La vera storia del pirata Long John Silver

Di

Editore: Iperborea (Iperborea, 75)

4.2
(1954)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 492 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Svedese , Spagnolo

Isbn-10: 887091075X | Isbn-13: 9788870910759 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Katia De Marco ; Prefazione: Roberto Mussapi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Ci viene qui restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, un personaggio nato già immortale, il terribile pirata con una gamba sola dell’Isola del Tesoro, che ricompare intento a scrivere le sue memorie, e insieme a lui l’universo piratesco, le tempeste, gli arrembaggi, le efferatezze dei pirati ma anche la loro sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. Riscopriamo così la capacità di sognare e di abbandonarci alla fantasia, grazie al trascinante racconto in cui si intrecciano sapientemente la suspense e l’avventura all’interno di un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità.
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  • 4

    Israele e altri luoghi - 16 giu 17

    Eccoci qua, allora, dopo una lunga cavalcata per i sette mari, a ritrovare la bella scrittura di Larsson ed una storia che vale molte storie. Peccato solo non aver mantenuto l’asciutto titolo original ...continua

    Eccoci qua, allora, dopo una lunga cavalcata per i sette mari, a ritrovare la bella scrittura di Larsson ed una storia che vale molte storie. Peccato solo non aver mantenuto l’asciutto titolo originale, ed essersi dilungati nell’aggiungere “vera storia” e “pirata”. Inutili e ridondanti simboli qualificativi, che servono solo a cercare di attirare lettori ad una storia che, devo dire, si attira e si commenta da sé. Anche se l’originale svedese, che i nostri traduttori neanche riportano, implica un bel sottotitolo che val la pena menzionare: “Den äventyrliga och sannfärdiga berättelsen om mitt liv och leverne som lyckoriddare och mänsklighetens fiende” (cioè “La storia avventurosa e veritiera della mia vita e delle mie avventure di uomo libero, di gentiluomo di fortuna e di nemico dell’umanità”). Che, infatti, il nostro svedese Larsson è uno scrittore di intriganti capacità complicative di trame e situazioni. Che è solo cognonimo del compianto Stieg (quello di Millennium) e della giallista Åsa. Che ho imparato a conoscere nel tempo per due caratteristiche: l’abilità nell’ideare trame (come quella, cui rimando, del primo suo libro che ho letto, un poliziesco letterario dal titolo “I poeti morti non scrivono gialli”) e l’amore per il mare. Che traspare in molti suoi scritti (che consiglio al mio amico Renato), e dalla sua vita, visto che passa la maggior parte del suo tempo sulla sua barca, un Rustler 31 di nome “Rustica”. Dove, al largo delle coste galiziane, ha anche ideato e scritto questo romanzo biografico su di un personaggio inventato. Già questo me lo rende simpatico: prendere a prestito da Robert L. Stevenson uno dei personaggi più emblematici de “L’isola del tesoro”, e fargli ripercorrere in prima persona le tappe della sua vita. Mescolando, sapientemente, vero e falso, facendo intervenire a lungo Daniel Defoe (coevo delle vicende narrate) sia come scrittore sia come conoscitore di pirati. Anche se l’opera cui si fa spesso riferimento (“Storia generale dei pirati”) è scritta sotto la firma “Captain Johnson” che per molto tempo si pensò fosse uno pseudonimo dello stesso Defoe (ma pare non lo sia). E facendo intervenire anche altri pirati famosi, veri o letterari. Dal vero Edward England (sodale di Silver) al falso capitano Flint (uscito dalla penna di Stevenson). Tutta la finzione, tuttavia, è al servizio di un’idea di fondo del nostro Bjorn: parlare degli uomini, dei loro sentimenti, del loro modo di vivere, in quei primi 40 anni del 1700. Gli anni che seguirono la grande guerra tra Inghilterra e Spagna, laddove gli inglesi utilizzarono le navi da corsa per attaccare le galee spagnole (da cui i famosi “corsari”). E dove questi, una volta assaporati soldi e donne, non si tirano indietro, si impadroniscono di quel vessillo che diventerà famoso (il teschio con le due tibia incrociate, chiamato in inglese “Jolly Roger”). Larsson usa Silver per