La vita, l'universo e tutto quanto

Di

Editore: Mondadori

4.0
(3676)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese , Olandese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Greco , Polacco , Sloveno , Ungherese , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8852022589 | Isbn-13: 9788852022586 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Serra

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Gli abitanti meccanici del pianeta Krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste, con tutto quell'inutile, monotono scintillio. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, facendo scomparire l'intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre Arthur Dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno Ford Prefect, che, giusto per provare una nuova esperienza, decide di andare fuori di testa; insieme a loro l'indomabile Slartibartfast, vicepresidente della campagna per il Tempo Reale che viaggia su un'astronave alimentata dal comportamento irrazionale; il mostruoso Zaphod Beeblebrox, dotato di due teste e tre braccia, e la sensualissima Trillian. Per la strana brigata inizia così un'altra pazzesca avventura...
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  • 3

    Terzo libro della saga della Guida galattica per autostoppisti, e anche il più debole rispetto ai primi due.
    Sicuramente più lineare del secondo, ma troppe diversioni, troppi "colpi di scena" che semb ...continua

    Terzo libro della saga della Guida galattica per autostoppisti, e anche il più debole rispetto ai primi due.
    Sicuramente più lineare del secondo, ma troppe diversioni, troppi "colpi di scena" che sembrano quasi forzati per fare andare avanti la storia senza perdere mai i protagonisti.
    Resta sempre la lucida demenzialità, ragionata follia e scientifica paradossalità coerente.
    L'Universo e la Galassia non sono posti semplici dove vivere!

    ha scritto il 

  • 2

    Life, the Universe and Everything - Hitchhiker's Guide to the Galaxy #3

    Pesante!
    Ho fatto una fatica immane a finirlo, e mi sono costretta perché non ne avevo nessuna voglia.
    Devo ripetere quanto detto per Ristorante al termine dell'Universo.
    Non c’è la genialità e la fol ...continua

    Pesante!
    Ho fatto una fatica immane a finirlo, e mi sono costretta perché non ne avevo nessuna voglia.
    Devo ripetere quanto detto per Ristorante al termine dell'Universo.
    Non c’è la genialità e la follia “buona” del primo capitolo.
    C’è solo un insieme di assurdità ben poco divertenti.
    Per il momento abbandono la serie, la riprenderò (forse) più avanti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Dopo che la Terra è stata distrutta,dopo che si è scoperto che è stata costruita dai topo e dopo che la nave di Arthur Dent è precipitata in una palude e lui ha vissuto in una caverna umida per 5 lun ...continua

    Dopo che la Terra è stata distrutta,dopo che si è scoperto che è stata costruita dai topo e dopo che la nave di Arthur Dent è precipitata in una palude e lui ha vissuto in una caverna umida per 5 lunghi anni e ha deciso che il miglior passatempo è impazzire, ecco che si apre uno spiraglio spazio-temporale e i nostri personaggi hanno il compito di evitare che l'Universo venga eliminato,passando per campi di cricket, feste volanti e tante illusioni.
    Meglio del secondo libro che era proprio noioso,ma non ai livelli del primo.
    Queste avventure cui assiste il terrestre salvato da Ford sono troppo sconclusionate e se ne capisce il senso sempre verso la fine.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia della Ragione [p. 232] o "la violence et le sacré"

    "L'Universo" si disse "non può funzionare così. No, non può. Sarebbe folle come... folle come..." Non gli riuscì di trovare il termine di paragone. [p. 51]

    I - Universo utopico: "Si deus est..."
    Una G ...continua

    "L'Universo" si disse "non può funzionare così. No, non può. Sarebbe folle come... folle come..." Non gli riuscì di trovare il termine di paragone. [p. 51]

    I - Universo utopico: "Si deus est..."
    Una Galassia felice, amici, perfettamente rappresentata da un simbolo inconfondibile: quello della Porta di Wikkit! [...]
    - Il Pilastro d'Acciaio, che simboleggiava la Forza e il Potere galattici! [...]
    Il Pilastro di Perpex [...] che simboleggiava la Scienza e la Ragione della Galassia! [...]
    E [...] il Pilastro di Legno, che simboleggiava [...] la Natura e la Spiritualità. [...]
    E i tre pilastri [...] sono tenuti insieme dalla Traversa d'Oro della Prosperità e dalla Traversa d'Argento della Pace! [pp. 71-72]

