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La versione di Barney

Di

Editore: Adelphi (Fabula)

4.3
(9380)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 490 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8845915700 | Isbn-13: 9788845915703 | Data di pubblicazione:  | Edizione 19

Traduttore: Matteo Codignola

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.
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  • 4

    Intendiamoci: non sono più i tempi per i bastardi letterari.
    Il personaggio di Barney è il sogno di chiunque abbia provato a "scrivere per distruggere il mondo", punkletteratura efficace e colpi d'acc ...continua

    Intendiamoci: non sono più i tempi per i bastardi letterari.
    Il personaggio di Barney è il sogno di chiunque abbia provato a "scrivere per distruggere il mondo", punkletteratura efficace e colpi d'accetta al buonismo dei benpensanti.
    L'unico problema è che qualcuno l'ha già fatto meglio di te.
    Mordecai Richler, per esempio.

    La versione di Barney è anche un saggio sociologico su una certa generazione e di una determinata epoca. La seconda parte del ventesimo secolo, con la sua cosiddetta decadenza dei valori, osservata da un punto di vista protagonista.
    E proprio questo stesso tono individualista e ipercinico apre lo spazio a momenti di cose già dette e per questo leggermente datate. Ma il libro è scritto benissimo, e l'autore vince il lettore per knock-out.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho comprato La versione di Barney una vita fa. Come spesso mi succede in questi casi, l’ho lasciato sullo scaffale in attesa che arrivasse il momento giusto. Complice la sfida dell’autore, lettera R c ...continua

    Ho comprato La versione di Barney una vita fa. Come spesso mi succede in questi casi, l’ho lasciato sullo scaffale in attesa che arrivasse il momento giusto. Complice la sfida dell’autore, lettera R come Mordecai Richler, mi sono decisa a prenderlo in mano. Le prime 50 pagine ho fatto fatica. Barney, ricco ebreo canadese con un carattere pessimo, superati i sessantanni decide di scrivere le sue memorie, perché sente la necessità di lasciare la sua versione dei fatti sulla scomparsa dell’amico Boogie del cui omicidio è stato accusato. Per farlo, però, deve partire dal principio, da quando si sono conosciuti. Il racconto non è lineare, Barney adora perdersi in incisi ed aneddoti. All’inizio questa modalità spiazza, poi diventa familiare. La sua vita a Parigi, il matrimonio con Clara, il gruppo di artisti dalla vita tormentata che ha frequentato, il dolore, l’arrivo in televisione, il successo e i soldi, il secondo matrimonio e poi finalmente l’amore. Barney racconta tutto a modo suo: scanzonato, provocatorio, eternamente ubriaco, imperfetto e insicuro.

    Quello che non mi aspettavo è che questo libro, divertente e piacevole, mi colpisse al cuore con tanta forza. L’amore per Miriam, nella sua imperfezione, credo sia uno dei più belli mai raccontati. La loro unione, la loro complicità, l’adorazione nei confronti di lei, mi hanno scaldato il cuore come non succedeva da tempo.

    Poi arriva la parte dolorosa del libro, quella che mi ha intristita e preoccupata e angosciata. Ma Richler sa il fatto suo e svela il mistero della scomparsa di Boogie nelle ultime 10 righe del romanzo (non è un modo di dire, lo dice proprio lì!) e lo fa in un modo che, nonostante tutto, ti fa tornare il sorriso.

    ha scritto il 

  • 4

    Cerco di mettere un po’ d’ordine nella mia vita buttandola tutta all’aria

    Barney Panofsky è un arzillo vecchietto di settant'anni che ha vissuto una vita intensa, con tre matrimoni alle spalle. Non è la persona più amabile del mondo; è maleducato, irascibile, sarcastico, bu ...continua

    Barney Panofsky è un arzillo vecchietto di settant'anni che ha vissuto una vita intensa, con tre matrimoni alle spalle. Non è la persona più amabile del mondo; è maleducato, irascibile, sarcastico, bugiardo, donnaiolo e alcolizzato.

