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La vita accanto

Di

Editore: Mondolibri

3.8
(1214)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 170 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Non so come descrivere il libro... Il mio giudizio globale è "sufficiente" perché ha una buona base, un argomento nuovo di cui poco si parla: la bruttezza, o meglio una ragazza brutta a tal punto che ...continua

    Non so come descrivere il libro... Il mio giudizio globale è "sufficiente" perché ha una buona base, un argomento nuovo di cui poco si parla: la bruttezza, o meglio una ragazza brutta a tal punto che viene emarginata da tutti.
    Però a mio avviso poteva essere un po' più approfondito in alcuni punti.. Non so.

    ha scritto il 

  • 4

    L'obbrobrio della provincia nell'Italietta gretta e un po' morbosa emerge in questo premiatissimo romanzo, che ha fra i propri temi i troppi volti della bruttezza e i tentativi di salvarsi da essa.
    Pe ...continua

    L'obbrobrio della provincia nell'Italietta gretta e un po' morbosa emerge in questo premiatissimo romanzo, che ha fra i propri temi i troppi volti della bruttezza e i tentativi di salvarsi da essa.
    Peccato solo per il finale, un po' troppo "bomboniera".

    ha scritto il 

  • 5

    "Non esiste Rebecca. Esistono molte Rebecche, al femminile o al maschile. Esistono cioè molte persone che si sentono e spesso sono ai margini dell’esistenza. Non amate, non viste, non considerate nell ...continua

    "Non esiste Rebecca. Esistono molte Rebecche, al femminile o al maschile. Esistono cioè molte persone che si sentono e spesso sono ai margini dell’esistenza. Non amate, non viste, non considerate nelle relazioni. Rebecca inizialmente sembra avere una vita difficile perché è brutta. Nel corso della storia si vede che ad essere brutto è il mondo intorno a lei, che non sa avere lo sguardo largo sulla vita e non sa accogliere tutti. Se si sostituisce nel testo l’aggettivo “brutta” con l’espressione “non amata” resta tutto in piedi. Un bambina non amata vive in punta di piedi, non sa dire i propri desideri e così via."

    ha scritto il 

  • 5

    L'incommensurabilmente brutto che riesce ad assolvere ed autoassolversi generando se stesso alla vita, quella che l'inettitudine e l'opulenza della bellezza non hanno saputo gustare perché essa, la vi ...continua

    L'incommensurabilmente brutto che riesce ad assolvere ed autoassolversi generando se stesso alla vita, quella che l'inettitudine e l'opulenza della bellezza non hanno saputo gustare perché essa, la vita stessa, ricerca il senso di sé più ferocemente quando curiosità e disadattamento hanno la meglio, ed efficacemente qui, dove finalmente il senso del tutto è mediato dal saper ascoltare più che dal saper vedere, al ritmo di architetture bachiane e lieder schumaniani. Una prosa raffinata e colta per un risultato delicatissimo, dove i deboli si vestono di vigore e i sazi non fanno altro che mendicare.

    ha scritto il 

  • 2

    Inadeguatezza

    Rebecca nasce brutta da genitori bellissimi. Si sente abbandonata dalla madre, chiusa nella sua depressione post parto. E dal padre, medico incapace di curare la moglie e prendersi cura della figlia.
    ...continua

    Rebecca nasce brutta da genitori bellissimi. Si sente abbandonata dalla madre, chiusa nella sua depressione post parto. E dal padre, medico incapace di curare la moglie e prendersi cura della figlia.
    La bruttezza (non deformità, sia chiaro) qui è un difetto genetico. E la cosa mi ha dato anche un po' fastidio.
    La scrittura è fin troppo curata, come a dimostrare a tutti i costi di aver fatto i compiti, di essere brava. Ma non basta. Perchè la storia è troppo costruita e artefatta e, a tratti, secondo me, scade nel grottesco. I personaggi sono tutti ingessati negli stessi atteggiamenti e incapaci di cambiare davvero e di vivere davvero. E quei bambini che pensano e, spesso, agisco da adulti sono anche poco credibili. E quegli adulti che agiscono come bambni sono anche un po' patetici.

    ha scritto il 

  • 5

    Rebecca, la bella!

