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La voce delle ossa

Di

Editore: Rizzoli (Narrativa)

3.6
(245)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 360 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8817057002 | Isbn-13: 9788817057004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 2

    INFANTICIDIO, PROSTITUZIONE, TRAFFICO DI DROGA, OMICIDI, DIAMANTI , AVIDITA.... UN CALDERONE BEN ASSORTITO

    Sottolineando il fatto che, Kathy Reichs non mi entusiasma molto come scrittrice, rispetto a: "Le ossa del diavolo" libro che ho trovato estremamente pesante nella lettura, con "La voce delle ossa" ho trovato meno difficoltà.
    Ribadicsco sempre che, secondo la mia modesta opinione, utilizza ...continua

    Sottolineando il fatto che, Kathy Reichs non mi entusiasma molto come scrittrice, rispetto a: "Le ossa del diavolo" libro che ho trovato estremamente pesante nella lettura, con "La voce delle ossa" ho trovato meno difficoltà.
    Ribadicsco sempre che, secondo la mia modesta opinione, utilizza troppi termini tecnici e si perde molto in parti descrittive che in alucuni momenti rendono vermante pesante la lettura del libro.
    Anche in questo caso sono tanti i nomi dei personaggi che si devono ricordare, la trama nel suo insieme non è male e il finale del libro a mio parere non è del tutto scontato.
    Storia ben costrutia, con personaggi a parte Tempe e Ryan caratterialmente ben difiniti.

    ha scritto il 

  • 3

    Ultime ossa - 26 ott 14

    Un libro esattamente al centro della cupola gaussiana dei gradimenti (miei) verso la scrittrice americana. Medio praticamente in tutto: coinvolgimento, trama, riuscita, traduzione. Non una punta di eccellenza. Ma neanche, e non è poco, una punta di vero biasimo. Forse il solo punto poco brillante ...continua

    Un libro esattamente al centro della cupola gaussiana dei gradimenti (miei) verso la scrittrice americana. Medio praticamente in tutto: coinvolgimento, trama, riuscita, traduzione. Non una punta di eccellenza. Ma neanche, e non è poco, una punta di vero biasimo. Forse il solo punto poco brillante è al solito il titolo, diventato da “Ossa per sempre” ad una voce che non si sa come e perché ci sia. La trama ricalca i grandi motivi della Reichs: scoperta di cadaveri, analisi delle ossa, si risale a qualche indizio da dove la trama si allarga ad ampio spettro, si coinvolge un po’ di gente, sollevando un po’ di polvere, poi ci si avvia verso un finale dove Tempe è sempre in qualche pericolo, miracolosamente si salva e tutto si risolve. Anche le vicende amorose sono (anche se giustamente più marginali) nei soliti binari: non si capisce perché lei e Ryan non si chiariscano (ma forse lo fanno nel finale, e penso che i lettori della nostra siano intervenuti con i loro commenti in ciò), c’è una vecchia fiamma che compare, ma è vecchia e non riaccende nulla, c’è l’ex-marito che ogni tanto si affaccia, e ci sono gli affetti filiali (anche se Katy si fa viva solo con una telefonata). Infine, la parte scientifica è anche lei più presente, con una nuova sindrome la CDLS (ma come fa la Reichs a pescare le più astruse?). Che sarebbe la sindrome di Cornelia de Lange (dal nome della scopritrice olandese) caratterizzata da irsutismo e ritardo intellettivo. Da questa sindrome è affetta la prima protagonista del romanzo, Annelise, che partorisce senza accorgersene, e, quando Tempe e la scientifica controllano la sua casa trovano tre piccoli corpi in vario stato di decomposizione. Si mettono sulle tracce di Annelise, che nel frattempo si è spostata da Montreal a Edmonton. E lì la seguono, Tempe, Ryan e la vecchia fiamma Ollie. I due maschi non faranno che fare i galletti per tutto il romanzo, lasciando il compito delle indagini e delle deduzioni alla nostra dottoressa. Il tutto è complicato dalla presenza, ad Edmonton, di due bande rivali che si stanno massacrando a colpi di pistola. Ed anche Annelise muore, ma di fucile. Edmonton, inoltre, è (o è stata) la capitale diamantifera del Canada (non a caso i De Beers vi aprono una miniera). Ed è anche piena di nativi canadesi, il cui rapporto con i dominanti anglo-francofoni non è tra i più idilliaci. Indagando e leggendo, parlando e deducendo, Tempe scopre: a) che Nellie la cameriera del suo hotel è la sorellastra di Annelise; b) che Rocky, il presunto magnaccia di Annelise, in realtà è parente di entrambi, una sorta di cugino prossimo; c) che il terzo fratello, Dick, morto alcuni anni prima, risulta ucciso da un colpo di arma da fuoco; d) che Dick è morto insieme ad un ambientalista venuto a salvare i caribù dagli scavi delle compagnie minerarie (i diamanti si trovano vicino a dei laghi, dove vivono gli uccelli in via di estinzione); e) che Tayne, l’ambientalista locale, si comporta in modo ambiguo; f) che Phil, il capo di Rocky, è anche lui della zona, e conosce bene sia Tayne che il padre di tutta la stirpe dei fratelli. Facile a questo punto indirizzare le indagini non solo sui bimbi morti, ma sulle successive morti per colpi di arma da fuoco. Per scoprire, come ad un certo punto pare evidente (da qui il coinvolgimento medio della trama, che ad un certo punto si fa discretamente manifesta), che dietro a tutto ci sia una sola cosa: il denaro. O meglio i diamanti. E nella fattispecie, un terreno che il padre morto lascia a Nellie, Annelise e Dick. I quali non sanno quanto sia ricco in filoni diamantiferi. Vi risparmio le dotte pagine scientifiche sulla kimberlite e sull’estrazione dei diamanti. Ovvio che i cattivi si stiano innervosendo, che prendono di mira la nostra Tempe. Sequestrata, quasi uccisa, salvata da Ryan (ritornerà la fiamma dell’amore? Speriamo di si). E si scoprirà anche chi c’è dietro a tutta questa carneficina. C’è la solita accelerazione finale, il climax, poi un lungo respiro e qualche spiegazione (forse questa volta un po’ troppo stringata). Insomma, un altro lavoro di mestiere, per riempire i momenti pre-notturni con qualche pagina rilassante.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male, purtroppo il finale si discosta molto dall'indagine iniziale, e perde un pochino.. in ogni caso, stile assolutamente scorrevole, dialoghi da botta e risposta, e Tempe gran personaggio! :)

