La verità dell'Alligatore

Di

Editore: E/O (Tascabili E/O; 105)

3.8
(1782)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Greco

Isbn-10: 8876413529 | Isbn-13: 9788876413520 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
L'alligatore è un uomo ossessionato dal desiderio di verità e di giustizia. Ex cantante di Blues, ingiustamente condannato a sette anni di carcere, gli è rimasta addosso la fragilità degli ex detenuti. I suoi metodi e le sue alleanze poco ortodosse ne fanno un detective sui generis, senza fiducia nella polizia e nella magistratura. Il suo solo compagno di indagini è il vecchio Rossini, un malavitoso vecchio stile con un suo codice di comportamento e una sua morale. I due intuiscono presto che gli omicidi di due donne, imputati a un povero tossico, sono in realtà maturati nei corrotti ambienti di una certa borghesia di provincia...
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    Prima di leggere "Cocaina", libro composto da tre racconti scritti da Carofiglio, De Cataldo, e Carlotto, conoscevo quest'ultimo solo di nome. Il suo stile però mi è piaciuto subito, ragion per cui so ...continua

    Prima di leggere "Cocaina", libro composto da tre racconti scritti da Carofiglio, De Cataldo, e Carlotto, conoscevo quest'ultimo solo di nome. Il suo stile però mi è piaciuto subito, ragion per cui sono corsa a documentarmi sul suo conto. Quello che ho scoperto ha avuto su di me l'effetto di una doccia gelata: Carlotto infatti è stato vittima di un clamoroso errore giudiziario che lo ha costretto a vivere gli anni migliori della sua vita in clandestinità. Tutto è cominciato a Padova il 20 gennaio del 1976 quando lo scrittore, allora diciannovenne, si trova a passare per caso davanti a casa di sua sorella. Attirato da invocazioni di aiuto, entra nell'appartamento accanto e trova in un ripostiglio il corpo agonizzante di una ragazza. Carlotto, che conosce la ragazza solo superficialmente, cerca inutilmente di soccorrerla e poi, invece di chiamare la polizia, fugge via. Nonostante qualche giorno dopo si sia presentato spontaneamente alle Autorità, viene subito accusato dell'omicidio della giovane.
    In primo grado viene assolto per insufficienza di prove e quindi scarcerato, per essere poi successivamente condannato a 18 anni di reclusione in appello (pena confermata in Cassazione nel 1982).
    Poco prima della condanna definitiva, Carlotto fugge in Messico.
    Dopo tre anni di latitanza viene prima fermato dalla polizia messicana che gli contesta la mancanza del visto di residenza, e poi espulso. Giunto in Italia, decide di costituirsi.
    Nel frattempo i suoi avvocati presentano la richiesta di riesame alla Corte d'appello e nel 1989 la Cassazione annulla la condanna del 1982 e ordina la revisione del processo.
    Purtroppo la vicenda si concluderà definitivamente solo il 29 gennaio 2004, più di undici anni dopo l'ultima sentenza, quando Massimo Carlotto ha ottenuto la riabilitazione dal Tribunale di Cagliari, e riacquistato pienamente tutti i diritti civili e politici. Nei confronti dello scrittore, in 17 anni, sono stati instaurati 7 processi e pronunciate 11 sentenze.

    Se non bastasse questo a suscitare la curiosità di chiunque, Marco Buratti, ovvero l'Alligatore, è un personaggio veramente affascinante. Ex cantante blues, dopo aver scontato un'ingiusta condanna in carcere ed aver perso gran parte della sua fiducia nel genere umano, decide di reinventarsi investigatore, sfruttando le sue conoscenze negli ambienti della mala per soddisfare il suo bisogno di giustizia e verità. Un alcolizzato amante del blues, intelligente quanto politicamente scorretto. In una parola? Irresistibile.
    La trama, molto simile alla vicenda vissuta dall'autore in prima persona, è ben congegnata e scorrevole.
    Voto: 7,5/10

    Se vi va passate sulla mia pagina Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita :)

    ha scritto il 

  • 3

    L'”alligatore” è un ex carcerato, uscito di prigione, lavora come investigatore privato a Padova (border-line aggiungerei io) approfittando delle tante conoscenze nel mondo della malavita.
    Questa prim ...continua

    L'”alligatore” è un ex carcerato, uscito di prigione, lavora come investigatore privato a Padova (border-line aggiungerei io) approfittando delle tante conoscenze nel mondo della malavita.
    Questa prima indagine vede coinvolta la facciata perbenista della provincia, dove i valori assoluti li dettano i soldi e l'apparenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Serie l'Alligatore - Libro 1

    Molto carino, un protagonista "strano" non il classico detective, in una Padova fatta di locali di blues e ambienti piuttosto malfamati

    ha scritto il 

  • 4

    Sam Spade, Lemmy Caution, Fabio Montale, Philip Marlowe. Chi erano costoro?