    Quello che sorprende di questo romanzo è la dolcezza tenera di una bambina brutta, impreparata a sopportare la sua fragilità di una carenza estetica vissuta come una colpa vergognosa. Tristissimo il s ...continua

    Quello che sorprende di questo romanzo è la dolcezza tenera di una bambina brutta, impreparata a sopportare la sua fragilità di una carenza estetica vissuta come una colpa vergognosa. Tristissimo il suo muoversi come uno spettro, nascosta nella sua consapevolezza di "mostro", perchè i brutti sono fatti di silenzio, non camminano, non parlano, non respirano, vivono nell'ombra protetti dalle tenebre aspre e cattive di chi non riesce a vedere oltre la fisicità...mentre (Lucilla) "era libera di chiedere e di esistere...io (Rebecca) avevo una specie di debito di riconoscenza dovuto alla terribile bruttezza che macchiava la mia esistenza e mi metteva nella condizione naturale di non avere il diritto di chiedere niente più dell'affetto miracoloso che mio padre, zia Erminia e Maddalena riuscivano ad avere per me"...Vi prego soffermatevi sui termini "naturale" e "miracoloso" che questa splendida autrice ha scelto deliberatamente per incunearci nell'esistenza di una bambina consapevole di non essere bella, come i canoni estetici vorrebbero. Ma Rebecca è bellissima,per noi lettori senza immagini. E' il riscatto di una vita senza domani, l'evasione da una prigione senza sbarre, è la favola bella in cui ognuno vorrebbe cadere per regalarle il sorriso più radioso

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Una storia breve ma molto intensa e toccante, sembra impossibile che dei genitori disprezzino la propria figlia eppure è proprio ciò che accade alla protagonista del libro che vive una vita parallela ...continua

    Una storia breve ma molto intensa e toccante, sembra impossibile che dei genitori disprezzino la propria figlia eppure è proprio ciò che accade alla protagonista del libro che vive una vita parallela dove non entra in contatto con nessuno e dove non riceve amore da nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo molto ben costruito, sorprendente, intrigante, sebbene sia l'ignavia l'umore dominante. Una cappa avvolge l'intera storia, una cappa, una nebbia cerebrale, tante cupe esistenze e tutte insieme ...continua

    Romanzo molto ben costruito, sorprendente, intrigante, sebbene sia l'ignavia l'umore dominante. Una cappa avvolge l'intera storia, una cappa, una nebbia cerebrale, tante cupe esistenze e tutte insieme s'aggirano vagolando e gemendo sospiri, esistenze trattenute, non risolte...
    Gli uomini, le donne, i bambini di tanto in tanto sbucano dietro questa coltre grigia e pesante, evanescenti anch'essi chi per indole, chi per posa, chi per necessità. Certo, Lucilla e, a suo modo, la zia Erminia rimestano il generale torpore, ma insomma...
    Mai, sin quasi alla fine, si toccano, si guardano, si relazionano, soltanto simulano affetti, sentimenti, ardori e sì che dovrebbero cercarsi, stringersi, piangersi che le circostanze lo richiederebbero, il buio della ragione avanza, inesorabile...
    Non è questo dolore, questa mestizia opera del disincanto come si saprà poi, man mano che le pagine prenderanno a scorrere veloci, avide di cambiamento, persino di una conclusione, quale essa sia...il dolore è muto...un dolore celato, risparmiato, non è amore, ma è comunque una speranza, una possibilità, una prospettiva.
    Tutti, o quasi, sceglieranno di perire per non ferire, di annullarsi per proteggere, riscattare coloro che più amano e in questo stillicidio di rinunce, di fughe, di vite mancate, la sola a trarne conforto è la piccola Rebecca, il personaggio più tragico, l'unica a scuotersi, ad elevarsi, l'unica, infine, a sapersi determinare negli affetti e nella vita.

    ha scritto il 

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