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La virtù femminile

Di

Editore: Neri Pozza

3.7
(302)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 608 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854501182 | Isbn-13: 9788854501188 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lydia Origlia

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Tami viene venduta a dieci anni dalla nonna alla tenutaria di una casa di geishe di Osaka. Dopo varie peripezie la bimba viene acquistata dalla più famosa casa di Tokio. Innamoratasi di un attore lo frequenta di nascosto, suscitando le ire della padrona. Un giorno fugge, sposa un produttore e raggiunge i vertici della carriera di attrice, si trasferisce a Hollywood con il suo amante. Dopo varie avventure torna a Tokio dove si innamora di un giovane che, dopo aver dilapidato il suo patrimonio, la abbandona. Tami tenta il suicidio, ma viene salvata e decide di trasferirsi in un piccolo tempio fra i boschi e diventare monaca.
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  • 4

    Bellissimo!

    Ricorda molto "Memorie di una geisha" ma, a parte questo, in un momento in cui mi sento "persa" nel mare degli autori, è il secondo bellissimo che mi capita a tiro: cosa lo unisce al precedente ("Villetta con piscina"nda)? La casa editrice Neri Pozza!!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e complesso in cui si intrecciano le vite di due donne forse diverse all'apparenza ma legate nel profondo dalla sofferenza che spesso la virtù femminile si trascina. La scrittura non è leggera come in altri racconti delle geishe ma bensì ricca e profonda, se vi siete entusiasmati per "memor ...continua

    Bello e complesso in cui si intrecciano le vite di due donne forse diverse all'apparenza ma legate nel profondo dalla sofferenza che spesso la virtù femminile si trascina. La scrittura non è leggera come in altri racconti delle geishe ma bensì ricca e profonda, se vi siete entusiasmati per "memorie di una geisha" aspettatevi qualcosa di molto diverso.

    ha scritto il 

  • 5

    Una vita passata a seguire il proprio cuore

    Questo libro mi è piaciuto veramente tanto perchè dalle parole del libro traspaiono i sentimenti della protagonista che ha fatto ogni scelta della sua vita seguendo il suo cuore e non il "si deve fare così". Ho apprezzato molto anche il fatto che con la sua storia la protagonista insegni qualcosa ...continua

    Questo libro mi è piaciuto veramente tanto perchè dalle parole del libro traspaiono i sentimenti della protagonista che ha fatto ogni scelta della sua vita seguendo il suo cuore e non il "si deve fare così". Ho apprezzato molto anche il fatto che con la sua storia la protagonista insegni qualcosa ai lettori. Vivamente consigliato a tutti!

    ha scritto il 

  • 3

    Geisha, monaca, donna di gran fascino a confronto con il tempo che passa

    La virtù femminile è quella capacità di affascinare, diffondere bellezza, ed attirare persone disposte ad affiancarti, spesso però in cambio di qualcosa. Questo ci dice il libro, che parla romanzando della storia vera di una famosa geisha, donna vivace dalla vita variegata, che dopo varie peripez ...continua

    La virtù femminile è quella capacità di affascinare, diffondere bellezza, ed attirare persone disposte ad affiancarti, spesso però in cambio di qualcosa. Questo ci dice il libro, che parla romanzando della storia vera di una famosa geisha, donna vivace dalla vita variegata, che dopo varie peripezie si fece monaca a Kyoto (Saga Arashiyama). Storia in parte autobiografica, anche l’autrice è divenuta monaca nel tempio di Gio cui ci parla nel libro.

    Trama: *** 1/2
    Tami viene venduta da bambina ad una casa da the per diventare geisha, vi riuscirà con successo ma anche dovendo scontare tante amarezze, e cercherà poi di affrancarsi da questa vita cercando sempre il lusso ma trovando anche la cattiveria in chi doveva esserle marito o protettore. Viaggerà all’estero, amerà uomini e donne, sarà attrice, maitresse in un bar e infine monaca in un piccolo e solitario tempio. Il tutto in meno di quarant’anni in cui ella, sempre spinta da un pesante karma femminile, forse creato dalla sua educazione, farà si che la fortuna sia subissata dalla passionalità del proprio carattere e l’incostanza nelle decisioni.

