Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La vita degli uomini infami

Di

Editore: Il Mulino

3.4
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 88 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8815133267 | Isbn-13: 9788815133267 | Data di pubblicazione: 

Genere: Philosophy

Ti piace La vita degli uomini infami?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Tre stelle non per il contenuto che meriterebbe di più, ma perchè sembra la mia tesi di laurea: font enorme, spaziatura esagerata fra le righe e bordi pagina indegni per aumentare il volume di qualcosa che non è un libro. Grazie a questi accorgimenti il testo vero e proprio di Foucault arriva a t ...continua

    Tre stelle non per il contenuto che meriterebbe di più, ma perchè sembra la mia tesi di laurea: font enorme, spaziatura esagerata fra le righe e bordi pagina indegni per aumentare il volume di qualcosa che non è un libro. Grazie a questi accorgimenti il testo vero e proprio di Foucault arriva a totalizzare 59 pagine, anzi 52 perchè il libro comincia a pagina 7 (?), che si leggono in fretta nonostante l'argomento complesso proprio perchè impaginate come un libro "vero" sarebbero state ben che vada una ventina (ma sospetto meno). Per fortuna l'ho trovato gratis in biblioteca, che 9 euro il contenuto li vale, ma un prodotto editoriale così ti fa sentire preso per il c..o.

    ha scritto il 

  • 1

    L'arte (?) di allungare il brodo

    Iniziativa editoriale spregevole. In principio si legge: Il testo avrebbe dovuto costituire l'introduzione a un'antologia di manoscritti rinvenuti negli archivi di internamento dell'Hopital Général e della Bastiglia. Il progetto come tale non ebbe seguito ma si declinò in altre iniziative editori ...continua

    Iniziativa editoriale spregevole. In principio si legge: Il testo avrebbe dovuto costituire l'introduzione a un'antologia di manoscritti rinvenuti negli archivi di internamento dell'Hopital Général e della Bastiglia. Il progetto come tale non ebbe seguito ma si declinò in altre iniziative editoriali. La presunta introduzione si trova invece in questo libricino di 80 pagine, alte 17 cm e stiracchiate in carattere corpo 14, poco più di 100 parole a pagina. A parte questo, ho trovato anche il contenuto piuttosto inutile, molta retorica e nessuna sostanza: nessuna discussione di metodo, nessuna vera presentazione della fonte, cose che, francamente, mi sarei aspettate da uno storico. Inoltre, essendo stata concepita come una introduzione, rimane monca senza i documenti che era destinata a presentare.

    ha scritto il 

  • 5

    Amo quest'uomo! :D

    Fossero tutti gli storici guidati dal criterio di Foucault.


    (il montaggio delle frasi è mio)


    "l'unico criterio che ho seguito e che ha orientato la scelta è stato il mio gusto, il mio piacere, un'emozione, il riso, la sorpresa, un certo sgomento o qualche altro sentimento di cui mi ...continua

    Fossero tutti gli storici guidati dal criterio di Foucault.

    (il montaggio delle frasi è mio)

    "l'unico criterio che ho seguito e che ha orientato la scelta è stato il mio gusto, il mio piacere, un'emozione, il riso, la sorpresa, un certo sgomento o qualche altro sentimento di cui mi sarebbe forse difficile giustificare l'intensità, ora che è passato il momento della prima scoperta. Forse una di quelle impressioni di cui si dice che sono "fisiche", come se potessero essercene altre. é un libro di convenzione e di gioco, il libro di una piccola mania che si è creata il proprio sistema.

    Più che lezioni da meditare, brevi effetti la cui forza si spegne quasi subito. Dallo shock di queste parole e di queste vite scaturisca per noi ancora un certo effetto misto di bellezza e di spavento. Le vite più miserabili vi sono descritte con le imprecazioni o l'enasi che sembrano convenire a quelle più tragiche. Donne scostumate e figli ribelli che non impallidirebbero accanto a Nerone o a Rodoguna. Personaggi di Céline che vogliono avere udienza a Versailles. Il discorso politico della banalità non poteva essere più solenne.