    Uno scrittore e rivale, nella sua biografia, lo accusa dell'omicidio di un comune amico. Dell’accusa Barney è stato scagionato da un regolare processo, ma lui vuole in ogni modo dimostrarci la sua innocenza raccontandoci per filo e per segno la sua versione dei fatti. Beh, per filo e per segno è forse troppo… La sua narrazione non è affatto lineare, lo stile è frastagliato, ci sono continui flash-back, digressioni di tutti i tipi, personaggi e luoghi introdotti a profusione, vuoti di memoria che rendono la lettura all’inizio (diciamo pure fino a metà libro) un vero tormento.

    Barney ripercorre tutte le tappe della sua esistenza come gli vengono, senza ordine, a causa della sua mente debilitata dal morbo di Alzheimer, come si saprà alla fine. Tante e strani i racconti, le considerazioni, le invenzioni.

    “L’umanità, con tutta evidenza imperfetta, non ha ancora concluso il suo ciclo evolutivo. In un prossimo futuro, magari solo per comodità, i genitali dei due sessi saranno al posto oggi occupato dalla testa, e le bevute, sempre meno necessarie, le faremo sotto la cintura. Il che consentirà a giovani e meno giovani di incastrarsi a dovere senza preliminari romantici e senza quel defatigante armeggiare con cerniere lampo e bottoni. In altre parole, gli umani saranno in grado di stabilire quello che Forester chiamava “un semplice contatto” aspettando che scatti il verde al semaforo, in coda al supermercato, sulla panca di una sinagoga o di una chiesa. Tanto il brutale “fottere” quanto il più delicato “fare l’amore” lasceranno il posto alla “capocciata”, e a frasi tipo “Oggi passeggiando per Fifth Avenue ho incrociata una bona pazzesca e le ho dato una bella capocciata”.

    Barney è rude, cinico, scorretto, intrattabile, beve e fuma molto. Difficile perdonargli la sua totale sordità alla richiesta di aiuto della prima moglie Clara. Ma è anche colto, è un grande lettore e riesce ad essere estremamente tenero e dolce. Come nella meravigliosa scena del suo primo appuntamento con la futura terza moglie Miriam, donna molto intelligente e con forte personalità, che gli è rimasta nel cuore.

    "Quando mi ritrovavo a passeggiare in quelle stanze nel cuore della notte, con l'ennesimo bicchiere in una mano ed il miliardesimo Montecristo nell'altra, chiudevo gli occhi e ripensavo a Miriam, a come mi era apparsa il giorno delle mie nozze con la Seconda Signora Panofsky. La donna più bella che avessi mai visto. Lunghi capelli neri come l'ala di un corvo. Occhi blu da perdere la testa. Un vestito da cocktail di chiffon azzurro, e una grazia meravigliosa, meravigliosa. Dio, quella fossetta. E quelle spalle nude... Sono tre anni che Miriam se n'è andata, ma continuo a dormire da una parte del letto, e appena mi sveglio la cerco. Miriam, mia adorata Miriam."

    A causa del suo carattere e della sua cialtroneria, riesce purtroppo a tradire anche la fiducia della donna che più ha amato. Che lo pianta in asso.

    Barney non è perfetto, è un uomo pieno di difetti che ha sbagliato e ha perso ciò che di più prezioso aveva nella vita. Alla fine, forse, il libro è piano di malinconia ed amarezza, nonostante le moltissime scene esilaranti, per la sofferenza di Barney per quello che sarebbe potuto essere ma non è stato.

    Bellissima anche la risoluzione dell’enigma della morte dell’amico, che avviene solo nelle ultime pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto se ti sei appena lasciato

    Barney è cinico, nostalgico, sentimentale e autoironico. Tutto ciò che in fondo vorresti essere tu. Finisci il libro e hai la dolorosa sensazione di aver perso un buon amico con cui cazzeggiare. ...continua

    Barney è cinico, nostalgico, sentimentale e autoironico. Tutto ciò che in fondo vorresti essere tu. Finisci il libro e hai la dolorosa sensazione di aver perso un buon amico con cui cazzeggiare.

    ha scritto il 

  • 5

    "Dentro di me continuo ad avere 25 anni, massimo 33, to'. Certo non 67, con quel che ne segue. La puzza di stantio e di sogni infranti, l'alito cattivo, le gambe che avrebbero un disperato bisogno di una bella lubrificata.

