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La voce del fuoco

Di

Editore: Edizioni BD

3.8
(229)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 329 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8889574712 | Isbn-13: 9788889574713 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Leonardo Rizzi , Michele Foschini ; Prefazione: Neil Gaiman

Disponibile anche come: Altri

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Dopo avere rivoluzionato il mondo del fumetto con "Watchmen" e "V for Vendetta", Alan Moore si impone nel campo della narrativa con "La Voce del Fuoco", un gigantesco affresco composto da dodici storie, raccontate da altrettanti personaggi, in un arco di tempo di seimila anni. Moore dirige questo bizzarro coro con una straordinaria abilità nella mimesi linguistica, che lo rende capace di parlare (e pensare) come un giovane uomo delle caverne, un emissario dell'impero romano, un vecchio crociato, una suora sfiorata dalla mano di Dio... Ciascuna storia è un passo avanti in un intrigante cammino verso la scoperta dei segreti di una terra e di un popolo. Rifacendosi alla tradizione di "Puck il folletto" di Kipling, delle "Vite immaginarie" di Schwob e della "Storia universale dell'infamia" di Borges, Alan Muore viaggia nel tempo mescolando fatti e ipotesi.
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  • 3

    Partendo dalla voce di un ragazzino ritardato del 4000 a.C., passando attraverso quella di una testa mozzata del 1600, fino ad arrivare alla voce dello stesso scrittore nel 1995, Alan Moore ci accompa ...continua

    Partendo dalla voce di un ragazzino ritardato del 4000 a.C., passando attraverso quella di una testa mozzata del 1600, fino ad arrivare alla voce dello stesso scrittore nel 1995, Alan Moore ci accompagna in un viaggio temporale che copre seimila anni di storia della zona geografica attorno alla città di Northampton. Costituito da capitoli indipendenti ma che contengono vaghi richiami gli uni agli altri, tutti in prima persona e ognuno ambientato in periodo storico proprio, “La voce del fuoco” è un romanzo inizialmente difficile e scoraggiante (il primo capitolo è talmente radicale nel linguaggio e nella sintassi da richiede molto impegno da parte del lettore). Passato però lo scoglio iniziale, il romanzo comincia a scorrere fluente e appassionante. Alan Moore è uno scrittore che indubbiamente predilige la forza della parola su quella della storia, e sebbene le sue trame siano spesso semplici e lineari, hanno una potenza evocativa che lascia veramente senza parole. Attraverso le sue storie indaga la crudeltà dell’essere umano, la sua iniquità e perversione, realizzando un ritratto terribile di come eravamo, di come siamo diventati e del mondo che nel frattempo ci siamo costruiti attorno.

    ha scritto il 

  • 4

    un viaggio attraverso la storia di northampton resa da brevi frammenti di varie epoche, tutti legati tra loro da motivi ricorrenti (i misteriosi cani neri, il fuoco, la violenza, certi edifici e la lo ...continua

    un viaggio attraverso la storia di northampton resa da brevi frammenti di varie epoche, tutti legati tra loro da motivi ricorrenti (i misteriosi cani neri, il fuoco, la violenza, certi edifici e la loro forma...).
    gran bel libro, non semplice ma bello: l'omaggio alle radici nascoste di una città che gni città meriterebbe, se solo in ogni città ci fosse un alan moore (qui nella versione più colta/esoterica, dalle parti di "from hell" e "promethea") in grado di scriverlo...

    ha scritto il 

  • 5

    Nessuno è al sicuro da queste voci...

    Il primo capitolo è una scrematura dolorosa ma necessaria: forse fruire dei fumetti, almeno anni '80, del signor Moore è più semplice poiché siamo veicolati dai disegni. Qui invece adotta uno stile ar ...continua

