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La vedova scalza

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(1195)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000023913 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    " A me la vita ha dato poco e preso tanto.Il poco l'ho strappato con le unghie,il tanto l'ho mollato a malincuore"
    In rapida sintesi,questo è il succo de "La vedova scalza";Il ritratto di mia nonna qu ...continua

    " A me la vita ha dato poco e preso tanto.Il poco l'ho strappato con le unghie,il tanto l'ho mollato a malincuore"
    In rapida sintesi,questo è il succo de "La vedova scalza";Il ritratto di mia nonna quasi per filo e per segno ...
    A corollario di questa frase,splendida la descrizione della vita in Barbagia nei capitoli X e XI.
    E per meglio comprendere quanto racconta Niffoi e lo spirito della società barbaricina(c'è tanto dietro ogni singolo atteggiamento narrato nel romanzo)bisognerebbe leggere "Perchè in Sardegna non c'è la mafia"/Arlacchi,"Il pastore sardo e la giustizia"/Pinna e "Il codice della vendetta barbaricina"/Pigliaru(dove vendetta sta per giustizia,un preciso e codificato codice giuridico):
    Quella barbaricina,nonostante la dominazione spagnola,è sempre stata una società organizzata,collettiva,con un alto senso della legalità e del valore del singolo individuo;Presumibilmente il sistema crolla con l'avvento Savoia che vuole controllare da vicino il proprio possedimento d'oltremare e,come accadde in seguito durante la conquista della penisola italica,lo fece da dominatore anzichè fondersi col già presente.
    La vendetta intesa come giustizia diviene vendetta propriamente detta.
    E Niffoi,attraverso "La vedova",scaglia la sua rabbia contro quell'assurdo modo di concepire la vita.
    Sotto il profilo letterario è semplicemente perfetto,autentica poesia la sua,ottima la capacità di raccontare(sta mettendo per iscritto la tradizione orale).Favolose le perifrasi e le allegorie,tutte attinte dal mondo sardo.
    Per me,che vi ho abitato in quel mondo,leggere "La vedova" è automaticamente vedere mia nonna e i miei bisnonni,nessuno sforzo di comprensione nonostante il diverso dialetto(perchè "La vedova" è infarcita di dialetto barbaricino a me incomprensibile e ancora tanto sardo italianizzato).

    ha scritto il 

  • 2

    incomprensibile per tanti pezzi.
    riesco a comprendere il siciliano di Camilleri ma il sardo di Niffoi proprio no. sarà stato questo il motivo per cui ci ho messo tanto a finire le 180 pagine o fo ...continua

    incomprensibile per tanti pezzi.
    riesco a comprendere il siciliano di Camilleri ma il sardo di Niffoi proprio no. sarà stato questo il motivo per cui ci ho messo tanto a finire le 180 pagine o forse perché storie di povertà ingiustizie cattiverie e sangue mi aggiungono fatica e disincanto, pesantezza e tristezza.
    Non sono riuscita ad abbandonarlo, e allo stesso tempo avrei preferito investire il mio tempo incontrando un libro migliore.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è stato il libro giusto al momento giusto, ci ho messo una vita a leggerlo. Sentivo di non poterlo abbandonare e di voler andare comunque avanti ed infatti il finale soprattutto merita

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo un inizio esplorativo,  alla ricerca di un orientamento nel linguaggio fiorito di espressioni dialettali sarde, mi sono addentrata in una storia forte e brutale, ambientata in un mondo sanguigno, ...continua

    Dopo un inizio esplorativo,  alla ricerca di un orientamento nel linguaggio fiorito di espressioni dialettali sarde, mi sono addentrata in una storia forte e brutale, ambientata in un mondo sanguigno, arcaico, fatto di povertà,  soprusi, faide. Nonostante ciò la poesia si apre ampi squarci e quando non si comprende il dialetto basta la sua musicalità a  rafforzare la magia del racconto.
    "Il silenzio notturno era invece più profondo e lo temevo a febbre perché,  quando il sole si lasciava inghiottire lentamente dal buio,  Taculè appariva per quello che era veramente: un luogo di dannati mandati lì a espiare la pena della vita facendosi del male a vicenda."

    ha scritto il 

  • 4

    "... il po' di bene che ti da la vita si paga con dolore, tanto dolore."

