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La vita tranquilla

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(123)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 880781501X | Isbn-13: 9788807815010 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Guarino

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Una penna sempre affilatissima, quella di Marguerite Duras. In questo romanzo ricorre il tema a lei caro - l'amore difficile, impossibile, contrastato - ma il ritmo e il metro della narrazione sono ...continua

    Una penna sempre affilatissima, quella di Marguerite Duras. In questo romanzo ricorre il tema a lei caro - l'amore difficile, impossibile, contrastato - ma il ritmo e il metro della narrazione sono decisamente tradizionali. Una scrittura che è un tutt'uno con la natura che circonda il luogo della narrazione e con la fisicità dei suoi protagonisti. Lodevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Duras mon amour...

    Per me è eccezionale...universo Duras in piena regola... chi la ama amerà questo libro...

    "ho talmente vissuto delle loro attese che ho finito per essere io stessa a cercare di bucare con l'unghia ...continua

    Per me è eccezionale...universo Duras in piena regola... chi la ama amerà questo libro...

    "ho talmente vissuto delle loro attese che ho finito per essere io stessa a cercare di bucare con l'unghia la pelle di quell'otre pieno di sogni" M.D.

    ha scritto il 

  • 3

    "C’est Marguerite Duras. Son charme, c’est qu’on sent les choses sans forcément les comprendre. Quand on achève un livre de Duras, on éprouve une frustration. C’est comme une enquête au ...continua

    "C’est Marguerite Duras. Son charme, c’est qu’on sent les choses sans forcément les comprendre. Quand on achève un livre de Duras, on éprouve une frustration. C’est comme une enquête au terme de laquelle on a peu compris. On a entrevu des choses au travers d’une vitre dépolie. On sort de table en ayant faim."

    Ça, c'est ce qu'Amèlie Nothomb avait écrit sur Marguerite Duras. Je suis d'accord avec elle, surtout à cause de mes problèmes de comprehension. Mais j'ai aimée assez ce livre.

    ha scritto il 

  • 5

    un quadro dipinto senza colori ma scale di grigio

    Il romanzo è suddiviso in tre parti: - la prima si occupa prevalentemente della trama, viene ambientata la storia e accadono i fatti. - la seconda si svolge in un luogo imprecisato della costa, al ...continua

    Il romanzo è suddiviso in tre parti: - la prima si occupa prevalentemente della trama, viene ambientata la storia e accadono i fatti. - la seconda si svolge in un luogo imprecisato della costa, al mare, dove Francou si reca per superare i gravi lutti che hanno colpito la sua famiglia: è una parte interamente introspettiva, densa di riflessioni e pensieri - per intenderci: qualcuno potrebbe definirle seghe mentali - che mi hanno assorbita e annientata. Ho pianto, e tanto, su queste pagine. - la terza “risolve” il romanzo, raccontando il ritorno di chi si era allontanato e regalandomi una decina di pagine in corsivo che considero (quasi) il meglio che io abbia mai letto di questa autrice. C'è da dire che ho trovato lo stile della Duras diverso da quello da me riscontrato ne L'Amante e ne Occhi Blu Capelli Neri. Uno stile più "classico", questa volta, con un'attenzione in più verso la storia, anche se rimangono i tratti che la distinguono. La Vita Tranquilla ricorda (in qualche oscura forma che non saprei spiegare) un modo di trattare gli argomenti che è anche quello di Sandor Marai. E’ un quadro in bianco e nero, questo romanzo, di quelli con mille e più sfumature di grigio, a definire e colorare i dettagli. E i dettagli sono vivide istantanee di vita e di morte e ancora incubi, paure, e la noia, il mal di vivere, i sentimenti incestuosi, gli amori impossibili e il vuoto che colma gli esseri umani. Forse il più bello, tra i suoi che ho letto

    ha scritto il 

  • 4

    “Jérôme, piegato in due, si è rimesso in marcia verso le Bugues. Ho raggiunto Nicolas che, subito dopo la rissa, si era lasciato cadere sulla scarpata della ferrovia. Mi sono seduta vicino a ...continua

    “Jérôme, piegato in due, si è rimesso in marcia verso le Bugues. Ho raggiunto Nicolas che, subito dopo la rissa, si era lasciato cadere sulla scarpata della ferrovia. Mi sono seduta vicino a lui, ma credo che non se ne sia neanche accorto. Ha seguito Jérôme con lo sguardo fin là dove la strada si perde nel bosco. A quel punto Nicolas si è alzato in fretta e furia e siamo corsi dietro a nostro zio per raggiungerlo. Non appena l’abbiamo visto di nuovo, abbiamo rallentato il passo. Camminavamo a una ventina di metri dietro a lui con la stessa lentezza.” (M. Duras, La Vita Tranquilla).
    Secondo romanzo della Duras, La Vita Tranquilla (scritto nel 1944 e rivisto nel 1972) è ancora un romanzo nel solco della tradizione, c’è una trama, il racconto si dipana secondo un prima e un dopo.
    Lo stile è asciutto, le descrizioni rare, i personaggi si disegnano a partire da pochi e scabri “gesti”.
    La vita apparentemente tranquilla di una famiglia chiusa in se stessa, ripiegata su se stessa nella campagna francese verrà spezzata da un delitto, atto finale e inevitabile di rapporti familiari contorti e passioni oscure. La paralisi verrà spezzata dal “delitto” che paradossalmente offre alfine alla “protagonista” la promessa di una vita vera.
    Alcuni temi portanti della scrittura di Marguerite sono già presenti in questo romanzo degli inizi, primo fra tutti l’amore, l’amore impossibile di Francou per il fratello Nicolas. Nella scrittura ma anche nella vita della Duras tutti gli amori trovano la loro possibilità, per quanto talvolta possibilità “fatale”, ed è uno dei motivi del fascino di una scrittrice che ha vissuto fino alle estreme conseguenze la maledizione delle parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo breve racconto della Duras mi ha accompagnato durante la mia ultima scorribanda bohemien a Parigi, e sicuramente l'ho amato per questo più di quanto avrei fatto se l'avessi letto nella mia ...continua

    Questo breve racconto della Duras mi ha accompagnato durante la mia ultima scorribanda bohemien a Parigi, e sicuramente l'ho amato per questo più di quanto avrei fatto se l'avessi letto nella mia "banale" Firenze.

    La storia, ambientata nella sperduta campagna francese, è quella di una famiglia tutta chiusa e ripiegata in sè stessa, tra la noia, l'inutile attesa che qualcosa arrivi a movimentare la palude esistenziale in cui i personaggi sembrano essere inesorabimente immersi, persi tra le dinamiche che intercorrono tra loro - a volte anche scabrose e controverse.

    Il delitto e la morte con cui si apre il racconto arriveranno a rompere l'atmosfera soffocata e sospetta che la giovane Francou respira, portando paradossalmente una promessa di "vita tranquilla".

    Interessante soprattutto la caratterizzazione dei personaggi e delle atmosfere, la Duras riesce ad incantare anche con poco.

    ha scritto il