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La versione di Barney

Di

Editore: Adelphi (Fabula)

4.3
(9302)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 490 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8845915700 | Isbn-13: 9788845915703 | Data di pubblicazione:  | Edizione 19

Traduttore: Matteo Codignola

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.
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  • 0

    Il mio è un appello, più che una recensione. Ed è l'appello che mi sono sentita di fare a tutti dalla seconda all'ultima pagina di questo capolavoro:
    QUALSIASI COSA STIATE FACENDO, IN QUALSIASI POSTO VI TROVIATE, FERMATEVI, MOLLATE TUTTO E INIZIATE A LEGGERE "LA VERSIONE DI BARNEY". NON POT ...continua

    Il mio è un appello, più che una recensione. Ed è l'appello che mi sono sentita di fare a tutti dalla seconda all'ultima pagina di questo capolavoro:
    QUALSIASI COSA STIATE FACENDO, IN QUALSIASI POSTO VI TROVIATE, FERMATEVI, MOLLATE TUTTO E INIZIATE A LEGGERE "LA VERSIONE DI BARNEY". NON POTETE FARNE A MENO.

    ha scritto il 

  • 5

    "Oh, Miriam. Mia adorata Miriam".

    Barney Panofsky è un bastardo. Un ubriacone. Un televisivo, una "macchina da soldi specializzata in fuffa". Barney è intelligente, ironico, esilarante, persuasivo, ammiccante, allegramente dissipato, come la sua vita, profondamente scorretto ed eternamente innamorato della sua Miriam, quella donn ...continua

    Barney Panofsky è un bastardo. Un ubriacone. Un televisivo, una "macchina da soldi specializzata in fuffa". Barney è intelligente, ironico, esilarante, persuasivo, ammiccante, allegramente dissipato, come la sua vita, profondamente scorretto ed eternamente innamorato della sua Miriam, quella donna bellissima, con i capelli neri come l'ala di un corvo e due occhi blu da favola, che l'hanno rapito fin dal primo istante. Barney deve difendersi dall'accusa di omicidio, per questo scrive le sue memorie. Accompagnato dal puzzo dei suoi sigari e da molti bicchieri di whisky, quest'uomo ci parla delle sue passioni e delle sue dimenticanze, delle sue tre mogli (ma in modo particolare di Miriam) e dei suoi intrattenimenti. E qualche volta si ricorda di parlarci di Boogie e del perché deve difendersi da un'accusa tanto infamante. Qualche volta. Quando non è troppo occupato a divagare e a perdersi in tanti ricordi diversi.
    Non si può resistere a Barney Panofsky. E' in un fiume in piena.

    ha scritto il 

  • 3

    Barney Panofsky è davvero uno dei personaggi letterari più bizzarri che abbia mai incontrato...!
    E bizzarri e strambi sono i racconti che fa di sè, delle sue passioni, dei suoi intrattenimenti, delle sue dimenticanze..., il tutto accompagnato da fiumi di whisky e dalla puzza di fumo dei s ...continua

    Barney Panofsky è davvero uno dei personaggi letterari più bizzarri che abbia mai incontrato...!
    E bizzarri e strambi sono i racconti che fa di sè, delle sue passioni, dei suoi intrattenimenti, delle sue dimenticanze..., il tutto accompagnato da fiumi di whisky e dalla puzza di fumo dei sigari cubani.
    Ne emerge un uomo insofferente alle regole, deciso a non ragionare per stereotipi, riservato circa i propri sentimenti, precisino, smemorato (simpatici i momenti in cui non ricorda un nome e dice di averlo "sulla punta della lingua"), un pasticcione, con le sue fisse, i suoi pensieri, i suoi ricordi raccontati e ripescati dalla memoria con una confusione a tratti spassosa a tratti irritante.
    Se la prima parte del libro rischia di apparire nebulosa e confusionaria - e molti potrebbero avere voglia di lanciare il libro dalla finestra, ma del resto lo stesso protagonista sente di avere tutto il diritto di "andare fuori tema" -, da un certo momento in poi la curiosità ha il sopravvento e il finale dà le sue soddisfazioni al lettore e conferma l'originalità dell'Autore, col suo stile irriverente, sarcastico, a volte tenero ma per la maggior parte umoristico.

