La venticinquesima ora

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(502)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Francese , Polacco

Isbn-10: 8873058108 | Isbn-13: 9788873058106 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Ortelio

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
"La venticinquesima ora" segue Monty durante le sue ultime 24 ore fuori. Montyvorrebbe interrogarsi sulle sue scelte di vita. Ma ha solo 24 ore, una solamisera notte da passare ancora coi suoi amici: Frank Slattery, un tipo svitatoche lavora in Borsa, e Jakob Elinsky, un insegnante di inglese che passa iltempo a fantasticare sulle sue giovani allieve. Un'ultima notte per farecasino. Un'ultima notte di libertà. Ma prima di andare a Otisville, nellaprigione federale, Monty ha un piano da mettere in atto, un piano diabolicoche scioccherà tutti quanti.
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  • 4

    "Facciamo quello che dobbiamo fare per sopravvivere"

    La 25a ora è quella che succede alle 24 raccontate in questo libro.
    Nel bugliolo del mondo, la persona pratica cerca soltanto di limitare i danni.

    La 25a ora è quella di un incubo, l'inizio di una f ...continua

    La 25a ora è quella che succede alle 24 raccontate in questo libro.
    Nel bugliolo del mondo, la persona pratica cerca soltanto di limitare i danni.

    La 25a ora è quella di un incubo, l'inizio di una fase che cambierà i rapporti con tutto ciò che rappresenta la vita precedente (amici, donna, "lavoro")
    Il problema di questo mondo, è che ciò in cui crediamo non ha nessuna importanza.

    La 25a ora è quella di un avvenire calmo e radioso, di una fantasia, l'inizio di un sogno che potrebbe essere reale.
    Vedete come siamo fortunati a essere qui? Tutte queste cose, voi tutti, c'è mancato così poco che non foste mai esistiti. Tanto così, e questa vita non sarebbe mai esistita.

    David Benioff oltre che scrittore è sceneggiatore. E si vede ( in senso positivo).
    Un libro un po' noir, un po' hard boiled che non entrerà nell'olimpo dei masterpiece ma che lascia un segno.
    Funziona per l'empatia che riesce a creare coi personaggi, per la descrizione di una New York tenera e violenta, per la bellissima scena iniziale e per il finale.
    Pecca a mio avviso nel rimarcare il cliché da "vita carceraria americana" e per qualche piccolo errore veniale di traduzione ("non hai una lira" suona veramente male) ma si esalta in alcune "bazzecole" accessorie alla storia principale, per alcuni squarci ben piazzati (che riportati in questo commento perdono la forza del contesto del libro) e per la presa di coscienza del protagonista.

    Monty trova tutto così stupido, degli stupidi che giocano stupidi giochi, fra minacce e intrighi, per una posta miserabile. Una commedia idiota recitata da patetici delinquenti che ripetono le stesse frasi già dette in precedenza da infinite generazioni di patetici delinquenti.

    Benioff mi ha ricordato per certi versi Lehane. Una volta iniziato difficile riporlo sul comodino.

    Ah dimenticavo...la 25a ora non esiste, non è reale. E per questo che mi piace.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il problema di questo mondo, è che ciò in cui crediamo non ha nessuna importanza."

    Il film di Spike Lee, con un immenso Edward Norton, è uno di quelli che guardo e riguardo ogni volta che passano in tv, e ogni volta provo emozioni e sensazioni sempre nuove. Per questo, quando ho vis ...continua

    Il film di Spike Lee, con un immenso Edward Norton, è uno di quelli che guardo e riguardo ogni volta che passano in tv, e ogni volta provo emozioni e sensazioni sempre nuove. Per questo, quando ho visto il libro su una bancarella l'ho acchiappato al volo, prima che qualcuno me lo fregasse sotto il naso. E devo dire che il libro è altrettanto splendido e potente del film, dove lo spacciatore cinico Monthy diventa, tuo malgrado, il tuo eroe. Da leggere assolutamente, magari seduto su una panchina, in riva all'Houdson, guardando le mille luci di New York.

    ha scritto il 

  • 0

    Come sempre finito un libro leggo le recensioni degli anobiani, beh alcuni di loro non hanno capito nulla della fine.Per favore leggete bene invece di spoilerare, cavolate per giunta!! Detto questo pa ...continua

    Come sempre finito un libro leggo le recensioni degli anobiani, beh alcuni di loro non hanno capito nulla della fine.Per favore leggete bene invece di spoilerare, cavolate per giunta!! Detto questo passiamo al libro: bellissimo e potente,uno di quei libri che "restano" nella vita del lettore

    ha scritto il 

  • 5

    arte & mestiere

    Anzitutto: Benioff scrive benissimo, è un piacere leggerlo. E questo già fa la differenza.

    Come tutti gli sceneggiatori cinematografici ha anche tanto mestiere, e combinando i due talenti riesce a far ...continua

    Anzitutto: Benioff scrive benissimo, è un piacere leggerlo. E questo già fa la differenza.

    Come tutti gli sceneggiatori cinematografici ha anche tanto mestiere, e combinando i due talenti riesce a fare di ogni frase un'immagine, o viceversa.