    II - Universo perenne: "...unde malum?"
    Da quando la Galassia ha avuto inizio, grandi civiltà sono salite sull'altare e precipitate nella polvere, salite sull'altare e precipitate nella polvere, salite sull'altare e precipitate nella polvere. L'hanno fatto tanto spesso che alcuni studiosi sono arrivati a pensare che la vita nella Galassia sia:
    a) qualcosa di affine al mal di mare, al mal di spazio, al mal di tempo, al mal di storia & simili, e,
    b) stupida. [p. 46]

    Ma si captava anche altro nel vortice del tempo che passava: un sentimento che era la negazione di ogni sentimento e che si accumulava attraverso lo svolgersi degli eventi fino a diventare un temibile magma di odio implacabile. Era un odio freddo [...]. Impersonale [...]. Ed era mortale. [...] Accumulandosi, dunque, questo sentimento che era un anti-sentimento raggiunse punte di insopportabile atrocità, diventò quasi un urlo muto e furibondo, un urlo che poi di colpo sembrò scaturire da un senso di colpa e di fallimento. [p. 74]

    Si trattava di una Cattedrale dell'Odio. [...] una fiamma divorante, un sentimento che nella sua cupezza rancorosa abbracciava l'intera estensione del tempo e dello spazio. [pp. 135-136]

    Quello che più di ogni altra cosa turbava Arthur [...] era il fatto che le varie vittime fossero in ultima istanza la stessa, identica creatura che aveva mutato sembianze a seconda delle vite. [p. 136]

    - E capite che queste battaglie devono avere luogo per forza? [p. 234]

    III - La violencé et le sacré
    - Sentite, sapete niente di qualcosa chiamato Equilibrio della Natura? [...]
    - Preoccupati per la Distruzione Universale e l'Equilibrio della Natura. Pensiamo che se tutto il resto dell'Universo venisse distrutto, in qualche modo l'Equilibrio della Natura verrebbe sconvolto. [pp. 192-193]

    ...dovevano risolvere il problema del surplus di aggressività che li induceva a volte a scaricare le loro energie su se stessi. Promulgarono allora una legge che recitava così: " Chiunque [...] è obbligato a sferrare pugni contro un sacco di patate per almeno tre quarti d'ora al giorno, allo scopo di sfogare il naturale eccesso di aggressività". [p. 175]

    ...il ricordo delle guerre più orribili che abbiano mai dilaniato l'Universo, trasformandolo in quello che in genere mi pare sia considerato uno sport assurdo e inconcepibilmente stupido. [p. 97]

    ...i Prìncipi della Pianure e la Tribù delle Colline Fredde sceglievano regolarmente come teatro delle loro battaglie la Foresta... [p. 234]

    ha scritto il 

  • 4

    Il seguito della...

    ...Guida galattica agli austoppisti, ugualmente delirante, divertente ed improbabile. I personaggi sono - chi più chi meno - dei cialtroni, non si capisce bene come fanno ma riescono a salvare l'Unive ...continua

    ...Guida galattica agli austoppisti, ugualmente delirante, divertente ed improbabile. I personaggi sono - chi più chi meno - dei cialtroni, non si capisce bene come fanno ma riescono a salvare l'Universo e a scoprire un sacco di altre cose, non ci faranno niente ma questo in fondo è il bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Così Così

    La prima metà del libro (a parte le trovate comiche tipiche di Adams) si legge un po' a fatica. Nella seconda metà, invece, ingrana una marcia in più e diventa scorrevolissimo. Potrebbe essere una mia ...continua

    La prima metà del libro (a parte le trovate comiche tipiche di Adams) si legge un po' a fatica. Nella seconda metà, invece, ingrana una marcia in più e diventa scorrevolissimo. Potrebbe essere una mia impressione, ma questo terzo capitolo della saga inizia a stereotipare un po' troppo l'umorismo (ripetitivo fino all'eccesso) dell'autore. Ciò non toglie che sia un must!

    ha scritto il 

  • 3

    Salviamo il salvabile

    Stavo quasi per abbandonarlo poi... la storiella del poeta che attraversa il tempo per fini pubblicitari... colpo di genio. Ecco, vado avanti per i colpi inaspettati, non per i libri in se... che seco ...continua

    Stavo quasi per abbandonarlo poi... la storiella del poeta che attraversa il tempo per fini pubblicitari... colpo di genio. Ecco, vado avanti per i colpi inaspettati, non per i libri in se... che secondo me sentono fortemente il peso degli anni e nell'insieme sono poco lineari, poco comprensibili e molto caotici.

    ha scritto il 

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