La vita davanti a sé

Di

Editore: Neri Pozza (Biblioteca)

4.3
(2842)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Farsi , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000139907 | Isbn-13: 9788854500341 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Bogliolo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Eroe di guerra, diplomatico, cineasta, Romain Gary si suicidò il 3 dicembre 1980. La sua scomparsa fece scalpore ma il vero colpo di scena arrivò quando, pochi mesi dopo la morte, si scoprì che Gary ed Emile Ajar, autore del romanzo "La vita davanti a sé", erano in realtà la stessa persona. Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.
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  • 5

    La vita davanti a sè

    Bisogna voler bene”.
    Con questa frase, semplice ma allo stesso tempo emblematica, si chiude l’emozionante romanzo di Romain Gary. Sì, perché il messaggio contenuto in questo libro è chiarissimo: è l’a ...continua

    Bisogna voler bene”.
    Con questa frase, semplice ma allo stesso tempo emblematica, si chiude l’emozionante romanzo di Romain Gary. Sì, perché il messaggio contenuto in questo libro è chiarissimo: è l’amore il vero filo conduttore delle umane vicende, un amore universale, intenso, totale, capace di superare ogni barriera di età, di razza e di religione e di andare addirittura al di là dei legami di sangue.
    Il piccolo Mohammed (ma da tutti conosciuto come Momò), di chiara origine araba, racconta in prima persona la sua vita di orfano, che si svolge in un fatiscente fabbricato ubicato in un quartiere periferico di Parigi: una vita originale e a suo modo straordinaria, perché arricchita dal calore delle persone che lo circondano, lontane anni luce dal modello standardizzato delle persone cosiddette "normali".
    Il ragazzino cresce libero e sfrontato, col suo carattere disincantato ed irriverente, allevato dalle amorevoli cure di Madame Rosa, un’anziana prostituta alla quale era stato affidato tanto tempo prima insieme ad altri bambini "abbandonati". Le sue giornate si svolgono all’interno di un territorio in cui la legge spesso non è in grado di arrivare: un crocicchio di vecchie e luride strade in cui la gente vive di traffici illeciti ed espedienti ma, allo stesso tempo, è capace di donare aiuto come solo nella più cupa miseria può accadere.
    L’ambientazione del romanzo è straordinaria: le tristemente famose “banlieues” parigine fanno da scenografia al racconto imperniato sul controverso rapporto fra Momò e Madame Rosa. I temi trattati nell’arco delle 200 pagine del romanzo sono svariati ma comunque di straordinaria importanza: la convivenza fra arabi ed ebrei, la solidarietà fra gli emarginati, il rapporto fra giovani ed anziani.
    La Parigi dei quartieri popolari, ricca di umanità ma provata da un lungo dopoguerra, con i suoi personaggi pittoreschi e le sue speranze confuse, viene filtrata attraverso lo sguardo di un ragazzino inquieto e sensibile, che si autodefinisce "filosofo”. Si tratta quindi di un vero e proprio romanzo di formazione, che segue le vicende di un personaggio unico nel suo genere, costretto ad imparare al più presto il modo per cavarsela.
    Le similitudini con “Il giovane Holden” sono evidenti: ritroviamo la stessa immediatezza e spontaneità, lo stesso linguaggio semplice e spensierato. Al posto della rabbia di Holden, però, Momò si fa ricordare per l'atteggiamento fiducioso ed ottimista nei confronti di un’esistenza che, seppur dura e difficile, è illuminata dalla luce incandescente dell'amore verso il prossimo.
    “La vita davanti a sé” è quindi un libro emozionante, delicato ed al tempo stesso commovente, semplice ma pieno di ironia, che va diritto al cuore del lettore ed aiuta a riflettere sulle umane quotidiane tragedie. Un libro capace di rimanere nella memoria, che rappresenta un emozionante inno all'amore, all'amicizia ed ai sentimenti più autentici.

    ha scritto il 

  • 3

    "Si può vivere senza qualcuno da amare?"

    Per un bambino la vita è abbastanza semplice. Si sveglia, va a scuola, mangia, gioca, dorme. Ha due genitori che gli vogliono bene. Ma non è così quando il bimbo si chiama Momò ed è figlio di una pros ...continua

    Per un bambino la vita è abbastanza semplice. Si sveglia, va a scuola, mangia, gioca, dorme. Ha due genitori che gli vogliono bene. Ma non è così quando il bimbo si chiama Momò ed è figlio di una prostituta, abbandonato nella casa rifugio di Madame Rosa insieme ai figli delle altre donne di strada. Momò non va a scuola, non sa che età ha, il suo unico amico è Arthur, un ombrello che ha travestito da fantoccio con il viso verde fatto con uno straccio e la faccia cancellata, perché per la sua religione è vietato. E’ un arabo che cresce con un’ebrea, che ha subito gli orrori della guerra sulla sua pelle e ne porta le tracce nell’anima. Ma fra i due nonostante la vita non sia stata buona con loro il legame è forte, diventa saldo giorno dopo giorno, perché loro due non hanno niente e nessuno e sono l’uno per l’altra, inconsapevolmente.
    E’ un bel libro, che decolla piano piano: il mondo, e che mondo, visto con gli occhi di un piccolo che deve farcela da solo, che si crea le sue regole, il suo codice d’onore e che solo a tratti riesce ad essere veramente bambino.

