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La voce delle onde

Di

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

3.9
(1512)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Inglese , Coreano , Francese , Catalano , Chi semplificata , Portoghese

Isbn-10: A000020791 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Liliana Frassati Sommavilla

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Senza mai chetarsi, ora infuriata ora implacabile, la voce delle onde ci accompagna durante tutta la lettura di questo romanzo. Si tratta di una storia d'amore che sulla sponda del mare nasce e si sviluppa, raggiungendo apici di toccante e poetica spontaneità e semplicità. La vita, fatta di coraggio e di sacrificio, di un povero villaggio di pescatori giapponesi è lo sfondo per le uscite sul mare in tempesta, la pesca delle perle e i convegni d'amore di due giovani protagonisti, Shinji e Hatsue, su al tempio di Yashiro, che dall'alto del monte domina l'Isola del canto - Uta-jima - come armoniosamente la chiamano i suoi abitanti.Questo racconto, per la sua raffinata sensibilità, occupa un posto di rilievo nella vasta produzione di Yukio Mishima (1925-1970), uno dei maggiori esponenti della letteratura giapponese moderna.
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  • 4

    Contro il canto di Yukio ‘Sirena’ Mishima le docce gelate del disincanto, altrimenti andate a vivere in un villaggio di pescatori su un’isola rocciosa e poi mi dite quando dura lo struggimento testicolare.

    Il collega C., a pausa pranzo, dopo avergli detto che passati i quarant’anni mi ci vedrei a fare il boscaiolo (riflessione conseguente alla lettura de “La voce delle onde” di Mishima), mi dice la sua ...continua

    Il collega C., a pausa pranzo, dopo avergli detto che passati i quarant’anni mi ci vedrei a fare il boscaiolo (riflessione conseguente alla lettura de “La voce delle onde” di Mishima), mi dice la sua con: “A me piacerebbe lavorare in un faro.” “Li hanno chiusi tutti. Di recente ho letto la notizia a proposito della dismissione dell’ultimo. Era in Gran Bretagna, mi ricordo una cosa del genere. Ho letto un romanzo, è pieno di navi, in un passaggio si parla del trasbordo di un carico dalle parti di Fukushima. Non so se intendesse la stessa Fukushima a cui si sono fusi i motori radioattivi. Il romanzo è degli anni in cui a Fukushima non c’erano ancora le centrali, credo, quando i fari funzionavano ancora, e non farti prendere dai romanticismi, lavorare in un faro potrebbe essere interessante se tu avessi una bella moglie e ti piacesse farci l’amore con la stessa intensità negli anni degli anni. Pensa se invece tua moglie fosse brutta o se le venisse a noia il non poter badare che a fare l’amore con te. Pensa se il brutto, l'abbrutito, fossi tu.” C.: “Sarebbero le donne a venire da te, il guardiano del faro ha sempre un certo fascino…”. “Le donne ci andrebbero coi loro uomini, a fare l’amore giù al faro. Al massimo tu potresti spiarli per sbrigare prima il tempo, gli punti addosso il faro per non perderti i particolari e intanti provochi qualche naufragio. Più che il guardiano saresti il guardone del faro.” Poi abbiamo proseguito parlando dei completi classici spezzati, del quarto capitolo di Mad Max, del contratto a tutele crescenti e di altre minchiate dello stesso tenore.

    Ne “La voce delle onde” andando verso il villaggio dell’isola si passa davanti alle casupole distaccate dei pescatori: il sole proietta l’ombra dei piccoli semini di sesamo sulle stuoie di paglia colorate all’ingresso, dove sono lasciati a essiccare, e bisogna avere questa capacità di attenzione e di descrizione, di precisione e di effetto, per raccontare la storia di un giovane pescatore e di una tuffatrice che va a caccia di ostriche, ambientata in un’isola abitata a stento degli uomini – bestiole non ce ne sono, al massimo qualche gatto, i gabbiani dal lato del porto e i pesci che, pescati, arrossano col sangue le loro carni bianche –, e renderla in maniera altrettanto spontanea e tradizionale, consueta e irripetibile.

