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La vergine napoletana

Di

Editore: Garzanti libri

3.6
(109)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 511 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811666082 | Isbn-13: 9788811666080 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Due cavalieri, uno bianco e uno nero, partono alla ricerca dell'ultimo discendente di Federico II. In un paese dilaniato dalle guerre tra fazioni e piegato dalla carestia, il modenese Giovanni Vezzani e il saraceno Yusuf Ibn Gwasi vogliono rilanciare l'utopia del grande imperatore svevo. Inseguono l'esile filo d'una leggenda: perché prima di salire al patibolo, il giovane Corradino di Svevia, nipote di Federico, avrebbe sposato una vergine napoletana che gli avrebbe dato un figlio... Inizia così un susseguirsi di imprevedibili avventure, da Lucera, splendida città-giardino araba, alle brumose campagne padane, dalla rocca di Castel del Monte nelle Murge alla Toscana.
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  • 4

    “Corradino chiuse gli occhi, ma il buio lo spaventò. Li riaprì. Tornò nel buio.”

    Tra i tanti personaggi storici, Corradino di Svevia è quello che ha sempre maggiormente suscitato le mie simpatie.
    Ho sempre provato un misto di tenerezza e di affetto per questo imperatore bambino, tenerezza per la sua ingiusta sorte, per il suo breve destino già segnato quasi ancor prima di ven ...continua

    Tra i tanti personaggi storici, Corradino di Svevia è quello che ha sempre maggiormente suscitato le mie simpatie. Ho sempre provato un misto di tenerezza e di affetto per questo imperatore bambino, tenerezza per la sua ingiusta sorte, per il suo breve destino già segnato quasi ancor prima di venire al mondo. Ho sempre fantasticato su cosa sarebbe potuto accadere al corso della storia se Corradino non fosse stato sconfitto da Carlo d’Angio nella battaglia di Tagliacozzo e se non fosse stato condannato a morte dallo stesso re nella piazza del Plebiscito a Napoli nel 1268. Giuseppe Pederiali ha avuto anni fa la mia stessa suggestione e ha deciso, molto coraggiosamente, di scrivere un romanzo fanta-storico su Corradino e sull’ultimo discendente della famiglia Hoenstaufen. Napoli, 1268. Corradino di Svevia, discendente di Federico II e ultimo degli Hoenstaufen, condannato a morte dal re francese Carlo d’Angio, chiede come ultimo desiderio, lui ragazzo poco più che adolescente e ovviamente ancora vergine, di poter passare la sua prima e ultima notte d’amore con una giovane donna. Il suo desiderio viene esaudito…frutto di quella lunga e unica notte d’amore con una giovane popolana napoletana di nome Cicella è un bambino, l’ultimo erede degli Hoenstaufen, l’unica speranza alla quale si aggrappano due giovani cavalieri, Giovanni da Modena e il saraceno Yusuf Ibn Gwasi che, dopo venticinque anni, partono alla sua ricerca, inseguendo quella che sembra essere soltanto una leggenda. Il loro sarà un lungo viaggio per le strade assolate di Napoli, una Napoli capitale del regno delle due Sicilie, una Napoli nel massimo del suo splendore, una Napoli che nasconde tra i suoi vicoli un “guaglioncello” con il sangue e il destino di un imperatore. Sarà un viaggio lungo, irto di pericoli, pieno di personaggi a volte stravaganti come il mago Iennarone, a volte struggenti come la piccola Ceccuzza e a volte affascinanti come l’ebrea Allegra. Un viaggio alla ricerca di un sogno, di un’utopia, quella di ristabilire il Sacro Romano Impero. Un romanzo affascinante, avvincente, scorrevole, interessante, un romanzo dove la protagonista principale è la Napoli della metà e della fine del tredicesimo secolo, una Napoli vivace ma anche pericolosa, dove esiste un’umanità che cerca di sopravvivere con espedienti originali come quelli del mago Iennarone, una città descritta magistralmente da Pederiali, dove si possono percepire i suoni, gli odori, i sapori che accompagnano tutti quei personaggi e tutte quelle situazioni che fanno la bellezza e la particolarità di questa città. E’ difficile non innamorarsi del giovane Corradino detto Ciommo, metà nobile e metà popolano che cerca con la sua ingenuità e con il suo coraggio di combattere contro la crudeltà dei potenti, è difficile non simpatizzare per i due cavalieri, il prode Giovanni e il taciturno Yusuf e, soprattutto, è impossibile non provare tenerezza per la giovane Cicella e il suo amore per lo sfortunato Corradino, il padre di suo figlio, un amore che durerà materialmente solo l’arco di una notte, ma sarà per lei eterno. Un romanzo dal sapore vagamente shakespeariano, intenso nella bellezza delle sue descrizioni e nella passione dei suoi personaggi, un romanzo nel quale si mescolano alla perfezione realtà storica e realtà fittizia, cosa rara da trovare al giorno d’oggi. Un libro di qualità eccelsa, una ventata di novità e di freschezza nella poca originalità dei romanzi contemporanei. Spero ne facciano presto anche una trasposizione cinematografica, sarebbe perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'appassionante avventura

