La vida está en otra parte

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Publisher: Seix Barral

4.1
(2073)

Language: Español | Number of Pages: 381 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Italian , French , German , Dutch , Portuguese , Greek

Isbn-10: 8432219754 | Isbn-13: 9788432219757 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
El tema de "La vida está en otra parte" es el destino de un poeta, marcado desde su adolescencia por el signo de Rimbaud, que vive en el seno de una sociedad estalinista, en la que su conciencia deberá pactar con el humanismo oficial hasta llegar a la colaboración con las actividades policiales. En esta paradoja trágica, la Historia se encarga de sumergirnos en una atmósfera de ironía kafkiana.
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  • 4

    "Tutta la sua vita non era stata altro che una lunga attesa in una cabina abbandonata davanti a una cornetta del telefono con la quale non si poteva chiamare nessuno."

    Jaromil dimostra un'inclinazione spiccata per la poesia sin dalla nascita e la cosa viene incoraggiata da una madre che esalta ogni cosa che egli fa riversando su di lui la totalità del suo amore esse ...continue

    Jaromil dimostra un'inclinazione spiccata per la poesia sin dalla nascita e la cosa viene incoraggiata da una madre che esalta ogni cosa che egli fa riversando su di lui la totalità del suo amore essendo del tutto svanito quello per il marito ancora prima della sua definitiva uscita di scena .
    Ed è un rapporto particolare, intenso , assoluto , tale da rasentare la morbosità , che gratifica il bambino il quale si sente protetto anche quando , diventato adolescente e poi ragazzo , si ritrova confinato in quel suo mondo poetico sicuramente rassicurante ma distante dalla realtà sociale che si sta rapidamente trasformando e della quale egli comunque sente di fare parte .
    E quando ormai cresciuto conosce a sua volta l'amore e si rende conto che il suo legame con la madre è sempre stato un guinzaglio dal quale non è riuscito a sfilarsi è ormai troppo tardi .
    Un romanzo nel quale , se si fa eccezione per i grandi poeti menzionati , il protagonista è volutamente l'unico di cui venga indicato il nome mentre gli altri personaggi vengono citati in maniera generica come "la madre del poeta" , "il pittore" , "la ragazza dai capelli rossi" , "il compagno di scuola" , ecc.
    Ciò poiché è Jaromil ed il ruolo che la poesia svolge nella sua vita ad occupare il centro della narrazione e a caratterizzarne il contenuto.
    E l'inadeguatezza del "poeta" nei confronti della vita vera che lo circonda , in un contesto sociale così profondamente mutato che vede il comunismo al potere , viene ad assumere la valenza simbolica del fallimento , dell'incapacità di un'intera classe di artisti e di intellettuali in un momento di così grande trasformazione.
    Sono passati decenni dall'ultimo libro di Kundera da me letto ma , per quanto i tempi siano profondamente diversi da quelli che ne decretarono il successo collocandolo fra gli scrittori cechi più impegnati politicamente ai tempi della "Primavera di Praga" , la sua capacità di trasmettere sensazioni ed emozioni , con quel suo stile scanzonato ma nello stesso tempo profondo che alterna fantasia e realtà , è restata inalterata .

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  • 5

    Romanzo di deformazione più che di formazione...quella del poeta Jaromil, stracoccolato virgulto di una madre tentacolare, che da subito trova, nel rapporto simbiotico col suo neonato, la realizzazion ...continue