    Chiunque, purchè abile, può diventare per l'altro un monarca terribile e senza legge: homo hominis rex; un intero ordito politico viene a intrecciarsi con la trama del quotidiano. Bisogna 'sedurlo' questo potere, per farne uso a proprio vantaggio; esso diviene al contempo oggetto di cupidigia e oggetto di seduzione; desiderabile quindi, proprio nella misura in cui è assolutamente temibile.

    Non voglio dire che la lettre de cachet sia all'origine di forme letterarie inedite, ma. Nel gioco del 'favoloso esemplare' l'indifferenza al vero e al falso era dunque fondamentale. Dovere di dire il più comune dei segreti: la letteratura non riassume in sè sola tutta questa grande politica, questa grtande etiche discorsiva e neppure si può ricondurre interamente ad essa: ma vi trova il suo luogo e le sue condizioni di esistenza. La letteratura fa quindi parte del grande sistema di costrizione mediante il quale l'Occidente ha obbligato il quotidiano a mettersi in discorso."

    ha scritto il 

  • 0

    'vite infime, divenute cenere nelle poche frasi che hanno stroncate. il potere le ha attese al varco, le ha perseguitate, ha prestato attenzione, anche solo per un attimo, al loro lamento e al loro strepito, e le ha segnate con i propri artigli.'

    ha scritto il 

  • 3

    storie senza storie

    Originariamente tradotto in Archivio Foucault 2, questo La vita degli uomini infami è l'introduzione scritta da Foucault per una purtroppo mai realizzata raccolta di documenti provenienti dai manicomi e dalle prigioni parigine del secolo 1670-1770, il secolo in cui il sorvegliare e punire, tanto ...continua

    Originariamente tradotto in Archivio Foucault 2, questo La vita degli uomini infami è l'introduzione scritta da Foucault per una purtroppo mai realizzata raccolta di documenti provenienti dai manicomi e dalle prigioni parigine del secolo 1670-1770, il secolo in cui il sorvegliare e punire, tanto cari al filosofo, raggiunsero l'apice della burocratizzazione. Una lettura scarna, ma forte, anche perché oggi le cose, talora, non sono così diverse...

    (la recensione sta qua: http://cheremone.ilcannocchiale.it/2010/03/19/storie_senza_storie.html)

    ha scritto il 

  • 3

    Più che qualunque altra forma di linguaggio la letteratura rimane il discorso dell’”infamia”: ad essa spetta dire ciò che è più indicibile – peggiore, più segreto, più intollerabile, spudorato.

    pagg. 67-68

    E c'è molto altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Geometrie del Male

    E' possibile postulare la nascita di geometrie del male e l'affermarsi di una drammaturgia del reale? Plutarco nel libro “Vite Parallele” presenta al mondo classico la Gloristica delle esistenze esemplari, un programma educativo dall’alto valore morale da tramandare alle future classi colte dell’ ...continua