    Stile: ****
    Mi è piaciuto il racconto che parte dal presente, dalla bella e decisa ma abbastanza fredda Yoko, che conosce Loto della Saggezza tramite il suo amante e ne raccoglie le confessiono in diversi incontroi. Yoko è una donna moderna dedita alle arti (crea sete e kimono personalizzati), Tami è figlia di un’altra epoca. Mi è piaciuto l’intrecciarsi di queste due storie, in cui il passato ha il sopravvento sul futuro fino al tragico ed inaspettato epilogo che ci riporta nel presente.
    Come pure mi è sembrato di notare due stili di scrittura: assai più pratica e descrittiva per il passato di Tami, quanto inaspettatamente soffuso per la narrazione presente.
    Stile molto femminile: morbido, avvolgente, delicato ed etereo come un dipinto su paravento anche quando descrive incontri tutt’altro che delicati. Nel narrare il passato è più passionale, nel presente invece più rarefatto. Amo la letteratura giapponese femminile e la sua ficcante morbidezza. Un modo di spiegare soft anche negli attimi più appassionati.
    Mi è piaciuto il fatto di avere visto, almeno in parte, i luoghi citati nel libro. Questo lascia tutta un’altra atmosfera alla lettura.
    C’è però da dire che il libro è forse troppo lungo e avventuroso. Nella parte centrale in cui le disgrazie di Tami, le sue fughe e ritorni, vanno ad affastellarsi in avvenimenti sempre un poco simili, ho avuto un momento di fiacca nella lettura e disinteresse per il tema.

    Piacevolezza: ***
    Rispetto ad altre storie simili di geisha porta alcune avventure nuove per chi conosce il genere, la vita da mantenuta segregata dal danna geloso ad esempio o la parte in America, come pure l’epilogo monacale. C’è da dirsi però che le vite delle geisha sono state rappresentate quasi tutte così tempestose, focose, varie e ricche. Cambia il modo di presentare la vicenda, che procede su due diversi piani temporali. Ed inoltre ne emerge una grande amarezza, il senso di vuoto di una donna caparbia sempre ad un passo dal suo obiettivo che non riesce mai a trovare il vero sentimento nemmeno dentro di sé e resta, fatua ed in balia delle decisioni dettate dai soldi o da improvvise passioni sensuali.
    Solo nella maturità e nella scelta buddista di tempo come pieno da svuotare piuttosto che come pieno da riempire, Tami troverà pace.
    Intanto nel presente a piccoli passi avanza la vita assai più tranquilla di Yoko, la protagonista cui Tami – che fu Crisantemo di Mille Generazioni a Osaka, Mille draghi a Tokyo, Loto della Saggezza a Kyoto - sta narrando la sua vita passata.
    Molto bella la figura di Wasaburo
    Dopo l’inizio, in cui apprezzavo molto lo stile soft e femminile di narrazione, le vicende mi hanno un poco stancata. Molta la drammacità ed una trama che ha molte ispirazioni in romanzi moderni o antichi. Eppure pare poco sentito da chi scrive, distaccato, mentre quei misteri che vorrei esplorare della vita delle geisha sempre ci vengono negati. Simile alle storie di dame di corte del passato, da Sei Shonagon al Genji monogatari, come pure ai recenti Memorie di una geisha o Le vere memorie di una geiko: “Storia proibita di una geisha”, resta eppure meno appassionato ed in certi momenti quasi noioso. Accadono tante avventure ma hanno sempre lo stesso fulcro sensuale e questo alla lunga mi ha stancata.
    Diviene invece più personale ed interessante quando giunge alla decisione di consacrarsi a Budda.
    Consigliato:
    a chi ama la scrittura femminile giapponese ed è curioso di storie di donne drammatiche e travolgenti, tra mondo fluttuante, carnalità e spiritualità. Forse risulta un poco troppo lungo ed assai meno spettacolare di come possa scrivere un americano, quale Golden, ma per questo è anche più vero. Non è una visione edulcorata o spettacolarizzata delle geishe, ma una vita specifica con i suoi alti e bassi e la tensione costante tra spirito e materia, in questo molto buddista.
    Ho preferito altre opere sulle vite di geisha, consiglierei tra queste o Le vere memorie di una geiko: “Storia proibita di una geisha” anche se in stile più cronacistico mi è sembrato più aderente a questo tipo di aspettative.
    Infatti questo libro è più simile ad una storia buddista di sofferenza per il Mondo fluttuante fino poi a giungerne al distacco. E’ più insegnamento che svago, seppure sia tanto avventuroso.
    Letto in contemporanea con Le due vite di Laila, entrambe parlano di donne in crescita, chi all’interno e chi al di fuori degli schemi, sempre con drammaticità entrambi e molta sensualità. Eppure nessuno dei due mi ha pienamente convinta, anche se questo è decisamente più coinvolgente e consigliato dell’altro.