    Il primo capitolo è una scrematura dolorosa ma necessaria: forse fruire dei fumetti, almeno anni '80, del signor Moore è più semplice poiché siamo veicolati dai disegni. Qui invece adotta uno stile ardito, ponendosi l'ambizione di cominciare a raccontare una storia dolorosa di un ragazzino del periodo Neanderthal, per di più ritardato mentalmente. Il lessico usato in queste prime sessanta pagine o giù di lì è fortemente limitato, ma una volta cominciato a comprenderne il meccanismo lo si legge con un certo trasporto. Successivamente le cose vanno via via migliorando, nel senso che ogni capitolo rappresenta un passo in avanti nella storia dell'umanità (non necessariamente nel senso positivo o negativo del termine, meglio allora concentrarsi su quello strettamente lessicale che andrà ad avvicinarsi al nostro). Ma non è un libro di racconti come qualcuno potrebbe erroneamente riportare. Va letto tutto, perché è un cerchio. Gaiman nella prefazione dice che un cerchio comincia in qualsiasi punto: non ha torto. Ma sarebbe meglio dire che una volta letto la prima volta, allora potremmo leggere "La voce del fuoco" anche partendo da qualsiasi capitolo a caso. Perché ci renderemo conto che tutto torna. Merito di Moore e della sua opera in generale, da fumettista e da romanziere (aspettando il mastodontico Jerusalem) è stato quello di creare una mappatura, a volte metafisica, sul male e sui processi che influenzano la mentalità umana. Può sembrare un pazzo con quella barbona, i capelloni, gli anelli al dito, il bastone e la pretesa di essere un "magus", uno sciamano, che adora un dio-serpente in cantina. In realtà, è uno degli scrittori/uomini più saggi che si possano leggere/ascoltare proprio per la sua diversità intrinseca, nutritasi da sempre di cultura underground da sottoproletariato british e sfociata in un percorso unico nel suo genere.
    Ne "La voce del fuoco" si conferma un grande scrittore tout court, come se avessimo bisogno di conferme, poi! Lontani echi di Guy Fawkes, di Lovecraft, di orrore e soprannaturale, di "superuomini" troppo uomini fanno capolino. "La voce del fuoco" non è in definitiva un oggetto slegato dal resto della sua produzione, al contrario è un tassello fondamentale scritto durante la fase in cui comincia il teatro magico dell'esistenza del Bardo di Northampton, ombelico del mondo in cui la narrativa di Moore rientra insistentemente e continuerà sempre a muoversi. Un orizzonte solo all'apparenza limitato ma che invece lo ha reso il più grande scrittori di fumetti di sempre, e io direi (non credo sia un azzardo) uno degli scrittori più talentuosi e dotati viventi. Chi non ama i fumetti dovrebbe leggere almeno un suo fumetto - vabbé, ci sarebbero anche i Pratt, i Gaiman, gli Eisner e via cantando. Ma partire da Moore significherebbe abituarsi all'eccellenza. Il suo primo romanzo è un gran libro, riuscito alla perfezione, molto ambizioso. E che forse, addirittura, e so che molti non saranno d'accordo con me, è troppo "piccolo", doveva essere elefantiaco per ciò che racconta, comunque mirabilmente, nelle pagine a disposizione. Ma ci sarà Jerusalem per questo...
    Una nota di merito all'edizione BD, impaginata davvero bene e tradotta altrettanto. Se si è lettori navigati sarà un bel viaggio nelle fiamme, quello con il signor Moore. Bisogna solo avere Fede.

    ha scritto il 

  • 5

    tante robe da dire su questo libro, tipo che il primo racconto è ostico nel suo geniale sperimentalismo, tipo che cinque stelle forse sono troppe, tipo che solo alan moore poteva farmi leggere quel ra ...continua

    tante robe da dire su questo libro, tipo che il primo racconto è ostico nel suo geniale sperimentalismo, tipo che cinque stelle forse sono troppe, tipo che solo alan moore poteva farmi leggere quel racconto finale a base di autofiction... Alan Moore è il numero uno, ma diamoglielo 'sto premio Nobel, dico io.

    ha scritto il 

  • 3

    La vita, un cerco magico di fuoco. Gli uomini artefici delle loro sventure. Streghe bruciate, teste impalate e braccia amputate. I personaggi di Moore soffrono tutti indistintamente. Malattie fisiche ...continua

    La vita, un cerco magico di fuoco. Gli uomini artefici delle loro sventure. Streghe bruciate, teste impalate e braccia amputate. I personaggi di Moore soffrono tutti indistintamente. Malattie fisiche e psichiche li tormentano. L'uomo ha creato la magia e le divinita e per esso uccide e si fa uccidere.
    Alcune belle trovate si perdono in racconti macchinosi e poco scorrevoli. Con uno stile altamente descrittivo e poco immediato che non può piacere a tutti

    ha scritto il 

  • 4

    Alan Moore. Si stiamo parlando di quel Moore già autore di capolavori come Watchmen e V per Vendetta, giusto per citare i più famosi. Avendo letto in precedenza alcuni dei suoi fumetti, mi sono incuri ...continua

    Alan Moore. Si stiamo parlando di quel Moore già autore di capolavori come Watchmen e V per Vendetta, giusto per citare i più famosi. Avendo letto in precedenza alcuni dei suoi fumetti, mi sono incuriosita quando ho scoperto che aveva realizzato anche un romanzo, e mi son detta "pechè no?".

