La verità, vi spiego, sull'amore

Di

Editore: Mondadori

3.7
(131)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880464771X | Isbn-13: 9788804647713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Umorismo , Rosa

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Descrizione del libro
Aprire questo libro è un'esperienza sorprendente, capace di portare allegria nella più grigia delle giornate. Proprio come entrare in casa di Dora, la protagonista. Nel suo appartamento torinese potrete incontrare: i suoi due bambini, piccoli saggi e buffissimi; il loro tato Simone, magari sul balcone intento a fumare (meglio non chiedersi che cosa); Sara, la migliore-amica-senz di Dora, stavolta alle prese con la decisione più difficile; il massimo del disordine che una donna nata alle nostre latitudini possa sopportare; un paio di nonni molto diversi da quelli delle pubblicità; un quadro con un pappagallo zampe all'aria, in grado di infondere pace a chi lo guarda; un sacco di ricord felici sospesi nell'aria, diversi angoli dove ristagna la malinconia per tutto ciò che invece non è stato o non sarà, e grandi finestre per lasciar entrare il sole. Zitti, se fate attenzione sentirete bussare alla porta! È un giovane vicino di casa, decisamente sexy a dirla tutta, ed è qui per Dora. Ma eccola che arriva, Dora, è appena sveglia e già sa che dovrà correre, e correre, sempre in ritardo su tutto, da vera"madre Gazzella": due bambini, un lavoro, un mutuo e una separazione con cui fare i conti. La storia di questa giovane donna coraggiosa, anticonformista e piena di vita, e di tutto il mondo che la circonda, fa riflettere proprio perché prende forma in scene esilaranti o tenere, sempre profondamente sincere.
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  • 3

    Hai sbagliato troppo tu, dottor Zo*

    Uh Sì, commentare negativamente il libro di un'amica, che ufficialmente apprezzi, con un falso nick non si fa, neh Aldo?
    Se poi ci scrivi perle del tipo che solo alle donne, amiche "ehm, ehm", può ...continua

    Uh Sì, commentare negativamente il libro di un'amica, che ufficialmente apprezzi, con un falso nick non si fa, neh Aldo?
    Se poi ci scrivi perle del tipo che solo alle donne, amiche "ehm, ehm", può piacere un libro così, qualche bastonata potresti meritarla. Se poi definisci il libro "scorrevole", ti ci vorrebbe almeno la corte marziale. Non sarà mica forse che ti brucia il fatto che la Tesio abbia venduto il suo libro a qualcun altro, oltre che alla misera cerchia dei propri amici? Ti rode forse un filino che ora ci fanno anche un film con la Angiolini?
    A proposito del film: a vederlo ci andrai tu o ci manderai qualcuno dei tuoi alter ego? Meglio mandarci loro, così i commenti maschilisti li fai fare a qualcun altro.
    E pensare che la Tesio proprio contro ignoranza, maschilismo e menefreghismo di certe persone ha aperto il suo blog.
    * il commento di Dottor Zo/Aldo, dal titolo "Ho sbagliato troppo io" si trova un bel po' più sotto.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro sempliciotto, talvolta slegato, secondo la struttura del blog. Rare riflessioni profonde e qualche battuta divertente. E parecchi sproloqui, soprattutto nell'ultima parte che, lo confesso, h ...continua

    Un libro sempliciotto, talvolta slegato, secondo la struttura del blog. Rare riflessioni profonde e qualche battuta divertente. E parecchi sproloqui, soprattutto nell'ultima parte che, lo confesso, ho saltato a pie' pari.

    ha scritto il 

  • 3

    La mia ultima lettura del 2016

    Chiudo in bellezza questo anno con in libro delizioso.
    Divertente, tenero, toccante, ironico lo consiglio nelle giornate di pioggia, per farsi scaldare da un raggio di sole, e in quelle assolate, per ...continua

    Chiudo in bellezza questo anno con in libro delizioso.
    Divertente, tenero, toccante, ironico lo consiglio nelle giornate di pioggia, per farsi scaldare da un raggio di sole, e in quelle assolate, per respirare una boccata di aria fresca, fresca come questa scrittura appunto: sempre efficace, mai ridondante, di quelle che ti fanno sorridere anche se proprio non è giornata

    ha scritto il 

  • 4

    Non sarà un nobel, ma mi ha regalato una super lettura!!

    Letto d'un fiato. Cosa che non mi capitava da tempo. Tra le lacrime: di riso folle e incontenibile (persino sulla metropolitana, contorta sul sedile) e di commozione per amare verità raccontate col gi ...continua

    Letto d'un fiato. Cosa che non mi capitava da tempo. Tra le lacrime: di riso folle e incontenibile (persino sulla metropolitana, contorta sul sedile) e di commozione per amare verità raccontate col giusto garbo e con belle riflessioni, condite con un umorismo strepitoso. L'elemento però di maggior valore è con quel tanto sospirato ottimismo intelligente di fondo che tanto manca negli scrittori italiani che dà allo scritto finalmente un'altra allure: di respiro. Di possibilità. Di rinascita. Di speranza nononstante tutto. Perchè basta maturare.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!

