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La variante di Lüneburg

Di

Editore: Edizione CDE (su licenza Adelphi Edizioni)

4.0
(4911)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000023133 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi, rivelandoci, al tempo stesso, un grande scrittore.
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  • 4

    La variante di Lüneburg

    Finito! Bellissimo, tuttavia mi aspettavo, come epilogo, un confronto finale e diretto tra Dieter Frisch ed Hans Mayer ! Peccato! Inoltre, si è o è stato suicidato il Sig. Frisch! Ma sono solo dettagli e neanche troppo importanti! Quattro stelle!

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo... forse quattro?

    Non sono un'appassionata di scacchi; mi affascinano, ma non sono capace di seguire e giocare una partita come si dovrebbe. Per questo, forse, non riesco molto a capire la smania che anima i personaggi di questa storia, non capisco il magnetismo della scacchiera e dei pedoni che si muovono.
    ...continua

    Non sono un'appassionata di scacchi; mi affascinano, ma non sono capace di seguire e giocare una partita come si dovrebbe. Per questo, forse, non riesco molto a capire la smania che anima i personaggi di questa storia, non capisco il magnetismo della scacchiera e dei pedoni che si muovono.
    Capisco, però, la crudeltà e gli abissi oscuri che arriva a toccare. Ci sono storie che fanno riflettere e in qualche modo eclissano tutto il resto. Per me, senza fare spoiler inutili, questa storia senza il suo punto focale, senza la sua svolta, diciamo, sarebbe stato solo un piattissimo esercizio di stile, anche ben riuscito (il fumo della locanda me lo sono sentito addosso, per esempio), ma ben poco altro.
    Quando sono cambiati i pedoni si è eclissata la mediocrità della storia, per lasciare il posto a un qualcosa che merita di essere letto, e su cui vale la pena riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorprendente!

    Non sono una giocatrice di scacchi, ma la curiosità di giocarci mi è venuta soprattutto dopo aver letto questo libro. E' veramente interessante e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 3

    non mi ha entusiasmato..

    La prima parte è piuttosto noiosa e lenta, soprattutto per chi non ha l'ossessione degli scacchi.
    Paradossalmente è meno pesante la seconda parte, descritta nell'orrore del lager e la sua tragica follia. ..

    ha scritto il 

  • 2

    Non basta l'idea di partenza, abbanza intrigante, che tra l'altro non viene nemmeno chiarita molto bene, per non rendere questo libro prolisso ed in alcune parti noioso!

    ha scritto il 

  • 3

    La difficoltà del finale

    L'idea del libro è ottima e viene portata avanti con maestria.
    Ma poi - dopo aver condotto una notevole "partita" - l'autore si perde nel finale che, come ben sanno gli scacchisti, è la fase più delicata e difficile di un incontro.
    Peccato. Resta comunque un bel libro.

    ha scritto il 

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