    Se vi piace la tormentata storia medievale italiana, non potete perdervi questo romanzo!
    Un medico italiano e un guerriero saraceno alla ricerca di un discendente dello stupor mundi Federico II di Svevia per ridare una guida ai ghibellini, un nuovo imperatore al Sacro Romano Impero, per ri ...continua

    Se vi piace la tormentata storia medievale italiana, non potete perdervi questo romanzo! Un medico italiano e un guerriero saraceno alla ricerca di un discendente dello stupor mundi Federico II di Svevia per ridare una guida ai ghibellini, un nuovo imperatore al Sacro Romano Impero, per ricreare il sogno di una società più giusta dove tutti sono uguali, anche se giudei o musulmani. Un'avventura con personaggi dalla straordinaria umanità, ma anche dalla straordinaria crudeltà; una Napoli angioina indimenticabile. E infine la sensazione che certi personaggi della storia sono insosituibili, e che forse si può essere felici accontentandosi di quel che si è e di quel che si ha.

    ha scritto il 

  • 5

    " Sentì tutto il piacere di essere vivo, rimpianse di non averlo apprezzato prima e compianse gli uomini che sprecano l'intera vita nella fretta e a cercare complicate felicità.
    Girava la testa afferrando gli sguardi di folla, elemosinava amore da uomini e donne sconosciuti. Corradino re, figlio ...continua

    " Sentì tutto il piacere di essere vivo, rimpianse di non averlo apprezzato prima e compianse gli uomini che sprecano l'intera vita nella fretta e a cercare complicate felicità. Girava la testa afferrando gli sguardi di folla, elemosinava amore da uomini e donne sconosciuti. Corradino re, figlio di re, nipote di re, li invidiò: loro avrebbero visto il tramonto del sole e una nuova alba"

    Mi sono innamorata del libro dopo aver letto queste parole! E' una storia bellissima, a tratti ironica ma anche molto molto triste.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo sto ancora leggendo, ma come si fa a non intenerirsi per le storia di Corradino di Svevia, soprattutto quando di lui ne ho sentito parlare quando ero bambina, passando e conoscendo i luoghi della città di Napoli, le vie, la piazza, la chiesa, così significativi nella sua vicenda?

    ha scritto il 

  • 4

    Concordo per quanto concerne la scorrevolezza della scrittura. E'un po' troppo fantasioso e alcuni passaggi appaiono forzati, ma ha il merito di creare curiosità intorno a un periodo storico lontano eppure fondamentale per la storia d'Italia. La morte di Corradino suscita rabbia e commozione e la ...continua

    Concordo per quanto concerne la scorrevolezza della scrittura. E'un po' troppo fantasioso e alcuni passaggi appaiono forzati, ma ha il merito di creare curiosità intorno a un periodo storico lontano eppure fondamentale per la storia d'Italia. La morte di Corradino suscita rabbia e commozione e la ricostruzione della vita quotidiana nella Napoli del 1200 è straordinaria. Chi conosce la città sa che nei vicoli alcuni aspetti di quella realtà medievale ancora resistono. Nel complesso un bel libro, ne leggerò altri di questo autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Novella storica che ci riporta a vivere le vicende "romanzate"  di Corradino, (l'ultimo  Hoehstaufen in Italia, nipote di Federico II) e di un su supposto figlio postumo.
    Con stile avvincente, l'autore ci illustra la quotidianità nella Napoli di fine 1200
    I rapporti tra cristiani, ebrei, musulman ...continua

    Novella storica che ci riporta a vivere le vicende "romanzate"  di Corradino, (l'ultimo  Hoehstaufen in Italia, nipote di Federico II) e di un su supposto figlio postumo. Con stile avvincente, l'autore ci illustra la quotidianità nella Napoli di fine 1200 I rapporti tra cristiani, ebrei, musulmani La politica del tempo, con gli scontri tra guelfi e ghibellini L'ingegno di cui faceva uso il popolo per poter sopravivere. La malvagità delle persone, figlia della miseria La prepotenza e crudeltà dei ricchi e potenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato questo romanzo estremamente godibile, interessante dal punto di vista storico, molto colorito, con tanti personaggi a muoversi sul palcoscenico, a tratti cruento, sempre scorrevole.
    Una specie di "cosa sarebbe successo se", deviando di un piccolo dettaglio dalla rigorosa realtà storica ...continua

    Ho trovato questo romanzo estremamente godibile, interessante dal punto di vista storico, molto colorito, con tanti personaggi a muoversi sul palcoscenico, a tratti cruento, sempre scorrevole. Una specie di "cosa sarebbe successo se", deviando di un piccolo dettaglio dalla rigorosa realtà storica. Ho amato molto alcuni personaggi. L'unica pecca è che la storia si propone con un certo fine, ma a tre quarti ci si dimentica del filone principale in modo sconcertante. Corradino scompare letteralmente dal libro e si scopre che la storia, in realtà, era incentrata su altri due personaggi. Capisco che non reggesse, ma abbandonarlo così è quasi insultante per i lettori!

    ha scritto il 

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