    Romanzo di deformazione più che di formazione...quella del poeta Jaromil, stracoccolato virgulto di una madre tentacolare, che da subito trova, nel rapporto simbiotico col suo neonato, la realizzazione di quell'ideale di amore assoluto, frustrato nei suoi rapporti con gli uomini.
    Ma come spesso capita parlando di ideali anche questo ha il difettuccio di essere utopico, e il guaio peggiore è che il giovane se lo sugge tal quale dal latte materno, e poi lo travasa nelle sue disgraziate relazioni con l'altro sesso, nel suo impegno politico e nelle sue liriche senza curarsi minimamente di filtrarlo attraverso l'esperienza.
    Come ci avverte lo stesso autore, l'atteggiamento di Jaromil è consimile a quello di molti altri poeti, piccoli universi autoreferenziali circoscritti dall'utero materno, esseri di un eletto sentire in virtù del quale, ogni asserzione guidata da estro ispirato, è immediatamente vera: oro colato.
    La vicenda del giovane poeta si inscrive in quella ben più vasta e drammatica della nascita del regime comunista nella Praga del 1948, laddove lirica e politica si diedero la mano causando l'apoteosi di una poesia realista di ispirazione socialista che ben rispondeva al comune bisogno di assoluto e di rifondazione anche sentimentale della coeva figliolanza del dio Apollo.
    Va da sé che ad un certo punto le esigenze di un amore puro e assoluto, per quanto artefatto, che aspira ad una resa completa "all'altro" nella vita e nella morte, vanno a confliggere con quelle altrettanto ferree del dovere politico.
    Jaromil risolverà il dilemma a suo modo, e la sua esigenza di schiodarsi dalla scrivania della casa materna, e di entrare nella vita vera, maschia e attiva, non genererà un uomo nuovo e maturo; non per niente i sogni della ragione generano mostri, senza contare il fatto che...la vita è altrove.
    Ma allora dove è la vita di Jaromil? Secondo il principio di indeterminazione di Heisemberg posso coglierne la velocità, ma non la posizione... o viceversa.
    Può darsi che sia nei sogni di Xaver, l'alter ego immaginario del nostro poeta, colui che vive dormendo e si sveglia ogni volta in un sogno diverso, se poi cambiassimo la prospettiva e la vedessimo con gli occhi di un altro personaggio, o con la mentalità di un altro secolo ci troveremo di fronte altre vite di Jaromil che lui stesso non immaginerebbe mai potessero essere accostate alla sua esistenza...ma così è la vita.
    Mi viene da accostare questo romanzo di Kundera ad un altro capolavoro letto di recente "Treni attentamente sorvegliati": qui il protagonista matura e acquista la sua vera personalità con un gesto eroico che segnerà l'apice e il punto di non ritorno della sua vicenda terrena, qui invece tutto culmina e abortisce in un gesto infame che il protagonista vuole fortemente ritenere eroico.
    Ma qui sta la grandezza di questo Kundera: essere mirabilmente saggio e straordinariamente beffardo.

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  • 4

    Romanzo a tratti difficile e criptico ma tutto sommato il solito capolavoro di Kundera !!!

    Era l'unico romanzo di Kundera che non avevo ancora letto. E' stata una lettura molto lunga a tratti molto difficoltosa, soprattutto nella parte in cui c'erano continui parallelismi con i poeti di alt ...continue

    Era l'unico romanzo di Kundera che non avevo ancora letto. E' stata una lettura molto lunga a tratti molto difficoltosa, soprattutto nella parte in cui c'erano continui parallelismi con i poeti di altri tempi e nella parte iniziale, ma è stata anche una lettura che mi ha dato enormi soddisfazioni e che mi ha confermato che Kundera è il mio scrittore preferito. Il romanzo parla del poeta Jaromil e del suo particolarissimo e strettissimo rapporto con la madre, del suo difficile rapporto con le donne e in generale sull'amore, parla inoltre della poesia nel periodo lirico.
    La vita è altrove...dove finisce una storia ne comincia un'altra, dove finisce un sogno ne comincia un altro, tutto è intrecciato e collegato ad altre storie.
    Anche la nostra vita è un romanzo dalle molteplici possibilità comprese quelle non vissute quelle che avrebbero potuto essere ma non sono state. A chi non piacerebbe sapere come sarebbe stata la nostra vita se avessimo imboccato un 'altra strada se avessimo fatto delle scelte differenti...

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  • 5

    Kundera ha l'incredibile dono di cogliere l'essenziale e saperlo poi riprodurre in un testo avvincente: l'essenziale nei rapporti umani, nelle vicende storiche a lui care.
    Ed è talmente bravo nella tr ...continue

    Kundera ha l'incredibile dono di cogliere l'essenziale e saperlo poi riprodurre in un testo avvincente: l'essenziale nei rapporti umani, nelle vicende storiche a lui care.
    Ed è talmente bravo nella trasposizione letteraria che non serve nemmeno che dia dei nomi ai personaggi del libro, perché ciò che conta davvero è quello che hanno da dirsi ed i motivi per cui agiscono.
    Un vero balsamo, specie di questi tempi in cui tutto viene ipercontestualizzato, brandizzato perché raramente c'è del contenuto ma tanti nastri e carta colorata, come un bel pacco regalo che si scarta e poi si rivela una sola.

