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La zia marchesa

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(1527)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807818833 | Isbn-13: 9788807818837 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Sicilia fine Ottocento. Costanza Safamita è l'unica figlia femmina di unaricca famiglia di proprietari terrieri, tanto amata e protetta dal padre, ilbarone Domenico, quanto rigettata dalla madre. Con la sua chioma di capellirossi e il suo aspetto fisico quasi "di un'altra razza", cresce fra le personedi servizio, fra l'orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquantoridotte della vita in provincia. Sarà lei, per volere del padre, a ereditarele sostanze e il prestigio della famiglia. Affronterà la mondanità palermitanae una vita coniugale in equilibrio tra l'amore per il marito e l'impossibilitàdi abbandonarglisi, saprà affrontare i capimafia e contenere lo sfascio dellafamiglia, in un mondo arcaico e barbarico, fotografato nel momento della fine.
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  • 4

    Ciauru di sicilia

    Nella sicilia di fine ottocento, le vicende che portano Costanza Safamita a diventare la zia Marchesa. Appassionante. Appena un gradino sotto di "La mennulara"

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di una famiglia nobile siciliana sul finire dell'800. Non mi sembra che l'autrice scriva particolarmente bene, eppure trovo i suoi libri avvincenti e con delle belle descrizioni, per questo li ...continua

    Storia di una famiglia nobile siciliana sul finire dell'800. Non mi sembra che l'autrice scriva particolarmente bene, eppure trovo i suoi libri avvincenti e con delle belle descrizioni, per questo li leggo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto davvero molto, come pochi. Appassionante e romantico. Bellissimo questo modo di scrivere in dialetto siciliano ma perfettamente comprensibile come se fosse italiano. Ho trovato alcune ...continua

    Mi è piaciuto davvero molto, come pochi. Appassionante e romantico. Bellissimo questo modo di scrivere in dialetto siciliano ma perfettamente comprensibile come se fosse italiano. Ho trovato alcune similitudini con il libro di Dacia Maraini "La lunga vita di Marianna Ucria" che pure mi è piaciuto tantissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Zia Marchesa: una donna forte e vera!

    Romanzo interessantissimo. È vero, in alcune parti il racconto ha dei punti morti o delle parti troppo descrittive dove non era necessario. Però le psicologie dei personaggi sono ben delineate e ...continua

    Romanzo interessantissimo. È vero, in alcune parti il racconto ha dei punti morti o delle parti troppo descrittive dove non era necessario. Però le psicologie dei personaggi sono ben delineate e rappresentano la verità anche ai giorni nostri. La zia marchesa non è la solita eroina bella e contenta che sguazza nell'oro: è un anima tormentata, debole e forte allo stesso tempo, una bambina a cui non è stato permesso di esserlo, sola contro le chiacchiere delle gente e malevolenza delle persone che lei ama. Un racconto veramente piacevole, crudo ma vero e intenso! Il finale struggente e il destino e la caparbietà della marchesa le giovano un brutto scherzo! Lo consiglio specie se siete amanti delle saghe familiari! Consigliato a chi vuole anche respirare l'aria della Sicilia, dai suoi colori e paesaggi alla sua lingua e alla sua vita sociale!

    ha scritto il 

  • 3

    Troppi personaggi e troppo lento il racconto. Ci si perde in questo groviglio di famiglie allargate e di pettegolezzi che si mescolano confondendosi in una matassa inestricabile. La protagonista si ...continua

    Troppi personaggi e troppo lento il racconto. Ci si perde in questo groviglio di famiglie allargate e di pettegolezzi che si mescolano confondendosi in una matassa inestricabile. La protagonista si guarda intorno ed osserva e lascia che tutto le scivoli addosso. E forse la sua forza sta proprio lì. Mi è piaciuta molto l'atmosfera e il linguaggio lento e prepotentemente descrittivo rende bene l'idea del caldo e dell'immobilismo culturale che tanto male ancora fa alla splendida Sicilia e al sud in generale. Non ho molto capito il senso della cornice costruita per raccontare il racconto... non sfocia da nessuna parte.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è una lettura facile, questo no. Non di quelle da prendere in mano alla sera, dopo una giornata sfiancante, perchè gli occhi si chiuderanno dopo due pagine, di sicuro. Ma non perchè sia ...continua

    Non è una lettura facile, questo no. Non di quelle da prendere in mano alla sera, dopo una giornata sfiancante, perchè gli occhi si chiuderanno dopo due pagine, di sicuro. Ma non perchè sia noioso, tutt'altro! Perchè invece merita tutta l'attenzione possibile! Il salto all'indietro nella Sicilia e nell'Italia appena appena post-unitaria; l'immersione nel mondo ancora strettamente feudale e arcaico dell'aristocrazia siciliana, il sentore della nascita di quella categoria, diciamo così, di persone che diventeranno uno stato nello stato, la mafia; l'uso non centellinato del dialetto siciliano, soprattutto nei proverbi posti a inizio capitoli e non tradotti, sebbene intuibili; le lunghe descrizioni e i pochissimi dialoghi; le parti riflessive e le digressioni (tanti, tantissimi flash back, non tutti necessari, secondo me), insomma tutto ciò contribuisce a rallentare la lettura e a prestarle molta concentrazione. Un po' stile ottocentesco, ecco. Appurato ciò, il romanzo è bello, piacevole e accattivante e la Hornby una voce forte, una delle pochissime, tra i narratori italiani di oggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuta molto la favola di Babbaluci

    Senza infamia e senza lode. E poi l'ultimo letto è stato quello di Dicker. Chissà, forse se l'avessi letto in un altro momento lo avrei apprezzato molto di più.

    ha scritto il 

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