La via Lattea

Un ateo impenitente e un cattolico dubbioso in cammino verso Santiago de Compostela

Di ,

Editore: Longanesi (Il cammeo, 501)

3.6
(351)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830426172 | Isbn-13: 9788830426177 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Collaboratore: Franco Cardini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Filosofia , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
In Spagna e in Portogallo la galassia che gli antichi chiamavano Via Lattea si chiama Cammino di Santiago, perché indica la via da est a ovest che porta al luogo della supposta sepoltura dell’apostolo Giacomo (Iago in spagnolo, da cui Sant’Iago). In una sorta di inversione, il Cammino di Santiago si chiama a sua volta Via Lattea, per sottolineare la sua natura di via «sotto le stelle». La Via Lattea è anche il titolo di un film di Luis Buñuel del 1969 che narra le avventure di due pellegrini in cammino verso la tomba di San Giacomo, e i metaforici duelli sulle questioni dottrinali che li accompagnano per tutto il percorso, fino alla meta. In spirito programmaticamente buñueliano, il matematico ateo Piergiorgio Odifreddi e il giornalista credente Sergio Valzania (e per un tratto lo storico cattolico Franco Cardini) hanno affrontato il Cammino di Santiago de Compostela tra il 24 aprile e il 26 maggio 2008, dando vita a continue e quotidiane schermaglie verbali su Radio3. Le ripercorrono ora in questo libro: schermaglie che, partendo dalla contrapposizione fra la natura e Dio, si allargano a toccare non solo la scienza e la religione, ma anche l’etica, la filosofia, la storia e l’arte, per approdare infine a una meditazione sulla vita tutta.
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  • 4

    bello. molto bello.
    In pratica è la trascrizione della trasmissione radiofonica che gli autori (Odifreddi e Valzania e, per una parte, Cardini) tenevano tutte le sere durante il loro Cammino di Santia ...continua

    bello. molto bello.
    In pratica è la trascrizione della trasmissione radiofonica che gli autori (Odifreddi e Valzania e, per una parte, Cardini) tenevano tutte le sere durante il loro Cammino di Santiago. (e che peraltro volendo si trovano in interent)
    Tante cose interessanti.
    C'è da dire che Sergio Valzania è praticamente inutile, poco più di una spalla: il libro è Odifreddi, e un po' Cardini.

    ha scritto il 

  • 1

    Ahhh, giornata perfetta. Ponte superiore dello yacht, bava di vento, buttata l´ancora, acqua turchese, spiaggia bianca laggiú, barriera corallina di lá. Gilberto griglia il pesce.
    E un libro pieno di ...continua

    Ahhh, giornata perfetta. Ponte superiore dello yacht, bava di vento, buttata l´ancora, acqua turchese, spiaggia bianca laggiú, barriera corallina di lá. Gilberto griglia il pesce.
    E un libro pieno di cazzate, cazzate a manovella, una roba da non credere.
    Questo é un libro zen: non esiste.
    Tale é la sua consistenza e il suo contenuto che non esiste. E´ un´esperienza mistica, un tuffo nel nulla.
    Vorrei provarne l´esistenza tuttavia, vorrei inseguire Odifreddi lungo tutto il cammino di Santiago e dargli il libro sulla testa, un colpo ogni metro di cammino per tutti quei chilometri. Se alla fine il libro arriva intero, allora esiste e io mi sto sbagliando. Ma il cammino é cooooosí lungo.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse un giorno...

    I due protagonisti del libro, P. Odifreddi (non sconvertito da SV) e S. Valzania (non convertito da PO) traggono spunto dal pellegrinaggio, dai miracoli veri o presunti testimoniati lungo il percorso, ...continua

    I due protagonisti del libro, P. Odifreddi (non sconvertito da SV) e S. Valzania (non convertito da PO) traggono spunto dal pellegrinaggio, dai miracoli veri o presunti testimoniati lungo il percorso, dai pellegrini incontrati in questa folle impresa per discutere su aspetti matematici, religiosi e filosofici in modo diventente, scherzoso ed ironico (e coinvolgente).
    La lettura di questo libro mi ha fatto desiderare di affrontare anch'io il Cammino di Compostela, nella veste né di sconvertita (da convertire) né di convertita (da sconvertire), ma nella veste di semisconvertita (o semiconvertita?). Ma il problema che mi pongo è questo: quando?
    Il cammino mi sembra ormai un "passatempo" o per giovani figli di papà di famiglia cattolico/credente/praticante o per personaggi più o meno famosi (come i due protagonisti del libro) con un lavoro che permette loro di assentarsi dalla quotidianità per molto più tempo di una normale vacanza oppure per "giovani" pensionati, con una pensione dignitosa. Se io andrò in pensione a 68 anni con una pensione da fame, non avrò più né la forza né la salute necessaria per affrontare una simile impresa né tantomeno i soldi indispensabili per pagarmi 40 giorni in mezza pensione in alberghi più o meno decenti (a 68 anni dubito avrei voglia di imboscarmi a basso prezzo in ostelli ricchi di "odore" di umanità), con pranzi liberi nei vari ristorantini posti lungo il Cammino e per acquistare un minimo di attrezzatura tecnica e leggera quanto basta... Quindi rimarrà un sogno. Ma cullare un sogno serve a rimanere giovani...

    ha scritto il 

  • 1

    I protagonisti affrontano temi interessanti ma in modo talmente noioso che trovo quasi più godibili le discussioni su temi insulsi che ogni mattina impegnano gli avventori del bar ... Almeno mentre be ...continua

    I protagonisti affrontano temi interessanti ma in modo talmente noioso che trovo quasi più godibili le discussioni su temi insulsi che ogni mattina impegnano gli avventori del bar ... Almeno mentre bevo il caffè rido . Peccato avrei potuto imparare molto da questo libro se fosse stato scritto diversamente .

    ha scritto il 

  • 2

    premetto che ho fatto il cammino. e che posso concepire che quell'avventura si possa affrontare con mille prospettive diverse: ognuno la vive a suo modo, cogliendo nelle persone, nel paesaggio, nel ca ...continua

    premetto che ho fatto il cammino. e che posso concepire che quell'avventura si possa affrontare con mille prospettive diverse: ognuno la vive a suo modo, cogliendo nelle persone, nel paesaggio, nel camminare attributi ed emozioni personali... ora quanto nel libro sembra una recita, due personaggi macchietta che devono necessariamente conversare e intavolare un dibattito. 1. ci sono mille verità e realtà e sarebbe SBAGLIATO non provare ad abbracciarle, codividerle. 2. ci sono discorsi/riflessioni che non meritano di essere fatti (fino a che punto può essere sensato discutere del sesso degli angeli? - lo dicono anche loro all'interno di un capitolo!) ... però li fanno: Odifreddi, davvero una persona limitata, che non smette di provocare e produrre frecciatine fuori luogo e senza senso; va bene la scienza e il pensiero, però si perde qualcosa... non è così che si affronta un CAMMINO.

    ha scritto il 

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