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La vida al davant

Per

Editor: Angle

4.3
(2557)

Language:Català | Number of Pàgines: 212 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , English , Italian , Spanish , Farsi , German

Isbn-10: 8496103765 | Isbn-13: 9788496103764 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Jordi Martín Lloret

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
La vida al davant és la tendra història dels marginats explicada a través dels ulls de Momo, un nen àrab que viu a la pensió de la senyora Rosa, una vella exprostituta jueva, supervivent d’Auschwitz, que acull fills esgarriats en un suburbi de París.
Romain Gary ens descriu un sòrdid mosaic humà -jueus i àrabs, africans, transvestits i prostitutes dels barris baixos- on Momo fa el seu aprenentatge vital. Amb el seu registre adolescent denuncia el racisme i el materialisme i fa una reflexió sobre la vellesa, la soledat, l’eutanàsia. «La vida al davant», que va guanyar el premi Goncourt, sorprèn per la seva actualitat, plena d’ironia, ingenuïtat i amor.


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  • 4

    "Signor Hamil, si può vivere senza amore?"

    Domanda retorica ma, a pensarci, l' assenza di questo sentimento fondamentale procura un vuoto, un bisogno disperato di appoggiarsi a qualcuno che possa colmarlo.
    Con un simile vuoto è alquanto diffic ...continua

    Domanda retorica ma, a pensarci, l' assenza di questo sentimento fondamentale procura un vuoto, un bisogno disperato di appoggiarsi a qualcuno che possa colmarlo.
    Con un simile vuoto è alquanto difficile per un bambino farsi strada nella "normalità" della vita e superare i tanti ostacoli di cui essa è disseminata.
    A maggior ragione lo è per Momo che si trova, suo malgrado, a vivere nella banlieu di Belleville ( Parigi ), affidato al buon cuore di una ex prostituta, Madame Rosa. avanti negli anni e piuttosto malconcia, che gestisce una specie di brefotrofio dove Momo condivide con altri bambini la stessa sorte di distacco dalle madri prostitute.
    Momo cresce a contatto con una realtà che la "brava gente" definirebbe con sufficienza di emarginati, di ultimi nella scala sociale che conta, o, in parole spicce, di puttane, drogati, barboni, ruffiani... quanto di peggio la società possa esprimere.
    Eppure è da loro che Momo, bambino sensibile, riceve consigli, ma soprattutto quella ricchezza amicale, amorevole che tanto brama.
    E' dalla cosiddetta strada, luogo di incontri delle diversità umane, ma anche occasione per riflettere su temi per lui inaccettabili, ingiusti, che Momo indirettamente impara a destreggiarsi nelle difficoltà della sua vita schifa, maturando velocemente.
    Vale la pena conoscere l' impertinenza di questo ragazzino, resa più ruvida dall' insolenza del linguaggio con cui egli copre la gratitudine, l' affetto filiale, la pietà crescente che nutre per Madame Rosa, fino ad assecondarla nel suo desiderio più pressante: evitarle l' ospedale.

    "Mi faranno vivere per forza, Momo. fanno sempre così negli ospedali, hanno delle leggi apposta. Io non voglio vivere più del necessario e ormai non è più necessario."
    "Madame Rosa è l' unica cosa che ho amato qui e non la farò diventare campione mondiale dei vegetali per far piacere alla medicina."

    E poi scopriremo impensabili gesti di umanità celati nei tanti personaggi che incrociano la vita di Momo. Uno per tutti, la generosa Lola!

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  • 3

    Il lutto e i suoi dolorosi meccanismi

    didion, scrittrice di professione, schiantata dalla morte del marito avvenuta in un istante racconta come ha vissuto la perdita analizzando i meccanismi intricati del lutto. Un libro che può essere di ...continua

    didion, scrittrice di professione, schiantata dalla morte del marito avvenuta in un istante racconta come ha vissuto la perdita analizzando i meccanismi intricati del lutto. Un libro che può essere di molto aiuto sia a chi vive lo vive, sia a chi vuol capirne l'evoluzione.

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  • 4

    Il finale è decisamente commovente e il resto del libro lo definirei 'variopinto': i colori della città, i personaggi singolari pittoreschi che abitano il condominio, le espressioni infantili di Momò, ...continua

    Il finale è decisamente commovente e il resto del libro lo definirei 'variopinto': i colori della città, i personaggi singolari pittoreschi che abitano il condominio, le espressioni infantili di Momò, con le quali descrive il mondo che lo circonda ... Il punto di vista rimane, sempre ed esclusivamente, quello di Momò: è attraverso il suo sguardo e il suo linguaggio di bambino decenne e poco istruito che vediamo Madame Rose, la donna che gestisce la casa di accoglienza per figli di prostitute e tanti personaggi dalle occasioni mancate: il vecchio e saggio Hamil, che avrebbe potuto essere qualcuno, madame Lola, travestito ex pugile dalla generosità travolgente, il dottor Katz, anziano medico ebreo, che si fa portare a braccia al sesto piano per visitare Rosa. I bambini però, anche se si scoprono alla fine, improvvisamente grandi, sanno interrogarsi sui fatti della vita e della morte, sulla malattia, sulla povertà: interrogativi che Momò porge al lettore, senza pregiudizi e preconcetti. Che bello!

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  • 4

    Nella vita, purtroppo, è difficile anche essere dei bambini.

    Momo, orfano(o quasi) della banlieu non ancora politicamente corretta – ma forse più umana di oggi – di Belleville, Parigi è uno di quei pe ...continua

    Nella vita, purtroppo, è difficile anche essere dei bambini.

