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La zia marchesa

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(1556)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807818833 | Isbn-13: 9788807818837 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Sicilia fine Ottocento. Costanza Safamita è l'unica figlia femmina di unaricca famiglia di proprietari terrieri, tanto amata e protetta dal padre, ilbarone Domenico, quanto rigettata dalla madre. Con la sua chioma di capellirossi e il suo aspetto fisico quasi "di un'altra razza", cresce fra le personedi servizio, fra l'orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquantoridotte della vita in provincia. Sarà lei, per volere del padre, a ereditarele sostanze e il prestigio della famiglia. Affronterà la mondanità palermitanae una vita coniugale in equilibrio tra l'amore per il marito e l'impossibilitàdi abbandonarglisi, saprà affrontare i capimafia e contenere lo sfascio dellafamiglia, in un mondo arcaico e barbarico, fotografato nel momento della fine.
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  • 4

    Una piacevole conferma.

    Ho deciso di leggere "La zia marchesa" dopo le ottime impressoni che avevo ricevuto da "La mennulara", e devo dire che anche il secondo romanzo della Hornby che leggo si è rivelato una piacevole confe ...continua

    Ho deciso di leggere "La zia marchesa" dopo le ottime impressoni che avevo ricevuto da "La mennulara", e devo dire che anche il secondo romanzo della Hornby che leggo si è rivelato una piacevole conferma.

    La conferma che scrivere romanzi di stampo realista nel ventunesimo secolo non equivale automaticamente a scrivere un pacco, come tanto materiale di post verghiana memoria sembrava dimostrare. Attraverso scenari di grande bellezza descritti in modo magistrale, un sapiente utilizzo della discontinuità temporale, una cura maniacale del dialogo e soprattutto del difficile compromesso tra la vividezza del dialetto siciliano e la necessità di scrivere comunque in un italiano comprensibile, l'autrice riesce a raccontare una storia credibile e non troppo romanzata, ma avvincente.

    Sullo sfondo della vita contadina della Sicilia dei primi del novecento, caratterizzata dalla miseria più nera ma anche da scenari da cartolina, la storia racconta per bocca della serva Amalia Cuffaro della vita e della morte della Marchesa Costanza Safamita, che nel suo insofferente adeguarsi ai secolari modelli della nobiltà palermitana, cosi come nel suo singolare aspetto nordico (che solo al termine del romanzo troverà spiegazione), è sia la personificazione del decadimento del sistema di potere borbonico, sia quella della consegna del sistema politico, economico e sociale isolano alla mafia nascente.

    Il ricchssimo substrato umano e culturale dell'isola è reso in assoluta completezza, cosi come il dipanarsi degli eventi sia storici (la sofferta adesione al regno d'Italia e lo scatenarsi del brigantaggio; sono messe molto ben in evidenza le pesantissime responsabilità di casa Savoia che vedeva le regioni meridionali come un dominio coloniale, non come una terra da governare), che personali; riuscire a farlo mantenendo un intreccio scorrevole e vivace mostra con grande chiarezza il cristallino taento di narratrice della Hornby.

    Sono molto belli e mai banali i personaggi secondari, che spiccano con tale forza da costituire la vera struttura della storia. Su tutti l'affezionata Amalia Cuffaro, il campiere e protomafioso Pepi Tignuso, il sevitore orgoglioso e sanguigno Don Paolo Mercurio, il prete depravato e servile padre Puma e mille altri.

    Essere stato costretto a leggere negli anni di liceo scialbi pacchi veristi di verghiana memoria mi aveva convinto che non fosse possibile scrivere buona letteratura che non fosse romanzata, o che non si distaccasse dal reale in modo intelligente. Devo essere grato alla Hornby per avermi dimostrato col suo lavoro che questo in realtà non è vero: non è impossibile scrivere magnifica letteratura verista, richiede solo molto più talento. Sia grato il mondo culturale siciliano a questa scrttrice per aver raccontato al mondo la sua storia.

    Un inciso post descrizione: la Hornby ha deciso di porre a mo' di introduzione di ciascuno dei numerosissimi paragrafi un proverbio della tradizione popolare agrigentina che fosse in qualche modo correlato con la storia che veniva raccontata nel paragrafo stesso. Ebbene, questi proverbi sono stupendi e da soli giustificano la lettura del libro. La scelta e la selezione appaiono estremamente curati e sono un ulteriore segno della passione che Simonetta Agnello Hornby nutre per la letteratura e per la storia di questa terra martoriata.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, raffinato, distaccato. La storia della zia Marchesa si srotola davanti a noi insieme a quella della nobile famiglia, della Sicilia nobile, borghese o plebea, del Regno, della Chiesa.
    Bello come ...continua

