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La ventisettesima città

Di

Editore: Einaudi

3.1
(251)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 605 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese

Isbn-10: 8806174401 | Isbn-13: 9788806174408 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
St. Louis, nel Missouri, è una città paralizzata dall'immobilismo e dall'apatia e l'unico avvenimento che un giorno riesce a scuoterla dal torpore è l'arrivo del nuovo capo della polizia, S. Jammu, indiana di Bombay. Jammu è giovane, ha un grande carisma, e, non appena si insedia, comincia a rendersi conto che a St. Louis i cittadini più in vista sono coinvolti in un intrigo politico-economico di dimensioni gigantesche. Così decide di mettere loro alle calcagna degli uomini fidati per frugare fin negli angoli più reconditi della loro esistenza. Senza sapere che questa la costringerà a frugare anche nella propria.
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  • 3

    St. Luois Blues

    Un esercizio a riprova del talento che sarebbe sbocciato in seguito.
    Questo interminabile blues che squarcia nel profondo la società americana, con i due principali interpreti che all’inizio avevo sca ...continua

    Un esercizio a riprova del talento che sarebbe sbocciato in seguito.
    Questo interminabile blues che squarcia nel profondo la società americana, con i due principali interpreti che all’inizio avevo scambiato per l’alter ego di Monisha Kalterborn ed uno Stoner evoluto del terzo millennio, alterna virtuosismi di stile a pallosissime cronache della media borghesia all’assalto del potere medio in una media città, la ventisettesima appunto.
    La lunghezza della lettura poi mi ha aiutato a confondere i personaggi e perdere spesso e volentieri il filo.
    E se volessi trovare una morale alla storia direi : provare a cambiare tutto per non cambiare nulla!
    Ma permettetemi il plagio, la recensione più esauriente l’ho trovata da un’altra parte e la incollo pari pari, visto che mi ci trovo punto per punto, anche la cronologia di lettura:

    Terzo libro che leggo dell’autore. I precedenti letti, non in ordine di pubblicazione, “Le correzioni” e “Libertà”, il più recente in ordine cronologico. Come sempre, e come ho già detto nella recensione di “Le correzioni”, Franzen si conferma come uno dei più grandi narratori ed interpreti della contemporaneità, del mondo che ci appartiene in quanto luogo di esistenza sociale. Ne “La ventisettesima città” ho trovato un Franzen ancora notevolmente impostato, un Franzen che vuole sorprendere con pagine di sperimentalismo linguistico che in parte ha perso con i successivi romanzi. E, francamente, ne sono ben contento. L’approccio scelto dall’autore per impostare certe parti di questo romanzo trabocca della sua volontà di mostrare l’infinita documentazione, l’infinito percorso di apprendimento che mi sembra abbia dovuto compiere per poter argomentare così approfonditamente certe tematiche. In particolare quella legata al funzionamento più spicciolo della legislazione americana in fatto di economie locali. Proprio questa velata spocchia nel buttarci in faccia dieci pagine di fila, di tanto in tanto, di puro strategismo economico, intricato, gonfio di tecnicismi, mi ha perplesso al punto da rimanerne interdetto. Non capisco e, francamente, mi verrebbe da attribuire, in una ipotesi del tutto personale, questo suo atteggiamento letterario come una piccola pecca dovuta all’età, ancora relativamente tenera, in cui scrisse “La ventisettesima città”. Tutto sommato, naturalmente, si tratta di un bel libro, ma sfortunatamente con troppe parti indigeste per esserne appieno entusiasti. Quelli che in altri casi sarebbero potuti essere dei virtuosismi, in questo contesto risultano, a parer mio, degli handicap notevoli che minano in parte il felice svolgersi della trama più strettamente narrativa. Come piccoli scogli che devono essere superati per meritarsi qualche capitolo più scorrevole e coinvolgente. Io, in quanto amante dell’opera franziana, ho accettato i compromessi e ho proseguito, ma immagino che non tutti siano disposti a farlo, soprattutto coloro che considerano la lettura un momento di intrattenimento che riesca a staccare la spina dei pensieri di tutti i giorni. In quel caso, non lo ritengo un libro adatto. Non lo ritengo un libro adatto nemmeno per approcciarsi all’autore poiché potrebbe far nascere un’idea non del tutto esatta del potenziale e della conseguente grandezza di Franzen.
    Una trama interessante, d’altro canto, e di sapore vagamente noir, tenta di attirare quell’attenzione che si perde nei passaggi più noiosi. L’arrivo del nuovo capo della polizia, S. Jammu, nella città di St. Louis, segna l’inizio di una più movimentata esistenza cittadina per tutti gli abitanti. Jammu è una donna, giovane, indiana, sveglia e ambiziosa che mira ad acquisire potere e considerazione nelle cerchie economiche e sociali più altolocate. Questo la porterà a sfidare quella elite di uomini di potere che tiene le redini dello sviluppo di St. Louis. È tra questi uomini che troviamo Martin Probst, il portavoce, il personaggio in vista da decenni, quello che si è occupato della costruzione del grande Arco simbolo (reale) della città. Martin Probst, insieme alla moglie Barbara e alla figlia adolescente Louisa, è la “cavia” che utilizza Franzen in questo romanzo per esplorare le parti più interne e private della vita di un uomo medio. Come lo è stata la famiglia Lambert ne “Le correzioni”, la famiglia Berglund in “Libertà”, qui è la famiglia Probst ad interpretare un nucleo instabile pronto a svelare dinamiche interpersonali che solo questo autore può descrivere con tanta veridicità, verosimiglianza e introspezione psico-emotiva. Da questo punto di vista Franzen non ne ha ancora sbagliata una. Per gli amanti dei personaggi accuratamente delineati, dei quadri psicologici magistralmente indagati, questa è la strada giusta per trovare una vera miniera di piacere letterario. Un piccolo viaggio introspettivo che, da solo, redime l’insolita pesantezza di altre parti del romanzo.
    In definitiva un bel libro, corposo, denso, con qualche spunto interessante. Con tutti gli accorgimenti del caso, un romanzo che non può mancare a tutti i seguaci franziani, un tassello in più che serve a convalidare la già meritata considerazione conquistata dall’autore.

