dagli altri, un sistema non meno efficace si rivela quello di costringerlo, insieme con i propri simili, in uno spazio insufficiente. Se nel primo caso il moto della follia appare centrifugo, poiché nell'assoluto isolamento la coscienza lievita e si espande nella vertigine dell'infinito, questa medesima coscienza tende, nell'angustia e nella promiscuità coatte, a smarrirsi, scivolando in una follia centripeta che non guarda più al futuro, ossia al panico di un'imminente disgregazione, ma si ripiega su se stessa, verso un passato preumano che la schiaccia con l'inverosimile somma di morti e sofferenze già avvenute. La personalità regredisce, allora, e si fonde in un'anima comune, istintiva, nella quale esiste solo l'impulso a ritrarsi da un dolore onnipresente. Se mai un moto di reazione diverso da questo avesse potuto ancora smuovere la totale ebetudine in cui eravamo precipitati, esso sarebbe stato forse suscitato, per assurdo, dal grottesco della stessa condizione umana: una risata - così l'immaginavo -, una risata che ci avrebbe da un momento all'altro contagiati tutti, trascinandoci in un clamore terribile, tale da scuotere l'universo intero più delle urla e dei pianti.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella seconda parte il libro sfocia inaspettatamente in un genere che di solito evito accuratamente di leggere. Considerato il trasporto emotivo che traspare da quelle pagine, l'autore deve avere/aver ...continua

    Nella seconda parte il libro sfocia inaspettatamente in un genere che di solito evito accuratamente di leggere. Considerato il trasporto emotivo che traspare da quelle pagine, l'autore deve avere/aver avuto un contatto diretto con chi ha vissuto le vicende che in quel punto si intrecciano con quelle scacchistiche.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo grandi aspettative, quindi il giudizio ne rimane ovviamente condizionato. La trama è alternata tra i vari personaggi, una lettura non attenta può farne perdere il filo logico, ma complessivaamen ...continua

    Avevo grandi aspettative, quindi il giudizio ne rimane ovviamente condizionato. La trama è alternata tra i vari personaggi, una lettura non attenta può farne perdere il filo logico, ma complessivaamente stimolante. L'ho trovato curioso come neofita scacchista: è un mondo che da numerose possibilità alla letteratura! Sicuramente da consigliare a chi piace questo gioco.

    ha scritto il 

  • 4

    Non so perché quando scrivo un commento di fine lettura parto sempre dall’idea di dirne tutto il bene possibile, deformazione della mia mente e non riesco a darmene una spiegazione. Ad essere sincera ...continua

    Non so perché quando scrivo un commento di fine lettura parto sempre dall’idea di dirne tutto il bene possibile, deformazione della mia mente e non riesco a darmene una spiegazione. Ad essere sincera non è che mi sia piaciuto tantissimo, ma interessante sì, l’ ho trovato interessante anche se ambiguo. Il tema degli scacchi è ricorrente nella letteratura e gli scacchi sono il simbolo dell’esistenza concepita come un campo d’azione, sono il tentativo di sbrogliare la matassa della relazione tra volontà e destino, u n gioco in cui l’intelligenza prevale sul caso. Ad ogni mossa il giocatore è libero di scegliere ed ogni mossa comporterà delle conseguenze ineluttabili, la necessità delimiterà la libera scelta e il gioco non sarà frutto del caso ma di leggi rigorose. La libertà d’azione va di pari passo con la preveggenza e la conoscenza delle possibilità e l’impulso cieco per quanto possa apparire libero sarà a conti fatti una non libertà. La saggezza sarebbe quella di governare il mondo attraverso un’attenta conoscenza delle possibilità. Nel libro il gioco diventa esatto contrario della metafora degli scacchi, diventa ossessione patologica, una mossa sbagliata segna il destino di alcuni nel bene e nel male…ma già, sono arrivata, mi ero solo imbrogliata in questa matassa che è la vita: infatti, è proprio così, è la vita. Gli avversari sono sempre nemici.

    ha scritto il 

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