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La vita è un'altra storia

Racconti scelti

By John Barth

(266)

| Paperback | 9788875212629

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Book Description

In esclusiva mondiale, la prima antologia dei migliori racconti di Barth dal 1968 a oggi. Dodici raffinate short stories che dai dettagli del quotidiano arrivano a indagare sul senso dell’esistenza e della letteratura.
Autore di diciassette volumi fr Continue

In esclusiva mondiale, la prima antologia dei migliori racconti di Barth dal 1968 a oggi. Dodici raffinate short stories che dai dettagli del quotidiano arrivano a indagare sul senso dell’esistenza e della letteratura.
Autore di diciassette volumi fra romanzi, raccolte di racconti e di saggi, due volte candidato e una volta vincitore del National Book Award, John Barth (Cambridge, Maryland, 1930) è considerato uno dei maestri della letteratura americana del secondo Novecento.
Le sue opere sono da anni non solo oggetto di culto per i lettori, ma anche materia di studio nelle università di tutto il mondo. Insieme a Thomas Pynchon, Kurt Vonnegut e Donald Barthelme, è stato un capostipite della narrativa postmoderna.

33 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    Reiterazione del racconto consapevole

    Quanto ci piace la consapevolezza continua, costante ed esplicita dell'atto, della situazione dello scrivere da parte dell'autore? L'operazione metacomunicativa o metalinguistica è necessaria, si giustifica sempre, ed anzi sarebbe ridicolo, impossibi ...(continue)

    Quanto ci piace la consapevolezza continua, costante ed esplicita dell'atto, della situazione dello scrivere da parte dell'autore? L'operazione metacomunicativa o metalinguistica è necessaria, si giustifica sempre, ed anzi sarebbe ridicolo, impossibile farne a meno (perché in caso contrario non si ammetterebbe la menzogna letteraria?)
    Siamo a un punto in cui è obbligatorio fare i conti con tutto ciò?
    Questo è l'interrogativo che i (pur splendidi racconti) racconti di Barth (spesso variazioni sugli stessi temi, quasi a negare la realtà o la possibilità del romanzo proponendo quella del racconto ripetuto) pongono.
    Interrogativo che, personalmente, lascio aperto.

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    Umberto Stradella said on Sep 17, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    John Barth

    I racconti di John Barth sono una lettura piacevole e brillante, ma potrebbero infine risultare noiosi a causa della continua ripetizione degli stessi temi: la coppia tutto sommato felice, che attraversa la terza età sotto la spada di Damocle degli o ...(continue)

    I racconti di John Barth sono una lettura piacevole e brillante, ma potrebbero infine risultare noiosi a causa della continua ripetizione degli stessi temi: la coppia tutto sommato felice, che attraversa la terza età sotto la spada di Damocle degli orrori imminenti della vecchiaia (vero leitmotiv del volume); il paradosso di Zenone; la frustrazione della generazione dei “baby boomers” allo scoccare della mezza età. Lo stile risulta sempre fluido e le interruzioni metanarrative, tipiche della prosa di Barth, non spezzano quasi mai l’armonia del testo – di sapore nabokoviano, ma all’acqua di rose. Essendo però questa una “compilation” appositamente selezionata dagli editor di minimum fax, non è dato sapere se la diffusa ricorrenza di temi e di personaggi sia una costante dell’intero corpus di short stories firmate da John Barth, o se sia invece caratteristica comune soltanto ai brani contenuti in questa antologia. Nel complesso, la raccolta alterna momenti affascinanti ad altri stucchevoli e ridondanti. Si distinguono i primi tre racconti, i più vecchi, dove gli esperimenti postmodernisti dell’autore sono contestualizzati alla genesi piuttosto che alla maturità dei personaggi; si hanno quindi gli struggimenti filosofici di un mai nominato spermatozoo, l’allattamento licenzioso del piccolo Ambrose e le sue prime – malinconiche – pulsioni erotiche adolescenziali.
    Il libro è aperto da due prefazioni, una a firma dello stesso Barth che presenta l’opera al lettore italiano profondendosi in sperticate lodi a Calvino e a Borges, le cui Finzioni sono qui chiamate in causa come ispiratrici della poetica di La vita è un’altra storia.
    Il racconto Perso nella casa stregata sarà oggetto della parodia di David Foster Wallace in Verso occidente l’impero dirige il suo corso.

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    Ubiqua said on Aug 27, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    "Questo racconto non finirà mai. Questo racconto finisce."

    Stupendi racconti su tempo e parola, movimento e pausa, realismo e racconto, storie e vita.
    Metastorie, metavita (persino la copertina è una metacopertina!).
    Bellissimi "Ad infinitum: un racconto breve", Avanti con la storia", "Perso nella casa str ...(continue)

    Stupendi racconti su tempo e parola, movimento e pausa, realismo e racconto, storie e vita.
    Metastorie, metavita (persino la copertina è una metacopertina!).
    Bellissimi "Ad infinitum: un racconto breve", Avanti con la storia", "Perso nella casa stregata". Belli, molto belli, tutti. E "Click": rileggendolo l'ho trovato sensazionale, e la chiusa su Valéry e la sua impossibilità di scrivere romanzi a causa dell'incapacità di resistere all'ipertestualità del mondo mi è sembrata strepitosa.