    Quest'opera di Mmorgana è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

    ha scritto il 

  • 2

    Non ha la stessa verve de "Memorie di una geisha". Scrittura piatta che non spinge alla lettura, scene già viste, personaggi anonimi di cui non si riesce a provare nessun tipo di sentimento. Interrotto a pagina 165, più o meno ad un terzo del libro

    ha scritto il 

  • 0

    L'ennesima delusione da parte della Neri Pozza, l'ennesimo mucchio di banalità presuntuose che questa casa editrice riesce a spacciare per letteratura (ed è anche l'ennesima volta in cui io, scema, ci casco ma almeno questo l'ho comprato usato per due euro).
    Non si impara nemmeno niente sul ...continua

    L'ennesima delusione da parte della Neri Pozza, l'ennesimo mucchio di banalità presuntuose che questa casa editrice riesce a spacciare per letteratura (ed è anche l'ennesima volta in cui io, scema, ci casco ma almeno questo l'ho comprato usato per due euro).
    Non si impara nemmeno niente sulla vita delle geishe: "Memorie di una Geisha", scritto da un uomo e pure americano, è mille volte più vero in quanto ad ambientazione e più intenso in quanto a trama.
    Il che è tutto dire.

    ha scritto il 

  • 3

    la pazienza delle donne

    storia abbastanza verosimile di una geisha
    da quando è stata venduta fino al ritiro in un monastero
    a fine carriera

    raccontato in due piani temporali, i ricordi della monaca e la vita della donna che li ascolta, è interessante soprattutto per l'ambientazione molto accurata, e l ...continua

    storia abbastanza verosimile di una geisha
    da quando è stata venduta fino al ritiro in un monastero
    a fine carriera

    raccontato in due piani temporali, i ricordi della monaca e la vita della donna che li ascolta, è interessante soprattutto per l'ambientazione molto accurata, e la cosa che salta all'occhio da subito è che in Giappone, allora come adesso, le donne sono subordinate al marito e alla suocera, e che essere moglie è peggio assai che essere geisha
    persino una cameriera ambiziosa può scalzare la padrona di casa, se sa come fare
    in effetti gli uomini non ne escono bene, almeno quelli giapponesi
    sono delle marionette impaurite in balia di chi riesce a prendergli in mano i cosiddetti...
    alla fine neanche le donne ne escono particolarmente bene
    la geisha pare più una tipa in balia degli ormoni, con il sottinteso che se fai quel mestiere alla fine il sesso ti è indispensabile...spicca pure una neanche tanto sottile sottomissione psicologica all'uomo, molto giapponese e un tantino agèe, ma dopotutto è una storia ambientata agli inizi del secolo scorso e scritta negli anni sessanta, ma per un occidentale è comunque una follia concepire tali rapporti, come è possibile che una donna chieda sesso a un marito che la umilia scopandosi la cameriera e costringendo la moglie a guardare?
    comprendo lo schock culturale, ma la inflessibile volontà di Tomo (la protagonista di Onnazaka) è per Tami (la geisha più famosa al mondo e futura monaca) del tutto inarrivabile...