    ha scritto il 

  • 5

    Thank you, Richler

    The memoirs of the most interesting, cynical, brilliant and politically incorrect fictional character I have ever read about. The entire book is full of inspiring facts, anecdotes and quotes. I had so many different feelings while reading it. It would not be exaggerated to define it as a ...continua

    The memoirs of the most interesting, cynical, brilliant and politically incorrect fictional character I have ever read about. The entire book is full of inspiring facts, anecdotes and quotes. I had so many different feelings while reading it. It would not be exaggerated to define it as a masterpiece of contemporary literature.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando ho iniziato questo libro mi sono chiesta dove volesse arrivare questo vecchio signore, in vena di ricordi. Ricordi quanto mai assurdi, a volte irriverenti, sicuramente politicamente scorretti ma assolutamente esilaranti. Certo è un personaggio che ne combina di cotte e di crude al limite d ...continua

    Quando ho iniziato questo libro mi sono chiesta dove volesse arrivare questo vecchio signore, in vena di ricordi. Ricordi quanto mai assurdi, a volte irriverenti, sicuramente politicamente scorretti ma assolutamente esilaranti. Certo è un personaggio che ne combina di cotte e di crude al limite della maleducazione... eppure!
    Eppure non puoi non provare tenerezza, quasi affetto direi, per le sue disavventure fino alla fine, ah! Che finale, degno dei migliori romanzi in circolazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Cominciato da tanto tempo e per tanto tempo letto "a mozzichi" per impegni vari, sono riuscita a finirlo solo dopo un bel po' e solo dopo qualche giorno sono riuscita ad apprezzarlo appieno. è il resoconto di una vita scritto da chi l'ha vissuta, un personaggio fuori dalle righe, ironico, casinis ...continua

    Cominciato da tanto tempo e per tanto tempo letto "a mozzichi" per impegni vari, sono riuscita a finirlo solo dopo un bel po' e solo dopo qualche giorno sono riuscita ad apprezzarlo appieno. è il resoconto di una vita scritto da chi l'ha vissuta, un personaggio fuori dalle righe, ironico, casinista e come si definisce lui "cattivo".
    Caotico è anche il libro, almeno per le prime 50/100 pagine, quando vengono presentati nomi e fatti senza un ordine effettivo, poi si comincia a conoscere i personaggi e tutto funziona perché a ogni capitoletto si conosce un po' di più di ciascuna vicenda. A tratti è un libro divertente, in altri addirittura irriverente, si fa ironia sulla vita e sulle persone, senza salvarsi dal provare pena per alcune azioni fatte o per come si diventa invecchiando. è piacevole e mesto allo stesso tempo ed è difficile da descrivere..."merda, merda e merda"....direi che va proprio letto.

    ha scritto il 

  • 0

    hard bop

    come quando si ascolta davis insieme a coltrane i suoni e le prospettive che creano arrivano fin dentro il midollo e procurano una vibrazione di estasi che nessun dio può imitare.
    bene se questo ascolto lo facciamo dialogare con qualche band degli anni settanta, rock, punk non importa (i r ...continua

    come quando si ascolta davis insieme a coltrane i suoni e le prospettive che creano arrivano fin dentro il midollo e procurano una vibrazione di estasi che nessun dio può imitare.
    bene se questo ascolto lo facciamo dialogare con qualche band degli anni settanta, rock, punk non importa (i realtà sto pensando ai clash!), viene fuori un discorso che per essere compreso devi esserne parte.
    cosa farnetico e cosa barney c’entra con questo.
    la scrittura di mordecai è questo dialogo a dir poco incomprensibile con la libertà, proprio perché la sensazione della libertà non è possibile comprenderla, e possibile soltanto viverla.
    e la scrittura che narra di panofsky è un congiungimento fra quello che è successo nella musica degli anni 50 fino ad arrivare al suo demolimento con gli anni 70.
    inutile parlare di quello che succede nel libro, di cosa barney cerca di farci capire, la fascinazione del testo è superiore ad ogni evento descritto con superbia e baldanza.
    un grande affresco letterario che conduce dritto alla domanda che potrebbe farci lo stesso panofsky: quanto è difficile vivere?

    ha scritto il 

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