    E mi rendo conto di essere diventata molto Foster-Wallace-centrica (ma in questo caso il collegamento è forse legittimo, no?), ma "Viaggio nel mare della notte" mi ha fatto ripensare a un suo passaggio in Oblio:
    "...il dott. G. avrebbe detto in seguito che tutto il fenomeno «mi è balenata davanti la mia intera esistenza» alla fin fine somigliava più alla cresta di un’onda sulla superficie dell’oceano, nel senso che soltanto nel momento in cui ti lasci andare e cominci a essere risucchiato ti rendi per davvero conto che c’è un oceano. Quando sei lì che ti lasci portare come un’onda parli e agisci come se sapessi di essere un’onda nell’oceano, ma in fondo non credi affatto che ci sia un oceano. È quasi impossibile crederlo. O come una foglia che non crede nell’albero di cui fa parte ecc. Ci sono mille modi per esprimerlo."

    Se volessimo applicare qui la variante del triangolo di Freitag illustrata da Barth nel libro come esemplare svolgimento della maggior parte delle storie convenzionali, dovremmo dire che questi racconti si fermano praticamente sempre al punto B (con qualche rara divertita incursione direttamente fino al punto D - l'epilogo - in forma di fugace e vaga anticipazione), cosa che - forse paradossalmente? - li rende molto più potenti.
    "Vedi come vanno le cose con noi che raccontiamo storie - con alcuni di noi, perlomeno, forse in particolare della varietà Vecchio Trombone, di cui il sottoscritto è un membro di qualche prestigio. Il nostro problema, vedi, è che ci inventiamo della gente come i Barnes, facciamo del nostro meglio per renderli credibili e perfino simpatici, seguiamo le regole del Racconto mettendoli in situazioni ad alta tensione - e poi cominciamo a sentire di avere maggiori responsabilità verso di LORO che verso di te, che sei il lettore. «Non è mai troppo tardi per ripensarci», finiamo per dire a noi stessi, e invece (scusatemi, ragazzi) di concludere in qualche modo la storia (...), stacchiamo la spina narrativa prima che qualcuno si faccia del male."

    (E infine devo fare pubblica ammenda: fino a poco tempo i racconti non mi attiravano neanche un po'. Ma non c'è niente come la buona letteratura per rivedere e correggere sciocche abitudini o superficiali preconcetti. Mi aggiungo quindi tardivamente a quella che Barth chiama "una piccola e particolare minoranza quanto gli appassionati di poesia: una specie di gruppo di auto-aiuto, davvero, sul tipo di quelli per alcolisti, tossicodipendenti e malati terminali".)

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    Splendini said on Aug 4, 2013 | 4 feedbacks

  • 12 people find this helpful

    Raccolta iperscremata di racconti di Barth. I primi cinque starebbero bene in qualsiasi antologia planetaria, per quanto severa e sofisticata.
    Il “Viaggio nel mare della notte” mi ha entusiasmato. E anche commosso, si.
    “Ad infinitum: un racconto b ...(continue)

    Raccolta iperscremata di racconti di Barth. I primi cinque starebbero bene in qualsiasi antologia planetaria, per quanto severa e sofisticata.
    Il “Viaggio nel mare della notte” mi ha entusiasmato. E anche commosso, si.
    “Ad infinitum: un racconto breve “ è un gioiellino.
    C’è anche il famoso “Perso nella casa stregata”. Che ce ne siano almeno due che gli stanno almeno alla pari dice tutto.

    Il postmodernismo qui non è solo esercizio di stile, ipersperimentalismo fine a se stesso: l’innesto nel racconto del racconto del raccontare aggiunge realismo, crea empatia, apre nuovi scenari all’interpretazione, accende sinapsi. Alcune pagine sono davvero incantevoli.

    I romanzi di Barth non mi avevano entusiasmo. Questo lo metto tra gli imperdibili.

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    #Gil D. said on Jun 20, 2013 | 10 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    LA VITA è UN'ALTRA STORIA

    Barth è ritenuto il padre del postmodernismo letterario, cioè di tutto ciò di cui inevitabilmente si discute quando si parla di letteratura del secondo 900. Per tal motivo, mi sono accostato a questa raccolta di 12 short stories col dovuto rispetto. ...(continue)

    Barth è ritenuto il padre del postmodernismo letterario, cioè di tutto ciò di cui inevitabilmente si discute quando si parla di letteratura del secondo 900. Per tal motivo, mi sono accostato a questa raccolta di 12 short stories col dovuto rispetto. Ma devo dire che è stato facile, ed emozionante, perdersi nella casa stregata della sua scrittura. In un continuo un esercizio di stile, le storie coinvolgono il lettore, e lo rendono protagonista, pur lasciandolo consapevole che, il racconto di un mondo, non è il mondo. La vita è un’altra storia, appunto. Da leggere assolutamente. E rileggere.

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    Gabriele said on Jun 4, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (266)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 263 Pages
  • ISBN-10: 8875212627
  • ISBN-13: 9788875212629
  • Publisher: Minimum Fax (Minimum classics, 34)
  • Publish date: 2010-06-18
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