    Un amore di una semplicità quasi raccapricciante, in un’isola dove manca di tutto tranne i pini marini e qualche tempietto e il cimitero di un personaggio leggendario, tagliata fuori dai libri, dai fumetti e dai cinema di Tokyo e dove nelle case aleggia costantemente il puzzo del gabinetto – tranne quando si cucina – e dove l’acqua si va a attingere rispettando i turni: l’acqua forma sulla pietra del ruscelletto come una superficie di smalto, che ricchezza per gli occhi, ma lo scomodo di andare a attingere alle due di notte resta, poca roba per chi magari è abituato a partire sui pescherecci prima dell’alba, e comunque non è che ogni volta ci può essere un calabrone pungitore per salvaguardare la virtù di una giovane donna se il figlio imbecillotto di un riccone dell’isola se ne è invaghito e le fa la posta lì.

    Gli elementi narrativi – oltre a quelli naturali e bellissimi dell’isola, e in un mondo letterario dove non se ne può più di fari e di onde a infrangersi contro le rocce; Mishima è riuscito a raccontare di un faro, delle onde e delle coste rocciose di un’isola come se fosse un soggetto trascurato, rarissimo – giocano un po’ troppo sfacciatamente a favore del protagonista: è onesto, nudo è uno spettacolo, il suo rivale è un grassottello figlio di papà smidollato, anche io infine se fossi stato il padre fattosì-da-sé di Hatsue l’avrei data in sposa al pescatore pezzente perlomeno capace di attaccare un grappino a una boa, ma se Yasuo fosse stato ben piazzato e onorevole anche lui, antipatico e sbruffoncello avrebbe potuto esserlo ma non sarebbe mica stato così semplice per Shinji guadagnarsi l’amore cioè l’attrazione della più bella ragazza dell’isola tornataci a vivere da poco.

    Alla trama del romanzo di Mishima però si lascia fare quel che vuole, se nel frattempo descrive la riunione delle tuffatrici di ostriche attorno a un fuoco sulla spiaggia, se riporta la descrizione degli scolari quando per la prima volta lasciano l’isola su un traghetto, offendendo finalmente le loro madri apprensive quando ormai non li distinguono più per la lontananza, e se dice delle loro peripezie, per esempio di quando per la prima volta hanno avuto a che fare con le poltroncine a ribalta di un cinema.

    L’isola eroticamente incantata di Mishima, lontana dalla civiltà e dai suoi presumibili guasti e brutture innaturali, è parte della sua invenzione intrinsecamente conservatrice. Solitudine e passione, inesperienza e autencità, gioventù e bellezza, uno stile classico che rende indiscutibile ogni suo ritratto, osservazione, suggestione.

    La letteratura di Mishima è pericolosamente seducente, trasforma una condizione di isolamento e dissociazione in un eden eccitante e desiderabile. Quando comincio a leggerlo mi torna la voglia di procurarmi tutti i suoi libri per divorarmeli in successione, e dunque mi torna la necessità del disciplinarmi per sapermene staccare, per saperlo alternare al molto altro che c’è e che Mishima vorrebbe relegare a superflua corruzione, per non lasciarmi ingannare dalla letale semplicità della sua scrittura diabolicamente naturale e esatta.

    ha scritto il 

  • 5

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament des ...continua

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament descriptiu sense fer-se pesat ni per un segon, narrant coses petites amb tacte i amb metàfores naturalistes.

    La remor de les onades narra la història d'amor entre en Shinji i la Hatsue, un pescador humil i una noia de casa bé, respectivament, a la petita illa d'Utajima, dedicada a la pesca completament. La Hatsue arriba al poble després de molt temps fora i es converteix en el centre d'atenció per la seva bellesa i la seva edat casadora. Però com sol passar en aquests casos, el seu pare no vol a qualsevol com a gendre, així que la relació amb en Shinji no és ben rebuda.