farlo diventare eponimo di quest’epoca. Mozzo in fuga dalla natia Bristol, girellando per i mari ad “imparare il mestiere”. Sempre padrone del suo destino, per cui deciderà di non diventare mai capitano di una nave, tuttalpiù quartiermastro (che è una specie di secondo ufficiale, con il compito, importante per quelle imprese, di tenere anche la contabilità). A lungo ancora in Scozia, per sfuggire ad una falsa accusa di ammutinamento, a lungo in compagnia del suo primo grande amore, Elisa. Scoperto, di nuovo in fuga, di qua e di là degli oceani. Coinvolto nella tratta dei negri, ma di cui diventa amico. Soprattutto del capo Jack e di una mulatta fiera che ritroverà dopo qualche anno, libererà dalla schiavitù e diventerà la compagna dell’ultima parte della sua vita. Non la donna, che Dolores non chinerà mai il capo a nessuno (tanto che aveva ucciso un capitano che voleva violentarla), ma che deciderà di unire le sue forze alla declinante vecchiaia di Silver. Larsson ci spiega anche l’origine del soprannome “Long”, non per l’altezza, ma come pseudonimo per sfuggire alle guardie. Si fece chiamare John Long, per un periodo, divenendo poi facilmente Long John, e finalmente Long John Silver. Ci dice come perse la gamba, non per una palla nemica, ma per un tiro mancino dell’invidioso Deval. Cui, per ripicca, farà tagliere dal medico di bordo una gamba sana! E poi il lungo sodalizio con Edward England, un pirata che realmente aveva poca voglia di uccidere i nemici sconfitti, tanto che alla fine il suo equipaggio si ammutinò e lo lasciò su di un’isola deserta verso il Madagascar. Infine, l’ultima parte, dove (grande momento di meta-letteratura) scorre la storia del tesoro del capitano Flint scritta da … Jim Hawkins, ormai gentiluomo in Londra con i soldi del Tesoro. Silver sa che quella storia segnerà la sua fine, e si affretta a finire la sua e spedirla a Jim. Per poi finire come tutti i pirati. O forse no? Larsson ci lascia un’ombra di mistero, che non svela (né io a voi). Perché quello che piace, che rende godibile le 500 pagine non è solo la storia dei pirati sulle onde dei sette mari, ma la figura stessa di Long John. Che Larsson prende da Stevenson ampliandone i lati ambigui. Se ricordate, il grande scozzese aveva sempre messo su due binari il pirata da una gamba sola. Un po’ con Jim e molto con sé stesso. Qui Larsson ci presenta un pirata che, come dice sempre lui stesso, volendo “essere padrone del mio destino”, usa tutti i mezzi per farlo. Sfrutta i suoi studi giovanili (è uno dei pochi che sa leggere e scrivere). È empatico con gli schiavi negri (che una volta liberati saranno con lui sino alla fine), è crudele con i capitani inglesi, è tenero solo con due donne (Elisa e Dolores). Ruba, tradisce, ed alla fine, come tutti, si ritrova solo. A cosa serve aver girato tutta una vita, per poi essere lì, forse sui sessant’anni, con la pirateria che è ormai morta da venti. Solo a pensare di non aver trovato, di non riuscire a trovare, di non trovare mai, la sua posizione. Questa la riflessione personale che poi tutte le belle pagine mi lasciano. Mentre io lascio ai miei amici che amano il mare il godimento di seguire le navigazioni per i sette mari. Anche a chi, purtroppo, le sentirà solo da queste righe. Ed a lui brindo con un colmo bicchiere di rhum!
    “Se tanta gente muore prima di aver imparato a vivere, è perché vive come se non dovesse mai morire” (12)
    “Mi dissi, in tutta onestà, che tra i milioni e milioni di donne che popolano la nostra terra, dovevano pur essercene altre come … Ma a incontrarne una, in tutta la mia lunga vita, che io sia dannato se ci sono riuscito.” (141)
    “Vi confesso dunque che, di tanto in tanto, ho desiderato che … scrivere non fosse un’attività così dannatamente solitaria.” (184)
    “La mia vita non è stata che una navigazione stimata, ma forse, chi lo sa, arriverò a trovare la mia posizione, prima di affondare.” (220) [dicesi navigazione stimata quella tecnica di navigazione a mezzo della quale è possibile determinare la posizione stimata della nave in mare, utilizzando gli elementi del moto quali: la velocità, la direzione ed il senso.]
    “Se c’è una cosa da cui ci si deve tenere lontani, se si vuole restare sani di mente, è … la scrittura.” (403)

