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La versione di Barney

By Mordecai Richler

(6795)

| Softcover | 9788845915703

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Book Description

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una bocca Continue

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.

1767 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Barney...

    ...beve troppo, parla troppo, mangia troppo, è scurrile, irriverente, invidioso, rissoso ma pure ironico, intelligente, generoso e profondamente innamorato della sua terza moglie. Non è fiero di sé ma non può essere altro da così, ti ritrovi a parteg ...(continue)

    ...beve troppo, parla troppo, mangia troppo, è scurrile, irriverente, invidioso, rissoso ma pure ironico, intelligente, generoso e profondamente innamorato della sua terza moglie. Non è fiero di sé ma non può essere altro da così, ti ritrovi a parteggiare per lui nonostante le sue tirate misogine e razziste, fatte non tanto per convinzione ma per non darla vinta ai suoi interlocutori, per il pure e semplice gusto di fargli un dispetto. E' un romanzo divertente e profondamente umano.

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    Morena said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se potessi mettere più di 5 stelle lo farei.
    Semplicemente bellissimo.

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    fra_elle said on Jul 18, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Barney, mio caro Barney...

    Quando ho comperato il romanzo, il libraio del caso, osservando il mio acquisto, si ferma , mi guarda e mi dice: “Questo romanzo è geniale, io ho fatto un po’ fatica a leggerlo, ho provato una prima volta, l’ho lasciato perché ancora non era giunto i ...(continue)

    Quando ho comperato il romanzo, il libraio del caso, osservando il mio acquisto, si ferma , mi guarda e mi dice: “Questo romanzo è geniale, io ho fatto un po’ fatica a leggerlo, ho provato una prima volta, l’ho lasciato perché ancora non era giunto il suo momento, e poi l’ho ripreso e l’ho trovato bellissimo. E’ però molto rappresentativo del modo di pensare maschile, è la versione dei fatti raccontata dal protagonista, Barney per l’appunto…”

    Lo guardo, e il mio sguardo deve essere stato abbastanza eloquente:
    1) Non avevo chiesto consigli: ero al banco dovevo solo pagare.
    2) Sono chiaramente una donna, che messaggio mi vuoi dare? Non è un romanzo per me?

    Lui mi riguarda e mi dice: “No, non volevo demotivarla, questo romanzo è piaciuto tantissimo anche alle donne…”

    Io sempre muta… Poi vedendolo arrancare in difficoltà: “No, guardi, non si preoccupi, sono convinta dell’acquisto, anche se sono una donna, credo di poter affrontare il punto di vista maschile!” :D

    Mi sono quindi approcciata ad esso con una certa curiosità, dato per l’appunto la definizione di romanzo geniale venuta da disparati contesti, non ultimo il libraio un po’ imbranato nella vendita!

    Il romanzo è il lungo monologo di Barney, che, a suo dire, si cimenta nell'impresa della stesura del romanzo, in quanto vuole raccontare, per confutare un antagonista, la sua versione dei fatti circa un episodio occorsogli in gioventù... ovvero la sua versione dei fatti sulla fine che ha fatto l'amico Boogie, della cui morte, Barney è stato formalmente accusato.

    L’inizio del romanzo è sicuramente di lettura faticosa, Barney racconta le cose in maniera confusa, accavalla i fatti e non segue un ordine cronologico e tira subito in ballo amici, figli e mogli varie senza fare tante presentazioni (a fine lettura anche questa modalità espositiva troverà una precisa giustificazione).

    Poi, pian piano, entri in confidenza con Barney e lui, con la sua ironia pungente, la sua sagacia, la sua intelligenza comincia a conquistarti.
    E’ irriverente, bugiardo, donnaiolo, alcolizzato, fumatore… ma anche incredibilmente tenero, divertente, simpatico e arguto!

    Le lettere anonime che scrive, nelle diverse fasi della sua vita a diversi interlocutori, sono dei capolavori d’ingegno…

    Il rapporto con Miriam, la sua amata, adorata Miriam... Nessuna donna può passare indenne davanti ad un corteggiamento di quel tipo: il racconto del primo appuntamento mi ha lasciato con le lacrime agli occhi... dalle risate!
    ["... cercavo disperatamente una battuta fulminante, un aforisma letale capace di stendere Miriam e far impallidire il ricordo di Oscar Wilde. Risultato, mi sentii pronunciare le seguenti parole: "Ti piace vivere a Toronto?" "]

    Esilaranti le caratterizzazioni di Clara, prima signora Panofsky completamente pazza, e della seconda signora Panofsky, talmente “pesa”, da non meritare neanche di essere citata, all'interno del romanzo, con un nome proprio.

    E il finale inatteso e rivelatore, di uno stato di Barney pian pian intuito durante la lettura, ma mai esplicitato se non nel finale per l'appunto, che fornisce una chiave di lettura inaspettata e molto dolorosa al romanzo, dandogli nel contempo ulteriore spessore.

    Quindi?

    Ha ragione il libraio: il romanzo è geniale e anche molto bello... ma accidenti Barney, mi dispiace cosi' tanto che non potrai mai sapere che fine ha fatto veramente Boogie... ti saresti "scompisciato" dalle risate!

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    Grazia Fortunati said on Jun 28, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    E' che me ne avevano parlato talmente bene, che mi aspettavo il capolavoro. Non fatelo più, mi rovinate la lettura ed il giudizio ihih! Comunque, il segnale negativo è stato non avere alcun incentivo a proseguire, infatti ci ho messo una vita a finir ...(continue)

    E' che me ne avevano parlato talmente bene, che mi aspettavo il capolavoro. Non fatelo più, mi rovinate la lettura ed il giudizio ihih! Comunque, il segnale negativo è stato non avere alcun incentivo a proseguire, infatti ci ho messo una vita a finirlo. Eppure in genere gli anti-eroi mi piacciono. Peccato.

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    Monica R. said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E alla fine ti accorgi che al centro di questo libro c'è la libertà. La libertà di amare, di scrivere, di pensare, di omettere, di provare, di sentire. Leggere la vita di Barney Panofsky è stato un incontro ravvicinato con l'ironia, il cinismo, l'irr ...(continue)

    E alla fine ti accorgi che al centro di questo libro c'è la libertà. La libertà di amare, di scrivere, di pensare, di omettere, di provare, di sentire. Leggere la vita di Barney Panofsky è stato un incontro ravvicinato con l'ironia, il cinismo, l'irriverenza, la fantasia. E un po' mi piace credere che non sia solo un romanzo.

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    gomi said on Jun 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Incidentalmente: che serva da lezione agli pseudoscrittori che tentano, senza successo, di inventarsi personaggi scontrosi, misantropi, spiacevoli, eccetera.
    Tipo la Pariani di "Milano è una selva oscura", o il monologo iniziale di Sorrentino in "Han ...(continue)

    Incidentalmente: che serva da lezione agli pseudoscrittori che tentano, senza successo, di inventarsi personaggi scontrosi, misantropi, spiacevoli, eccetera.
    Tipo la Pariani di "Milano è una selva oscura", o il monologo iniziale di Sorrentino in "Hanno tutti ragione".
    Barney è una spanna sopra tutti. (Ma senza dimenticare la vecchia Emerenz ne "La porta" della Szabo.)

    Grandissimo Richler.

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    NEINmaster said on May 15, 2014 | 6 feedbacks

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