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La vita meravigliosa dei laureati in lettere

Di

Editore: Sellerio

3.4
(185)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 133 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838918236 | Isbn-13: 9788838918230 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
In questo romanzo l'autore racconta in chiave paradossale la vita movimentatadi due laureati in lettere: Renato, docente di ruolo "tendenteall'inquietudine e alla depressione", e il compagno d'avventure, Rino,laureato disoccupato, "persona lieve innocente e poco complicata".
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  • 4

    Nel 2002, anno di pubblicazione di questo romanzo, mi sono laureata (non in lettere, ahimè) e penso che mi sarebbe piaciuto molto leggere queste pagine allora, in fin dei conti sono abbastanza ...continua

    Nel 2002, anno di pubblicazione di questo romanzo, mi sono laureata (non in lettere, ahimè) e penso che mi sarebbe piaciuto molto leggere queste pagine allora, in fin dei conti sono abbastanza surreali da non risultare inquietanti anche per chi ha appena capito che il terrore della discussione della tesi era solo l'inizio dell'inizio...

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2013/05/la-vita-meravigliosa-dei-laureati-in.html

    ha scritto il 

  • 2

    Alcuni aforismi da annotarsi. Se non avessi letto "Se una notte d'inverno un viaggiatore" avrei apprezzato l'intreccio rosa. Peril resto devo dire che trovoche pochi contemporanei possono permettersi ...continua

    Alcuni aforismi da annotarsi. Se non avessi letto "Se una notte d'inverno un viaggiatore" avrei apprezzato l'intreccio rosa. Peril resto devo dire che trovoche pochi contemporanei possono permettersi la scrittura allegorica

    ha scritto il 

  • 4

    Comincia bene, con una piacevole mescolanza di reale e fiabesco, ma si perde verso la fine. Una definizione del laureato in lettere disoccupato: "Agli occhi del mondo era un disperso, un apolide, ...continua

    Comincia bene, con una piacevole mescolanza di reale e fiabesco, ma si perde verso la fine. Una definizione del laureato in lettere disoccupato: "Agli occhi del mondo era un disperso, un apolide, l'agente sbandato di una superpotenza che non esisteva più. Agli occhi di se stesso era soltanto uno che per troppo tempo aveva pensato che ci fossero cose più importanti delle cose importanti, e non era neanche del tutto convinto di aver avuto torto".

    ha scritto il 

  • 4

    Iscrivetevi a Medicina !!

    ...un laureato in lettere disoccupato è uno che ha preso l'autostrada della vita, ha seguito per sbaglio dei cartelli di lavori in corso e adesso non sa più come rimettersi in corsia...

    ha scritto il 

  • 3

    E' dura recensire questo libro: è un'unica metafora, lunga 133 pagine, inframezzata da riferimenti culturali e letterari. Mi aspettavo un libro completamente diverso, ma non me la sento di ...continua

    E' dura recensire questo libro: è un'unica metafora, lunga 133 pagine, inframezzata da riferimenti culturali e letterari. Mi aspettavo un libro completamente diverso, ma non me la sento di stroncarlo. Da rileggere fra qualche tempo.

    ha scritto il 

  • 0

    Consigli di lettura: La vita meravigliosa dei laureati in lettere di Alessandro Carrera

    http://www.booksblog.it/post/5044/consigli-di-lettura-la-vita-meravigliosa-dei-laureati-in-lettere-di-alessandro-carrera

    La vita meravigliosa dei laureati in lettere è un racconto breve di ...continua

    http://www.booksblog.it/post/5044/consigli-di-lettura-la-vita-meravigliosa-dei-laureati-in-lettere-di-alessandro-carrera

    La vita meravigliosa dei laureati in lettere è un racconto breve di Alessandro Carrera edito da Sellerio nel 2002 che non può mancare nella biblioteca dei laureati in lettere (sia vecchio che nuovo ordinamento).

    ha scritto il 

  • 4

    "Ci vuole stomaco per laurearsi in lettere. Nessun capitano d'industria ne sarebbe capace, nessun esploratore polare ne avrebbe il fegato, nessuna guardia del corpo, neanche se scelta tra le più ...continua

    "Ci vuole stomaco per laurearsi in lettere. Nessun capitano d'industria ne sarebbe capace, nessun esploratore polare ne avrebbe il fegato, nessuna guardia del corpo, neanche se scelta tra le più insensibili al dolore, si siederebbe mai davanti ad una commissione d'esame di filologia romanza. Un domatore di circo preferirebbe infilare la testa nella bocca del più nervoso dei suoi leoni piuttosto che seguire un corso sui poeti minori del Quattrocento. Un laureato in lettere non si pentirà mai di essersi laureato in lettere, neanche se è ridotto così male da non avere cento lire per cecarsi un occhio".

    ha scritto il