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La voce del ghiaccio

Gli Ottomila in inverno: la mia sfida estrema

Di

Editore: Rizzoli

3.7
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817056200 | Isbn-13: 9788817056205 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    Di Simone Moro apprezzo moltissimo la genuinità delle parole, ma non è uno scrittore di professione e si vede. L'aver scritto il libro in fretta e furia non lo ha certo aiutato.

    ha scritto il 

  • 3

    Peso sia il massimo che si possa ottenere da un libro scritto frettolosamente al campo base con un PC sulle gambe, bravo Simone che oltre ad essere un grande alpinista riesce almeno in parte a ...continua

    Peso sia il massimo che si possa ottenere da un libro scritto frettolosamente al campo base con un PC sulle gambe, bravo Simone che oltre ad essere un grande alpinista riesce almeno in parte a coinvolgerci nelle sue imprese.

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto in molti punti è assai avvincente e invita ad andare avanti con passione; solo quando, come spesso fanno tutti gli scalatori estremi, convinti di avere le giuste motivazioni che gli altri ...continua

    Il racconto in molti punti è assai avvincente e invita ad andare avanti con passione; solo quando, come spesso fanno tutti gli scalatori estremi, convinti di avere le giuste motivazioni che gli altri non hanno o non capiscono o non possono capire...., la narrazione si inceppa e diventa un po' scontata e ripetitiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho comprato il libro in occasione della sua presentazione a Courmayeur con l'autore. Leggendolo si capisce però che è un libro scritto "per contratto",e non di sua volontà. Ci sono moli punti ...continua

    Ho comprato il libro in occasione della sua presentazione a Courmayeur con l'autore. Leggendolo si capisce però che è un libro scritto "per contratto",e non di sua volontà. Ci sono moli punti interessanti, per carità....ma si percepisce che è stato scritto troppo frettolosamente, non mi ha coinvolto moltissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Quest'uomo è matto da legare!!

    Ovviamente lo dico nel senso buono e con il massimo dell'ammirazione, dal basso dei miei miseri trekking estivi e domenicali tra i rifugi delle Alpi. Simone Moro invece inizia a "carburare" sopra i ...continua

    Ovviamente lo dico nel senso buono e con il massimo dell'ammirazione, dal basso dei miei miseri trekking estivi e domenicali tra i rifugi delle Alpi. Simone Moro invece inizia a "carburare" sopra i 7.000 metri e siccome ormai lungo le vie normali e in estate non si diverte più, eccolo raccontarci delle sue imprese invernali alla caccia dei più prestigiosi Ottomila. Venti a 115 km/h, temperature di -50°, nottate in parete, principi di congelamento, migliaia di metri di dislivello percorsi tra neve, ghiaccio e corde fisse come se nulla fosse. Giù il cappello di fronte a quest'uomo e quasi quasi d'ora in poi mi darò al mare perché un po' mi vergogno...

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro le montagne ma non sono appassionato di alpinismo, eppure sentendo un'intervista di Moro il personaggio mi ha incuriosito. Il libro si legge volentieri e con trasporto. Per i profani come me si ...continua

    Adoro le montagne ma non sono appassionato di alpinismo, eppure sentendo un'intervista di Moro il personaggio mi ha incuriosito. Il libro si legge volentieri e con trasporto. Per i profani come me si capisce anche come quello dell'alpinismo sia, fuori dalle imprese eroiche o meno, un bel mondo di merda dove tutti sono pronti a polemizzare, spesso dicendo a nuora perchè suocera sappia...

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile definire su Anobii questo libro il cui quid risiede più che altro nell'impervio luogo di stesura (fra i campi del Nanga Parbat), nella freschezza della testimonianza (vivida anche nei ...continua

    Difficile definire su Anobii questo libro il cui quid risiede più che altro nell'impervio luogo di stesura (fra i campi del Nanga Parbat), nella freschezza della testimonianza (vivida anche nei ricordi lontani ma che arriva fino ai primi mesi del 2012) e nell'autorevolezza della fonte, Simone Moro, il campione dell'alpinismo invernale odierno che scrive queste pagine di suo pugno senza ghostwriters di supporto. Letterariamente parlando alcuni passi rivelano qualche ingenuità (faticoso digerire l'ennesimo topos reiterato come la stamberga o la tenda da campo che diventano il posto più bello del mondo al termine dell'impresa... uff) e pure qualche veleno e rancore personale (accuse a ignoti polemisti che gli renderebbero la vita terribile... ma che ce frega? a meno che non si faccia nomi e cognomi...). Per il resto il libro coinvolge (a meno che dell'alpinismo non freghi proprio una cippa) e divulga molti aspetti e tecniche delle ascensioni invernali su Himalaya e Karakorum (con qualche puntata nel Tien Shan e un prologo sull'Aconcagua) e sullo stile veloce e leggero che ha reso famoso Moro.

    ha scritto il