    Bello, raffinato, distaccato. La storia della zia Marchesa si srotola davanti a noi insieme a quella della nobile famiglia, della Sicilia nobile, borghese o plebea, del Regno, della Chiesa.
    Bello come solo un libro d'atmosfera carica e profumata può essere. Bello come una narrazione fluida ed interessante può farlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Costanza Safamita, rossa di capelli, pallida, magra e coperta di lentiggini.
    Rifiutata dalla madre, adorata dal padre e dalla balia (che racconta in parte le vicende della "sua" bambina), amata e poi ...continua

    Costanza Safamita, rossa di capelli, pallida, magra e coperta di lentiggini.
    Rifiutata dalla madre, adorata dal padre e dalla balia (che racconta in parte le vicende della "sua" bambina), amata e poi odiata dal fratello Stefano prima e dal fratello Giacomo poi. Sposa illibata del marchese Pietro Sabbiamena, disillusa dall'amore, poi innamorata corrisposta del marito fino al suo tradimento, piena di orgoglio, piena di sofferenza... fino all'amara fine o forse, in conclusione, quasi gioiosa.
    Costanza Safamita, figlia d'amore del barone Domenico Safamita e di sua moglie (e nipote) Caterina.
    Costanza, che da bambina magrissima, a giovane donna infelice diventa, per i familiari invidiosi e gretti, niente altro che l'odiata zia marchesa.

    ha scritto il 

  • 3

    L'autrice si sta rivelando per me una piacevole scoperta. La storia è interessante anche se mi ha fatto ricordare La lunga vita di Marianna Ucria della Maraini. Non sono comunque le storie la parte pi ...continua

    L'autrice si sta rivelando per me una piacevole scoperta. La storia è interessante anche se mi ha fatto ricordare La lunga vita di Marianna Ucria della Maraini. Non sono comunque le storie la parte più affascinante di un libro, bensì il linguaggio e lo stile. Elementi ben presenti in Simonetta Agnello Hornby, che racconta con un linguaggio sincero, vero.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'intricata saga famigliare densa di vicende e di qualche mistero tutto da scoprire, ambientata nell'affascinante Sicilia di fine ottocento.
    Imperdibile la fiaba della principessa Babbaluci, ben deli ...continua

    Un'intricata saga famigliare densa di vicende e di qualche mistero tutto da scoprire, ambientata nell'affascinante Sicilia di fine ottocento.
    Imperdibile la fiaba della principessa Babbaluci, ben delineato e convincente il personaggi di Costanza.
    Un libro lungo e un po' ingarbugliato che mi è piaciuto tanto!

    ha scritto il 

  • 4

    Ciauru di sicilia

    Nella sicilia di fine ottocento, le vicende che portano Costanza Safamita a diventare la zia Marchesa.
    Appassionante.
    Appena un gradino sotto di "La mennulara"

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di una famiglia nobile siciliana sul finire dell'800. Non mi sembra che l'autrice scriva particolarmente bene, eppure trovo i suoi libri avvincenti e con delle belle descrizioni, per questo li ...continua

    Storia di una famiglia nobile siciliana sul finire dell'800. Non mi sembra che l'autrice scriva particolarmente bene, eppure trovo i suoi libri avvincenti e con delle belle descrizioni, per questo li leggo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto davvero molto, come pochi. Appassionante e romantico. Bellissimo questo modo di scrivere in dialetto siciliano ma perfettamente comprensibile come se fosse italiano.
    Ho trovato alcune si ...continua

    Mi è piaciuto davvero molto, come pochi. Appassionante e romantico. Bellissimo questo modo di scrivere in dialetto siciliano ma perfettamente comprensibile come se fosse italiano.
    Ho trovato alcune similitudini con il libro di Dacia Maraini "La lunga vita di Marianna Ucria" che pure mi è piaciuto tantissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Zia Marchesa: una donna forte e vera!

    Romanzo interessantissimo. È vero, in alcune parti il racconto ha dei punti morti o delle parti troppo descrittive dove non era necessario. Però le psicologie dei personaggi sono ben delineate e rappr ...continua

    Romanzo interessantissimo. È vero, in alcune parti il racconto ha dei punti morti o delle parti troppo descrittive dove non era necessario. Però le psicologie dei personaggi sono ben delineate e rappresentano la verità anche ai giorni nostri. La zia marchesa non è la solita eroina bella e contenta che sguazza nell'oro: è un anima tormentata, debole e forte allo stesso tempo, una bambina a cui non è stato permesso di esserlo, sola contro le chiacchiere delle gente e malevolenza delle persone che lei ama. Un racconto veramente piacevole, crudo ma vero e intenso! Il finale struggente e il destino e la caparbietà della marchesa le giovano un brutto scherzo!
    Lo consiglio specie se siete amanti delle saghe familiari!
    Consigliato a chi vuole anche respirare l'aria della Sicilia, dai suoi colori e paesaggi alla sua lingua e alla sua vita sociale!

    ha scritto il 

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