    La lettura di questo libro è inizialmente costituita dall'addentarsi in una foresta intricata, buia, dove i rovi spinosi del dialetto si impigliano negli abiti, lacerano la pelle. L'unica possibilità ...continua

    La lettura di questo libro è inizialmente costituita dall'addentarsi in una foresta intricata, buia, dove i rovi spinosi del dialetto si impigliano negli abiti, lacerano la pelle. L'unica possibilità che si ha è proseguire a testa bassa, senza vedere nulla in quell'oscurità. Poi, quando si sta per desistere, ecco che all'improvviso la visuale si apre, si inzia a scivolare lungo un pendio scosceso, fatto di terra arida, sole che brucia. Si entra in contatto con personaggi scolpiti nella roccia ed è l'unico modo che hanno per sopravvivere in un ambiente così ostile, dove solo la violenza, minacciata o attuata, consente di avere un minimo spazio vitale. In un clima invelenito da persone ignoranti, conformiste, invidiose. Un clima mitigato solo da brevi ed intensi lampi di poesia. Si incontrano persone che spesso abusano della divisa, nella quale si rinchiudono come mulloschi nelle loro conchiglie, per commettere soprusi di ogni genere. Dal podestà al sacerdote. Scritto stupendamente (quando si arriva alla lingua semi-italiana), con una forza ed una crudezza di efficacia pressoché assoluta.

    ha scritto il 

  • 3

    La Vedova scalza di Salvatore Niffoi
    Premesso che amo gli scrittori sardi perché ritrovo nelle loro pagine una “densità” ed un’intensità rare nel nostro panorama letterario attuale
    Detto questo però ...continua

    La Vedova scalza di Salvatore Niffoi
    Premesso che amo gli scrittori sardi perché ritrovo nelle loro pagine una “densità” ed un’intensità rare nel nostro panorama letterario attuale
    Detto questo però ho fatto fatica ad entrare nell’opera per le numerose frasi in dialetto sardo (non tradotte…) che ci sono nel romanzo. Questo secondo me, rende l’opera di difficile fruizione.
    Però laddove si riesce ad entrare nei dialoghi e quindi nella storia, è possibile ritrovare tutta la durezza, la visceralità, le asperità ed il dolore della Barbagia e della sua gente.
    E soprattutto quella straordinaria, unica simbiosi, che non smette mai di colpirmi, tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda (sole, vento, mare, vegetazione…) che li lega indissolubilmente nella vita e nella morte gli uomini di questa terra e che solo in questi romanzi si trova
    Consigliato (tenendo presente l’avvertenza di cui sopra!)

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro di questo autore che non conoscevo e sono rimasta colpita dalla capacità di descrivere la natura della Sardegna, il modo chiuso e orgoglioso di vivere le proprie storie. Lo scrittore ...continua

    E' il primo libro di questo autore che non conoscevo e sono rimasta colpita dalla capacità di descrivere la natura della Sardegna, il modo chiuso e orgoglioso di vivere le proprie storie. Lo scrittore e'capace di trasmettere con una scrittura un pò dialettale ,ma ricercata negli aggettivi, il vivere in questa dura terra.
    Non sono convinta, invece degli altri romanzi; forse per me non era più una novità.

    ha scritto il 

  • 3

    Necessario capire il dialetto sardo!

    La trama è accattivante e fin dalle prime righe sappiamo che la protagonista, Mintonia, ha perso tragicamente il marito ucciso e fatto a pezzi.
    Il "problema" è il dialetto sardo molto presente, che mi ...continua

    La trama è accattivante e fin dalle prime righe sappiamo che la protagonista, Mintonia, ha perso tragicamente il marito ucciso e fatto a pezzi.
    Il "problema" è il dialetto sardo molto presente, che mi ha costretta a saltare alcuni dialoghi che non riuscivo a decifrare.
    Le prime 60 pagine sono state difficili, ma dopo la lettura scorre maggiormente, anche se si tratta sicuramente di un libro tosto, impegnativo.
    Tre stelline, di più non mi sento di dare per colpa del dialetto.

    ha scritto il 

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