    E' possibile postulare la nascita di geometrie del male e l'affermarsi di una drammaturgia del reale? Plutarco nel libro “Vite Parallele” presenta al mondo classico la Gloristica delle esistenze esemplari, un programma educativo dall’alto valore morale da tramandare alle future classi colte dell’impero romano. Le virtù assumono la forma del nitore paradigmatico e dell’imitazione da anelare per testimoniare il Bene attraverso l’esatta prassi del comportamento modello. La voce di quegli uomini illustri, “le ombre esemplari” scrive Foucault, si sarebbe tramandata nei secoli grazie agli scritti di Plutarco; l’aggettivo “parallelo” non solo indica la binarietà delle insigni coppie greche e romane ma mostra anche il ben più grande fluire retto ma convergente della cultura ellenica e latina. Le linee parallele sono costituite da innumerevoli punti fermi quanti sono gli esempi “puntuali” delle vite tratteggiate e dirimpette. Il piano euclideo su cui corrono queste rette parallele formate da punti “esemplari” disegnano lo spazio etico classico, regolato dall’esattezza delle leggi matematiche. La singola vita luminosa è il singolo punto come disposizione d'identità nel quale i posteri si dovrebbero rifrangere. Ciò che viene tramandato da Plutarco è una conoscenza dell'ordine come pienezza dell'essere. A questa aulica geometria del Bene, Foucault oppone la genealogia della geometria del Male, ovvero una nuova spazialità divergente perchè incrinata dall’emersione della drammaturgia del reale lungo il centinaio di anni che si srotola dal 1660 al 1760.<br />Così come Cartesio "algebrizzò" la geometria con il metodo delle coordinate, così Foucault algebrizza la Geometria del Bene inserendo nel piano spaziale l'indeterminatezza della differenza (le classiche indeterminate "x", "y", "z"...) con le opportune variabili di vita reale. Con l'introduzione di un'Algebra del Male la superficie dell'esperienza, la nuda vita, si riflette in nuove geometrie negative, le rette si radicalizzano in linee curve, asimmetriche, circonflesse e divergenti....</p><p>L’analisi di Foucault si concentra sulle schede di “vita degli Uomini Infami” (1977) dissodate negli archivi polverosi della fortezza della Bastiglia o dell’Hopital Général di Parigi, quest’ultimo già studiato dal filosofo ai tempi di “Storia della follia” (1961). Compito di Foucault non è quello di “sbalordire i borghesi”, oppure di far balenare un “maledettismo” ridicolo e decadente sullo stile dei “maudits” francesi del XIX secolo, o ancora fregiarsi del lato oscuro delle vite riprovevoli in opposizione all’asse luminoso dei profili esemplari plutarchiani. No, il suo progetto è un altro ed è magistralmente registrato nell’esergo alla sua collana editoriale presso la Gallimard, analogamente titolata “Les vies parallèles”: “le parallele sono fatte per incontrarsi all’infinito. Immaginiamone altre che indefinitamente divergano. Nessun punto d’incontro nè luogo di raccolta. Spesso esse non hanno avuto altra eco che quella della condanna. Bisognerebbe afferrarle nella forza del movimento che le separa; bisognerebbe ritrovare la scia istantanea e splendente che hanno lasciato dietro di sè nel loro precipitarsi verso un’oscurità dove queste cose non si raccontano e dove ogni risonanza è perduta. Sarebbe come il rovescio di Plutarco: vite talmente parallele che nessuno le può più raggiungere”</p><p>In Plutarco il parallelo suscita unione, accostamento, imitazione, alta moralità.... lo splendore di una vita esemplare. In Foucault il parallelo indica separazione, esecrazione, oscurità, bassa moralità, la ripugnanza di una “vie ignoble”. Nulla di meno corrispondente, nei due modi d’intendere ciò che è parallelo e quindi tangente all’etica e alla morale. Così come Plutarco mostra alla luce del tempo che verrà gli “exempla” di Pericle, Teseo, Temistocle, così Foucault sottrae alla polvere del tempo gli abominii di Mathurin Milan, Jean Antoine Touzard, Nicolas Bienfait. Esistenze oscure, coperte dal ribrezzo dei contemporanei, che informano non più vite “rette”ma bensì vite infinitamente “curve”, prospettanti pericolose devianze nella Geometria del Male. </p><p>Nella loro prosa ora vibrante, ora ossequiosa, mai veritiera in quanto farcita da delazioni, iperboli, scongiuri e rancori, i resoconti sei-settecenteschi che accompagnano gli “infami” a una rinnovata ribalta sono quanto mai grezzi e barbari, come Foucault suggerisce. Ecco quindi che Jean Antoine Touzard viene indicato come “francescano apostata, sodomita, ateo, se lo si può essere....”; oppure Mathurin Milan, un povero di spirito redistributore di reddito, tratteggiato come erogatore di “prestiti a usura e a fondo perduto” e di “credersi capace delle imprese più grandi”; Nicolas Bienfait, accusato dalla terza di aver ucciso le prime due mogli, è ora incriminato di “volergli mangiare il cuore cotto in graticola”. Di