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La via del tabacco

By Erskine Caldwell

(136)

| Hardcover | 9788864112572

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Book Description

Erskine Caldwell è il cantore della povertà, dell'imbarbarimento, della disperata lotta per la sopravvivenza dei contadini del Sud, una terra desolata che la Grande Depressione del '29 aveva privato di ogni speranza di rinascita. Un mondo aspro e cru Continue

Erskine Caldwell è il cantore della povertà, dell'imbarbarimento, della disperata lotta per la sopravvivenza dei contadini del Sud, una terra desolata che la Grande Depressione del '29 aveva privato di ogni speranza di rinascita. Un mondo aspro e crudele che sostanzia pagine di indimenticabile bellezza, i cui confini coincidono con un avaro lembo di terra dove abita una famiglia, i Lester, le cui necessità sono altrettante declinazioni della violenza, di una brutalità abbagliante e feroce che non ammette possibilità di riscatto. Censurato, criticato, da "La via del tabacco" (1932), il suo capolavoro, John Ford trasse nel 1941 un film entrato nel mito; nel 1945 Luchino Visconti ne diresse una memorabile trasposizione teatrale, avvalendosi della traduzione di Suso Cecchi d'Amico e dell'interpretazione di Vittorio Gassman. Il romanzo è stato dichiarato dalla Modern Library uno dei cento libri più importanti del Novecento; Fernanda Pivano lo collocò, in una sua biblioteca ideale, tra le cinquanta migliori opere americane di tutti i tempi.

70 Reviews

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    Titolo di riferimento della letteratura contemporanea USA. E per centomila buoni motivi. Se non romanzo fondativo, certo, per me, alla pari di Steinbeck.

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    Christian Scazzieri said on Jun 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quasi eccessivo nella sua realistica crudeltà.
    La fine di un'epoca, la miseria e la fame raccontate superbamente in questo breve e denso romanzo.

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    Micra said on Apr 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il primo incontro con questo libro risale a parecchi anni fa, forse il 1996 o il 1997. Mi ricordo che era caldo, tanto caldo e che mi stavo annoiando moltissimo. Solo chi ci è passato può sapere quanto siano lunghi i pomeriggi d'estate, in Sardegna, ...(continue)

    Il primo incontro con questo libro risale a parecchi anni fa, forse il 1996 o il 1997. Mi ricordo che era caldo, tanto caldo e che mi stavo annoiando moltissimo. Solo chi ci è passato può sapere quanto siano lunghi i pomeriggi d'estate, in Sardegna, da adolescente. Lunghi e noiosi. Troppo sole per uscire, amici partiti per le vacanze, di fidanzatine nemmeno l'ombra. E non c'era nemmeno internet, all'epoca, c'era solo noia. Tanta noia. Non so come Le vie del tabacco siano finite in casa mia, sulla libreria. Forse era di mio padre, più probabilmente di mia madre. Dovrei chiedere, ma sicuro che nessuno si ricorda niente. Nonostante la copertina orrenda, una vecchia edizione Einaudi ingiallita che non invogliava di certo a sfogliarlo, lo presi e iniziai a leggere: pur di non annoiarmi avrei letto qualunque cosa, anche un harmony (a proposito: è da qualche tempo che desidero leggere un harmony, uno a caso, prima o poi lo farò). Ed ecco la scoperta, una storia bellissima, di poveri che più poveri non si può e di ricchi che per ricchezza hanno un sacco di rape. I poveri nemmeno quello, solo fame. Una storia talmente triste che fa ridere. Avevo scoperto Caldwell, tutto da solo, per pur caso.
    Di Caldwell ho letto altro, non troppo, e col passare del tempo me lo sono pure dimenticato. Nei mille traslochi successivi ho perso il libro, o forse l'ho prestato a qualcuno. Oppure, così come è arrivato in casa è poi sparito.
    Qualche giorno fa ho ritrovato la stessa identica edizione in una bancarella dell'usato, sempre brutta come la ricordavo. Ho comprato il libro e l'ho riletto, provando lo stesso identico piacere che avevo provato da ragazzino.
    Fino ad ora il miglior acquisto e la miglior lettura di quest'anno. Se non l'avete già fatto, da leggere assolutamente, lasciando per un attimo quello che state leggendo. Tanto è breve, ci vuole poco. Io, intanto, vado a cercare un harmony.

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    stefano said on Mar 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    --> la trovi anche sul mio blog assieme a tutte le altre:
    http://ibastoncinidelghiacciolo.wordpress.com/2012/02/2…

    La via del tabacco fa parte di quel ciclo dei "vinti" incentrato sui contadini deg ...(continue)

    --> la trovi anche sul mio blog assieme a tutte le altre:
    http://ibastoncinidelghiacciolo.wordpress.com/2012/02/2…

    La via del tabacco fa parte di quel ciclo dei "vinti" incentrato sui contadini degli stati del Sud degli USA (la storia è ambientata in Georgia), contadini distrutti dalla crisi economica del 1929.
    Non c'è speranza per loro e per il loro mondo, l'alternativa è la fuga; a chi rimane spetta una vita di stenti e di miseria. E la famiglia protagonista è una di quelle famiglie che ha deciso di rimanere, una famiglia immersa nella miseria.

    Il concetto però di "famiglia" pare quasi eccessivo per questa qua. Il capofamiglia vede fuggire verso la sicurezza di un salario in fabbrica tutti i propri figli (tranne due, uno troppo giovane e stupido, e una troppo brutta), che decidono di troncare definitivamente i rapporti con i genitori e il resto della famiglia. Quasi una metafora del mondo nuovo che deve staccarsi dal passato e dalla tradizione famigliare.

    In effetti, in Tobacco Road si può leggere lo scontro tra il tradizionalismo contadino e il progresso. Il primo, con i suoi lenti ritmi legati alla natura, un tradizionalismo anche razzista (un razzismo non scientifico, ma buontempone dove sono quasi i "negri" ad averla vinta); il secondo, il progresso, è incarnato dai figli fuggiti, che han voltato le spalle ad un passato che si raffigura nell'immagine del padre, figli che scappano via come se questo fosse un appestato.
    Qui sta anche la cruda tristezza del racconto: le tradizioni vecchie di generazioni diventano fumo davanti al progressivo divampare delle fiamme della tecnologia e del progresso. Anche il mondo contadino dovrà aggiornarsi o perirà bruciando dalle sue stesse fiamme d'ardore verso i bei tempi andati.

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    Floriano said on Nov 5, 2013 | Add your feedback

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