Like La vita è altrove?
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Book Description
Dal momento in cui Jaromil viene concepito, egli è il 'poeta'. Così vuole sua madre, e fantastica che Jaromil sia nato non per fecondazione del marito ma di un Apollo di alabastro. Con lo stesso spirito, questa madre accompagnerà invisibilmente il figlio nel letto dei suoi amori, come lo assisterà sContinue
4 Reviews
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Svalbard said on Jan 21, 2012 | Add your feedback
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kovalski said on Nov 7, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback
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Sanzaryblackmetal said on Jan 19, 2012 | Add your feedback
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Ludovica. -Nuwanda said on Jul 25, 2011 about the Hardcover edition | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(1238)
- Libri Italiani
- Mass Market Paperback 349 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 884590895X
- ISBN-13: 9788845908958
- Publisher: Adelphi (gli Adelphi, 34)
- Pub date: Mar 01, 1992
- Also available as: Hardcover, Softcover and Others
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- Nascita di un poeta ElenaElle (1 comment, 1 person)
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| 9788845908958 | Mass Market Paperback | €10.00 | €8.40 | IBS.IT |
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Ecco un altro libro letto sulla scorta delle invettive elevate da Nancy Huston nel suo “Contro i maestri dello sconforto”. Non voglio parlare ulteriormente della Huston e delle sue idee, corrette nelle motivazioni ma demenziali nell’argomentazione e del tutto grottesche nelle conclusioni - chi vuole ... (continue)
Ecco un altro libro letto sulla scorta delle invettive elevate da Nancy Huston nel suo “Contro i maestri dello sconforto”. Non voglio parlare ulteriormente della Huston e delle sue idee, corrette nelle motivazioni ma demenziali nell’argomentazione e del tutto grottesche nelle conclusioni - chi vuole si vada a leggere la mia recensione - ma a lei devo dire, ehm, grazie, per avermi dato lo stimolo per approfondire autori e opere da me assai poco conosciuti (e da lei molto criticati). Tra questi, sicuramente Milan Kundera, autore che conoscevo poco ma che ho avuto modo, in questo modo, di approfondire ulteriormente.
Questo potremmo definirlo un romanzo di formazione, o meglio, di de-formazione di un giovane, dovuta soprattutto ad una madre alquanto frustrata e nevrotica (“topos” peraltro assai presente nella letteratura, e non solo quella dei “maestri di sconforto” ai quali peraltro non mi sento di iscrivere d’ufficio Kundera) e poi ad una giovinezza vissuta sotto il regime comunista con tutto il suo portato di obblighi comportamentali e sistemi morali e di valori, che in qualche modo tendono a interferire con quelli propri di un adolescente che si affaccia alla vita e che, inoltre, è alla ricerca di un padre sostitutivo - morto quello biologico, il quale, peraltro, non è che da vivo fosse mai stato così grandemente entusiasta di diventare padre.
Bisogna peraltro sottolineare che Kundera ha una grande capacità di descrivere certe grottesche figure, in particolar modo femminili, non tanto con accenti di rabbia, di livore astioso, tipo, tanto per fare un esempio, la ripugnante figura materna del “Visone bianco”, il romanzo di Adélaide de Clermont-Tonnerre, quanto con un tono di distacco sarcastico e dolcemente irrisorio - sembra quasi di vedere il mezzo sorriso disegnarsi sulle labbra del libro - il cui sottotesto potrebbe essere “ma cosa ti credi, ma chi ti credi, le cose sono come ti dico io, tu sei come dico io, è patetico cercare di contraddirmi” che, devo dirlo, è piuttosto piacevole da leggere proprio per la disarmante leggerezza con cui viene fatto passare (e probabilmente è proprio quello che ha fatto andare in bestia la Huston).
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