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La versione di K.

Sessant'anni di controstoria

Di ,

Editore: Rizzoli

3.1
(55)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 207 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817035920 | Isbn-13: 9788817035927 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Political

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Descrizione del libro
La storia dell'Italia post-bellica comincia nella notte del 4 gennaio 1947, quando Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei ministri, si imbarca su un aereo e vola verso gli stati Uniti. Un viaggio diplomatico che segna la svolta, un confine tra "prima" e un "dopo". Ma che, secondo molti, sarebbe anche all'origine di una storia nazionale di sovranità limitata, di misteri, di verità non rivelate, di poteri forti o occulti che hanno tramato contro lo Stato e nello Stato. Da quella notte del 1947 fino allo scandalo delle escort dell'estate 2009, Francesco Cossiga ripercorre questo libro oltre sessant'anni di vita pubblica italiana, fornendo di ogni passaggio cruciale una lettura politica talvolta inaspettata, spesso spiazzante, sempre illuminante. Il suo è un racconto eccezionalmente prezioso dato che dell'intera storia della Repubblica, come ha dichiarato lo stesso Cossiga, "siamo rimasti solo due testimoni, io e Andreotti". Si è detto che nessun Paese al mondo abbia più misteri dell'Italia: dalla lista, mai trovata, degli spioni dell'Ovra a quella di coloro da internare in caso di golpe al vero elenco degli iscritti alla loggia del P2. In effetti, circostanze inspiegabili si sono presentate con ricorrenza: sono sparite le quattro valigie di pelle verde di Togliatti, così come quelle di Moro; la borsa di Calvi fu esibita in tv, ma parzialmente svuotata; e perché mai, nel 1964, Nenni disse che sentiva "tintinnar di sciabole"? per arrivare a oggi, molti si domandano quale sia la vera origine della fortuna economica di Silvio Berlusconi e, nella cronaca più recente che cosa succedesse davvero alle feste nelle sue ville. C'è l'abitudine, in Italia, a ricercare ossessivamente una verità nascosta dietro ogni vicenda, senza mai fidarsi delle apparenze. Eppure, secondo Cossiga, la nostra è al tempo stesso la storia di una "invincibile stabilità". Nel senso che nonostante tutto, nonostante le stragi, nonostante la mafia e nonostante il terrorismo nazionale e internazionale, questo Paese è sempre riuscito a evitare che la sua democrazia si ammalasse irreversibilmente. Di tutto ciò, delle luci e delle ombre , dei momenti drammatici come il caso Moro e di aspetti mai venuti molto alla luce quali i rapporti con il mondo arabo. Francesco Cossiga dà ora la sua versione: la versione di K.
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  • 3

    Niente di nuovo

    Un'appendice degli altri libri scritti precedentemente da quello che per me è stato un grande politico. Nulla di eclatante e nulla che tutto sommato non avesse già detto

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo di meglio

    Pochissime rivelazioni ed una fitta pioggia di informazioni arcinote (e forse inesatte) da parte di un personaggio che per decenni ha fatto credere di sapere troppo.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante, indubbiamente, ma con un 'ma'.
    Francesco Cossiga ripercorre circa sessant'anni di storia secondo il suo punto di vista, questo fa somigliare il libro ad un dialogo o ad un diario personale. E questo è il pregio e il difetto.
    Il pregio perchè la scrittura semplice e il tono colloquia ...continua

    Interessante, indubbiamente, ma con un 'ma'. Francesco Cossiga ripercorre circa sessant'anni di storia secondo il suo punto di vista, questo fa somigliare il libro ad un dialogo o ad un diario personale. E questo è il pregio e il difetto. Il pregio perchè la scrittura semplice e il tono colloquiale lo rendono di facile comprensione e semplice da leggere, senza necessariamente dover seguire per filo e per segno ogni dato con il rischio di perdere qualche informazione importante, e senza dover avere basi di economia, politica e simili per poter capire a fondo. Il difetto perchè questo lo ha reso piuttosto superficiale. Niente fatti o dati a supporto delle affermazioni, ma solo ragionamenti e ipotesi dell'autore di cui ci si può solo 'fidare'. Certo, molte cose sono 'sue idee' che potrebbero corrispondere a cosa è effettivamente accaduto come no. Resta comunque un punto di vista interessante che può far rivedere o ampliare il giudizio su alcuni fatti.

    ha scritto il 

  • 2

    sessanti anni di non-storia

    Da un libro con un titolo del genere ci si aspetterebbe una qualche rivelazione, un qualche segreto svelato.


