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La vergogna delle scarpe nuove

Di

Editore: Bompiani

3.8
(178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845258645 | Isbn-13: 9788845258640 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La vita famigliare di un intellettuale bolognese, scrittore e traduttore dalrusso: la nascita della figlia Irma, la sua malattia e il ricovero inospedale, il deteriorarsi dei rapporti con la compagna Francesca, la vitaprofessionale, i colloqui con gli editori, la difficoltà di tradurre Tolstoj,le conferenze male organizzate, l'ipocrisia dei politici. E infine i ricordid'infanzia, legati a oscuri sensi di colpa, a una inconfessabile vergogna chetorna a pesare sull'anima. Il nuovo romanzo di Paolo Nori ripropone un iosolitario e farneticante, in cui il gusto di un linguaggio è una porta apertasull'intelligenza di una comicità sottilissima, sempre pronta a ribaltarsi ingioco surreale o nel pathos della malinconia. Un romanzo che resuscita ilpiacere dell'avanguardia letteraria e lo fa ruotare vertiginosamente intorno aincessanti e irresistibili momenti di verità, vissuta con uno spirito diagrodolce distacco.
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  • 4

    Con la sua solita prosa stralunata e unica (da adorare o odiare, probabilmente senza vie di mezzo) Nori fa un ritratto spassionato e duro di una separazione. Però bello, con attimi di toccante tenerez ...continua

    Con la sua solita prosa stralunata e unica (da adorare o odiare, probabilmente senza vie di mezzo) Nori fa un ritratto spassionato e duro di una separazione. Però bello, con attimi di toccante tenerezza in colori primari e di lacrime amare. Molto bello.

    ha scritto il 

  • 4

    LA VERGOGNA DELLE SCARPE NUOVE

    Circa 230 pagine ricche di anacoluti, scritti nel tono dimesso e colloquiale tipico della comunicazione parlata.
    Protagonisti:
    uno scrittore bolognese, sua figlia Irma, sua moglie Francesca, e i genit ...continua

    Circa 230 pagine ricche di anacoluti, scritti nel tono dimesso e colloquiale tipico della comunicazione parlata.
    Protagonisti:
    uno scrittore bolognese, sua figlia Irma, sua moglie Francesca, e i genitori di Francesca, i temibilissimi San Giuseppese.
    Trama:
    “Certi giorni, ci si sveglia al mattino, si esce per strada, in città sono tutti tornati alle loro abitudini, è già metà settembre, l'impressione è che dietro le case sia pronto il disastro”.
    Commento del protagonista principale:
    “Tu scappi perché il mondo ti fa paura, mi dice Francesca, No, le dico, a me il mondo piace, mi fa paura la San Giuseppese e poi io non scappo, le dico, io vado via con tutta calma.”
    Commento dell’autore:
    “Questo libro racconta una fine, e si legge in due ore”.
    Dice l’autore del suo stile:
    “Quando ho cominciato scrivevo in un altro modo, tendevo a un italiano standard che, mi sono accorto dopo un po', non esiste. Adesso mi sembra che le cose che scrivo, dal punto di vista della frase, si stiano semplificando, col passare del tempo”.
    Non conoscevo Nori, con la sua scrittura lontana dai comuni codici stilistici, immediata, leggera e accattivante. Difficile non venirne catturati. Inevitabile diventare un suo fan.

    ha scritto il 

  • 4

    Quella cosa lì, che quando uno si comporta da testa di cazzo non bisogna prendersela, non bisogna agitarsi, non bisogna far niente che la sua punizione è essere quello che è, però se l'imparassi anch' ...continua

    Quella cosa lì, che quando uno si comporta da testa di cazzo non bisogna prendersela, non bisogna agitarsi, non bisogna far niente che la sua punizione è essere quello che è, però se l'imparassi anch'io sarebbe un bel lavoro.

    Io ho le mie cose del cazzo, non è possibile che mi succede una cosa bella a me, che non valgo niente.

    Chissà cosa sono io, per l'Irma. Mi chiama mamma, delle volte.

    Tutti esperti.

    Poi di notte mi torna in mente l'Irma che parla col gatto, è bellissima.

    Dopo un po' va poi via e io resto da solo a scegliere i libri miei e quelli di Francesca e dentro un manuale di russo, lo apro, vedo una sua fotografia di quando fumava, lo chiudo è suo, lo metto tra i suoi, sento una cosa nella gola, scuoto la testa, vado in camera, scuoto la testa, mi schiarisco la voce, mi lascio cadere sul letto, scoppio a piangere. Mi dispiace tanto, dico. Mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto, mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto, mi dispiace tanto.

    Magari vado a fare una bella passeggiata. Chissà perchè son sempre belle, le passeggiate. Nessuno che dice mai Vado a fare una passeggiata brutta. O faccio una passeggiata normale. No. una bella passeggiata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Pochissimissimo spoiler, a dire il vero.

    4 o 5 stelline poco importa. Nori racconta la fine di un amore, passo dopo passo. Anzi, quando i passi fatti verso quella direzione sono già molti.
    Il libro gira ancora per casa, non ho voglia di posa ...continua

    4 o 5 stelline poco importa. Nori racconta la fine di un amore, passo dopo passo. Anzi, quando i passi fatti verso quella direzione sono già molti.
    Il libro gira ancora per casa, non ho voglia di posarlo in libreria, tra "I malcontenti" e "Le cose non sono le cose". E poi, quando si ricreerà la coincidenza libroinmano-computeranche, completo la recensione con una delle tante frasi sulle pagine orecchiate. Sì, si dice così. E no, non la devastante parte finale.

    (Eccalaqquà)
    "Certi giorni ci si sveglia al mattino, si esce per strada, in città sono tutti tornati alle loro abitudini, è già metà settembre, l'impressione è che dietro le case sia pronto il disastro."

    ha scritto il 

  • 5

    sintonia

    ho preso dalla mia libreria piu' volte questo libro,ma dopo poche pagine,l'ho sempre rimesso a posto...non riuscivo a leggerlo....poi un giorno all'improvviso:tac!!!cominciato e letto in poche ore.Tro ...continua

    ho preso dalla mia libreria piu' volte questo libro,ma dopo poche pagine,l'ho sempre rimesso a posto...non riuscivo a leggerlo....poi un giorno all'improvviso:tac!!!cominciato e letto in poche ore.Trovo che Nori sia un genio,l'originalita' della sua scrittura e' ineguagliabile,ma anche corposa e godibilissima....riflettendo su cosa avesse fatto scattare la molla che aveva reso possibile la lettura ho dedotto una cosa...avete presente quando si inizia una relazione sentimentale e quanti sforzi si debbano fare per capirsi (quanto le parole prendano un peso completamente diverso da quello che avevano avuto fino a quel momento)?bene per me la lettura e' anche questo,un continuo risintonizzarsi agli autori che non hai mai letto,ad una narrazione che potrebbe anche sembrarti ostica....pero' c'e' del fascino in questo percorso...proprio come nelle nuove relazioni

    ha scritto il 

  • 2

    una moquette azzurro fuoco

    Paolo Nori mi piace tanto come scrive in quel modo lì tutto suo e che parla anche così. Leggo tutto anche se a volte lo trovo noioso. Questa è una di quelle volte.

    ha scritto il 

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