    ha scritto il 

  • 4

    me lo sono proprio goduto questo capitolo della saga di Temperance Brennan. mi sono staccato per un po' dal genere e questo è servito a farmi ritrovare sapori conosciuti. sempre divertente.

    ha scritto il 

  • 4

    Delitti e diamanti

    Il Canada con il suo immenso territorio che spazia da moderne metropoli a villaggi sperduti nella tundra. In questo contrastante contesto accadono efferati delitti per i quali non è possibile dare una spiegazione realistica; si intrecciano, quindi, altre storie impregnate di avidità, crudeltà e c ...continua

    Il Canada con il suo immenso territorio che spazia da moderne metropoli a villaggi sperduti nella tundra. In questo contrastante contesto accadono efferati delitti per i quali non è possibile dare una spiegazione realistica; si intrecciano, quindi, altre storie impregnate di avidità, crudeltà e cinismo che, grazie all'acume di Temperance Brennan, indirizzano a una motivazione e soluzione dei vari accadimenti.

    ha scritto il 

  • 4

    E' sempre un piacere ritrovare Tempe e leggere le sue (dis)avventure. La lettura scorre veloce fra dialoghi serrati e colpi di scena più o meno riusciti. In tutto il romanzo si avverte però un sottofondo di tristezza, dato sia dal caso su cui Tempe indaga che dal suo rapporto-non rapporto con Rya ...continua

    E' sempre un piacere ritrovare Tempe e leggere le sue (dis)avventure. La lettura scorre veloce fra dialoghi serrati e colpi di scena più o meno riusciti. In tutto il romanzo si avverte però un sottofondo di tristezza, dato sia dal caso su cui Tempe indaga che dal suo rapporto-non rapporto con Ryan.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se la lettura è sempre molto scorrevole e veloce, a volte mi è risultata appesantita dalle descrizioni "anatomopatologiche", per così dire. Ma il tema è molto molto toccante (i neonati morti, e non svelo nulla, perché li trovano già nel 1° capitolo) e quando Tempe arriva a trovare la person ...continua

    Anche se la lettura è sempre molto scorrevole e veloce, a volte mi è risultata appesantita dalle descrizioni "anatomopatologiche", per così dire. Ma il tema è molto molto toccante (i neonati morti, e non svelo nulla, perché li trovano già nel 1° capitolo) e quando Tempe arriva a trovare la persona che cerca fin dall'inizio, non si può non provar compassione così come la prova lei.
    Il rapporto/non rapporto fra Tempe e Ryan però ha reso molto triste l'atmosfera, almeno a mio parere. Li preferivo quando facevano scintille ;-)

    ha scritto il 

  • 4

    È passato più di un anno da quando ho letto le ultime avventure di Temperance Brennan, ma nonostante tutto questo tempo, rimane uno dei miei personaggi preferiti. Siamo al quindicesimo volume delle sue imprese, Ryan sempre al suo fianco e lei sempre capace di mettersi nei guai. Più detective che ...continua

    È passato più di un anno da quando ho letto le ultime avventure di Temperance Brennan, ma nonostante tutto questo tempo, rimane uno dei miei personaggi preferiti. Siamo al quindicesimo volume delle sue imprese, Ryan sempre al suo fianco e lei sempre capace di mettersi nei guai. Più detective che antropologa forense in questo caso che ci porta prima ad Edmonton, in Alberta e poi nel freddo Yellowknife, nei Territori del Nord-Ovest del Canada.
    Scorrevole la storia, ben delineati i personaggi, la Reichs non delude mai. Non è forse il mio libro preferito della serie, ma rimane un ottimo libro da divorare in una giornata di freddo inverno.

    Io sotto sotto spero sempre che Brennan e Ryan riescano prima o poi a trovare un equilibrio per poter vivere la loro storia d’amore come si deve!

    ha scritto il