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelle, se vi interessa il personaggio e se vi piacciono le storie dei pirati. E poi il libro è scritto bene.
    Ma a me non è piaciuto. Inizialmente si, il protagonista è spassoso e per duecento pagin ...continua

    3 stelle, se vi interessa il personaggio e se vi piacciono le storie dei pirati. E poi il libro è scritto bene.
    Ma a me non è piaciuto. Inizialmente si, il protagonista è spassoso e per duecento pagine la storia è interessante. Ma poi diventa solo noiosa, molto noiosa!

    ha scritto il 

  • 3

    Ma come facevano i marinai...

    Pensavo che sarebbe stata una lettura difficile, troppa violenza fin dalle prime pagine, ma poi ho apprezzato il romanzo di Larsson per la precisione e la passione con cui ha ricostruito l’epoca della ...continua

    Pensavo che sarebbe stata una lettura difficile, troppa violenza fin dalle prime pagine, ma poi ho apprezzato il romanzo di Larsson per la precisione e la passione con cui ha ricostruito l’epoca della pirateria e le condizioni terribili di vita, non così diverse da quella degli schiavi neri stipati nella stiva, dei marinai che solcavano l’Atlantico, sottoposti alla tirannia feroce dei capitani tanto da preferire spesso il rischio della forca che pendeva sugli ammutinati e sui pirati alla permanenza sulle imbarcazioni del commercio triangolare tra Europa Africa e Americhe. Nel romanzo Long John Silver racconta la sua ‘vera’ storia di marinaio- pirata astuto, ribelle all’autorità, spirito libero, dotato di freddo autocontrollo e di grandi capacità di persuasione, feroce nelle vendette, ma in fondo non più squalo degli stimati in patria e timorati di Dio rappresentanti del capitalismo mercantile che ha arricchito l’isola di Sua Maestà prima della macchina a vapore. Le ultime pagine sono piene del suo desiderio di lasciare traccia di sé, comunque, dopo le tante scie di sangue che si sono perse nell’oceano. Storia di Silver, ma forse di più romanzo corale. Bellissimo il ringraziamento in calce di Larsson ai marinai,” la cui vita è stato un inferno che va oltre la comprensione di chiunque abbia solo un’oncia di umanità e sui cadaveri dei quali è stato costruito il benessere moderno”.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma ce la siamo goduta, non è vero?

    Encomiabile Mr. Larsson.

    Leggere uno dei romanzi d'avventura più famosi, "L'isola del tesoro" di Stevenson, isolarne il personaggio più carismatico, il pirata Long John Silver, documentarsi a fondo su ...continua

    Encomiabile Mr. Larsson.

    Leggere uno dei romanzi d'avventura più famosi, "L'isola del tesoro" di Stevenson, isolarne il personaggio più carismatico, il pirata Long John Silver, documentarsi a fondo su tutto ciò che concerne la pirateria, i vascelli e le navi d'epoca, la terminologia navale, le regole della navigazione commerciale dell'epoca, la tratta degli schiavi, le malattie di bordo e scrivere un romanzo di più di cinquecento pagine lasciando credere che la storia sia vera e che a raccontarla fosse lui in persona, il terribile pirata con una gamba sola.

