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La verità dell'Alligatore

Di

Editore: E/O (Tascabili E/O; 105)

3.8
(1676)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Greco

Isbn-10: 8876413529 | Isbn-13: 9788876413520 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'alligatore è un uomo ossessionato dal desiderio di verità e di giustizia. Ex cantante di Blues, ingiustamente condannato a sette anni di carcere, gli è rimasta addosso la fragilità degli ex detenuti. I suoi metodi e le sue alleanze poco ortodosse ne fanno un detective sui generis, senza fiducia nella polizia e nella magistratura. Il suo solo compagno di indagini è il vecchio Rossini, un malavitoso vecchio stile con un suo codice di comportamento e una sua morale. I due intuiscono presto che gli omicidi di due donne, imputati a un povero tossico, sono in realtà maturati nei corrotti ambienti di una certa borghesia di provincia...
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    «To have the blue devils»

    L'alligatore vive mimetizzato nelle paludi, silenziosamente si nasconde e avanza nelle acque melmose fra le mangrovie; con i suoi piccoli occhi mobili osserva tutto e tutti, senza perdere di vista nul ...continua

    L'alligatore vive mimetizzato nelle paludi, silenziosamente si nasconde e avanza nelle acque melmose fra le mangrovie; con i suoi piccoli occhi mobili osserva tutto e tutti, senza perdere di vista nulla, senza sembrare interessato a nulla.
    Ma quando spalanca le fauci per attaccare, divora la sua preda senza pietà, annientandola.

    Allo stesso modo Marco Buratti, vive la sua esistenza di ex carcerato accusato ingiustamente di un reato ormai scontato, senza far mai parlare di sé e con un indirizzo sconosciuto a tutti, amici e non, fra le notti buie che trascorre nei locali di Padova dove si suona il blues, i bicchieri di Calvados che accompagnano le sue serate, e le piccole investigazioni che solo chi, come lui, si muove a proprio agio nel sottobosco della malavita locale, è in grado di svolgere.
    È un disilluso, un idealista, un cliché, forse.
    Ma lo diciamo oggi che sono passati vent'anni da quando il primo romanzo della serie dell'Alligatore di Massimo Carlotto è stato pubblicato, oggi che di investigatori, commissari e vicequestori un po' cinici e disillusi, sentimentalmente a riposo e fedeli solo all'alcol, alla musica o alla buona cucina, sono piene le pagine di gialli e noir.
    Ma l'Alligatore è anche un uomo che non riesce a resistere alla tentazione di rischiare il tutto per tutto per un senso di giustizia che si porta dentro da quando da quella giustizia dei processi e degli avvocati, delle sale di tribunale e delle indagini superficiali, è stato tradito.
    E così quando gli capita fra le mani un'indagine un po' particolare - cercare di ritrovare un tossico in semilibertà scomparso all'improvviso e condannato per un omicidio avvenuto vent'anni prima - e di inciampare accidentalmente in un secondo cadavere, e di comprendere che forse lo scomparso non è colpevole né dell'uno né dell'altro omicidio che cercano di accollargli, non può fare a meno di buttarsi a capofitto in un'indagine che non gli è stata commissionata da nessuno.
    Si muove nel silenzio, spesso da solo, ma aiutato anche da personaggi che come lui con la giustizia hanno avuto a che fare, che nelle carceri sono passati, il più delle volte a ragione, come il Beniamino Rossini - un vero amico, un malavitoso alle soglie della pensione, il suo "braccio armato" - o Max la Memoria - l'analista, un cane sciolto, un latitante legato agli ambienti dell'eversione - o Il Colonnello - un ex terrorista, un vero e proprio stratega - che sono per l'Alligatore il trait d'union tra la legalità e e l'illegalità.

    A fare da sfondo all'indagine, il Nord-est, la Padova bene degli ambienti intoccabili, quelli dei professionisti, dei giudici e degli avvocati, delle cliniche private e delle famiglie borghesi, e un'epoca, quella della fine degli anni Novanta, in cui in Italia ci si illudeva ancora che Tangentopoli potesse aver spazzato via un sistema fatto di corruzioni e mazzette e in cui i più deboli erano pedine di scambio per i potenti.

    Non c'è consolazione nei noir, diceva Massimo Carlotto qualche sera fa durante la presentazione del nuovo romanzo della serie dell'Alligatore alla quale ho assistito, ed è proprio così: il giallo trova sempre i colpevoli e li assicura alla giustizia: ma giustizia, alla fine, ci dice anche questo noir, è veramente fatta?

