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La violenza invisibile

By Slavoj Zizek

(130)

| Mass Market Paperback | 9788817019538

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Book Description

Crimini efferati, uomini-bomba che si fanno esplodere nelle città, tumulti di piazza e conflitti internazionali sembrano essere i più efficaci indicatori della quantità di violenza dispiegata dall'uomo, eppure a questa violenza visibile direttamente, Continue

Crimini efferati, uomini-bomba che si fanno esplodere nelle città, tumulti di piazza e conflitti internazionali sembrano essere i più efficaci indicatori della quantità di violenza dispiegata dall'uomo, eppure a questa violenza visibile direttamente, se ne affianca una seconda ben più pervasiva. Si tratta di quella violenza "che nutre i nostri stessi sforzi di combattere la violenza e promuovere la tolleranza". Questa violenza si presenta con due facce: la prima è "simbolica" e si manifesta nel linguaggio e nelle forme, la seconda è "sistemica" ed è cioè una conseguenza necessaria del funzionamento dei nostri stessi sistemi economici e politici. E una sorta di materia oscura, qualcosa che pur essendo "invisibile" spiega e sostanzia il visibile. Non riconoscere la violenza dell'odierna globalizzazione economica e politica significa rendersi complici di un sistema che è responsabile dell'emarginazione di intere fasce sociali e di milioni di vittime nel mondo. Un sistema che non sembra poter offrire una soluzione giusta alle grandi questioni del nostro tempo. Le tesi controverse e provocatorie di Zizek sono qui esposte ricorrendo ai registri più diversi, alternando erudizione e temi popolari, riferimenti filosofici e cinematografici, in un caleidoscopio di idee e visioni sempre nuove, sempre eterodosse.

10 Reviews

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    Étant donnés: su pornografia, erotismo e crisi finanziarie (www.ilpickwick.it)

    La pornografia, ci insegna Jean Baudrillard in Della seduzione, è l’iperrealtà del sesso: il sesso visto da vicino, ipertrofizzato dai media, reso osceno. La pornografia, ci spiega Annalisa Verza in Il dominio pornografico, ha una funzione performati ...(continue)

    La pornografia, ci insegna Jean Baudrillard in Della seduzione, è l’iperrealtà del sesso: il sesso visto da vicino, ipertrofizzato dai media, reso osceno. La pornografia, ci spiega Annalisa Verza in Il dominio pornografico, ha una funzione performativa: indurre l’eccitazione. Lo sapeva Boris Vian che, nella conferenza Nécéssité d’un érotisme littéraire (Club Saint-James di Parigi, 14 giugno 1948), delimitava una strategia della scrittura che contemplasse il ‘coinvolgimento fisico’ del lettore.

    L’erotismo è altro; è qualcosa di più complesso,

    CONTINUA QUI:

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/350…

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    Antonio Russo De Vivo (solo libri cartacei) said on Apr 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Portami con te - fosse l'ultima cosa

    14 novembre 2012: proclàma[ti] sciopero generale
    L'iniziativa ha per titolo "Per il lavoro e la solidarietà. No all'austerità".

    Tutti i settori della conoscenza, tutto te stesso, tutto te,
    si fermeranno e ti fermerai per l'intera giornata. ...(continue)

    14 novembre 2012: proclàma[ti] sciopero generale
    L'iniziativa ha per titolo "Per il lavoro e la solidarietà. No all'austerità".

    Tutti i settori della conoscenza, tutto te stesso, tutto te,
    si fermeranno e ti fermerai per l'intera giornata.

    Senza dio e senza madonna, si diceva a casa quand'eri piccolo - ma
    in dialetto suona più duro.
    Rimarrai anche senza vacanze, a sto punto
    ma almeno saprai perché

    e basta una casa per essere felici
    una casa senza pretese
    con la tessera del sindacato ben in vista

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    [radek] said on Nov 7, 2012 | Add your feedback

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    Star seduti ad aspettare

    Sloveno, eppure marxista.
    Questo qui, conosciuto in soffitta in una situazione più che paradossale, tra gocce d'amore e note di Rachmaninov, mi ha intrigato, non fosse altro che per capire che cosa legge chi legge lui.
    Ed ho scoperto che:
    1)non è un ...(continue)

