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La vita

Di

Editore: Einaudi (Nuova Universale Einaudi)

3.9
(95)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 515 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806369881 | Isbn-13: 9788806369880 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Art, Architecture & Photography , Biography , History

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Descrizione del libro
Nuova Universale Einaudi, 149
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  • 5

    Un classico da leggere assolutamente

    La vita di Benvenuto Cellini attrae per la personalità eccezionale dell'artista e per il suo stile immediato, totalmente in contrasto con la narrativa sorvegliatissima del suo secolo: Benvenuto, in pieno Cinquecento, sembra metterci davanti le persone che ha conosciuto (tra le quali due papi, l'i ...continua

    La vita di Benvenuto Cellini attrae per la personalità eccezionale dell'artista e per il suo stile immediato, totalmente in contrasto con la narrativa sorvegliatissima del suo secolo: Benvenuto, in pieno Cinquecento, sembra metterci davanti le persone che ha conosciuto (tra le quali due papi, l'imperatore Carlo V e il sovrano Francesco I ), le strade che ha percorso, le città in cui ha soggiornato (Roma, Parigi e ovviamente Firenze). Per trovare un esempio analogo bisogna aspettare due secoli e la vita (anch'essa una autobiografia) di Vittorio Alfieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante l'incostanza da cui mi faccio sopraffare quando mi accosto a libri particolarmente voluminosi, ho trovato la Vita una lettura deliziosa, oltre che utile documento.
    Non particolarmente scorrevole e a tratti disordinata, la prosa di Benvenuto è tuttavia colorita, vivace e infarcita ...continua

    Nonostante l'incostanza da cui mi faccio sopraffare quando mi accosto a libri particolarmente voluminosi, ho trovato la Vita una lettura deliziosa, oltre che utile documento.
    Non particolarmente scorrevole e a tratti disordinata, la prosa di Benvenuto è tuttavia colorita, vivace e infarcita di quell'umorismo un po' triviale e borbottone che tanto mi fa apprezzare i toscani. (Continua...)

    ha scritto il 

  • 5

    Tra i libri più belli che abbia letto in vita mia. L'anima di un'epoca così lontana da noi da sembrare tutta immaginata, eppure è esistita; il mosaico di una vita straordinaria, cosparsa di tasselli miserabili; la personalità dell'uomo, dell'artista, dell'assassino.
    Nessun altro libro, tra ...continua

    Tra i libri più belli che abbia letto in vita mia. L'anima di un'epoca così lontana da noi da sembrare tutta immaginata, eppure è esistita; il mosaico di una vita straordinaria, cosparsa di tasselli miserabili; la personalità dell'uomo, dell'artista, dell'assassino.
    Nessun altro libro, tra quelli che ho letto, dicono così tanto su cosa è l'italia e chi siamo noi italiani.
    Invece si sta lì a perder tempo con Cormack McCarthy

    ha scritto il 

  • 5

    Basta fregarsene del Bembo e della sincerità a tutti i costi che salta fuori il capolavoro. 600 pagine, densissimamente scritte (da un non-scrittore), di arte e omicidi, puttane e regine, necromanzia e flatulenze, invocazioni a Dio tanto in malafede da risultare esileranti e misoginia tanto since ...continua

    Basta fregarsene del Bembo e della sincerità a tutti i costi che salta fuori il capolavoro. 600 pagine, densissimamente scritte (da un non-scrittore), di arte e omicidi, puttane e regine, necromanzia e flatulenze, invocazioni a Dio tanto in malafede da risultare esileranti e misoginia tanto sincera da risultare commovente. Chi non lo legge è una prosuntuosa bestia.

    ha scritto il 

  • 4

    è stata un'impresa leggere questo libro, scritto nel 1500 dal Cellini, nella sua lingua...il toscano!
    Il Cellini ci racconta della sua vita, sicuramente affatto noiosa...
    ...un artista pieno di se, che enfatizza a dismisura le proprie opere e pronto alla rissa e a vendicarsi "de'li su ...continua

    è stata un'impresa leggere questo libro, scritto nel 1500 dal Cellini, nella sua lingua...il toscano!
    Il Cellini ci racconta della sua vita, sicuramente affatto noiosa...
    ...un artista pieno di se, che enfatizza a dismisura le proprie opere e pronto alla rissa e a vendicarsi "de'li sua nimici" in qualsiasi momento, fatto questo che lo ha condannato più volte alla prigione

    ha scritto il 

  • 5

    La plastica vita di benvenuto Cellini

    Alcune volte, nel corso della vita da lettore, accade di imbattersi, per caso o per dovere, in letture sorprendenti; sorprendenti perché in condizioni normali ci sono opere cui dai a priori una valutazione sbagliata e che non leggeresti mai. Così mi è accaduto per la Vita di Benvenuto Cellini: un ...continua

    Alcune volte, nel corso della vita da lettore, accade di imbattersi, per caso o per dovere, in letture sorprendenti; sorprendenti perché in condizioni normali ci sono opere cui dai a priori una valutazione sbagliata e che non leggeresti mai. Così mi è accaduto per la Vita di Benvenuto Cellini: un’opera scritta nella metà del Cinquecento da un artista dell’ oreficeria e della scultura, un’autobiografia che è allo stesso tempo un’apologia della propria opera artistica ed una ferma volontà di dimostrare la propria genialità. Con queste premesse mi aspettavo di trovarmi davanti una lunga serie di descrizioni o narrazioni interessanti soprattutto per gli storici dell’arte; oppure a una tiritera di nomi di avi o di opere da vantare, come accadeva in tempi coevi. Alcune volte, nel corso della vita da lettore, si commettono degli errori grandi come la bellezza di quest’opera: un brio ed una vivacità iperbolici, episodi che si susseguono incalzanti e mirabolanti, una galleria di personaggi stravaganti e storici, tranches de vie Rinascimentale. Da queste pagine dense e scintillanti emerge la figura titanica di Cellini uomo e artista che come un nuovo Prometeo lotta per quello che l’uomo deve coltivare per essere più simile a Dio: la virtù.

    ha scritto il 

  • 4

    il genio

    il genio non concepisce la modestia.
    quando si riconosce in se stesso allora diventa nietszchianamente superumano.
    Papi e Re si devono inchinare alla visione dell'artista, in grado di concepire, e soprattutto di creare, l'inconcepibile.
    Ed il creare diventa un bisogno, un'urgenz ...continua

    il genio non concepisce la modestia.
    quando si riconosce in se stesso allora diventa nietszchianamente superumano.
    Papi e Re si devono inchinare alla visione dell'artista, in grado di concepire, e soprattutto di creare, l'inconcepibile.
    Ed il creare diventa un bisogno, un'urgenza che si trasforma in lotta contro la realtà della materia, una spinta potente come la passione amorosa o la fede in dio.
    Ne esce un uomo del rinascimento, potrebbe essere la biografia di Michelangelo o del Caravaggio, incomprensibile per noi nell'enormità dei suoi contrasti, un momento simile ad un santo in preda ad un'estasi mistica e l'attimo dopo bestemmiatore della chiesa, e tutto senza l'ombra di insincerità.
    Solo quel minimo di autoincensazione che ci si aspetta da un Genio.

    ha scritto il