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La vergogna delle scarpe nuove

Di

Editore: Bompiani

3.8
(170)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845258645 | Isbn-13: 9788845258640 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La vita famigliare di un intellettuale bolognese, scrittore e traduttore dalrusso: la nascita della figlia Irma, la sua malattia e il ricovero inospedale, il deteriorarsi dei rapporti con la compagna Francesca, la vitaprofessionale, i colloqui con gli editori, la difficoltà di tradurre Tolstoj,le conferenze male organizzate, l'ipocrisia dei politici. E infine i ricordid'infanzia, legati a oscuri sensi di colpa, a una inconfessabile vergogna chetorna a pesare sull'anima. Il nuovo romanzo di Paolo Nori ripropone un iosolitario e farneticante, in cui il gusto di un linguaggio è una porta apertasull'intelligenza di una comicità sottilissima, sempre pronta a ribaltarsi ingioco surreale o nel pathos della malinconia. Un romanzo che resuscita ilpiacere dell'avanguardia letteraria e lo fa ruotare vertiginosamente intorno aincessanti e irresistibili momenti di verità, vissuta con uno spirito diagrodolce distacco.
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  • 4

    Quella cosa lì, che quando uno si comporta da testa di cazzo non bisogna prendersela, non bisogna agitarsi, non bisogna far niente che la sua punizione è essere quello che è, però se l'imparassi anch'io sarebbe un bel lavoro.


    Io ho le mie cose del cazzo, non è possibile che mi succede una ...continua

    Quella cosa lì, che quando uno si comporta da testa di cazzo non bisogna prendersela, non bisogna agitarsi, non bisogna far niente che la sua punizione è essere quello che è, però se l'imparassi anch'io sarebbe un bel lavoro.

    Io ho le mie cose del cazzo, non è possibile che mi succede una cosa bella a me, che non valgo niente.

    Chissà cosa sono io, per l'Irma. Mi chiama mamma, delle volte.

    Tutti esperti.

    Poi di notte mi torna in mente l'Irma che parla col gatto, è bellissima.

    Dopo un po' va poi via e io resto da solo a scegliere i libri miei e quelli di Francesca e dentro un manuale di russo, lo apro, vedo una sua fotografia di quando fumava, lo chiudo è suo, lo metto tra i suoi, sento una cosa nella gola, scuoto la testa, vado in camera, scuoto la testa, mi schiarisco la voce, mi lascio cadere sul letto, scoppio a piangere. Mi dispiace tanto, dico. Mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto, mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto, mi dispiace tanto.

    Magari vado a fare una bella passeggiata. Chissà perchè son sempre belle, le passeggiate. Nessuno che dice mai Vado a fare una passeggiata brutta. O faccio una passeggiata normale. No. una bella passeggiata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Pochissimissimo spoiler, a dire il vero.

    4 o 5 stelline poco importa. Nori racconta la fine di un amore, passo dopo passo. Anzi, quando i passi fatti verso quella direzione sono già molti.
    Il libro gira ancora per casa, non ho voglia di posarlo in libreria, tra "I malcontenti" e "Le cose non sono le cose". E poi, quando si ricreer ...continua

    4 o 5 stelline poco importa. Nori racconta la fine di un amore, passo dopo passo. Anzi, quando i passi fatti verso quella direzione sono già molti.
    Il libro gira ancora per casa, non ho voglia di posarlo in libreria, tra "I malcontenti" e "Le cose non sono le cose". E poi, quando si ricreerà la coincidenza libroinmano-computeranche, completo la recensione con una delle tante frasi sulle pagine orecchiate. Sì, si dice così. E no, non la devastante parte finale.

