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La venticinquesima ora

Di

Editore: Neri Pozza

4.1
(454)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Francese , Polacco

Isbn-10: 8873058108 | Isbn-13: 9788873058106 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Ortelio

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
"La venticinquesima ora" segue Monty durante le sue ultime 24 ore fuori. Montyvorrebbe interrogarsi sulle sue scelte di vita. Ma ha solo 24 ore, una solamisera notte da passare ancora coi suoi amici: Frank Slattery, un tipo svitatoche lavora in Borsa, e Jakob Elinsky, un insegnante di inglese che passa iltempo a fantasticare sulle sue giovani allieve. Un'ultima notte per farecasino. Un'ultima notte di libertà. Ma prima di andare a Otisville, nellaprigione federale, Monty ha un piano da mettere in atto, un piano diabolicoche scioccherà tutti quanti.
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  • 3

    "Un pomeriggio di agosto, dove ogni lancio pareva automatico, e lui riusciva a trovare i compagni a occhi chiusi, e passare la palla era facile come baciare la sposa."

    Mi sono procurata questo romanzo soltanto perché avevo bisogno di una pausa da Saramago - il Vangelo mi ha preso molto inizialmente ma poi non più, da Marias - sto leggendo gli Innamoramenti che neces ...continua

    Mi sono procurata questo romanzo soltanto perché avevo bisogno di una pausa da Saramago - il Vangelo mi ha preso molto inizialmente ma poi non più, da Marias - sto leggendo gli Innamoramenti che necessitano di un certo stato d'animo per essere compresi e apprezzati a pieno, e dalla spietata Flannery O'Connor e dai suoi fanatici religiosi che mi fanno salire l'ansia.
    Insomma 'sto libro l'ho scelto proprio perché volevo qualcosa di scorrevole ma non stupido: sapete che non amo i thriller/noir/gialli né tantomeno i fantasy e i chicklit!
    La roba che piace a me è quella pesantissima, da dilemmi esistenziali, da discussioni sui massimi sistemi, altrimenti non vedo perché dovrei leggerla se non mi apre spiragli nella mente, se non getta luce su zone grigie dell'esistenza su cui mai avevo riflettuto prima di allora. Questo è la lettura per me: un momento di introspezione personale, non è divertimento, al massimo può essere fonte di conoscenza, ma mai di svago. Sono una persona noiosa? Niente affatto, è solo che i miei svaghi sono prettamente fisici: ballo, vado in bicicletta, mi alleno quasi ogni giorno. Quando leggo mi voglio guardare dentro per davvero, voglio fermarmi e riflettere, immergermi in me stessa attraverso la lettura, provare a capire meglio gli altri e le dinamiche relazionali che mi circondano attraverso altre storie, altre possibilità, altri nomi e volti soltanto immaginati. Sono la figlia illegittima di Marias probabilmente e la cosa non mi dispiace, anzi.

    Qualche settimana fa ero alla ricerca di libri alla solita bancarella di fiducia e ho conosciuto un ragazzo: barba incolta, spettinato e dal sorriso luminoso, mi ha regalato tutti i libri che avevo scelto, abbiamo parlato per più di due ore passeggiando e guardando le coste allineate sui banchi e alla fine è sparito nel nulla. Mi aveva detto di contattarlo e c'ho provato, ma niente, non mi ha mai più risposto.

    Diciamo che la 25a ora per me farà la stessa fine di quella mattinata: una storia piacevole, una parentesi che non mi è dispiaciuta, ma che certo a breve dimenticherò.

    Se mi ricordo, mi guardo il film, così posso dire che era meglio il libro e fare la parte della lettrice spocchiosa che non si accontenta mai! Il tipo di cui sopra avrà avuto la stessa impressione e se la sarà data a gambe... devo fingermi più ignorante quando incontro un altro lettore, cazzarola!

    ha scritto il 

  • 4

    In sostanza quello che mi disse fu: "Il tuo romanzo mi è piaciuto molto, non riesco però a capire perché tu non sia rimasto fedele alla storia anche nel copione", e poi aggiunse: "Hai tagliato tutte l ...continua