    Momo, orfano(o quasi) della banlieu non ancora politicamente corretta – ma forse più umana di oggi – di Belleville, Parigi è uno di quei personaggi per i quali nutri una naturale simpatia, ma allo stesso tempo ti viene di pensare a che culo hai avuto a non vivere un'infanzia come la sua.

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  • 3

    Mi hanno incuriosito e convinto i tanti commenti che ho letto su FB.
    Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prost ...continua

    Mi hanno incuriosito e convinto i tanti commenti che ho letto su FB.
    Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.

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  • 4

    Diverso è bello.

    Questo libro racconta il diverso. Persone diverse da quelle normali, amori diversi dagli amori tradizionali, posti diversi da quelli che frequentiamo ogni giorno... Ma le persone sono tutte delle bell ...continua

    Questo libro racconta il diverso. Persone diverse da quelle normali, amori diversi dagli amori tradizionali, posti diversi da quelli che frequentiamo ogni giorno... Ma le persone sono tutte delle belle persone, l'amore non potrebbe essere più autentico, i luoghi vengono raccontati così bene che, l'odore del degrado, sembra di sentirlo davvero. E allora negli ultimi giorni ho frequentato Belville anche io, e ho viaggiato in un posto nuovo, che puzza un po', camminarci all'inizio faceva un po' paura, ma ho conosciuto persone stupende.
    Persone di ogni razza e religione che vivono nei bassifondi francesi, ho conosciuto trans dolcissimi e prostitute disperate e poi ho conosciuto Madame Rosa e Momò. Una vecchia ebrea e un piccolo musulmano figlio di una prostituta. Madame Rosa, ex prostituta anche lei, l'ha allevato per conto della madre che non poteva riconoscerlo dai 4 ai 14 anni. C'erano tantissimi bambini a pensione da lei nei tempi d'oro, quando ancora riusciva a fare i sei piani di scale del palazzo nonostante la sua mole, ma alla fine rimane solo Momò. Non si capisce all'inizio, Momò sembra uno dei tanti, ma loro due sono innamorati. Vivono uno per l'altra... È una storia d'amore diversa bisogna leggerla un po' per capirla.
    È un libro che mi ha conquistato molto lentamente, all'inizio ho fatto fatica a ingranare. Gary usa un linguaggio incredibile. È Momò che narra, un ragazzino di 10 anni (che solo dopo scoprirà di averne 14), che non ha mai frequentato nessuna scuola e che ripete, come tutti i bambini tutto quello che sente con un' innocenza disarmante. Il linguaggio è particolare per questo: sembra di parlare con un bambino, ripete le cose 100 volte, usa termini volgari con naturalezza perché non lo sa che sono volgari, parla di puttane, cazzi e culi come se fossro argomenti di conversazione quotidiana, perché per lui è così.
    Ma il punto più bello del libro è la reazione di un bambino nei confronti della malattia di un anziano che ama così tanto. Ho rivissuto un po' la sofferenza di mia nonna leggendo la seconda metà del libro. Ma non ve la racconto, è qualcosa di talmente intimo e speciale che se vorrete conoscerla dovrete scoprirla piano piano, passando per tutti i salti mentali e temporali del piccolo Momò!

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  • 4

    "Dai diamanti non nasce niente..."

    Mi sono abituato al piccolo Momo lentamente.
    Lentamente sono entrato in sintonia con il suo mondo al margine fatto di puttane, assassini, drogati, spiantati giovani ...continua

    "Dai diamanti non nasce niente..."

    Mi sono abituato al piccolo Momo lentamente.
    Lentamente sono entrato in sintonia con il suo mondo al margine fatto di puttane, assassini, drogati, spiantati giovani e vecchi e un miscuglio di razze e religioni, ma dove, nonostante tutto, la solidarietà è qualcosa di spontaneo e naturale.
    Intenso e commovente è l'amore che lega Momo con Madame Rosa, ex prostituta e tenutaria di una sorta di asilo per i figli delle prostitute.

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  • 2

    Sebbene abbia apprezzato alcune chicche e abbia trovato molto poetiche alcune uscite, non sono proprio riuscita a superare il fastidio estremo dello stile: non ho problemi con una storia raccontata da ...continua

    Sebbene abbia apprezzato alcune chicche e abbia trovato molto poetiche alcune uscite, non sono proprio riuscita a superare il fastidio estremo dello stile: non ho problemi con una storia raccontata da un bambino, ma ODIO quando suddetto bambino ora a malapena riesce a scrivermi una frase di senso compiuto e ora mi tira giù la teoria della relatività in finlandese.. Mamma che nervi.

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  • 3

    Sinceramente detesto abbastanza il genere: libro scritto da un adulto che parla come un bambino e pensa come un vecchio.
    Il pregio del romanzo è quello di raffigurare un angolo di una strana Parigi, d ...continua

    Sinceramente detesto abbastanza il genere: libro scritto da un adulto che parla come un bambino e pensa come un vecchio.
    Il pregio del romanzo è quello di raffigurare un angolo di una strana Parigi, dove ebrei e musulmani si danno una mano, in nome della comune miseria, mentre gli altri sono “i Francesi”. Tutti rassegnati ovviamente a un destino ineluttabile, ma io non riesco ad avere nostalgia di questa età d’oro.
    Per la rabbia, la ribellione e le lotte bisognerà attendere la generazione successiva, e come abbiamo visto la soluzione non si è ancora trovata.

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