    (Eccalaqquà)
    "Certi giorni ci si sveglia al mattino, si esce per strada, in città sono tutti tornati alle loro abitudini, è già metà settembre, l'impressione è che dietro le case sia pronto il disastro."

    ha scritto il 

  • 5

    sintonia

    ho preso dalla mia libreria piu' volte questo libro,ma dopo poche pagine,l'ho sempre rimesso a posto...non riuscivo a leggerlo....poi un giorno all'improvviso:tac!!!cominciato e letto in poche ore.Trovo che Nori sia un genio,l'originalita' della sua scrittura e' ineguagliabile,ma anche corposa e ...continua

    ho preso dalla mia libreria piu' volte questo libro,ma dopo poche pagine,l'ho sempre rimesso a posto...non riuscivo a leggerlo....poi un giorno all'improvviso:tac!!!cominciato e letto in poche ore.Trovo che Nori sia un genio,l'originalita' della sua scrittura e' ineguagliabile,ma anche corposa e godibilissima....riflettendo su cosa avesse fatto scattare la molla che aveva reso possibile la lettura ho dedotto una cosa...avete presente quando si inizia una relazione sentimentale e quanti sforzi si debbano fare per capirsi (quanto le parole prendano un peso completamente diverso da quello che avevano avuto fino a quel momento)?bene per me la lettura e' anche questo,un continuo risintonizzarsi agli autori che non hai mai letto,ad una narrazione che potrebbe anche sembrarti ostica....pero' c'e' del fascino in questo percorso...proprio come nelle nuove relazioni

    ha scritto il 

  • 2

    una moquette azzurro fuoco

    Paolo Nori mi piace tanto come scrive in quel modo lì tutto suo e che parla anche così. Leggo tutto anche se a volte lo trovo noioso. Questa è una di quelle volte.

    ha scritto il 

  • 0

    Oblomov 3a edizione 5-7 maggio 2011

    L'autore sarà presente alla terza edizione di Oblomov, il festival dei narratori, il 5 maggio 2011. Per maggiori informazioni visitate il sito www.bibliotecagardonevaltrompia.it.

    ha scritto il 

  • 4

    "La mia anima immortale si occupa di grandi cazzate, stamattina"

    Immaginate che qualcuno vi abbia messo nelle mani un taccuino di Paolo Nori. Dentro ci troverete un assegno dato per perso e dimenticato lì. Innumerevoli biglietti del treno. Da Parma a Bologna. E viceversa. Ci troverete la forfora, anche. Sua figlia Irma. E la madre di Irma, Francesca. E pure, i ...continua

    Immaginate che qualcuno vi abbia messo nelle mani un taccuino di Paolo Nori. Dentro ci troverete un assegno dato per perso e dimenticato lì. Innumerevoli biglietti del treno. Da Parma a Bologna. E viceversa. Ci troverete la forfora, anche. Sua figlia Irma. E la madre di Irma, Francesca. E pure, i genitori di Francesca, i temibilissimi San Giuseppese. Un ospedale. La quarta di copertina per Guerra e Pace. Le traduzioni. Le scale di un condominio da lavare. Un appuntamento dal dentista. La luce di Parma a una certa ora del tramonto, che Bologna non ha e non avrà mai, per via delle mura. Un trasloco. E il carattere, difficile, oh se è difficile, del suo autore. “Tu scappi perché il mondo ti fa paura, mi dice Francesca, No, le dico, a me il mondo piace, mi fa paura la San Giuseppese e poi io non scappo, le dico, io vado via con tutta calma.” Che se non le scrivesse in questo modo qui, le cose che scrive, verrebbe da andarlo a cercare per litigarci. E invece poi non ti ci stacchi facilmente, dai romanzi di Paolo Nori, e hanno ragione quelli lì che dicono di odiarlo per via del fanatismo che lo circonda. Una setta, i lettori di Paolo Nori, veneratori al di là del bene e del male, come fai a non farteli stare sul cazzo, i lettori di Paolo Nori, che poi scrivono una recensione e lo imitano, magari. Piacere. Eccomi.
    Il romanzo più breve del secolo, questo, talmente tanto che posso permettermi di riportarlo per intero: “A pensarci, è una cosa talmente evidente, che non c'è bisogno di scrivere niente”. Fine. La verità è che ha un titolo così bello, questo romanzo, che davvero, cos'altro vuoi aggiungere?
    Prima però c'è l'epilogo. E dopo c'è un prologo. Epilogo e prologo si spartiscono 230 pagine, circa, di anacoluti. E in 230 pagine Paolo Nori ci racconta una separazione. “Certi giorni, ci si sveglia al mattino, si esce per strada, in città sono tutti tornati alle loro abitudini, è già metà settembre, l'impressione è che dietro le case sia pronto il disastro”. E il disastro, questa volta, è proprio dentro casa sua.

    ha scritto il 

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