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La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo

Di

Editore: Mondadori (Grandi classici Oscar Mondadori)

4.2
(713)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 670 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 8804358858 | Isbn-13: 9788804358855 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lidia Conetti

Disponibile anche come: Altri , Rilegato in pelle , Copertina rigida , Cofanetto , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Delizia, delizia, delizia! Anni fa, mi ha riscattato da un'estate di noia. Certo, non è un libro che si legge d'un fiato per vedere come va a finire… ma si può anche rileggere, lasciandosi impigliare ...continua

    Delizia, delizia, delizia! Anni fa, mi ha riscattato da un'estate di noia. Certo, non è un libro che si legge d'un fiato per vedere come va a finire… ma si può anche rileggere, lasciandosi impigliare a bella posta nelle digressioni-trappole predisposte dall'autore

    ha scritto il 

  • 0

    Mi chiama Parigi, l'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie, ed è visibilmente scosso addirittura per me che non vedo quasi niente. Che succede che hai?, gli dico, una tragedia, dice lui, ma per l ...continua

    Mi chiama Parigi, l'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie, ed è visibilmente scosso addirittura per me che non vedo quasi niente. Che succede che hai?, gli dico, una tragedia, dice lui, ma per l'attacco terroristico?, dico io, che?, fa lui, come che?, dico io, Charlie Hebdo Cabu Wolinski Charb Tignous tutti morti non hai sentito un cazzo?, aggiungo e intanto sento lo scoppio dei primi pop corn. Ah, sì sì come no?, ne parlavo giusto con Sylvie un paio d'ore fa, storia eh?, fa Parigi, ed è chiaro che a lui di Charlie Hebdo non gliene frega un cazzo, che hai? gli dico, e lui mi guarda e mi dice, fratè, ho il cancro, il cancro al pancreas capisci?, e a me mi scappa una risata non lo faccio di proposito mi viene da ridere alle tragedie sono cresciuto allenato così ormai alla mia età non la cambio sta vigliaccheria gli dico scusami, non volevo ridere, e lui mi dice no no, fa niente, meglio, preferisco vedere risate, senza risate saremmo già morti, aggiunge, già, dico io, ti voglio bene, aggiungo col sorriso sulle labbra, pure io, dice lui e poi continua adesso vado, vado a spiegare a Sylvie perché stanno tutti in giro a dire di essere Charlie, alla poveretta stanno saltando le saldature, va bene, dico io, e lo saluto stacco Skype e vado a tirare fuori i pop corn dalla pentola sento puzza di bruciato porco dio.

    ha scritto il 

  • 3

    Abbandonato, ma...

    Abbandonato, sì, ma per "cause di forza maggiore" :D!
    Il libro in sé mi piaceva, molto :D l'ho trovato divertente ed ironico, sebbene capisco che le pippe mentali del mitico Tristram possano atterrire ...continua

    Abbandonato, sì, ma per "cause di forza maggiore" :D!
    Il libro in sé mi piaceva, molto :D l'ho trovato divertente ed ironico, sebbene capisco che le pippe mentali del mitico Tristram possano atterrire parecchi lettori :D!

    Caro Tristram, non mi sfuggirai :D per adesso ti tengo sul comodino ma a breve....sarai di nuovo mio, vedrai ;D!

    ha scritto il 

  • 4

    non è un capolavoro, ma è un libro da leggere: ironico, irriverente, originale e ricco di spunti modernissimi. ma è un testo del Settecento che inevitabilmente risulta pesante da seguire, soprattutto ...continua

    non è un capolavoro, ma è un libro da leggere: ironico, irriverente, originale e ricco di spunti modernissimi. ma è un testo del Settecento che inevitabilmente risulta pesante da seguire, soprattutto per quel gusto impertinente tutto di Sterne per la digressione inconcludente. ho faticato a finirlo, in certi punti me lo sono imposto, ma rimane uno di quei libri che sarebbe stato davvero un peccato non leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    la prima volta (che si lascia)

    Bellissimo, divertente, insolito.... abbandonato a metà. O forse é Tristram che ha abbandonato me? Ero continuamente distratta e ho perso il filo.