    In sostanza quello che mi disse fu: "Il tuo romanzo mi è piaciuto molto, non riesco però a capire perché tu non sia rimasto fedele alla storia anche nel copione", e poi aggiunse: "Hai tagliato tutte le mie scene preferite!", una delle quali era il lungo monologo di Monty allo specchio. Spike volle sapere perché avevo tagliato quella scena, e io gli risposi che non riuscivo ad immaginare come si potesse riprodurre un momento del genere sul grande schermo e riuscire a renderlo veramente drammatico. E lui: "Tu pensa a scrivere. Al resto penso io". E ho fatto come diceva. Il monologo nel bagno diventò la scena più memorabile del film. Senza dubbio è quella che la gente cita più spesso quando parla del film.
    (Spike Lee, Kaleem Aftab, "Questa è la mia storia e non ne cambio una virgola". Milano, Kowalski editore, 2005)

    ha scritto il 

  • 4

    Molto Spike Lee

    Non c'è da stupirsi che questo bel romanzo abbia ispirato a Spike Lee il suo bellissimo film. (Vedi pag. 120). E il finale, anche dopo aver visto il film, è emozionante e commovente. Non è un caso che ...continua

    Non c'è da stupirsi che questo bel romanzo abbia ispirato a Spike Lee il suo bellissimo film. (Vedi pag. 120). E il finale, anche dopo aver visto il film, è emozionante e commovente. Non è un caso che Benioff sia uno sceneggiatore cinematografico.

    ha scritto il 

  • 3

    Una goccia d'inchiostro che scivola su una pagina vuota

    Una storia di amicizia, un’ultima cena prima della partenza. Chi é nato nei ‘70 (o in precedenza) faccia attenzione, la partenza non é quella per la naja come si sarebbe indotti a sottintendere. La pa ...continua

    Una storia di amicizia, un’ultima cena prima della partenza. Chi é nato nei ‘70 (o in precedenza) faccia attenzione, la partenza non é quella per la naja come si sarebbe indotti a sottintendere. La partenza di Monty (*1), il protagonista, é alla volta del carcere. Lo attendono sette anni di reclusione dai quali poterebbero essere decurtati 84 giorni in caso di buona condotta.
    Gli amici che organizzano la festa d’addio sono Jakob e Frank rispettivamente un insegnante ed un broker, con filosofie di vita agli antipodi. Dimenticavo… Monty è uno spacciatore incastrato da una soffiata e condannato in un processo, per questo lo attendono al gabbio.
    All’ inizio c’è un prologo assai vivido che iscrive fra i protagonisti della storia anche un pitbull di nome Doyle, abbandonato sul ciglio della strada da alcuni scommettitori clandestini. Il pitbull attraverserà tutto il romanzo senza che io riesca ad attribuirgli dignità di personaggio.
    Dieci minuti prima, i tre erano saliti su per le anguste scale che portano all'appartamento di Monty, sedendosi in silenzio nel soggiorno buio, senza nessuna voglia di parlare. La luce filtrava sotto la porta della camera da letto, ma Monty non era entrato; si era seduto sul pavimento, la schiena contro il calorifero, grattando Doyle sulla testa, dietro l'orecchio mutilato…
    ..alla fine Monty si era alzato dicendo: «Portiamo Doyle a fare un giretto. L'ultimo giro, via». E tutti e quattro erano usciti sulla neve

    Quattro..? Ma non erano in tre?
    Il cane.. accidenti, il cane, quello che
    scorrazza in mezzo alla strada, scavando un solco nei trenta centimetri di neve: sembra una goccia d'inchiostro che scivola su una pagina vuota
    La delusione maggiore è stata il finale, dal quale però emerge la figura narrante dell’opera successiva di David Benioff
    Tutti tacciono per ascoltare, perché il nonno è un uomo di poche parole e questa è una cosa che capita di rado
    Il mio consiglio è di ascoltare ciò che quel nonno taciturno racconterà de “La città dei ladri”, di dedicare a Benioff le 25 ore successive a queste

    (*1) La madre aveva insistito per chiamarlo come Montgomery Clift, il suo attore preferito, ed era riuscita a vincere le resistenze del marito
    http://static.squarespace.com/static/513616fee4b0ce79dfac9047/t/5441423ce4b0285d3d35a963/1413562949851/

    E-book N°83
    La venticinquesima ora (David Benioff)
    Ottobre 2014

    ha scritto il 

  • 3

    sono le ultime 25 ore che separano il protagonista dalla libertà alla prigione. una carrellata di amici e non, si susseguono lungo le pagine,tutti che accompagnano ,con sentimenti vari, il protagonst ...continua

    sono le ultime 25 ore che separano il protagonista dalla libertà alla prigione. una carrellata di amici e non, si susseguono lungo le pagine,tutti che accompagnano ,con sentimenti vari, il protagonsta al suo appuntamento.

    ha scritto il