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La versione di Barney

By Mordecai Richler, Matteo Codignola (Translator)

(7551)

| Paperback | 9788845919824

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Book Description

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegContinue

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.

Critics

  • La versione di Barney

    Sull'onda del successo cinematografico nelle sale italiane e internazionali del film La versione di Barney, torna nelle classifiche dei libri più venduti il romanzo omonimo di Mordecai Richler. La versione di Barney fu pubblicato per la prima volta n ... (read full critics)

    librerie published on Sat, 12 Feb 2011

  • La versione di Barney

    La trama e le recensioni di La versione di Barney, romanzo di Mordecai Richler edito da Adelphi. La vita allegramente dissipata e profondamente scorretta di Barney Panofsky, personaggio fuori misura, indifferente a tutto ciò che ottunde la vita. Una ... (read full critics)

    Qlibri published on Sat, 27 Nov 2010

69 Reviews

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  • 10 people find this helpful

    Di che cosa si parla quando si parla d'amore

    L’idea di partenza è portentosa.
    Quando la vita ti sta chiedendo il conto con gli interessi, e cioè
    - il tuo migliore amico si è dissolto da qualche parte, ma tu sei stato accusato del suo omicidio senza cadavere e sulla lingua di tutti quelli che ti conoscono da anni rimane sospesa la domanda se ... (continue)

    L’idea di partenza è portentosa.
    Quando la vita ti sta chiedendo il conto con gli interessi, e cioè
    - il tuo migliore amico si è dissolto da qualche parte, ma tu sei stato accusato del suo omicidio senza cadavere e sulla lingua di tutti quelli che ti conoscono da anni rimane sospesa la domanda se l’hai ucciso davvero tu;
    - la tua prima moglie era una pazza furiosa morta suicida, poi inaspettatamente riesumata come icona della poesia e della pittura femminista;
    - da decenni stacchi un congruo assegno mensile alla tua Seconda Signora, a parziale risarcimento per averla sposata senza neppure sapere come e perché;
    - Miriam, l’adorata Miriam, ha chiuso con te e ha aperto una storia (leggi: matrimonio) con la serpe che avevi incautamente covato in seno;
    - i figli hanno preso la loro strada e ti considerano con trattenuta condiscendenza;
    - hai fatto una montagna di soldi con un lavoro che disprezzi, grazie soprattutto a collaboratori del tutto privi di talento;
    - passi i tuoi momenti migliori da solo, con un bicchiere e un sigaro in mano;
    - la memoria sta esagerando con i suoi scherzi di pessimo gusto;
    - per di più uno scrittore di grido, che per te è sempre stato un sepolcro imbiancato da schiacciare sotto il tacco, ha pubblicato una biografia non autorizzata in cui senza ritegno ti sputtana in lungo e in largo, destinata a entrare in classifica e a fargli guadagnare bei quattrini alle tue spalle;
    quando la vita dunque ti gioca contro, raccogli le tue misere forze e scrivi la tua versione dei fatti: non le solite memorie senili, ma LA memoria, il documento di difesa da presentare al mondo di fronte al viscido nemico che ti attacca ai fianchi. E tu, che a volte sei stato un cialtrone ma sei coraggioso nonostante tutti sostengano il contrario, lo affronti nel suo stesso campo, quello della scrittura, quello dei tuoi sogni giovanili irrealizzati.
    Sarà compito morale del primogenito (l’inguaribile meticoloso) rimediare ai refusi, aggiungere note a piè di pagina e stendere il poscritto rivelatore.

    L’idea di partenza è portentosa, anticipavo. Ancora di più lo sviluppo e la conclusione (forse troppo irruente, ma è giusto così) di questo libro divagante, amarissimo, divertentissimo, commovente.
    Barney Panofski forever: tieni duro, vecchio mio.

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    Gaglioz said on Dec 12, 2011 about the Hardcover edition | 6 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    E ora che mi è toccato farmi mettere un'anca in vera plastica, non sono nemmeno più biodegradabile. Gli ambientalisti mi negheranno il diritto alla sepoltura.

    La prima volta con Barney è stato odio puro, mescolato a un forte tedio e insofferenza.. Ero convinta di essere arrivata almeno a pag ... (continue)

    E ora che mi è toccato farmi mettere un'anca in vera plastica, non sono nemmeno più biodegradabile. Gli ambientalisti mi negheranno il diritto alla sepoltura.

    La prima volta con Barney è stato odio puro, mescolato a un forte tedio e insofferenza.. Ero convinta di essere arrivata almeno a pagina cento e di aver poi abbandonato il tutto.. Ma i fatti citati in quelle pagine mi erano del tutto oscuri, quindi ne ho dedotto di aver mollato ben prima..
    Il mio consiglio per chi si appresta a leggere Barney (e ne ha sentito di tutti i colori), di tener duro per le prime 50/80 pagine: sono un po' noiose, con taaaanti nomi e assolutamente dispersive.
    Appena però si entra nella testa di Barney, coi i suoi mestoli e i Sette nani, non è più possibile staccarsene. Io mi accorgevo, nei momenti in cui ero impossibilitata a leggere, vuoi perché ero in giro o perché ero troppo stanca, che Barney mi mancava quasi fosse una persona reale.. Quasi lui fosse la mia Miriam.
    Superficialmente, Barney è cattivo, stronzo, scorretto, un ubriacone.. Ma leggendo di lui, si scopre il suo lato tenero, dolce, malinconico e ferito. Il tutto ovviamente condito di un'ironia che non ritenevo quasi possibile esistere.. Sorprendente!
    La seconda signora Panowski è un personaggio fenomenale: ho adorato letteralmente i sogni che la mattina raccontava al marito, preso dal leggere il giornale sportivo sui suoi amati Canadiens ("Stai leggendo il giornale!"), ma soprattutto le sue chiamate alla mamma. Lì mi ha fatto morire, penso che le avrò rilette almeno tre volte!!
    Averlo ripreso in mano, finito e apprezzato mi dà un tale senso di benessere e felicità.. ç_ç
    Barney, grazie!! E grazie al gruppo "Per due" che mi ha spinto (con le buone o le cattive! :D) a riprendere in mano questo gioiellino.