    ha scritto il 

  • 4

    la vita davanti e tutta la storia dentro

    Momò è un ragazzino che parla in prima persona della sua vita in un monologo sbreccato, con un linguaggio messo insieme coi pensieri ma che non ha nulla di ingenuo, ha 10 anni, anzi ne ha 14, è figlio ...continua

    Momò è un ragazzino che parla in prima persona della sua vita in un monologo sbreccato, con un linguaggio messo insieme coi pensieri ma che non ha nulla di ingenuo, ha 10 anni, anzi ne ha 14, è figlio di una donna morta che si guadagnava il pane con il culo e di un padre che lui scopre essere "psichiatrico" per aver ucciso una delle sue prostitute, la mamma di Momò...il ragazzino mai stato bambino è al capezzale della sua mamma adottiva e racconta quel che vede...

    letto in un pomeriggio, un capolavoro avvincente e fresco, una prosa coinvolgente e un personaggio indimenticabile, il tutto come fosse stato raccontato per la prima volta

    ha scritto il 

  • 4

    Il sole è un pagliaccio giallo

    “Certe volte avevo paura perché avevo ancora molta vita davanti a me e che promessa potevo mai fare a me stesso, io, povero uomo, se è Dio che tiene in mano la gomma da cancellare?”

    Un racconto pro ...continua

    “Certe volte avevo paura perché avevo ancora molta vita davanti a me e che promessa potevo mai fare a me stesso, io, povero uomo, se è Dio che tiene in mano la gomma da cancellare?”

    Un racconto profondo e leggero, in un ambiente aperto e cosmopolita, la banlieue di Belleville a Parigi, dove la pluralità di religioni e la solidarietà tra gente di strada, povera e in fondo onesta, convivono nonostante i bassifondi e la malavita e le difficoltà materiali, in un'utopia di integrazione, rispetto, amicizia e tolleranza. Momò è un orfano musulmano cresciuto da una anziana donna ebrea sopravvissuta, che ha fatto la vita in passato e poi la bambinaia per i piccoli nati dalle donne di mestiere; e ora è malata, sostenuta da personaggi che le vivono intorno danzando in una musica tra il surreale e il tragicomico, creazioni di un linguaggio scanzonato e popolare, interpreti di una voce genuina e ironica. Un bella storia di malinconia e improbabile tenerezza, per una vita che finisce e un intreccio di numerose relazioni d'amore, e di intensa spensieratezza per un bambino che nella sofferenza diventa uomo, nell'esistere condiviso con i suoi simili. L'emarginazione e il degrado assumono un'atmosfera poetica, vestono un abito nomade e mimetico. Ci sono le diverse identità di Romain Gary nei suoi personaggi, le inquietudini e le fantasie dell'avventura e delle origini cosacche e asiatiche, di un idealismo multiforme e straordinario. Sono pagine piene di dignità e ossessione, di struggimento e decadenza. La realtà aspira ad essere all'altezza della fantasia, concretezza e trascendenza si confrontano e parlano, verso l'assoluto, verso il metafisico. Temi universali in uno stile realistico e insieme grottesco e moderno evocano figure ad alto valore umano (un venditore di tappeti che ama Hugo e il Corano, un travestito materno senegalese ex boxeur generoso e coraggioso, un dottore caritatevole, uno sciamano africano sorridente e coloratissimo), mentre un'allegria magica si diffonde e un' irregolare grazia ci avvicina la tragicità intangibile e risoluta dell'esistere. Crudele umorismo che rende le comparse protagonisti belli, preziosi, indispensabili, in un incrocio di spiritualità e compassione.

    “Il signor Hamil mi aveva detto tante volte che il tempo viene lentamente dal deserto con le sue carovane di cammelli e che non ha fretta perché trasporta l'eternità. Ma è sempre più bello quando ti viene raccontato, che quando lo vedi sulla faccia di un vecchio che ogni giorno se ne fa rubare un po' di più e, se volete la mia opinione, il tempo bisogna andarlo a cercare dai ladri”.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, non ...continua

    Carino come romanzo, ma non l'ho trovato così entusiasmante come le recensioni di amici e vicini facevano presagire. Aspettative in parte deluse direi. Ma si legge bene ed è abbastanza avvincente, nonostante la "tira un po' troppo lunga".

    ha scritto il 

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