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La vedova scalza

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(1181)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000023913 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    "... il po' di bene che ti da la vita si paga con dolore, tanto dolore."

    La lettura di questo libro è inizialmente costituita dall'addentarsi in una foresta intricata, buia, dove i rovi spinosi del dialetto si impigliano negli abiti, lacerano la pelle. L'unica ...continua

    La lettura di questo libro è inizialmente costituita dall'addentarsi in una foresta intricata, buia, dove i rovi spinosi del dialetto si impigliano negli abiti, lacerano la pelle. L'unica possibilità che si ha è proseguire a testa bassa, senza vedere nulla in quell'oscurità. Poi, quando si sta per desistere, ecco che all'improvviso la visuale si apre, si inzia a scivolare lungo un pendio scosceso, fatto di terra arida, sole che brucia. Si entra in contatto con personaggi scolpiti nella roccia ed è l'unico modo che hanno per sopravvivere in un ambiente così ostile, dove solo la violenza, minacciata o attuata, consente di avere un minimo spazio vitale. In un clima invelenito da persone ignoranti, conformiste, invidiose. Un clima mitigato solo da brevi ed intensi lampi di poesia. Si incontrano persone che spesso abusano della divisa, nella quale si rinchiudono come mulloschi nelle loro conchiglie, per commettere soprusi di ogni genere. Dal podestà al sacerdote. Scritto stupendamente (quando si arriva alla lingua semi-italiana), con una forza ed una crudezza di efficacia pressoché assoluta.

    ha scritto il 

  • 3

    La Vedova scalza di Salvatore Niffoi Premesso che amo gli scrittori sardi perché ritrovo nelle loro pagine una “densità” ed un’intensità rare nel nostro panorama letterario attuale Detto ...continua

    La Vedova scalza di Salvatore Niffoi Premesso che amo gli scrittori sardi perché ritrovo nelle loro pagine una “densità” ed un’intensità rare nel nostro panorama letterario attuale Detto questo però ho fatto fatica ad entrare nell’opera per le numerose frasi in dialetto sardo (non tradotte…) che ci sono nel romanzo. Questo secondo me, rende l’opera di difficile fruizione. Però laddove si riesce ad entrare nei dialoghi e quindi nella storia, è possibile ritrovare tutta la durezza, la visceralità, le asperità ed il dolore della Barbagia e della sua gente. E soprattutto quella straordinaria, unica simbiosi, che non smette mai di colpirmi, tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda (sole, vento, mare, vegetazione…) che li lega indissolubilmente nella vita e nella morte gli uomini di questa terra e che solo in questi romanzi si trova Consigliato (tenendo presente l’avvertenza di cui sopra!)

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro di questo autore che non conoscevo e sono rimasta colpita dalla capacità di descrivere la natura della Sardegna, il modo chiuso e orgoglioso di vivere le proprie storie. Lo ...continua

    E' il primo libro di questo autore che non conoscevo e sono rimasta colpita dalla capacità di descrivere la natura della Sardegna, il modo chiuso e orgoglioso di vivere le proprie storie. Lo scrittore e'capace di trasmettere con una scrittura un pò dialettale ,ma ricercata negli aggettivi, il vivere in questa dura terra. Non sono convinta, invece degli altri romanzi; forse per me non era più una novità.

    ha scritto il 

  • 3

    Necessario capire il dialetto sardo!

    La trama è accattivante e fin dalle prime righe sappiamo che la protagonista, Mintonia, ha perso tragicamente il marito ucciso e fatto a pezzi. Il "problema" è il dialetto sardo molto presente, che ...continua

    La trama è accattivante e fin dalle prime righe sappiamo che la protagonista, Mintonia, ha perso tragicamente il marito ucciso e fatto a pezzi. Il "problema" è il dialetto sardo molto presente, che mi ha costretta a saltare alcuni dialoghi che non riuscivo a decifrare. Le prime 60 pagine sono state difficili, ma dopo la lettura scorre maggiormente, anche se si tratta sicuramente di un libro tosto, impegnativo. Tre stelline, di più non mi sento di dare per colpa del dialetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Avvertenza: serve almeno un'infarinatura di sardo

    .. o comunque di qualche dialetto meridionale (scusate la generalizzazione); avere letto Camilleri è già di grande aiuto, altrimenti si rischia di fraintendere passaggi interi. Detto questo, il ...continua

    .. o comunque di qualche dialetto meridionale (scusate la generalizzazione); avere letto Camilleri è già di grande aiuto, altrimenti si rischia di fraintendere passaggi interi. Detto questo, il libro è poetico e tragico alla Garcia Marquez. La storia ogni tanto si avvolge su se stessa e un po' si perde, ma resta davvero un bel libro!!

