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La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo

By Laurence Sterne

(409)

| Paperback | 9788804358855

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Book Description

104 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Forse più avanti lo rileggerò, ma ora come ora è stata una fatica. Ho adorato l'ironia, ma mi ha fatto anche perdere più volte la pazienza.

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    mementomihi said on Apr 10, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Caro lettore di questa recensione di: la vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, voglio subito cogliere la tua attenzione dando un giudizio univoco è chiaro del libro: --------------------.
    E più chiaro di così non potevo essere! Una parol ...(continue)

    Caro lettore di questa recensione di: la vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, voglio subito cogliere la tua attenzione dando un giudizio univoco è chiaro del libro: --------------------.
    E più chiaro di così non potevo essere! Una parola precisa, senza troppe divagazioni filosofiche. Certo, esso è molto discordante rispetto al giudizio di mio zio, purtuttavia ritengo che mio zio sia troppo monotematico per poter giudicare con imparzialità questo libro.
    Mio zio apprezza le linee rette! Come questa _____________. Che si legga quindi i libri di Volo! Diamine. Questo libro procede così _/)__()()/|/|/\__. Come poteva piacergli? Ditemelo voi?
    Ma poi: la trama la trama. Che inutile chimera per uno scrittore! A che serve? Come per una recensione. Procedere a linea retta non ha senso, la vita procede a zig zag e mai dritta come la vorremmo. La domanda è quindi? La letteratura deve essere come la vita? O procedere in linea retta?
    Ma, tornando al mio giudizio iniziale, credo di dover aggiungere che questo è un libro spiazzante per il suo humor molto inglese, per l'assurdo della trama ed i voli pindarici di pensiero, ma anche molto molto ben scritto e con una capacità di osservazione e di penetrazione dei vari personaggi decisamente notevole.
    Quindi confermo il mio: ----------------. Ed aggiungo: ----------------. Spero di essermi spiegato!

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    Paranoid Android (Meno male che Anobii c'è!) said on Jan 10, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Attualmente pagina 313 di 621, poco dopo la metà quindi.

    A metà dell'opera è chiara la modernità dell'opera e del modo di vedere la letteratura dell'autore.
    Ad oggi possiamo annoverare varie opere che hanno provato a "ricalcare" il passato, in temat ...(continue)

    Attualmente pagina 313 di 621, poco dopo la metà quindi.

    A metà dell'opera è chiara la modernità dell'opera e del modo di vedere la letteratura dell'autore.
    Ad oggi possiamo annoverare varie opere che hanno provato a "ricalcare" il passato, in tematiche, vicende e anche in modi di parlare e di affrontare la scrittura: Il Nome della Rosa di Eco o Mason & Dixon di Pynchon sono solo i primi nomi che mi vengono in mente, ma la lista è lunga.

    Sterne fa - se possibile - l'opposto: prova (inconsciamente con ogni probabilità) a ricalcare il futuro, se non per vicende o weltanschauung, almeno nel gestire la letteratura. Su questo non mi soffermo molto, per due motivi:

    1) Chiunque abbia recensito Vita e Opinioni di Tristram Shandy ha già elogiato ampiamente quest'aspetto, ed io non voglio più di troppo ripetermi
    2) Lo stesso Sterne in una delle innumerevoli riflessioni metaletterarie commenta la sua letteratura, nel seguente modo: Al diavolo tutte le regole che mi dovrebbero guidare nello scrivere questo libro, ammesso che ne abbia mai seguita una; per abitudine, infatti, me ne infischio di tutte. Dovrei strappare questo capitolo, una volta scritto. farlo a pezzi e gettarlo nel fuoco... mi sentirei più contento...

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    Echo said on Sep 25, 2013 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Sterne, il rivoluzionario.

    Bene, dopo due mesi e varie interruzioni oggi ho finito il Tristram. Evviva!!

    Un libro composto di nove, e dico nove, volumi ricchi di una storia arzigogolata con infinite digressioni che si perdono in altre digressioni in un gioco a rimpiattino che ...(continue)

    Bene, dopo due mesi e varie interruzioni oggi ho finito il Tristram. Evviva!!