    Non solo il compito non era facile, ma mi era difficile immaginare che il risultato potesse essere anche così interessante, avvincente e coinvolgente.

    Un libro che avevo in casa da tanto, ma che mi sono deciso a leggere solo dopo la lettura dell'isola del tesoro, cui fa da degno seguito.

    In mezzo a uomini distrutti dal ruhm e dalla spada, da giri chiglia letali, da palle di cannone, dalla ferocia dei propri simili che vivono godendo dell'oggi senza il pensiero del domani; in condizioni di vita difficili, su navi strette, sporche, magari con l'olezzo terribile degli escrementi proveniente dalle stive piene di schiavi moribondi, la figura del pirata Long John Silver svetta.

    E' scaltro, Long John, è crudele, è istruito, è carismatico, è duro. Ma è anche generoso e sa raccontare storie, emozionando, convincendo e mantenendo salda la convinzione di essere nel giusto.

    Alla fine cosa abbiamo qui? Un bellissimo libro di avventure, che scorre benissimo, ben documentato, ben descritto, con dialoghi e terminologia adeguati e in grado di ben rappresentare la realtà settecentesca della pirateria.

    Un inno alla libertà, uno stimolo a condurre una vita intensa e piena di emozioni.

    Tra taverne fumose, tesori, vele di gabbia, bonacce, tempeste e arrembaggi, Larsson ci regala un bellissimo libro che è tutto una scoperta.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma più di tutto è l’isola non trovata, non perché non c’è, ma perché è quella che non ti fa fermare.
    Forse è per questo che uno dei libri più amati è ancora oggi l’Isola del tesoro.

    Tempo fa, in una l ...continua

    Ma più di tutto è l’isola non trovata, non perché non c’è, ma perché è quella che non ti fa fermare.
    Forse è per questo che uno dei libri più amati è ancora oggi l’Isola del tesoro.

    Tempo fa, in una libreria, accarezzando e leggendo il dorso dei libri ho incontrato nella qualificata collana Iperborea La vera storia del pirata John Long Silver, gentiluomo di ventura e nemico dell’umanità. Acquisto immediato e notti insonni.
    L’emozione più forte trasmessa dal libro di Bjorn Larsson, che ringrazio di esistere, era il piacere immenso di leggere un libro legato al piacere di aver letto un libro, e leggere con passione e immedesimazione lo aveva portato come dice Carlo Dossi a volare via dopo il quarto rigo dentro un'altra storia.
    Ecco il mio amore per le storie di Larsson , il piacere della lettura trasmesso.
    Diverso da Marquez che mi suggerisce il piacere di raccontare, da Borges che mi stacca dal corpo, Larsson mi fa volare bambino aiutandomi però a vedere con gli occhi da adulto.
    E mi piace aver visto come tutta la produzione letteraria di Larsson sia legata a “ oltre l’orizzonte”.
    Nei suoi libri successivi si leggono le stelle, ci sono l’avventura di mare ed i cantieri sotto terra, l’esoterismo, la birra
    Strumenti che in letteratura sono la ricerca di un senso e come la letteratura sia soprattutto sentieri che indirizzano verso un orizzonte che è sempre.
    alzando lo sguardo Bjorrn ci dice la saggezza del mare che è (verità ormai svelata ) il suo orizzonte.
    Da inseguire anche se sappiamo che non lo raggiungeremo mai.
    Grazie ancora Bjorn, per le tue storie, certo e sicuro che amandole le nostre notti insonni possano diventare settantasette volte sette e più di mille e una.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho visto cieli e nubi che un artista avrebbe impiegato un'esistenza intera a cercare di riprodurre

    Ben scritto e, nel caso dell'audiolibro, ben letto anche se l'unica voce diversa è quella di Deval.
    Partendo da quello che Stevenson ci dice riguardo a John Silver, Larsson crea una storia, più storie ...continua

    Ben scritto e, nel caso dell'audiolibro, ben letto anche se l'unica voce diversa è quella di Deval.
    Partendo da quello che Stevenson ci dice riguardo a John Silver, Larsson crea una storia, più storie, intorno alla vita del famoso pirata immaginando un passato e un futuro oltre all'avventura de L'isola del tesoro. Avvincente, sicuramente consigliato agli amanti del genere (anche se, devo dire, mi aspettavo più avventure piratesche). Ora però è tanta la voglia di rileggere l'Isola!