queste buie esistenze, rimosse da archivi obliati da secoli, Foucault trae illuminanti analisi delle nuove spazialità dischiuse dal Sei-Settecento. Non si tratterà più quindi della geometria fissa del mondo cristiano dove il peccato, il mostruoso, il delitto era confessato dal singolo a un altro singolo nel punto d’intersezione che era situato nel Confessionale; la stretta griglia che trasforma la Terra in territorio amministrato è costituita dalle migliaia di piante a croce dei centri di raccolta religiosi, chiese e conventi, disseminati nel paesaggio. Il Sei-Settecento, infatti, vede emergere per la prima volta il potere secolarizzato, in questo caso il potere assoluto del monarca francese, che si ritaglia un nuovo dominio spaziale. Dalla provincia verso il centro del potere, quindi da tutti i punti del territorio verso un punto fisso centrale, si dipanano lunghe linee di suppliche, delazioni, ingiurie, intrighi che sono esposte da singole persone che chiedono giustizia ( o vendetta) al potere assoluto del re. Queste linee di denuncia formano una griglia insistita che copre l’intero territorio francese e in un certo modo riformula la geografia politica della nazione. Lo Stato risponde a sua volta con la creazione di altre reti, altri intrecci di risposta tramite lettere, ingiunzioni, contro-denunzie, inchieste, giudizi che vengono formalizzati sul territorio, in città e paesi, attraverso stazioni di polizia, commissariati, tribunali, che andranno a formare la prima vera rete microfisica del Potere. Questa nuova griglia istituisce comandi di polizia, tribunali cittadini, amministrazioni burocratiche, carceri, ospedali, manicomi e infine archivi ove contenere i nuovi protocolli e i risultati di indagini, inchieste, processi. </p><p>Immaginiamoci come lo stato francese sia diventato nel Sei-Settecento una grande mappa in cui vengono cartografate le linee ininterrotte di richiesta che dalla provincia (oggi diremmo dalla società civile) salgono alla capitale e come altre linee di risposta si dipanino dalla capitale verso i punti d’immanenza sul territorio francese. In questo fitto dialogo suddito-re, spazio espanso-spazio contratto, linea di richiesta-linea di risposta, si creano i presupposti sia della modernità amministrativa-giudiziaria sia di quello spazio sociale che verrà chiamato “opinione pubblica”. Infatti l’opportunità di uscita dal mondo cristiano-confessionale offre al Potere, in questo caso quello assoluto del Re, la possibilità di dialogare con il proprio suddito; questo significa che in qualche modo il potere coercitivo viene condiviso e non sbaglierà più di tanto il duca di Chaulieu quando affermerà un secolo più tardi che tagliando la testa al re la Rivoluzione l’ha tagliata a tutti i padri di famiglia. Quando la Confessione si trasforma in richiesta di Giustizia e lo spazio del corpo-soggetto che si auto-denuncia diviene lo spazio del corpo-massa che denuncia, ecco nascere l’epoca delle Rivoluzioni e delle rivendicazioni. Quello spazio, che il Potere in cerca di complicità concederà al micropotere diffuso dei Singoli, non verrà mai più ri-guadagnato. </p><p>Quando i singoli punti conquistano gli spazi liberi della cartografia mondana, allora diventano multitudine consapevole e folla che reclama diritti, segmentando sempre di più la mappa del Potere. Questa nuova segmentazione ha trasformato per sempre il panorama politico e sociale delle nostre società: l'analisi efficace e sorprendente di questa "antologia di esistenze" è il lascito maggiore del lavoro di Foucault e il riscatto ultimo (loro malgrado) di quelle vite miserabili e scellerate così sottratte alle loro “nere dimore” finali...

    Coda: "Capita talvolta che anche un "piccolo" concetto abbia una grande risonanza: il concetto di uomo infame è altrettanto bello quanto l'ultimo uomo di Nietzsche e mostra fino a che punto possa spingersi un'analisi filosofica. L'articolo su "La vita degli uomini infami" è un capolavoro. Rileggo sempre volentieri questo testo, un testo senz'altro tra i minori di Foucault: eppure è inesauribile, attivo, efficace, e attraverso di esso si sperimenta l'azione del suo pensiero". (Gilles Deleuze, Pourparler, 1990)

    ha scritto il 

  • 0

    Il potere non si alimenta soltanto attraverso gli uomini di potere, ma spesso e volentieri anche grazie alle paure e ai pregiudizi dei "normali". Convinti che il loro modo di vivere sia quello giusto, blandiscono il potere e ne aumentano volentieri la forza chiamandolo a se a tutela delle loro vi ...continua

    Il potere non si alimenta soltanto attraverso gli uomini di potere, ma spesso e volentieri anche grazie alle paure e ai pregiudizi dei "normali". Convinti che il loro modo di vivere sia quello giusto, blandiscono il potere e ne aumentano volentieri la forza chiamandolo a se a tutela delle loro vite grigie.
    R.

    ha scritto il