La vita davanti a sé

Di

Editore: Neri Pozza (Biblioteca)

4.3
(2819)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Farsi , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000139907 | Isbn-13: 9788854500341 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Bogliolo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Eroe di guerra, diplomatico, cineasta, Romain Gary si suicidò il 3 dicembre 1980. La sua scomparsa fece scalpore ma il vero colpo di scena arrivò quando, pochi mesi dopo la morte, si scoprì che Gary ed Emile Ajar, autore del romanzo "La vita davanti a sé", erano in realtà la stessa persona. Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.
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  • 4

    la vita davanti e tutta la storia dentro

    Momò è un ragazzino che parla in prima persona della sua vita in un monologo sbreccato, con un linguaggio messo insieme coi pensieri ma che non ha nulla di ingenuo, ha 10 anni, anzi ne ha 14, è figlio ...continua

    Momò è un ragazzino che parla in prima persona della sua vita in un monologo sbreccato, con un linguaggio messo insieme coi pensieri ma che non ha nulla di ingenuo, ha 10 anni, anzi ne ha 14, è figlio di una donna morta che si guadagnava il pane con il culo e di un padre che lui scopre essere "psichiatrico" per aver ucciso una delle sue prostitute, la mamma di Momò...il ragazzino mai stato bambino è al capezzale della sua mamma adottiva e racconta quel che vede...

    letto in un pomeriggio, un capolavoro avvincente e fresco, una prosa coinvolgente e un personaggio indimenticabile, il tutto come fosse stato raccontato per la prima volta

    ha scritto il 

  • 4

    Il sole è un pagliaccio giallo

    “Certe volte avevo paura perché avevo ancora molta vita davanti a me e che promessa potevo mai fare a me stesso, io, povero uomo, se è Dio che tiene in mano la gomma da cancellare?”

    Un racconto pro ...continua

    “Certe volte avevo paura perché avevo ancora molta vita davanti a me e che promessa potevo mai fare a me stesso, io, povero uomo, se è Dio che tiene in mano la gomma da cancellare?”

    Un racconto profondo e leggero, in un ambiente aperto e cosmopolita, la banlieue di Belleville a Parigi, dove la pluralità di religioni e la solidarietà tra gente di strada, povera e in fondo onesta, convivono nonostante i bassifondi e la malavita e le difficoltà materiali, in un'utopia di integrazione, rispetto, amicizia e tolleranza. Momò è un orfano musulmano cresciuto da una anziana donna ebrea sopravvissuta, che ha fatto la vita in passato e poi la bambinaia per i piccoli nati dalle donne di mestiere; e ora è malata, sostenuta da personaggi che le vivono intorno danzando in una musica tra il surreale e il tragicomico, creazioni di un linguaggio scanzonato e popolare, interpreti di una voce genuina e ironica. Un bella storia di malinconia e improbabile tenerezza, per una vita che finisce e un intreccio di numerose relazioni d'amore, e di intensa spensieratezza per un bambino che nella sofferenza diventa uomo, nell'esistere condiviso con i suoi simili. L'emarginazione e il degrado assumono un'atmosfera poetica, vestono un abito nomade e mimetico. Ci sono le diverse identità di Romain Gary nei suoi personaggi, le inquietudini e le fantasie dell'avventura e delle origini cosacche e asiatiche, di un idealismo multiforme e straordinario. Sono pagine piene di dignità e ossessione, di struggimento e decadenza. La realtà aspira ad essere all'altezza della fantasia, concretezza e trascendenza si confrontano e parlano, verso l'assoluto, verso il metafisico. Temi universali in uno stile realistico e insieme grottesco e moderno evocano figure ad alto valore umano (un venditore di tappeti che ama Hugo e il Corano, un travestito materno senegalese ex boxeur generoso e coraggioso, un dottore caritatevole, uno sciamano africano sorridente e coloratissimo), mentre un'allegria magica si diffonde e un' irregolare grazia ci avvicina la tragicità intangibile e risoluta dell'esistere. Crudele umorismo che rende le comparse protagonisti belli, preziosi, indispensabili, in un incrocio di spiritualità e compassione.

    “Il signor Hamil mi aveva detto tante volte che il tempo viene lentamente dal deserto con le sue carovane di cammelli e che non ha fretta perché trasporta l'eternità. Ma è sempre più bello quando ti viene raccontato, che quando lo vedi sulla faccia di un vecchio che ogni giorno se ne fa rubare un po' di più e, se volete la mia opinione, il tempo bisogna andarlo a cercare dai ladri”.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, non ...continua

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, nonostante la "tira un po' troppo lunga".

    ha scritto il 

  • 5

    E’ certamente uno dei libri più spiazzanti che abbia letto che contiene una forte mporale, quasi un monito tra il disperato e l’ironico di comunione e fratellanza tra razze e religioni. Che ci fa un b ...continua

    E’ certamente uno dei libri più spiazzanti che abbia letto che contiene una forte mporale, quasi un monito tra il disperato e l’ironico di comunione e fratellanza tra razze e religioni. Che ci fa un bambino musulmano in casa di una vecchia prostituta ebrea? Una domanda a cui lo stesso bambino, Momo, non sa darsi una risposta precisa. I suoi occhi osservano con attenzione tutta la giungla della periferia parigina, che gira intorno a lui, dove tanti personaggi emarginati vivono in una babele di situazioni ai limiti . Eppure non mancano in queste persone la solidarietà e l’attenzione verso di gli altri. Allora il bambino che cresce, sempre più affezionato alla sua particolare “balia”, si pone delle domande sulla famiglia, e sull’amore. Che cos’è l’amore? Esiste? Ed è proprio questo lo stimolo più importante per cui egli vive, cresce e sarebbe anche disposto a morire. Romain Gary sorprende sempre. Lo sguardo del bambino è il suo, quello sguardo che tutto soppesa, analizza, giudica, lasciando anche quel pizzico di fine ma dolente e disincantata ironia che travalica e ridimensiona l’assurdità della vita.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Ho acquistato questo romanzo perchè vedevo continuamente recensioni positive e commenti rapiti. Invece da parte mia non c'è stato altrettanto entusiasmo. Forse semplicemente non mi sono piaciuti né l ...continua

    Ho acquistato questo romanzo perchè vedevo continuamente recensioni positive e commenti rapiti. Invece da parte mia non c'è stato altrettanto entusiasmo. Forse semplicemente non mi sono piaciuti né la storia, nè il soggetto, nè lo stile narrativo... Credo sia espressamente una questione di gusti. Non mi sono piaciute le ambientazioni e non mi sono affezionata a nessun personaggio. Quando un romanzo non mi lascia nulla, non mi smuove la voglia di continuare a leggere per scoprire quello che succederà, è un romanzo che non è entrato nella mia personale classifica. L'ho terminato per dovere, e perchè speravo prima o poi di trovarci qualcosa

    ha scritto il 

  • 3

    Carino

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, non ...continua

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, nonostante la "tira un po' troppo lunga".

    ha scritto il 

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