    Non conoscevo l'autrice e il suo blog "Ti asmo", ho letto questo libro su consiglio di un'amica e l'ho trovato stupendo. Mi sembrava di entrare nella testa di Dora, alle prese con due figli piccoli, l ...continua

    Non conoscevo l'autrice e il suo blog "Ti asmo", ho letto questo libro su consiglio di un'amica e l'ho trovato stupendo. Mi sembrava di entrare nella testa di Dora, alle prese con due figli piccoli, la frenesia di Torino, un'amica bipolare, una separazione in corso, un (forse) nuovo amore di dieci anni di meno... Ho sorriso e a volte riso di gusto con alcune pagine, e in certi passaggi mi sono proprio ritrovata. Una Brava all'autrice!

    - Il dolore del parto è paragonabile alla rottura contemporanea di venti ossa. Venti ossa sono tante, se guardi un calciatore alle prese con una caviglia spezzata, ti si accappona la pelle ed è una sola-misera-caviglia. È un pensiero che tengo a mente quando sto per litigare con mia madre. Conta fino a dieci, si dice, io conto fino a venti ossa: femore, tibia, perone, ulna, radio, coccige, clavicola, mandibola, atlante, carpo, metacarpo, manubrio, scapola, sterno, ileo, tarso, metatarso, vertebra toracica, vertebra lombare, falangi. E un po’ l’incazzatura mi passa. Ho trascorso i miei primi trent’anni in guerra con lei, poi è stato il mio turno di partorire, venti ossa per Pietro, venti ossa per Micol, e mentre in me tutto si spezzava qualcosa tra di noi si è rimarginato, non senza callosità e cicatrici, quelle sono insanabili. La guerra dei trent’anni resta lì, ogni tanto qualche colpo scappa ancora, si chiama fuoco amico, ma ferisce ugualmente. Credo sia inevitabile
    - C’è questa presunzione della giovinezza, che si scontra con la presunzione della maturità, di chi crede di aver fatto tutto e giudica, tra la tenerezza e il rancore. I giovani pensano di saperne sempre di più degli adulti. Gli adulti pensano di saperne sempre di più dei giovani. E così nessuno dei due impara niente dall’altro. È il “tu non sai ancora” che risponde al “tu non sai più”
    - Una mamma gioca, una madre insegna.
    Una mamma stringe, una madre protegge.
    Una mamma prova, una madre fa.
    Una mamma è chioccia, una madre fa volare.
    Una mamma sente, una madre ascolta.
    Una mamma è morbida, avvolge, accarezza, accarezza così tante volte che alla fine lascia il livido. Una madre qualche carezza la tiene per sé.
    Una mamma è imperfetta, una madre pure ma non ci pensa più.
    Una madre è una mamma che è cresciuta.
    Spesso, non sempre, una madre è la mamma di una mamma.
    Una mamma ascolta quella vocetta che le risuona dentro: l’istinto. Una madre ascolta una vocetta altrettanto acuta e insistente, quella dei propri figli.
    Una mamma sono io, una madre è la mamma che vorrei diventare da grande.
    Una madre la riconosci. È l’unica che, quando nasce un bambino, come prima cosa non chiede come sta il piccolo o quanto pesa o a chi assomiglia o se ha tutte le dita di mani e piedi. Una madre come prima cosa chiederò sempre come sta la mamma.
    - Esci più che puoi, anche in inverno. Vestilo come un eschimese ed esci, io ho arato tutta Torino avanti e indietro con il passeggino. Le insidie più grandi si nascondono tra le pieghe del divano e del letto. Nel pigiama tenuto addosso troppo a lungo la mattina, negli specchi che ti riflettono un’immagine sconosciuta. Osserva tuo figlio quando farà la prima risata di cuore: riderà fortissimo, un’esplosione che lo prenderà di sorpresa, una sorpresa così insostenibile che lo spaventerà e finirà per farlo piangere. Così è la maternità: un ridere nel pianto.
    - A questo punto la notizia buona è che il Mammopoli è finito, il bambino dorme e tu puoi andare a piangere in salotto con la scusa che stai guardando una puntata di “Grey’s Anatomy”. La notizia cattiva è che il Mammopoli è un gioco, nella vita vera dubito tu possa riposare in salotto. Nella vita vera una madre non riposa. Si dice che Dio sia padre e infatti il settimo giorno si è riposato. Una madre no.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro simpatico, scorrevole, bello da leggere anche per una non mamma.
    Si nota che la genesi della storia viene da un blog. In certi punti, infatti, la storia non è molto armonica, come se i capitoli ...continua

    Libro simpatico, scorrevole, bello da leggere anche per una non mamma.
    Si nota che la genesi della storia viene da un blog. In certi punti, infatti, la storia non è molto armonica, come se i capitoli fossero stati scritti per vivere di vita propria e solo successivamente uniti.
    Però è un libro senza fine, nel senso che si conclude non concludendosi e a me questa cosa fa arrabbiare. I non finali mi tolgono tutta la poesia della storia.

    ha scritto il 

  • 3

    Una scoperta da una trasmissione di Radio 2

    L'ho scoperta alla radio.
    L'ho trovata molto divertente e profonda.
    Ho letto il suo libro e in certi punti si perde un pò ma quando riacciuffa il filo è davvero brava e soprattutto ti diverte su cose ...continua

    L'ho scoperta alla radio.
    L'ho trovata molto divertente e profonda.
    Ho letto il suo libro e in certi punti si perde un pò ma quando riacciuffa il filo è davvero brava e soprattutto ti diverte su cose estremamente difficili.
    Brava.

    ha scritto il 

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