    E ora che mi è toccato farmi mettere un'anca in vera plastica, non sono neppure più biodegradabile. Gli ambientalisti mi negherebbero il diritto alla sepoltura."
    Mi ci sono volute due visioni -piacevo ...continua

    E ora che mi è toccato farmi mettere un'anca in vera plastica, non sono neppure più biodegradabile. Gli ambientalisti mi negherebbero il diritto alla sepoltura."
    Mi ci sono volute due visioni -piacevolissime, peraltro- del film per "refarmi" che era tratto da un romanzo. Un romanzo di Mordecai Richler, poi, autore che avevo sempre considerato così, del tutto a priori, come un mattone di quelli tipo i russi storici, dei quali non faccio nomi per non attirarmi strali dai filosovietici. Insomma io Mordecai nella mia mente l'avevo messo lì tra gli illegibili ed invece, che sorpresa.
    La verve umoristico-ironica-burlesca che percorre la pellicola non è infatti assolutamente merito del registra o del comunque eccezionale Giamatti, ma è interamente e completamente presente qui nel testo. Che proprio per questo motivo risulta piacevolissimo e fresco.
    Pleonastico, se avete letto il libro, vedervi il film; viceversa si può fare, senza alcun timori di rimanerne delusi.

    ha scritto il 

  • 5

    barney panofsky è un adorabile, meraviglioso stronzo, uno dei migliori protagonisti che un romanzo abbia avuto negli ultimi decenni.
    e mordecai richler sapeva scrivere benissimo.
    non c'è altro da aggi ...continua

    barney panofsky è un adorabile, meraviglioso stronzo, uno dei migliori protagonisti che un romanzo abbia avuto negli ultimi decenni.
    e mordecai richler sapeva scrivere benissimo.
    non c'è altro da aggiungere. davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    Mordecai Richler è un autore dotato di un talento più unico che raro: scrivere un libro come "La versione di Barney" deve essere una fatica mostruosa, per far sì che leggerlo sia tanto facile.
    Questo ...continua

    Mordecai Richler è un autore dotato di un talento più unico che raro: scrivere un libro come "La versione di Barney" deve essere una fatica mostruosa, per far sì che leggerlo sia tanto facile.
    Questo perché il libro è il racconto a ruota libera delle memorie del protagonista e, si sa, la memoria fa un po' quel che vuole, non segue l'ordine (crono)logico delle cose, segue un'altra logica, quella delle emozioni, le più nobili così come quelle più basse. E talvolta fa cilecca. E talvolta i collegamenti tra una pagina e quella dopo sono labili, li capisce solo Barney. Eppure, è così che funziona. Il libro si fa leggere tutto d'un fiato proprio perché non ti trovi la "pappa pronta", la tua storiella preconfezionata, con i suoi personaggi descritti dalla punta dei capelli alla punta delle dita. La storia devi carpirla, la psicologia intuirla tra le pagine del libro, i collegamenti, i barlumi di amore, i rimorsi ed i rimpianti di una vita alla fine della propria storia.
    Un libro divertente, profondo, commovente. Memorabili le sei e più pagine in cui l'autore cerca di ricordare il nome del mestolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro stonatissimo e maledettamente intonato

    English review http://jaahbabainrabbithole.blogspot.fr/2015/01/barneys-version-by-mordecai-richler.html
    Il primo letto quest'anno. Un regalo di mia madre, che ringrazio. perché non potevo cominciare l ...continua