    Non ricordavo il film di Spike Lee, e dunque l'happy end è stato una mezza sorpresa, sebbene sin dall'inizio si capisca che in galera Monty non ci andrà. Molto abilmente, però, l'autore ci lascia diverse opzioni : morirà suicida ? sarà eliminato dagli sgherri di Uncle Blue ? E invece vedremo Montgomery, vecchio e saggio, che racconta ai nipoti la sua risalita, la sua rinascita (mi sembra invece che nel film a un certo punto arrivi Naturelle, ma poco importa). Insomma, un colpo di genio.

    Belli e convincenti anche i ritratti dei personaggi di contorno, per così dire, anche perchè hanno spessore proprio e non fanno tappezzeria attorno all'eroe bello e dannato.

    Un grande Benioff, e a chi non avesse letto altro di lui consiglio La Città dei Ladri, un piccolo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel libro che scruta un'ambiente di antieroi , i personaggi di contorno amici del protagonista, e che racconta bene la faccia oscura di New York, ma potrebbe anche essere Milano o qualsiasi altra citt ...continua

    Bel libro che scruta un'ambiente di antieroi , i personaggi di contorno amici del protagonista, e che racconta bene la faccia oscura di New York, ma potrebbe anche essere Milano o qualsiasi altra città . Non mi é piaciuto molto invece proprio il personaggio protagonista, Monty, spietato spacciatore e conoscitore della vita dei bassifondi, ma che qui rivela un animo sensibile e sogni di un futuro idilliaco. No, proprio non mi convince

    ha scritto il 

  • 3

    "Un pomeriggio di agosto, dove ogni lancio pareva automatico, e lui riusciva a trovare i compagni a occhi chiusi, e passare la palla era facile come baciare la sposa."

    Mi sono procurata questo romanzo soltanto perché avevo bisogno di una pausa da Saramago - il Vangelo mi ha preso molto inizialmente ma poi non più, da Marias - sto leggendo gli Innamoramenti che neces ...continua

    Mi sono procurata questo romanzo soltanto perché avevo bisogno di una pausa da Saramago - il Vangelo mi ha preso molto inizialmente ma poi non più, da Marias - sto leggendo gli Innamoramenti che necessitano di un certo stato d'animo per essere compresi e apprezzati a pieno, e dalla spietata Flannery O'Connor e dai suoi fanatici religiosi che mi fanno salire l'ansia.
    Insomma 'sto libro l'ho scelto proprio perché volevo qualcosa di scorrevole ma non stupido: sapete che non amo i thriller/noir/gialli né tantomeno i fantasy e i chicklit!
    La roba che piace a me è quella pesantissima, da dilemmi esistenziali, da discussioni sui massimi sistemi, altrimenti non vedo perché dovrei leggerla se non mi apre spiragli nella mente, se non getta luce su zone grigie dell'esistenza su cui mai avevo riflettuto prima di allora. Questo è la lettura per me: un momento di introspezione personale, non è divertimento, al massimo può essere fonte di conoscenza, ma mai di svago. Sono una persona noiosa? Niente affatto, è solo che i miei svaghi sono prettamente fisici: ballo, vado in bicicletta, mi alleno quasi ogni giorno. Quando leggo mi voglio guardare dentro per davvero, voglio fermarmi e riflettere, immergermi in me stessa attraverso la lettura, provare a capire meglio gli altri e le dinamiche relazionali che mi circondano attraverso altre storie, altre possibilità, altri nomi e volti soltanto immaginati. Sono la figlia illegittima di Marias probabilmente e la cosa non mi dispiace, anzi.

    Qualche settimana fa ero alla ricerca di libri alla solita bancarella di fiducia e ho conosciuto un ragazzo: barba incolta, spettinato e dal sorriso luminoso, mi ha regalato tutti i libri che avevo scelto, abbiamo parlato per più di due ore passeggiando e guardando le coste allineate sui banchi e alla fine è sparito nel nulla. Mi aveva detto di contattarlo e c'ho provato, ma niente, non mi ha mai più risposto.

    Diciamo che la 25a ora per me farà la stessa fine di quella mattinata: una storia piacevole, una parentesi che non mi è dispiaciuta, ma che certo a breve dimenticherò.

    Se mi ricordo, mi guardo il film, così posso dire che era meglio il libro e fare la parte della lettrice spocchiosa che non si accontenta mai! Il tipo di cui sopra avrà avuto la stessa impressione e se la sarà data a gambe... devo fingermi più ignorante quando incontro un altro lettore, cazzarola!

    ha scritto il 

  • 4

    In sostanza quello che mi disse fu: "Il tuo romanzo mi è piaciuto molto, non riesco però a capire perché tu non sia rimasto fedele alla storia anche nel copione", e poi aggiunse: "Hai tagliato tutte l ...continua

    In sostanza quello che mi disse fu: "Il tuo romanzo mi è piaciuto molto, non riesco però a capire perché tu non sia rimasto fedele alla storia anche nel copione", e poi aggiunse: "Hai tagliato tutte le mie scene preferite!", una delle quali era il lungo monologo di Monty allo specchio. Spike volle sapere perché avevo tagliato quella scena, e io gli risposi che non riuscivo ad immaginare come si potesse riprodurre un momento del genere sul grande schermo e riuscire a renderlo veramente drammatico. E lui: "Tu pensa a scrivere. Al resto penso io". E ho fatto come diceva. Il monologo nel bagno diventò la scena più memorabile del film. Senza dubbio è quella che la gente cita più spesso quando parla del film.
    (Spike Lee, Kaleem Aftab, "Questa è la mia storia e non ne cambio una virgola". Milano, Kowalski editore, 2005)

    ha scritto il