    Non viene raccontata una controstoria ma la non-storia.
    La P2 è normale che esista; Berlusconi è un genio anche se non si sa da dove arrivino i suoi soldi, ma non c'è niente di str ...continua

    Da un libro con un titolo del genere ci si aspetterebbe una qualche rivelazione, un qualche segreto svelato.

    Non viene raccontata una controstoria ma la non-storia. La P2 è normale che esista; Berlusconi è un genio anche se non si sa da dove arrivino i suoi soldi, ma non c'è niente di strano perchè anche tanti altri hanno frodato il fisco e portato i soldi all'estero. Stay behind viene descritta come una struttura necessaria a salvare l'Italia dall'invasione dei comunisti dell'est...ma Cossiga è sicuro che Gladio non si sarebbe attivata anche nel caso in cui il PCI avesse vinto le elezioni?

    Il parlare della repressione in maniera così leggera mi ha lasciato parecchio sgomento.

    La cosa che invece mi ha stupito è il frequente uso del termine "Amico", davvero molto ricorrente nel libro.

    ha scritto il 

  • 1

    Il prezzo è giusto.

    Comprato in una bancarella di libri usati.
    1 euro.
    Li vale tutti.
    Un uomo con un armadio traboccante di scheletri che riduce la P2 a mero fatto di costume; che si vanta, lui che è stato Presidente della Repubblica, di aver identificato in D'Alema l'uomo giusto per giustificare a sinistra il nece ...continua

    Comprato in una bancarella di libri usati. 1 euro. Li vale tutti. Un uomo con un armadio traboccante di scheletri che riduce la P2 a mero fatto di costume; che si vanta, lui che è stato Presidente della Repubblica, di aver identificato in D'Alema l'uomo giusto per giustificare a sinistra il necessario bombardamento in Kosovo (art. 11: Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali); che non rileva nulla di strano nell'improvvisa ricchezza di Berlusconi; che, ciliegina sulla torta, sottilinea l'assoluzione di Andreotti nei processi che lo hanno visto coinvolto. A questo emerito pezzo d'uomo mi piacerebbe almeno ricordare che Andreotti non è stato assolto. Si tratta di prescrizione.

    D'altra parte, cosa attendersi da un ex-ministro degli interni che avrebbe risolto le manifestazioni di qualche anno fa nel seguente modo: 1)infiltrare i movimenti universitari con agenti atti a sobillare, a distruggere negozi e a compiere atti vandalici. Questo è ciò che Cossiga dice di aver fatto quando era ministro degli Interni

    2)In tal modo lo Stato è legittimato ad intervenire tramite la polizia duramente, mandandoli “tutti in ospedale”. “Tutti”, badate bene, non si riferisce certo agli agenti infiltrati, ma gli altri innocui manifestanti.

    3)Picchiare i docenti, perché, a suo modo di dire, sono gli ispiratori della protesta.

    4)Alla domanda del giornalista, che gli chiede se questo atteggiamento non sia additabile come fascista, Cossiga risponde cinicamente che è la democrazia, la quale interviene preventivamente.

    1 euro è il prezzo giusto per questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ha la forma di un libro, ma leggendolo vi trovate per magia a parlare con Cossiga che vi racconta alcuni fatti storici accaduti in Italia dal dopoguerra ad oggi. Un racconto che supera la dimensione Porta a Porta per approdare in una dimensione più intima e familiare. Come trovarsi a prendere un ...continua

    Ha la forma di un libro, ma leggendolo vi trovate per magia a parlare con Cossiga che vi racconta alcuni fatti storici accaduti in Italia dal dopoguerra ad oggi. Un racconto che supera la dimensione Porta a Porta per approdare in una dimensione più intima e familiare. Come trovarsi a prendere un caffè con un vecchio amico o mettersi in poltrona ad ascoltare il nonno che ti parla della sua vita. Spero non se ne abbia a male il Sen. Cossiga se lo paragono ad un nonno. Ma è questa l’impressione che si ha leggendo il libro.

    continua http://ambrox.wordpress.com/2009/11/06/la-versione-di-k/

    ha scritto il