    Sloveno, eppure marxista.
    Questo qui, conosciuto in soffitta in una situazione più che paradossale, tra gocce d'amore e note di Rachmaninov, mi ha intrigato, non fosse altro che per capire che cosa legge chi legge lui.
    Ed ho scoperto che:
    1)non è un comunista nel senso vero del termine
    2) è uno che non sopporta le ipocrisie, da qualunque versante politico o religioso arrivino.
    3) Ti ribalta la storia perchè ad un certo punto insinua che le lotte di classe non sono mai esistite. Anzi, che sì, che servono perchè ci aiutano a distinguerci e ciò che muove le azioni delle masse umane è sempre la stessa cosa: l'invidia e la rabbia.
    Offre il suo punto di vista sul conflitto Israelo Palestinese, sull'11 settembre e non sempre l'ho trovato di facile lettura. Anzi, manco per niente. a volte mi sono data dell'ignorante cosmica,ma alla fine ce l'ho fatta.
    Filontogenesi della storia contemporanea? Conoscere per aprire orizzonti nuovi...? Diciamo che sì, ecco, aprire un pò forzando cervelli stanchi ed abituati al senso di smilla per la neve ( senza offesa per carità!)
    E comunque, mi è servito ed ho comprato anche gli altri.
    Sono una recidiva, gaudente e soddisfatta.

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    Floria said on Dec 19, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Il capitalismo globale in cui viviamo non mette le bombe, ma è più violento di guerra e terrorismo". Questa forse è la sintesi dell'opera di Zizek che tratta del rapporto tra violenza oggettiva dello stato e soggettiva del singolo e di come chi comb ...(continue)

    "Il capitalismo globale in cui viviamo non mette le bombe, ma è più violento di guerra e terrorismo". Questa forse è la sintesi dell'opera di Zizek che tratta del rapporto tra violenza oggettiva dello stato e soggettiva del singolo e di come chi combattendo la seconda in effetti non fa che contribuire a sostenere la prima, causa principale della violenza.

    Per spiegare le sue tesi Zizek fa uso di un linguaggio filosofico ma anche di molteplici esempi legati alla letteratura, al cinema e alla cronaca, in quel suo modo tumultuoso di raccontare. Avendolo conosciuto in una conferenza devo dire che il Zizek relatore è molto più coinvolgente ed interessante, come scrittore lo trovo un po' dogmatico anche se le riflessioni che fa in questa sua opera sono interessanti.

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    Elisa said on Nov 5, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il merito principale del testo è che tematizza l'idea di violenza e subodora il "Che fare" zizechiano. A chinque abbia frequentato questo autore non sarà sfuggito il continuo richiamo ad una sorta di "coerenza nella violenza". Per fare un esempio in ...(continue)

    Il merito principale del testo è che tematizza l'idea di violenza e subodora il "Che fare" zizechiano. A chinque abbia frequentato questo autore non sarà sfuggito il continuo richiamo ad una sorta di "coerenza nella violenza". Per fare un esempio in "in difesa delle cause perse" accennava al fatto che i grandi dittatori non erano stati "abbastanza" violenti. C'è di che fare saltare dalla poltrona più di qualcuno. Tuttavia la "violenza" di cui parla Zizec sembra comunque circoscritta all'ambito delle idee e dell'opposizione pacifica.
    La violenza vera e propria sembra il rimosso che torna o l'aspetto osceno della civiltà occidentale (con uscite abbastanza difficili da digerire come quella che indica nella pedofilia uno degli aspetti oscuri, ma necessari del cattolicesimo).
    La violenza che propone la si può trovare illustrata nelle pagine finali quando pensa all'esempio di un romanzo di Saramago ("Saggio sulla lucidità")in cui i cittadini dstabilizzano il governo votando in massa scheda bianca ed opponendosi alla violenza con una violenta non violenza (non è un ossimoro).
    Da leggere per inquadrare meglio un autore preverbialmente provocatorio come Zizec

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    Sorel1968 said on Jun 4, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Mass Market Paperback 237 Pages
  • ISBN-10: 8817019534
  • ISBN-13: 9788817019538
  • Publisher: Rizzoli (Piccoli saggi)
  • Publish date: 2007-01-01
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