    Amb l'encant d'una història humil i el romanticisme pur de la joventut, juntament amb una narrativa exquisida i cuidada, però simple, la novel·la és un bri d'aire fresc en el gènere romàntic. La seva innocència no es pot comparar amb els relats romàntics d'avui dia, i això la fa destacar en el que podríem considerar un argument fressat.

    A l'autor li recomanaria: Res a recomanar a aquest difunt geni de les lletres japoneses. Ja té una lectora assídua més.

    Als lectors els recomano: Aquesta novel·la és un rabeig de pau en les nostres vides atrafegades. Sovint cal gaudir de la senzillesa i de la puresa d'una narració com aquesta. La recomanaria a qualsevol adult amb falta de pau i esperança. Transmet una força i una il·lusió profundes. Petita obra mestra.

    ha scritto il 

  • 5

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament des ...continua

    Aquesta obra ha sigut el meu acostament a Mishima i, tot i les altes expectatives, m'ha encantat. M'agrada la rítmica de l'autor japonès (com tots els que he llegit a data d'avui), és delicadament descriptiu sense fer-se pesat ni per un segon, narrant coses petites amb tacte i amb metàfores naturalistes.

    La remor de les onades narra la història d'amor entre en Shinji i la Hatsue, un pescador humil i una noia de casa bé, respectivament, a la petita illa d'Utajima, dedicada a la pesca completament. La Hatsue arriba al poble després de molt temps fora i es converteix en el centre d'atenció per la seva bellesa i la seva edat casadora. Però com sol passar en aquests casos, el seu pare no vol a qualsevol com a gendre, així que la relació amb en Shinji no és ben rebuda.

    Amb l'encant d'una història humil i el romanticisme pur de la joventut, juntament amb una narrativa exquisida i cuidada, però simple, la novel·la és un bri d'aire fresc en el gènere romàntic. La seva innocència no es pot comparar amb els relats romàntics d'avui dia, i això la fa destacar en el que podríem considerar un argument fressat.

    A l'autor li recomanaria: Res a recomanar a aquest difunt geni de les lletres japoneses. Ja té una lectora assídua més.

    Als lectors els recomano: Aquesta novel·la és un rabeig de pau en les nostres vides atrafegades. Sovint cal gaudir de la senzillesa i de la puresa d'una narració com aquesta. La recomanaria a qualsevol adult amb falta de pau i esperança. Transmet una força i una il·lusió profundes. Petita obra mestra.

    ha scritto il 

  • 4

    La trama può sembrare la più scontata e la meno appassionante, Mishima invece riesce a catturare il lettore, a farlo entrare in un mondo "altro" forse anche per i lettori dell'epoca di uscita, il Giap ...continua

    La trama può sembrare la più scontata e la meno appassionante, Mishima invece riesce a catturare il lettore, a farlo entrare in un mondo "altro" forse anche per i lettori dell'epoca di uscita, il Giappone rurale degli anni '50, ancora stordito dal conflitto mondiale. Tutto si tiene magnificamente, il nitore e la semplicità dei personaggi, l'autenticità dei sentimenti, la durezza della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Una piccola perla giapponese. L'arte di rendere importanti le piccole cose, i particolari che diventano il fulcro della narrazione. L'accorgersi di una differente sensibilità, di un diverso modo di gu ...continua

    Una piccola perla giapponese. L'arte di rendere importanti le piccole cose, i particolari che diventano il fulcro della narrazione. L'accorgersi di una differente sensibilità, di un diverso modo di guardare alle cose. Una piccola grande storia d'amore fatta di piccoli gesti e di grandi emozioni. Come sempre gli scrittori giapponesi mi spalancano davanti squarci di mondi completamenti differenti, dove tutto è sussurrato ma non per questo meno incisivo ed emozionante.

    ha scritto il 

  • 3

    Ah l'amore...