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile recensire un grande classico di 3 secoli fa. Non facile anche leggerlo, così continuamente irritante nelle sue continue digressioni (a volte sul più bello), sulle promesse di parlare di un d ...continua

    Difficile recensire un grande classico di 3 secoli fa. Non facile anche leggerlo, così continuamente irritante nelle sue continue digressioni (a volte sul più bello), sulle promesse di parlare di un determinato argomento e poi tornarci (se la promessa vine mantenuta) duecento pagine dopo. Poi ci si accorge ben presto che Sterne VUOLE irritarci. Vuole prendere bellamente il lettore per i fondelli, vuole rigirarlo come un pedalino, strizzarlo come limone, farne ciò che vuole; lo vuole per legarlo strettamente a sè, per farlo tornare e farsi leggere ancora (bisogna ricordare che lui ne scriva un tomo ogni anno, e così veniva pubblicato, creando spasmodica attesa tra i suoi numerosi fans). E per questo così spesso interrompe il flusso narrativo per dialogare direttamente con lui, per blandirlo, per ammansirlo, per ingraziarselo come fosse un invitato per un tè a casa sua. E ci si accorge allora della sua straordinaria modernità, della sua ironia (a volte sottile, ma altre volte crassa e "popolaresca", pur se rivestita di dotta eleganza) che sta alla base di tutta la letteratura inglese posteriore, del "british sense of humour" che arriverà a Jerome, a Woodehose, ma anche a Joyce, ed oggi a Bennett, a Coe e a molti altri; del suo caustico sarcasmo nei confronti della società dell'epoca, della religione, della cultura, degli uomini e delle donne.
    Io non l'ho letto di fila: mi sono dato molte pause, interrompendolo più volte. E forse (forse) così lo si apprezza meglio, ancora oggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Peccato finisca...

    Il Tristram Shandy è un capolavoro. E' un libro così moderno che, per la sua struttura, poteva essere scritto al giorno d'oggi. La trama praticamente non esiste, ma è incredibile come Sterne sia riusc ...continua

    Il Tristram Shandy è un capolavoro. E' un libro così moderno che, per la sua struttura, poteva essere scritto al giorno d'oggi. La trama praticamente non esiste, ma è incredibile come Sterne sia riuscito a costruire 650 pagine di continue digressioni. Ogni volta che la storia sembra avere una sua linearità, scarta in ogni direzione, lavorando sul tedio, e scherzandoci sopra. Se Sterne non avesse condito il tutto con un umorismo fulminante, a volte di grana grossissima, magari l'effetto non sarebbe lo stesso. Dopo qualche centinaio di pagine sarà difficile non leggere doppi sensi in qualsiasi frase, anche la più innocente. Con uno stile tra il convoluto e l'involuto (ma tutto assolutamente voluto), l'autore mette continuamente sotto esame i meccanismi narrativi, fa e disfa con puro genio ogni luogo comune del romanzo. Sì, di genio si tratta. E il miracolo è proprio questo: che a metà del '700 qualcuno si sia messo a scrivere qualcosa che persino nel 2014 suonerebbe assurdo, folle, eccessivo. Peccato che questa enorme burla non duri davvero 40 volumi.

    ha scritto il 

  • 4

    Simpatico, faticoso, ironico, filosofico e divertente. il vero capostipite penso dei libri aperti, dei libri-game, un libro contenente 100 libri al suo interno. manifesto critico dell'antiromance, ess ...continua

    Simpatico, faticoso, ironico, filosofico e divertente. il vero capostipite penso dei libri aperti, dei libri-game, un libro contenente 100 libri al suo interno. manifesto critico dell'antiromance, essenza pura dello spirito donchisciottesco, condensato di un trattato militare, di una raccolta di sermoni morali e di un diario di viaggio, capolavoro di arte retorica, trionfo dei doppi-sensi e delle allusioni, declinazione di un genere picaresco dal punto di vista narrativo che avventuroso in senso stretto, sovversivo della logica e dei criteri spazio-temporali tradizionali. Ben nove volumi pubblicati in sei anni da uno Sterne non più giovanissimo, scavezzacollo, libertino, curato per bisogno più che per virtù.

    ha scritto il 

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