    Una scrittura che oggi forse appare un po' troppo datata, soprattutto nei dialogohi fra Buratti e Rossini, ma che forse deve il suo manierismo più al calco di alcuni romanzi e di certi film di genere - l'hard boiled e il noir, appunto - che non al passare del tempo, ma che trova il pretesto e l'accordo, secondo me riuscito, nella ricerca, che scava nella realtà sociale e nella cronaca reale, e nella denuncia, di sistemi e connivenze ormai ben saldate fra loro.

    ha scritto il 

  • 3

    La macchia sul cuore..

    Questo è un libro della mia biblioteca e ricordo di averlo visionato un po' di tempo fa.
    E' la storia di un ex cantante di blues, condannato ingiustamente e che si è fatto 7 anni di carcere senza aver ...continua

    Questo è un libro della mia biblioteca e ricordo di averlo visionato un po' di tempo fa.
    E' la storia di un ex cantante di blues, condannato ingiustamente e che si è fatto 7 anni di carcere senza aver compiuto alcun reato.
    Questa dolorosa vicenda incide profondamente nel suo animo rendendolo diffidente nei confronti delle forze dell'ordine, ossessionato dalle problematiche della giustizia, come da una peste bubbonica da evitare ad ogni costo.
    Si porta nel cuore...la macchia dell'ingiustizia subita.
    Diventa un investigatore, denominato "L'alligatore".
    Non trovandosi a suo agio con poliziotti e magistrati preferisce la collaborazioni di personaggi della malavita...timoroso di rimanere ancora impigliato nelle maglie inflessibili della giustizia..
    L'alligatore si occuperà dell'omicidio di due donne, giungendo faticosamente alla soluzione del caso con l'aiuto di un personaggio torbido, della malavita.
    Gli intrighi del caso lo porteranno alla convinzione che la spiegazione non è semplicistica, ma in realtà agganciata alla borghesia, insosteppetabile all'apparenza, ma in realtà capace di ogni turpitudine illegale.
    La figura di questo investigatore, anomalo nel comportamento e nei tratti caratteriali,
    riveste un'innovazione strutturale nella storia della letteratura gialla.
    Nell'umanità disarmata dell'alligatore possiamo scorgere con disappunto tutte le carenze di una giustizia che a volte si accontenta di visionare le apparenze...
    Di quella giustizia che arresta un uomo per il furto di una mela e lascia i delinquenti più feroci in giro solo perchè hanno buoni avvocati...e si potrebbe continuare ancora nella polemica..
    Mio limito ad affermare che la giustizia è non è uguale per tutti, ma rimane a voklte misteriosa nelle sue complicate valutazioni...
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura fluente, la storia scorre rapida e la lettura è sempre piacevole.
    L'idea è buona e ben sviluppata. Per tutti questi motivi assegno quattro stelle. Unica (terribile) pecca, secondo me: l'auto ...continua

    Scrittura fluente, la storia scorre rapida e la lettura è sempre piacevole.
    L'idea è buona e ben sviluppata. Per tutti questi motivi assegno quattro stelle. Unica (terribile) pecca, secondo me: l'autore non ha ben chiaro il funzionamento degli orologi automatici e questo particolare rende del tutto illogico (e incredibile) l'elemento fondamentale per lo sviluppo della trama. Peccato...

    ha scritto il 

  • 5

    Concluse Luther Blisset: <<... bisogna colpire la fantasia della gente mescolando sapientemente giuste dosi di morte, mistero, intrigo, sesso, corruzione del potere. Argomenti che fanno aumentare audi ...continua

    Concluse Luther Blisset: <<... bisogna colpire la fantasia della gente mescolando sapientemente giuste dosi di morte, mistero, intrigo, sesso, corruzione del potere. Argomenti che fanno aumentare audience e tirature. Si determina così una congiuntura positiva tra la necessità economica dei media di vendere le notizie e il desiderio di una parte consistente dell'opinione pubblica di ingozzarsi di scandali. In questi casi realtà, chiacchiere e dicerie si trasformano in leggende che segnano a vita i protagonisti>>

    L'alligatore è un personaggio riuscitissimo, un vero e proprio pilastro del noir italiano. Marco Buratti è un investigatore privato che conduce una personale guerra per arrivare alla risoluzione dei casi che gli vengono affidati, una figura di eroe negativo che si autodefinisce un 'crociato della verità'. In questo gioco di specchi tra autore e personaggio, o meglio tra biografia dell'alligatore e biografia di Carlotto ci si trova coinvolti in gialli contemporanei ambientati in un veneto brutale raccontato senza paura e senza mitizzazioni. Altra figura notevole è l'aiutante dell'alligatore ovvero Beniamino Rossini gangster rappresentante di una malavita ormai in via di estinzione con le proprie regole che vengono prima di qualsiasi etica. Il caso di Alberto Magnanin sarà risolto infrangendo l'intero codice penale al ritmo intenso di un blues che pervade l'anima.

    ha scritto il 

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