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La variante di Lüneburg

Di

Editore: Edizione CDE (su licenza Adelphi Edizioni)

4.0
(4956)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000023133 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi, rivelandoci, al tempo stesso, un grande scrittore.
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  • 4

    "Ogni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali."

    Una storia originalissima e struggente sulla tragedia umana dell'Olocausto.
    Pensieri e riflessioni si rincorrono tra le pagine creando una struttura narrativa ricca e realizzata egregiamente, con gran ...continua

    Una storia originalissima e struggente sulla tragedia umana dell'Olocausto.
    Pensieri e riflessioni si rincorrono tra le pagine creando una struttura narrativa ricca e realizzata egregiamente, con grande sensibilità. L'autore narra la sua dolorosa testimonianza incastonandola in un'ingegnosa vicenda incentrata sul mondo degli scacchi, riuscendo così a costruire una storia ricca di colpi di scena, brillante e allo stesso tempo tragica, in cui non viene mai meno un senso di infinita desolazione.
    Per non dimenticare.

    "Anche al di là di quei reticolati saremmo rimasti pur sempre in loro balìa, e ammesso pure che si riuscisse a varcare quei confini e a restare vivi altri mille anni, nessuno, né noi né i nostri carnefici, si sarebbe mai potuto sollevare dall'abiezione in cui tutto il genere umano era precipitato.
    L'unica liberazione poteva forse trovarsi nell'oblio."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    e1/2*

    Tempo fa...:

    Parlare di gioco, quando ci si riferisce agli scacchi, dopo aver letto questo libro, mi sembra un termine riduttivo. Maurensig ce lo descrive piuttosto come una folgorazione, una missio ...continua

    Tempo fa...:

    Parlare di gioco, quando ci si riferisce agli scacchi, dopo aver letto questo libro, mi sembra un termine riduttivo. Maurensig ce lo descrive piuttosto come una folgorazione, una missione, una passione che può anche trasformarsi in vera e propria ossessione che, nei casi estremi, può sfociare addirittura in pazzia o suicidio.
    Molto appassionante tutta la prima parte del romanzo: il racconto di Mayer, che ragazzino tredicenne rimane affascinato nel rivedere una scacchiera e nell'assistere al movimento lento e studiato dei pezzi su quelle caselle bianche e nere. L'incontro con il maestro Tabori, le lunghe partite giocate con lui in uno sgabuzzino, su una scacchiera che correggeva gli errori con piccole “scariche elettriche”; l'umiliazione per le sconfitte e la gioia per le vittorie, in un crescendo di perfezione che lo porteranno a diventare un campione da sfidare. Poi la caduta per l'improvviso allontanamento del maestro e per la morte della nonna: “dopo aver sfiorato il successo mi sentivo giunto al termine della mia vita. Non provavo altro che rancore per tutti coloro che mi avevano abbandonato. Da quella notte il mio alloggio fu la strada, talvolta un asilo notturno, un alloggio per i reietti della città. Per il resto della giornata non mi restava altro che vagare, senza speranza, per una Vienna splendida e ostile”.
    La seconda parte del romanzo è invece incentrata sul drammatico racconto del vecchio maestro Tabori, che ripercorre in punto di morte l'orribile esperienza del campo di concentramento di Bergen-Belsen. Le nefandezze alle quali fu costretto ad assistere, il delirio dell'ultima Grande Partita giocata con il nemico di sempre,“l'avversario predestinato”, trasformato ora nel suo spietato aguzzino, che gli impone quella posta al limite della perfidia, che però gli permetterà di uscire vivo da quell'inferno. Tutta la narrazione è così serrata che quasi non puoi respirare, non ci sono capitoli per interrompere il crescendo di tensione e di angoscia che assale nel leggere gli orrori descritti in modo impeccabile fra quelle righe.
    Un piccolo capolavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Buono ...di stima

    Buona l'idea di partenza, poi prende strade troppo incredibili, per poi rientrare sulla tragedia della shoah con un finale deludente...Non so forse non sono riuscito ad inquadrarlo...Buono di stima ...continua

    Buona l'idea di partenza, poi prende strade troppo incredibili, per poi rientrare sulla tragedia della shoah con un finale deludente...Non so forse non sono riuscito ad inquadrarlo...Buono di stima

    ha scritto il 

  • 3

    Non gioco a scacchi, quindi non posso stabilire se Maurensig abbia voluto giocare una partita col lettore. Di sicuro però c'è un incastro, come nelle scatole cinesi, di narratori che entrano in raccon ...continua

    Non gioco a scacchi, quindi non posso stabilire se Maurensig abbia voluto giocare una partita col lettore. Di sicuro però c'è un incastro, come nelle scatole cinesi, di narratori che entrano in racconti e, a loro volta, di narratori che intraprendono altri percorsi.
    Più voci che modellano un'unica storia e che vogliono svelare il segreto di un'esistenza. Finale un po' troppo affrettato per quanto mi riguarda, ma lettura che porta a parecchie riflessioni sul "valore" della vita umana.
    Ogni scelta implica, di per sé, l'abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.

    ha scritto il 

  • 3

    il giudizio globale su questo libro, che ho comprato a scatola chiusa per la sola curiosità di conoscere Maurensig, viene purtroppo influenzato dall'aver letto prima "la rivincita di Capablanca" e "vo ...continua

    il giudizio globale su questo libro, che ho comprato a scatola chiusa per la sola curiosità di conoscere Maurensig, viene purtroppo influenzato dall'aver letto prima "la rivincita di Capablanca" e "volevo solo averti accanto" (che sono molto più recenti).

    ha scritto il 

  • 4

    La variante di Lüneburg

    Finito! Bellissimo, tuttavia mi aspettavo, come epilogo, un confronto finale e diretto tra Dieter Frisch ed Hans Mayer ! Peccato! Inoltre, si è o è stato suicidato il Sig. Frisch! Ma sono solo dettagl ...continua

    Finito! Bellissimo, tuttavia mi aspettavo, come epilogo, un confronto finale e diretto tra Dieter Frisch ed Hans Mayer ! Peccato! Inoltre, si è o è stato suicidato il Sig. Frisch! Ma sono solo dettagli e neanche troppo importanti! Quattro stelle!

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo... forse quattro?

    Non sono un'appassionata di scacchi; mi affascinano, ma non sono capace di seguire e giocare una partita come si dovrebbe. Per questo, forse, non riesco molto a capire la smania che anima i personaggi ...continua

    Non sono un'appassionata di scacchi; mi affascinano, ma non sono capace di seguire e giocare una partita come si dovrebbe. Per questo, forse, non riesco molto a capire la smania che anima i personaggi di questa storia, non capisco il magnetismo della scacchiera e dei pedoni che si muovono.
    Capisco, però, la crudeltà e gli abissi oscuri che arriva a toccare. Ci sono storie che fanno riflettere e in qualche modo eclissano tutto il resto. Per me, senza fare spoiler inutili, questa storia senza il suo punto focale, senza la sua svolta, diciamo, sarebbe stato solo un piattissimo esercizio di stile, anche ben riuscito (il fumo della locanda me lo sono sentito addosso, per esempio), ma ben poco altro.
    Quando sono cambiati i pedoni si è eclissata la mediocrità della storia, per lasciare il posto a un qualcosa che merita di essere letto, e su cui vale la pena riflettere.

    ha scritto il 

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