    aspetti positivi: una prosa interessante, l'accuratezza delle ambientazioni e la credibilità della storia

    aspetti negativi: e che due palle con la bellezza della protagonista, che non si sciupa neanche dopo un tentativo di suicidio, con il capo rasato, ma sempre elegante, pare la monaca di Monza, e che due palle ancora di più la sua dipendenza psicologica dagli altri, il suo sbagliare sempre gli uomini, anche chi non la vuole possedere la deve desiderare e lei si secca se lui non ci prova, il suo chiedere a un ragazzino di scoparla due volte al mese in cambio di soldi e lui che la rifiuta!!!

    in definitiva che ci sarebbe di male se lei si rendesse responsabile del suo destino in maniera consapevole, almeno per una volta?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Non ce la posso fare!!!!!!!

    Ho iniziato a leggere questa storia con tanto entusiasmo, perché pensavo di affrontare un libro che mi avrebbe completamente immersa in un altro mondo,un’altra cultura, aprendomi finalmente le porte della yakata, la casa dove abita la geisha e la maiko .
    Invece mi ritrovo a legger ...continua

    Ho iniziato a leggere questa storia con tanto entusiasmo, perché pensavo di affrontare un libro che mi avrebbe completamente immersa in un altro mondo,un’altra cultura, aprendomi finalmente le porte della yakata, la casa dove abita la geisha e la maiko .
    Invece mi ritrovo a leggere di una vita così avventurosa che sa di falso. Tami, la protagonista assoluta, nasce in una famiglia povera e per questo, all’età di 12 anni venduta alla “madre geisha”. Il suo destino, come quello di molte altre bambine nella sua condizione, è già scritto: diventare una geisha, e se sarà abile ad entrare nella grazie di un uomo questi si trasformerà per lei nel suo danna, colui che la manterrà per tutta la vita. Da questo momento l’esistenza di Tami si svolgerà tra continui, ripetitivi e, per me , estenuanti innamoramenti, ognuno vissuto come fosse il primo vero amore. Ogni uomo, al quale finalmente cede il suo cuore, la abbandonerà perché imprevisti lavorativi li porteranno lontani da lei. Dopo tante relazioni più o meno clandestine, si invaghisce corrisposta di una donna, ma anche questa storia è destinata a fallire. Poi decide di sposarsi con un uomo ricco, del quale questa volta non è innamorata, ma sa che attraverso di lui potrà esaudire un suo sogno: andare in America. Giunta lì, manco a dirlo, il marito cambia diventando violento, non fa altro che picchiarla per gelosia, e lei giustamente insoddisfatta si innamora di uno studentello che poi l’abbandona perché promesso ad un’altra donna. Nonostante il mostro che ha sposato, lei però prova attrazione per il marito tipo “picchiami ma di baci straziami” ma anche questo rapporto, è destinato a fallire e quindi dopo anni di soprusi, divorzia. Giusto per non fasi mancare niente, diventa alcolizzata,e la sua ultima storia prima di diventare monaca, sarà all’insegna di un sublime amore platonico, così le ha provate tutte. Tutti questo narrare è alternato da noiose esaltazioni della sua bellezza che, beata lei , si porterà avanti anche in vecchiaia, al quale giungerà senza una ruga.

    Ah quasi dimenticavo, ad un certo punto (il momento forte di queste ben 600 pagine)lei si mozzerà un dito, inutile dirvi per quale motivo……va bene lo dico, perché un uomo del quale era innamorata come fosse la prima volta, l’ha abbandonata per motivi di lavoro che la costringono a viaggiare verso paesi lontani. Ah ma questo l’avevo già detto

    ha scritto il 

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