    English review http://jaahbabainrabbithole.blogspot.fr/2015/01/barneys-version-by-mordecai-richler.html
    Il primo letto quest'anno. Un regalo di mia madre, che ringrazio. perché non potevo cominciare l'anno in maniera migliore.
    Questo libro è l'autobiografia di Barney Panofsky, e non fatevi ingannare dal fatto che l'autore abbia un nome diverso. Si dice, infatti, che Barney rappresenti il suo alter ego, ma Richler non l'ha mai confermato.
    Il libro è strutturato in tre parti, una per ogni moglie di Barney: Clara, l'artista, la seconda moglie Panofsky, di cui non verrà mai rivelato il nome, e Miriam, il grande amore di Barney.
    Tra un bicchiere di whisky e uno di cognac, Barney prova a descrivere in ordine cronologico i momenti più significativi della sua vita, prima che la sua memoria faccia cilecca, eppoi capiremo perchè. In realtà ci prova a dare un'ordire alle sue memorie, perchè in realtà il libro è pieno di digressioni, e continui salti temporali.
    Dopo qualche pagina ci sarà già chiaro che Barney è arrogante, egoista, ubriacone, maschilista, arrivista e così via...ma io non ho potuto fare a meno di innamorarmene (e credo neanche voi), e di desiderare di bere un bicchiere di whishy con lui, parlando di amore e di esistenza.
    L'amore, proprio con lui vorrei parlarne? la sua prima moglia si suicida, della sua seconda moglie non ci svela neanche l'identità, tanta poca importanza ha avuto nella sua vita, ma Miriam, oh Miriam, chi non vorrebbe essere amato di un'amore così profondo come il suo per lei! Barney è ubriaco di amore, e si anche di alcool, e quest'ultimo gli creerà non pochi problemi nella vita.
    Ma il libro, nonostante le mille digressioni, ha uno scopo ben preciso: difendere Barney dall'accusa di omicidio del suo migliore amico. Ci riuscirà? Vi convincerà? Beh solo leggendo lo capirete. E se nella lettura riderete tutto il tempo per poi all'improvviso vorrete incredibilmente piangere, non preoccupatevi, è successo anche a me!

    Che bella scoperta questo libro!

    Io l'ho letto quasi tutto col sottofondo musicale del concerto a Napoli di Pino Daniele, e vi consiglio vivamente la combinazione.

    ha scritto il 

  • 0

     nulla, leggo così tante recensioni positive, ho ricevuto consigli da parte di persone con gusti letterari molto affini (e qualcuno ha anche minacciato di togliermi il saluto nel caso decidessi di abb ...continua

     nulla, leggo così tante recensioni positive, ho ricevuto consigli da parte di persone con gusti letterari molto affini (e qualcuno ha anche minacciato di togliermi il saluto nel caso decidessi di abbandonarlo), ma a me proprio questo libro non sta andando giù. Sono arrivata, con fatica, a leggere un centinaio di pagine, e niente, lo trovo noioso e tremendamente irritante. Lo so, probabilmente per qualcuno sto dicendo un'eresia, ma non so che cosa farci: quando, dopo dieci minuti di lettura, cerco tutte le scuse possibili per fare dell'altro, significa che il libro che sto leggendo non fa per me. 
    Chissà, magari non è il momento adatto, magari dovrei solo riuscire ad andare un po' più avanti (tutti parlano di un finale meraviglioso, ma per arrivare al finale devo sorbirmi altre 300 pagine ). Però non voglio darmi per vinta su un libro così tanto declamato. Diciamo che lo metto in pausa per un po', senza abbandonarlo definitivamente. Diciamo che entro quest'anno lo voglio finire, almeno finire, se poi proprio non lo dovessi apprezzare, a quel punto mi arrendo, più di così non so che fare.

    ha scritto il 

  • 5

    Ironico e struggente

    È sempre bello spolverare la personale "top ten" dei libri letti più belli e smuoverne qualcosa, non mi succedeva da un po'. "La versione di Barney" è come l'attraversamento di una collina in biciclet ...continua

    È sempre bello spolverare la personale "top ten" dei libri letti più belli e smuoverne qualcosa, non mi succedeva da un po'. "La versione di Barney" è come l'attraversamento di una collina in bicicletta: inizia in salita. Si suda un po', ci si chiede se ne è valsa la pena ma poi si raggiunge la cima e inizia una corsa sempre più veloce verso un finale che si vuole raggiungere avidamente e allo stesso tempo si vorrebbe ritardare il più possibile. Gli alti e i bassi sono l'elemento portante di questo bellissimo romanzo, dove un protagonista sostanzialmente distinto dai vizi peggiori (un alcolizzato invidioso, violento, cinico e livoroso) riesce a suscitare un affetto e una simpatia unici, a toccare delle vette di sentimentalismo e affetto nei confronti di Miriam e dei suoi figli di estrema nobiltà. Un libro dove l'intelligenza la fa da padrona grazie al largo uso di una delle sue forme più belle: l'ironia. Notevole.

    ha scritto il 

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