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo crudo

    Un romanzo crudo, potente, senza filtri. Niffoi trionfa al Premio Campiello con quest'opera di valore assoluto. Attraverso la storia d'amore tra Mintonia e Micheddu, Niffoi racconta di una Sardegna ...continua

    Un romanzo crudo, potente, senza filtri. Niffoi trionfa al Premio Campiello con quest'opera di valore assoluto. Attraverso la storia d'amore tra Mintonia e Micheddu, Niffoi racconta di una Sardegna quasi dimenticata: quella fatta di faide e banditismo alla macchia. Tuttavia, in coda, si percepisce un senso d'ingiustizia propinato da una legge iniqua che talvota abbatte la sua scure senza cognizione di causa. Senza ombra di dubbio il romanzo più riuscito di Niffoi.

    ha scritto il 

  • 5

    "Io ridevo di gioia ogni volta che riuscivo a scrivere e pronunciare bene una parola in italiano, disubbidendo alla norma familiare e paesana che voleva si parlasse il dialetto."S'italianu es pro sos ...continua

    "Io ridevo di gioia ogni volta che riuscivo a scrivere e pronunciare bene una parola in italiano, disubbidendo alla norma familiare e paesana che voleva si parlasse il dialetto."S'italianu es pro sos riccos, a sarciare e truvare crapas bastata su sardu!". Pur nella mia ingenuità trovavo il discorso ridicolo e truffaldino, come quando i genitori ti chiedono se vuoi più bene a mama o a babbu sapendo che sono indispensabili entrambi. Mi convinsi che i ricchi erano due volte più fortunati di noi, primo perché stavano bene e secondo perché avevano la fortuna di poter leggere tanti libri. Io, grazie a mastru Ramiro e tziu Imbece, sono diventata ricca almeno a metà, perché ho scoperto i libri. A sei anni non ero stupida come pensavano genitori e paesani. Sapevo che le cicogne mangiano serpenti e non portano bambini. Volevo bene a tutti e, per capire come girano le rotelle del mondo, ero pronta a imparare anche la lingua delle formiche, perché tanto il sardo ce l'avevo già nel sangue."

    ha scritto il 

  • 5

    Nudo e crudo

    LA VEDOVA SCALZA-Salvatore Niffoi-Adelphi Edizioni Mi sono avvicinato a questo splendido libro con molta diffidenza perchè pensavo che il dialetto così ostico di cui è intriso mi avrebbe creato ...continua

    LA VEDOVA SCALZA-Salvatore Niffoi-Adelphi Edizioni Mi sono avvicinato a questo splendido libro con molta diffidenza perchè pensavo che il dialetto così ostico di cui è intriso mi avrebbe creato non poche difficoltà e avrebbe pregiudicato la bellezza o meno del libro.Niente di tutto ciò. E' vero il dialetto della Barbagia (Sardegna) è molto difficile, del tutto incomprensibile anche per coloro che sono della stessa Sardegna, non della Barbagia. Questo però non preclude la poesia pura che trasuda questo enorme romanzo, romanzo in cui la parola principe è la vendetta. In questo romanzo, ambientato a cavallo tra le due grandi guerre, c'è tutta la sardegna arcaica, matriarcale, rozza, cruda,selvatica, intrisa di credenze popolari e consuetudini. Che personaggio splendido è quello di Mintonia, donna forte, verace che decide di farsi vendetta per la barbara morte del marito Micheddu. E' da un bel po' che non leggevo un romanzo straordinario da cinque stelle cum lode.

    "...ricordati che il pane regalato non ha sapore e il sentimento senza dolore è sciapo come il fango dopo la pioggia".

    "...l'abitudine di viaggiare tra le pagine dei libri, di conoscere sulla carta altri luoghi e altra gente, di prendere in prestito le vite altrui, non l'ho mai persa, mai! Oggi quelle vite prese in prestito dai libri stanno forse salvando la mia".

    "...allora, Mintoniè, di questi libri fanne uso buono, trattali come creature! Più libri si leggono e meno male gira la ruota del mondo. Sai chi sono i genitori di tutti i nostri mali? Babbu egoismu e mama istupididade!"

    Voto 5/5

    ha scritto il 

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