    ha scritto il 

  • 2

    vale la metà di forte movimento e un quarto di libertà...per tutto il libro Franzen si compiace della complessità del piano messo in atto dai protagonisti e ce lo fa pesare ad ogni singola pagina.
    una ...continua

    vale la metà di forte movimento e un quarto di libertà...per tutto il libro Franzen si compiace della complessità del piano messo in atto dai protagonisti e ce lo fa pesare ad ogni singola pagina.
    una quantità di dettagli inutili alla narrazione appesantiscono ulteriormente la lettura.
    più che deludente, è francamente palloso.

    ha scritto il 

  • 1

    Molto al di sotto delle aspettative

    Se non fosse che abbandonare un libro mi arreca un fastidio quasi fisico, avrei lasciato perdere questo romanzo molto presto. Se non fosse che avevo letto Le Correzioni e che lo avevo molto apprezzato ...continua

    Se non fosse che abbandonare un libro mi arreca un fastidio quasi fisico, avrei lasciato perdere questo romanzo molto presto. Se non fosse che avevo letto Le Correzioni e che lo avevo molto apprezzato, avrei lasciato perdere questo romanzo molto presto. Se non fosse che una trama inconcepible e dei personaggi assurdi a volte portano a dei capolavori, avrei lasciato perdere questo romanzo molto presto. Beh, a ripensarci, avrei proprio dovuto seguire l'istinto.
    Se avessi letto questo per primo, dubito che avrei mai aperto Le Correzioni. Per fortuna, l'ordine invece, è risultato invertito.

    ha scritto il 

  • 5

    An incredible debut novel, a wonderfully Pynchonian work, and the demonstration that Franzen can be awesome even with something different from a Midwestern family saga.
    Video-review: http://www.youtub ...continua

    An incredible debut novel, a wonderfully Pynchonian work, and the demonstration that Franzen can be awesome even with something different from a Midwestern family saga.
    Video-review: http://www.youtube.com/watch?v=68qnEsK3mpQ

    ha scritto il 

  • 2

    Ho adorato Franzen per "Libertà" e - soprattutto - per "Le Correzioni", ma i suoi vecchi romanzi non riesco proprio a portarli avanti. Ci ho provato con tutto me stesso ma neanche tre ore di volo in c ...continua

    Ho adorato Franzen per "Libertà" e - soprattutto - per "Le Correzioni", ma i suoi vecchi romanzi non riesco proprio a portarli avanti. Ci ho provato con tutto me stesso ma neanche tre ore di volo in compagnia di questo libro sono servite a qualcosa. Ogni tanto si intravede la sua genialità, la scrittura è comunque ottima, ma questo libro è soporifero!

    ha scritto il