Il vento ululava e soffiava così forte da strappare quasi le cuciture della tenda. L'aria gelida si insinuava all'interno, infilando le sue dita di ghiaccio giù per la schiena e facendo tremolare le deboli fiammelle del fuoco. La donna sdraiata in un Continue
Il vento ululava e soffiava così forte da strappare quasi le cuciture della tenda. L'aria gelida si insinuava all'interno, infilando le sue dita di ghiaccio giù per la schiena e facendo tremolare le deboli fiammelle del fuoco. La donna sdraiata in un angolo sul sottile materasso di cotone ebbe un tremito. Si premette le mani sul ventre rigonfio ed emise un gemito. La levatrice, accovacciata per terra, si sollevò lentamente facendo scricchiolare le sue vecchie giunture e si diresse zoppicando verso la tenda. Assicurò il lembo dell'entrata, si diresse verso la donna, sollevò la coperta e le scrutò fra le gambe. Asmat sobbalzò quando le dita callose e incrostate di sporcizia la tastarono. Il viso rude della 'ayah' si riempì di soddisfazione.
"Non manca molto". La fiamma nel braciere riprese vigore quando la levatrice ne attizzò le braci di sterco di cammello.
La donna si stese, la fronte imperlata di sudore gelato, il viso contratto dal dolore. Pochi minuti dopo, un'altra contrazione le scosse il bacino. Strinse le labbra per non urlare, non volendo che fuori dalla tenda si preoccupassero, inconsapevole che l'ululare del vento inghiottiva i suoi gemiti. Fuori, una notte precoce calava sull'accampamento. Ghias sollevò il capo quando il vento cessò per un attimo di urlare e il debole grido di un neonato ruppe l'improvvisa quiete. Allora si mosse e si avviò lentamente verso la tenda. Asmat lo guardò dal suo giaciglio e sorrise, Ghias allungò la mano e le tolse dalla fronte i capelli ancora umidi di sudore.
Fra le braccia di Asmat, avvolto in un vecchio cencio, era adagiato un piccolo bimbo perfetto. "Nostra figlia". Asmat porse la bambina a Ghias. Era bellissima, con braccia e gambe ben formate, una testolina coperta da folti, luminosi capelli neri e ciglia nere, lunghe e curve, chiuse su guance delicate. "Hai pensato a un nome?", chiese alla moglie. "Sì...", rispose Asmat esitante. "Mehrunnisa". "Mehrunnisa", ripeté Ghias lentamente. "Sole delle Donne. È un nome adatto per questa bellissima bambina"...