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono avvicinata a questo autore a scatola chiusa non avendo mai letto nulla di suo prima di ora. Ne sono rimasta completamente affascinata. Il modo di scrivere che usa sa restituire perfettamente g ...continua

    Mi sono avvicinata a questo autore a scatola chiusa non avendo mai letto nulla di suo prima di ora. Ne sono rimasta completamente affascinata. Il modo di scrivere che usa sa restituire perfettamente gli ambienti e i personaggi come se ci li avessi davanti agli occhi. Ho letto questo libro tutto di un fiato perché la voglia di saperne di più era troppa. C’è il giusto mix di azione e momento di riflessione in cui il mito del pirata ci viene reso in una maniera che non è quella del pirata della nostra fantasia tutto coraggio ma anzi un essere molto umano con i suoi pregi e i suoi difetti. I personaggi incontrati fanno parte anche del romanzo L’isola del tesoro per cui consiglio per apprezzarlo al meglio di leggere prima quello e poi questo.

    una vita che non sopravviva alla propria morte, in un modo o nell'altro, sulle pagine di un libro o sulla bocca della gente, non è che una cacatura di mosca. O rugiada che evapora al sole. (cit)

    ha scritto il 

  • 4

    Il mito si fa carne e ossa

    E' esistito davvero il mitico pirata Long John Silver, è questo che il lettore penserà mentre rivivrà le sue avventure. Una vita piena e solitaria, nonostante le situazioni disperate la sua forza è ne ...continua

    E' esistito davvero il mitico pirata Long John Silver, è questo che il lettore penserà mentre rivivrà le sue avventure. Una vita piena e solitaria, nonostante le situazioni disperate la sua forza è nel desiderio di rimanere in vita.
    Una lettura avvolgente al profumo di salsedine e Rhum!

    ha scritto il 

  • 2

    Le storie dei pirati hanno fatto parte della mia vita di lettrice bambina e adulta e devo dire che il giudizio a proposito del libro di Larsson nasce dal fatto che non mi ha coinvolto.
    Long John Silve ...continua

    Le storie dei pirati hanno fatto parte della mia vita di lettrice bambina e adulta e devo dire che il giudizio a proposito del libro di Larsson nasce dal fatto che non mi ha coinvolto.
    Long John Silver speravo fosse una simpatica canaglia che mi avrebbe trasportato per il mondo fra scazzottate, bottiglie di rum, ammutinamenti e assalti ai vascelli carichi di merce. È così nelle prime pagine, poi perde la forza, mi ha annoiato e l'ho trovato prevedibile.
    Insomma l'ho letto cercando un libro di pirati, scritto per gli adulti. Ho trovato un libro di "piratini", che fanno tutte le loro cose ma senza verve e con poco umorismo.

    Inizio a pensare di non avere feeling con gli scrittori del nord Europa, pur cambiando il genere raramente sono soddisfatta (eccezion fatta per Lagerkvist).

    ha scritto il 

  • 3

    Seconda lettura intorno alla pirateria, in età adulta. Seconda lettura interessante che consiglio vivamente. Un romanzo che è pure un saggio che tesse insieme pirati e scrittori, investigando quale si ...continua

    Seconda lettura intorno alla pirateria, in età adulta. Seconda lettura interessante che consiglio vivamente. Un romanzo che è pure un saggio che tesse insieme pirati e scrittori, investigando quale sia il senso dell'essere gentiluomo di ventura e dello scrivere. E soprattutto non avrei mai pensato di incontrare tra queste pagine Defoe... intrigante, davvero.

    ha scritto il 

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