    Il libro è composto di vari racconti tutti ambientati nello stesso luogo, ovvero Northampton (città natale dell'autore) ma in epoche diverse, partiamo infatti dal 4000 a.C. per arrivare al 1995.
    Oltre all'ambientazione, sono molti gli elementi che in realtà legano una storia con l'altra e non sempre sono così facili da recepire. Un esempio? la natura umana. Non importa quanto tempo passi e quante culture o modi di pensare cambino alla fine l'essere umano rimane lo stesso con tutto ciò che ne deriva.

    Credo che per riuscire ad apprezzare al meglio quest'opera bisogna conoscere almeno un minimo dello stile dello scrittore altrimenti potrebbe risultare un po' insipido e non del tutto convincente in alcune parti. Magari è per questo che il primo capitolo è così tosto. Come se fosse un test: se non vi fate scoraggiare e riuscite a superarlo allora vuol dire che siete pronti ad apprezzare tutto il resto.
    A me questo libro è piaciuto, specialmente alcune storie che ho trovato davvero appassionanti , ben pensate e scritte dove il finale non è poi così scontato come si crede all'inizio.
    Purtroppo nn so se lo consiglierei a tutti, è un po' da capire, ma se siete fan di Moore allora non mi lascerei scappare questa lettura. Vedrete che ne rimarrete soddisfatti!

    ha scritto il 

  • 5

    Tante storie per far capire che la natura umana è sempre la stessa. Indipendentemente dalla nostra volontà è dal luogo su cui viviamo che traiamo la nostra energia vitale, e le nostre pulsioni. ...continua

    Tante storie per far capire che la natura umana è sempre la stessa. Indipendentemente dalla nostra volontà è dal luogo su cui viviamo che traiamo la nostra energia vitale, e le nostre pulsioni.

    ha scritto il 

  • 4

    " la nostra arte tocca tutto ciò che è vivente e può muoversi e cambiare, mentre le loro infinite leggi cercano di rendere immobile la vita, fino a soffocarla, a imprigionarla sotto i loro manoscritti ...continua

    " la nostra arte tocca tutto ciò che è vivente e può muoversi e cambiare, mentre le loro infinite leggi cercano di rendere immobile la vita, fino a soffocarla, a imprigionarla sotto i loro manoscritti rilegati. per quel che mi riguarda, preferisco scegliere il fuoco, per lo meno il fuoco danza; non è alieno alla passione. "

    ha scritto il 

  • 4

    il genio di moore è sicuramente esaltato dalla forma letteraria del romanzo perchè gli permette di utilizzare una lingua innovativa,un modo di parlare che diventa un tutt'uno con i personaggi che via ...continua

    il genio di moore è sicuramente esaltato dalla forma letteraria del romanzo perchè gli permette di utilizzare una lingua innovativa,un modo di parlare che diventa un tutt'uno con i personaggi che via via animano la storia..non merita le cinque stelle a mio avviso perchè c'è un po troppo gran guignol nelle storie,un po troppi morti ammazzati e via dicendo che rendono a volte ripetitivi i racconti...però quest'uomo è sicuramente un grande della letteratura

    ha scritto il 

  • 1

    Sinossi: una carrellata dall'età della pietra all'età moderna, la società umana nello stesso punto ma in un diverso lasso temporale.
    L'idea è originale e Moore, almeno per quanto riguarda il fumetto, ...continua

    Sinossi: una carrellata dall'età della pietra all'età moderna, la società umana nello stesso punto ma in un diverso lasso temporale.
    L'idea è originale e Moore, almeno per quanto riguarda il fumetto, è un genio assoluto... le premesse per un ottimo libro c'erano tutte. Peccato. Alcuni capitoli sono soporiferi, il primo è al limite dell'illegibilità (al confronto Pigmeo di Palahniuk è un libro per bambini) e più in generale il pessimismo cosmico rompe le palle dopo poco tempo.
    Moore vuol far capire al lettore che:
    - homo homini lupus.
    - fra psicopatici, assassini, stupratori e compagnia, la razza umana non è un granché.
    - la decadenza morale va a braccetto con la decadenza fisica.
    - in fondo non c'è speranza.
    Perbacco, il messaggio può essere anche condivisibile, ma non c'era bisogno di martellarlo senza sosta per tutto il libro, né di rendere il tutto così insopportabilmente noioso. Si salva solo la prefazione di Neil Gaiman.

    ha scritto il 

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