La vendetta

Di

Editore: Einaudi

3.7
(912)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 88 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8858402138 | Isbn-13: 9788858402139 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizia Balmelli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Solitudini, alienazioni, fratture, perdite: venticinque brevissimi e fulminanti racconti in cui Agota Kristof esprime il disagio più profondo con i toni del grottesco e del surreale, e con la sua consueta capacità di arrivare all'anima delle cose.
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  • 0

    Ho riletto questi racconti minimalisti, a cui non avevo prestato troppa attenzione a suo tempo, dopo aver letto “Trilogia della città di K.”, rendendomi conto che, senza il supporto dei tre romanzi, n ...continua

    Ho riletto questi racconti minimalisti, a cui non avevo prestato troppa attenzione a suo tempo, dopo aver letto “Trilogia della città di K.”, rendendomi conto che, senza il supporto dei tre romanzi, non ero riuscito a cogliere il cinismo che fa da basso continuo alla scrittura di Ágota Kristóf. Che poi, forse, non è nemmeno vero cinismo, quanto una resa al male, un male che diventa normale, che si manifesta a un certo punto, senza preavviso, ma senza per questo risultare sconvolgente. No, non è cinismo, è la naturalezza del male che sconcerta. La donna che massacra il marito che russa, l’uomo che avvelena il cane perché gli impedisce di andare a rifarsi una vita e poi non se ne va, il bambino che vuole come un’arma giocattolo e progetta l’omicidio dei genitori, la depravazione dell’uomo che prostituisce la sorella/compagna, la produzione di scorie e inquinamento connaturata all’attività umana, il businessman che non si accorge di perdere la famiglia… e altre storie di solitudine, dolore, abbandono, dell’essere nulla davanti alla morte e al tempo. Tutto accade in modo piano, lineare, il male non è una crepa, una sconnessione, un piccolo dosso lungo la strada, ma si mescola, si diluisce con la vita. Tanto, come suggerisce il racconto che nella versione originale dà il titolo allaraccolta, Fa lo stesso.

    – Io vedo solo l’esterno. Constato.
    – Che cosa constati?
    – Che qualsiasi esterno circondato da un altro esterno diventa interno così come un interno che accolga un interno si tramuta indiscutibilmente in esterno.
    – Non capisco.
    – Non ha importanza.

    (da Il canale)

    E all’ospedale, come in fabbrica, non avevate nulla da dirvi.
    Tu credevi che gli altri dormissero, o che fossero già morti. Gli altri credevano che tu dormissi, o che fossi già morto.
    Nessuno parlava, neanche tu.

    (da Morte di un operaio)

    La gente passa, come sempre, come chiunque, come si conviene, passa. Alla gente piace passare.
    (da Il bambino)

    Che sapore avessero quelle mele una volta mature non sono mai riuscito a scoprirlo, perché le mangiavamo sempre prima.
    Questo mi priva di un ricordo, ma come si fa a prevederlo quando si è bambini?

    (da Di una città)

    ha scritto il 

  • 3

    A volte sono davvero troppo brevi per apprezzarli.

    - La scure (●●●)
    - Un treno per il Nord (●●●)
    - Casa mia (●●●●)
    - Il canale (●●)
    - Morte di un operaio (●●●)
    - Non mangio più (●)
    - I professori (●●) ...continua

    A volte sono davvero troppo brevi per apprezzarli.

    - La scure (●●●)
    - Un treno per il Nord (●●●)
    - Casa mia (●●●●)
    - Il canale (●●)
    - Morte di un operaio (●●●)
    - Non mangio più (●)
    - I professori (●●)
    - Lo scrittore (●●)
    - Il bambino (●●)
    - La casa (●●)
    - Sorella Line, fratello Lanoé (●●)
    - Fa lo stesso (●●)
    - La cassetta delle lettere (●●●●)
    - Numeri sbagliati (●●●●)
    - La campagna (●●●)
    - Le strade (●●●●)
    - La grande ruota (●●●)
    - Il ladro di appartamenti (●●●)
    - La madre (●●●)
    - L'invito (●●●)
    - La vendetta (●●)
    - Di una città (●●)
    - Il Prodotto (●●●)
    - Penso (●●●●)
    - Mio padre (●●●●)

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile da giudicare: i racconti sono spesso brevissimi, storie appena abbozzate, surreali e crudeli. Ne esce fuori un libretto di "poesie in prosa", che a volte lasciano a bocca aperta, altre volte ...continua

    Difficile da giudicare: i racconti sono spesso brevissimi, storie appena abbozzate, surreali e crudeli. Ne esce fuori un libretto di "poesie in prosa", che a volte lasciano a bocca aperta, altre volte lasciano un po' di senso di incompiuto. Ma ci sono un paio di perle ("La grande ruota" su tutte) che valgono il prezzo.
    Si tratta comunque di un'ottima lettura per brevi viaggi in metro!

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio volo pindarico

    Potrei far storcere il naso a qualcuno introducendo in questo mio commento una categoria di personaggi che appartengono al mondo di Harry Potter: i dissennatori.
    I dissennatori sono alcuni degli esser ...continua

    Potrei far storcere il naso a qualcuno introducendo in questo mio commento una categoria di personaggi che appartengono al mondo di Harry Potter: i dissennatori.
    I dissennatori sono alcuni degli esseri di un mondo magico, quando arrivano la luce si abbassa, si sente freddo e sono in grado di assorbire tutta la tua felicità e la speranza fino a portarti alla pazzia o alla morte.

    Ecco i racconti della Kristof, sono scritti da chi ha avuto a che fare con i dissennatori. Non esiste mai la speranza, il sorriso, neanche la pace dopo la morte. Tutto è terribile e angosciante.
    Ho letti i racconti cercando di godermeli ma nello stesso tempo di distanziarmi da loro.Nella pratica psicoterapeutica insegnano che se lo psicologo empatizza profondamente con il paziente ma non è sostenuto e non è supervisionato (cioè seguito da un altro professionista) rischia di riviverne i drammi ad una profondità tale da essere scosso profondamente e di subirne poi le conseguenze.
    Altro volo pindarico per dire che non riesco più ad immergermi nei racconti della Kristof. Sono "oltre" quello che io sono in grado di reggere emotivamente. La scrittura è fredda, secca (forse perché scrive in francese che non è la sua lingua madre), dura, gli argomenti sono bui, i sipari onirici sono incubi.

    Il primo racconto, che inizia con una scura conficcata nella fronte del marito dell'Io narrante, quasi mi ha fatto ridere.
    Forse così va letta la Kristof, apprezzandola ma senza calarsi con lei nei gironi infernali del male e a piccole dosi.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo la rivelazione con Trilogia della città di K. è arrivata una piccola delusione per le successive letture della Kristof e il sapore di già letto che lasciano

    ha scritto il 

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