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  • 0

    ... un libro decisamente doloroso, fisicamente doloroso, come una ferita. Sono indecisa tra 1 stella o 5 stelle. Estremo sotto ogni punto di vista.

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  • 3

    Ma ognuno rimpiange di non poter vivere altre vite oltre alla propria sola e unica esistenza; anche voi vorreste vivere tutte le vostre possibilità irrealizzate, tutte le vostre vite possibili....Il n ...continue

    Ma ognuno rimpiange di non poter vivere altre vite oltre alla propria sola e unica esistenza; anche voi vorreste vivere tutte le vostre possibilità irrealizzate, tutte le vostre vite possibili....Il nostro romanzo è come voi. Anch'esso desidera essere altri romanzi, quelli che avrebbe potuto essere e non è stato.

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  • 3

    L'idea di base del libro è interessante: Kundera è provocatorio come sempre e suggerisce che l'ultima epoca adatta ad un poeta fosse l'epoca socialista, in cui la figura del poeta era socialmente rico ...continue

    L'idea di base del libro è interessante: Kundera è provocatorio come sempre e suggerisce che l'ultima epoca adatta ad un poeta fosse l'epoca socialista, in cui la figura del poeta era socialmente riconosciuta. Che non ci fosse libertà è secondario, secondo l'autore, dato che la poesia lirica trae ispirazione dalle emozioni, che sono sempre e comunque autentiche, anche se ispirate da un regime.
    Su quest'idea si potrebbe discutere a lungo, come sempre sui libri di Kundera, ma io la trovo oltremodo affascinante.
    Per il resto non troviamo la frammentazione in storie e sottostorie tipica dei suoi romanzi, anzi l'unica storia che viene narrata è abbastanza lineare.

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  • 5

    Ma l'immagine che egli osservava più spesso era racchiusa nella cornice dello specchio appeso alla stessa parete. Non c'era nulla che studiasse con più cura del proprio volto, nulla che lo tormentasse ...continue

    Ma l'immagine che egli osservava più spesso era racchiusa nella cornice dello specchio appeso alla stessa parete. Non c'era nulla che studiasse con più cura del proprio volto, nulla che lo tormentasse di più e in nulla (anche se ciò gli costava uno sforzo accanito) riponeva maggior fiducia.
    Quel volto assomigliava al volto materno, ma poiché Jaromil era un uomo, la delicatezza dei tratti era molto più evidente: aveva un nasetto sottile e un piccolo mento appena rientrante. Quel mento lo angustiava molto; in una celebre meditazione di Schopenhauer aveva letto che il mento sfuggente ispira particolare ripugnanza, giacché è proprio per il mento pronunciato che l'uomo si distingue dalla scimmia. Ma poi aveva trovato da qualche parte una foto di Rilke e aveva constatato che anche lui aveva il mento rientrante, e in questo trovò un incoraggiante sollievo. Si guardava a lungo nello specchio e si dibatteva disperatamente nell'immenso spazio tra la scimmia e Rilke.

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  • 4

    Le roman ivre

    Scrivere dell'età "lirica" (così MK definisce la giovinezza) adottando uno stile lirico, può rendere un romanzo (all'apparenza, il più classico dei bildungsroman) un continuo omaggio alla poesia, oppu ...continue

    Scrivere dell'età "lirica" (così MK definisce la giovinezza) adottando uno stile lirico, può rendere un romanzo (all'apparenza, il più classico dei bildungsroman) un continuo omaggio alla poesia, oppure renderlo ridondante e a tratti stancante, oppure tutti e due.
    Se non parlassimo di uno dei più grandi scrittori contemporanei, capaci di mescolare all'interno della stessa opera biografismo, filosofia e poesia e rendere tutto in una forma ineccepibile, sarebbe fin troppo facile propendere per le altre due opzioni.
    Ma non lo stiamo facendo.

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