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    Serena! -A Mordor il male non dorme mai. said on Dec 30, 2011 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    UNA VITA TRA LE RIGHE

    Chi è Barney?
    È quel vecchio inacidito, incattivito, fumatore, alcolizzato, donnaiolo, ballista, fedifrago, arrogante, omicida, ladro di citazioni, incapace di far qualsiasi cosa che non sia riempirsi le tasche di soldi con la tv spazzatura?
    O è quell’altro uomo suggerito tra le righe, quello insicu ... (continue)

    Chi è Barney?
    È quel vecchio inacidito, incattivito, fumatore, alcolizzato, donnaiolo, ballista, fedifrago, arrogante, omicida, ladro di citazioni, incapace di far qualsiasi cosa che non sia riempirsi le tasche di soldi con la tv spazzatura?
    O è quell’altro uomo suggerito tra le righe, quello insicuro, generoso con gli amici, amorevole con la donna giusta, affezionato ai suoi figli, incolpevole e incapace di licenziare alcun dipendente?
    Mordecai Richler scrive l'ironica e confusionaria autobiografia di un vecchio ebreo pieno di soldi al limitar della sua vita e quel che ne viene fuori è un affresco volontariamente pieno di crepe e difetti, ma così vivo e tridimensionale da far venire il dubbio che non sia tutto vero.
    Perché Barney al termine delle 470 e qualche cosa pagine è più di un personaggio cartaceo: è icona travestita da spauracchio, esempio mascherato da vecchio babau, ma soprattutto è vita.
    L’arroganza e la meschinità che si respirano fin dalle prime righe si stemperano pian piano lungo le pagine fino a diventare solo il sintomo di una insicurezza e una bonarietà che solo due donne dimostreranno di comprendere: la luce dei suoi occhi Miriam e la figlia Kate.
    Il protagonista dell’ultimo romanzo dello scrittore Canadese è vivo nel senso più fastidioso del termine: è macchietta che si preoccupa di esserlo e riesce ad uscire dal suo ruolo solo attraverso le parole, i gesti e la falsità di quelli che si vorrebbero i personaggi più “veri”.
    Sulla triste fine di un uomo così grande senza sapere di esserlo, risulta difficile uscire da un romanzo che si avvolge così tante volte su se stesso da perdere la sua vera identità: “La versione di Barney” è vita vera e non più romanzo che finge di esserlo e qui sta la grandezza di Richler.

    DIFETTI
    Lo stile è confusionario, pieno di rimandi e ritorni e “ah vi stavo dicendo 50 pagine fa” e ancora ririmandi e riritorni che le prime 100 pagine son capaci di far impazzire anche il lettore più attento ai dettagli e il ricordo va subito al John Barth de “L’opera galleggiante” la cui confusione risultava forse solo un poco più artefatta. L’importante è quindi resistere a queste prime pagine, la lettura seguente verrà spontanea perché Richler mette all’amo tanti di quei bocconcini succulenti che risulta difficile staccarsene pur conoscendone la natura di trappola per allocchi.

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    Deneil said on Dec 12, 2011 | Add your feedback

  • Per olivetti22

    Il libro più bello che abbia letto fin ora. Grazie ancora fra, volevo che non finisse mai, magari un giorno potrei provare a riiniziarlo, se tu sei daccordo.

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    Abbombocix said on Feb 10, 2012 | Add your feedback

  • shmuk shmuk shmuk!

    come faccio a capire se di Barney Panofsky mi piacciono di più le scorrettezze politiche, le lettere anonime o l'ironia intellettualoide?

    com'era quel proverbio yiddish, qualcosa tipo, 'polvere sei e polvere ritornerai, ma tra una polvere e l'altra c'è tempo per un bicchiere di quello buono'?

    alla ... (continue)

    come faccio a capire se di Barney Panofsky mi piacciono di più le scorrettezze politiche, le lettere anonime o l'ironia intellettualoide?

    com'era quel proverbio yiddish, qualcosa tipo, 'polvere sei e polvere ritornerai, ma tra una polvere e l'altra c'è tempo per un bicchiere di quello buono'?

    alla salute di Barney, di quel pallone gonfiato di McIver e degli aerei cisterna del Quebec!

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    Polyfilo said on Feb 10, 2012 about the Softcover edition | Add your feedback

  • Libro straordinario. Commovente, intenso, coinvolgente. Si legge divertendosi, ridendo, riflettendo,immaginando, innamorandosi e soffrendo intensamente al pari del protagonista, reso così reale da poterglisi affezionare come un vecchio amico.
    Una sola parola: leggetelo!

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    Erika said on Feb 9, 2012 about the Softcover edition | Add your feedback

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