    Dolce e delicato racconto di una storia d'amore di altri tempi.
    Il mare è l'elemento di sottofondosempre presente.
    Da leggere per gli appassionati del Giappone.

    ha scritto il 

  • 2

    Io e Mishima non andiamo d'accordo...perfino questo suo breve romanzo non è riuscito a coinvolgermi più di tanto!Suggestiva l'atmosfera della piccola isola di pescatori fuori dal mondo, ma la vicenda ...continua

    Io e Mishima non andiamo d'accordo...perfino questo suo breve romanzo non è riuscito a coinvolgermi più di tanto!Suggestiva l'atmosfera della piccola isola di pescatori fuori dal mondo, ma la vicenda semplice storia d'amore dei due giovani protagonisti si trascina troppo e non si fa mai davvero interessante!

    ha scritto il 

  • 4

    Un "gioiellino" che narra una semplice storia d'amore tra due ragazzi, Shinji e Hatsue, di un'isola del Giappone, resa però raffinata dall'intreccio con le tradizioni locali e dalla delicatezza dei se ...continua

    Un "gioiellino" che narra una semplice storia d'amore tra due ragazzi, Shinji e Hatsue, di un'isola del Giappone, resa però raffinata dall'intreccio con le tradizioni locali e dalla delicatezza dei sentimenti e la grande sensibilità dell'autore.

    ha scritto il 

  • 0

    非常清爽直接的小說,三島的美學在這反而形成另外的特別。閱讀時的平淡與直接;描繪海景時的細膩;男女之愛的簡單;單純的劇情等這些元素建構成純粹的美感,尤其是在最後初江與新治的場景,在繁星閃爍下,逐步向上的階梯前往西北八代神社,與走到東山斷崖上的燈塔,構成神聖與寧靜的氛圍,將之前的那些平淡帶著純樸的情感畫面逐漸加深,醞釀成每字每行在閱讀時的感動和心靈上的平靜,更有某種近似信仰與祈禱的味道。 ...continua

    非常清爽直接的小說,三島的美學在這反而形成另外的特別。閱讀時的平淡與直接;描繪海景時的細膩;男女之愛的簡單;單純的劇情等這些元素建構成純粹的美感,尤其是在最後初江與新治的場景,在繁星閃爍下,逐步向上的階梯前往西北八代神社,與走到東山斷崖上的燈塔,構成神聖與寧靜的氛圍,將之前的那些平淡帶著純樸的情感畫面逐漸加深,醞釀成每字每行在閱讀時的感動和心靈上的平靜,更有某種近似信仰與祈禱的味道。

    ha scritto il 

  • 4

    "La voce delle onde" di Yukio Mishima

    Mishima in questo volumetto racconta una storia d'amore tra due giovani che vivono in un'isoletta del Giappone, precisamente in un piccolo e remoto paese di pescatori.
    Se il pretesto per la narrazione ...continua

    Mishima in questo volumetto racconta una storia d'amore tra due giovani che vivono in un'isoletta del Giappone, precisamente in un piccolo e remoto paese di pescatori.
    Se il pretesto per la narrazione è assai semplice, e la prosa, lineare e molto concreta, si adegua ad essa, l'effetto complessivo è qualcosa di assolutamente lirico: i sentimenti degli innamorati sono cullati dal mare, una presenza forte e rassicurante ed elemento centrale della vita di quel villaggio; bellezza e natura sono le costanti che fanno da cornice alla vicenda, che si svolge in un tempo dilatato e quindi quasi immobile.
    L'armonia tra uomo e elementi naturali è resa da Mishima in modo poetico e con altrettanta grazia e leggerezza.
    Insomma, è una lettura che fa bene all'anima e che consiglio assolutamente! ^_^
    "Il vento arrivò soffiando e i rami di pino stormirono. Fu un colpo di vento che destò echi solenni anche nell'interno buio del tempio. Forse era il dio del mare che accoglieva la preghiera del ragazzo".

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/04/consigliato-la-voce-delle-onde-di-yukio.html

    ha scritto il 

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