    Un libro composto di nove, e dico nove, volumi ricchi di una storia arzigogolata con infinite digressioni che si perdono in altre digressioni in un gioco a rimpiattino che a volte diverte, altre annoia. Un libro innovativo ironico e irriverente. Un libro fuori, si direbbe oggi, fuori da ogni canone letterario dell'epoca e perciò rivoluzionario.
    Allegro disinvolto esilarante. Mi sono fatta certe risate!!Sonore proprio, che la gente si voltava a guardare allarmata nei vari locali in cui ho lungamente peregrinato con il tomo al fianco. Devo confessare che la mia edizione oscar mondadori ha subito una certa usura agli angoli e alle costole poichè spesso mi sono letteralmente arenata sulle dune di volontarie "insulsaggini" che costellano i vari volumi. E ristagnavo su poche pagine con lo sguardo perso nel vuoto.
    Aggiungo che potrei definire il Tristram (se non l'ha già detto qualcun'altro) la prima vera opera di metanarrativa postmoderna, se non fosse un paradosso. In certi momenti ho persino pensato a Pynchon ...
    Caro Sterne, peccato, non era il momento giusto, avrei potuto godere del tuo geniaccio molto di più.

    Per un commento serio e pregnante rimando alla perfetta (pour moi)recensione di Alea:

    http://www.anobii.com/018d70a4575b6341ac/comments?publi…

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    Gloria Albonetti said on May 8, 2013 | 3 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Accadde domani

    Ultimato nel 1767, è un romanzo talmente moderno che si fa fatica a trovare un autore contemporaneo che abbia scritto qualcosa di equivalente.
    Per questo è forse più semplice trovare riferimenti non tanto in uno stile, quanto in uno specifico medi ...(continue)

    Ultimato nel 1767, è un romanzo talmente moderno che si fa fatica a trovare un autore contemporaneo che abbia scritto qualcosa di equivalente.
    Per questo è forse più semplice trovare riferimenti non tanto in uno stile, quanto in uno specifico medium: il cinema, con le sue dissolvenze, i suoi flashback e i suoi fast-forward.
    Anzi, no: qualcosa di ancora più moderno, in grado di mescolare ad una storia altre storie, di dilungarsi volutamente in digressioni informative, di scegliere sconsideratamente di annoiare il "fruitore" con verbose quanto inutili narrazioni spezzettandole opportunamente mediante appositi "spot" narrativi: la televisione.
    Anzi no: qualcosa di ancora più moderno nella televisione, in grado di mescolare tutti questi elementi utilizzando la parola come mezzo informativo e narrativo, ma al contempo giocando con i doppi-sensi che questa può avere, oscillando talvolta in un geniale gioco di rimandi ai suoi, molteplici, livelli, da quello popolare al filosofico, passando per quello più spudoratamente licenzioso. In una parola: BLOB

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    Ro Di Gi said on Apr 6, 2013 | 2 feedbacks

  • 9 people find this helpful

    Il romanzo è morto prima ancora di nascere. E' morto l'eroe - che qui non nasce per oltre due libri - ed è morta la narrazione lineare, soffocata dalle digressioni e dagli improvvisi salti in avanti. Il libro di Sterne è la miglior prova che il postm ...(continue)

    Il romanzo è morto prima ancora di nascere. E' morto l'eroe - che qui non nasce per oltre due libri - ed è morta la narrazione lineare, soffocata dalle digressioni e dagli improvvisi salti in avanti. Il libro di Sterne è la miglior prova che il postmodernismo non ha inventato nulla, né nella struttura, né, tanto meno, nel pastiche linguistico. Questo maestro d'ironia settecentesca, che tuttavia non disdegna affondi sboccati rabelaisiani né improvvisi voli verso il patetismo di certo Ottocento, costruisce una cattedrale impossibile che ricorda i disegni di Escher: nessuna scala è in grado di riportarci al luogo da dove siamo partiti e il moto perpetuo, impossibile nella meccanica, si fa realtà nell'opera d'arte. Una gigantesca esplosione dialogica inghiotte la materia romanzesca, l'utopia dell'autobiografia, l'afflato verso la cronologia. Tristam quasi non c'è; al suo posto restano le ossessioni paterne, l'idiozia materna, i sermoni di Yorik, i campi di battaglia in miniatura dello zio Toby e del caporale. Resta l'infinito racconto della sua nascita piena di intoppi, i racconti nel racconto (e anche quelli che non riescono ad andare oltre al titolo), le pagine bianche, nere, marmorizzate, i ghirigori. Un immenso catalogo di possibilità nel quale gli autori successivi hanno pescato a piene mani come in Rabelais o nell'amato Cervantes. Narrazioni inconcluse che sanno concludere entro le loro tante pagine la stessa possibilità del narrare.

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    Chicca said on Mar 21, 2013 | 4 feedbacks

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