    Fra questi principi del noir si infila degnamente Marco Buratti, detto l'Alligatore.
    Giungo in ritardo, perché questo libro è uscito una ventina di anni fa, ma posso sempre dire la mia.
    Il personaggio ...continua

    Fra questi principi del noir si infila degnamente Marco Buratti, detto l'Alligatore.
    Giungo in ritardo, perché questo libro è uscito una ventina di anni fa, ma posso sempre dire la mia.
    Il personaggio è ottimamente caratterizzato. Paragonabile ai principi sopra menzionati, ma non simile a nessuno di essi. Non avevo ancora letto Carlotto, perché la fama di scrittore sanguinario e violento non mi attirava.
    Ma adesso posso sostenere che la parte 'truce' non è l'ossatura del libro, ma solo una componenete dell'ambientazione. La trama è invece di puro giallo, con razionale investigazione e giusta complessità. E soprattutto estremamente realistica, come si può ben capire se si conosce la biografia dell'autore.
    Unico neo ( ma potrebbe essere già stato rimosso nei successivi libri che leggerò ) è il ripetuto ricorso all'aiuto di ex-colleghi di "collegio". Uno, Beniamino Rossini, è addirittura un valore aggiunto, la Bissett è indispensabile, ma a tanti altri si sarebbe potuto supplire con una maggiore iniziativa del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    La narrazione di Massimo Carlotto fornisce una buona mappatura di quello che è il nord est, in certi tratti del racconto è brusco e grezzo, soprattutto nelle scene brutali, di sangue. La narrazione di ...continua

    La narrazione di Massimo Carlotto fornisce una buona mappatura di quello che è il nord est, in certi tratti del racconto è brusco e grezzo, soprattutto nelle scene brutali, di sangue. La narrazione di Carlotto non si risparmia nelle descrizioni di ambienti e comportamenti. Ciò che mi ha più colpito è stata la descrizione dei luoghi e l'uso dei gerghi criminali e poi il mistero continuo: ogni volta che emerge qualcosa ci si ritrova catapultati in un enigma nuovo.

    ha scritto il 

  • 0

    Il primo libro che leggo di Massimo Carlotto.

    Senza dubbio, nel complesso l'impressione è positiva: l'Alligatore è un personaggio intrigante, ben delinenato, con la quale è difficile non simpatizzare ...continua

    Il primo libro che leggo di Massimo Carlotto.

    Senza dubbio, nel complesso l'impressione è positiva: l'Alligatore è un personaggio intrigante, ben delinenato, con la quale è difficile non simpatizzare; e anche il suo compagno di (dis)avventure Beniamino non è da meno.

    Ciò che più colpisce in un racconto come questo, un buon esempio di giallo-noir all'italiana, è il sottotesto politico che si cela dietro a una trama tutto sommato serrata ma al contempo pure un po' prevedibile.
    I protagonisti vivono in una Padova intrisa di bassezze e giochi di potere, nella quale il marcio s'insinua (quasi) sempre nei gradini più alti della scala sociale; e a pagarne le spese sono appunto personaggi come l'Alligatore, che in fondo non è che un vinto come molti altri, comunque dignitoso anche nella sconfitta.
    Nella sua malasorte è impossibile non rintracciare rimandi alla sfortunata storia dell'autore, per fortuna conclusasi nel migliore dei modi; sebbene ci siano voluti molti, troppi anni per giungere a tale esito.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo essermi innamorata (pur rimanendone abbastanza disturbata, ammettiamolo) di "Arrivederci amore ciao", "Alla fine di un giorno noioso" e soprattutto - per impatto emotivo - "Le irregolari", approf ...continua

    Dopo essermi innamorata (pur rimanendone abbastanza disturbata, ammettiamolo) di "Arrivederci amore ciao", "Alla fine di un giorno noioso" e soprattutto - per impatto emotivo - "Le irregolari", approfondire la serie dell'Alligatore era un passo decisamente obbligato :D
    La cosa che mi ha nuovamente colpito è la sua capacità di mostrare il marcio e la corruzione degli esseri umani, tutti, nessuno escluso. L'ho ammirato perché lui come pochi, riesce a parlare di argomenti scomodi, anche considerando che il libro ha circa una ventina d'anni..
    Dunque perché le 3 stelline?
    Il romanzo - pur trovando alcuni passaggi davvero belli - non mi ha convinta perché l'ho trovato sterile e troppo 'artificioso'.. Marco Buratti detto l'Alligatore, non mi ha trasmesso assolutamente nulla e ho seguito le sue vicende con scarso interesse.. Anche tutte le persone a cui l'Alligatore si rivolge non mi hanno affatto convinta e anzi, mi sono sembrate troppo caricaturali!
    A livello di trama sono convinta nì: Carlotto mi ha dato la dimostrazione di saper tessere grandi trame mentre qui.. Non male, ma ho visto di meglio!! E' pur vero che è il suo secondo romanzo e che probabilmente poi si è fatto le ossa.. Sicuramente leggerò i seguiti!
    Non è stata una brutta lettura, anzi.. Ma non mi ha convinto al 100%!

    ha scritto il 

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