La zona muerta

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Publisher: Emecê

3.9
(3663)

Language: Español | Number of Pages: 491 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Swedish , Dutch , Chi traditional , Greek , Portuguese , Hungarian , Polish , Czech , Russian

Isbn-10: 9500404613 | Isbn-13: 9789500404617 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    GRANDI POTERI E GRANDI RESPONSABILITÀ

    Stephen King è senz’altro uno dei migliori autori viventi, ma “La zona morta” (1979), sebbene sia stato il suo primo romanzo ad arrivare in cima alla vetta dei best seller e abbia ispirato un film di ...continue

    Stephen King è senz’altro uno dei migliori autori viventi, ma “La zona morta” (1979), sebbene sia stato il suo primo romanzo ad arrivare in cima alla vetta dei best seller e abbia ispirato un film di Cronenberg e una serie TV, non è il suo miglior romanzo, sebbene, essendo stato scritto da lui, è comunque un buon libro, che riesce a emozionare e a coinvolgere. Mi pare, però, che parta un po’ a rilento e sembra quasi che l’autore abbia cominciato a scriverlo senza sapere bene dove volesse andare a parare, poi King si riprende e ricollega le parti della narrazione che all’inizio sembravano separate. Per esempio, nella prima parte mi chiedevo perché perdesse tanto tempo a parlarci di politici americani, ma le ultime pagine giustificano queste che parevano divagazioni gratuite. C’è anche qualche pagina sulla malattia di Johnny Smith, il protagonista, che mi è parsa troppo lunga.
    “La zona morta” sembra un po’ la bozza di prova di “22/11/’63” (2011). In questo romanzo più recente, King ci mostra un viaggiatore nel tempo che dal futuro dei nostri giorni torna indietro negli anni ’60 del secolo scorso per cercare di sventare l’omicidio del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Ne “La zona morta” il protagonista diventa un veggente e ha la visione di un politico locale che diventa presidente degli Stati Uniti, portando la nazione e il mondo alla rovina. Decide dunque di fermarlo prima che diventi troppo importante. Se in “22/11/’63” la soluzione era evitare un omicidio (magari commettendone un altro), qui sembra che il solo modo per evitare un dramma planetario sia un assassinio. Sicuramente anche questo romanzo, scritto negli anni ’70, risente dell’emozione che ha a lungo sconvolto l’America a seguito dell’omicidio di Dallas. Il romanzo più recente si presenta più “compatto” e concentrato sulla trama centrale, “La zona morta” si disperde in una serie di racconti di altre visioni di Smith, del suo tentativo di tornare a una vita normale dopo essere uscito dal coma, dei suoi rapporti con i genitori e la ragazza, che Johnny, risvegliandosi da 4 anni e mezzo di coma, ritrova sposata con un figlio. “La zona morta” ci parla, insomma, non della missione di John Smith, ma di lui, di come abbia vissuto l’incidente che l’ha portato a un sonno pluriennale e al risveglio con le sue doti di veggente amplificate, del suo tentativo di ricostruirsi una vita e dell’impossibilità di ciò, perché, come dice l’Uomo Ragno, “grandi poteri comportano grandi responsabilità”. Se Johnny sente l’arrivo di un incendio, non può non intervenire per salvare delle vite. Se sente l’arrivo di una catastrofe planetaria, non può restare con le mani in mano. Quella che King descrive è dunque la vita difficile e tormentata di chi, trovandosi inaspettatamente ad avere poteri più grandi di lui, fatica ad adattarsi alle responsabilità che ne conseguono. Un problema da supereroi, ma anche da gente normale con carriere sproporzionate ai meriti.

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  • 5

    Credo di aver letto per la prima volta questo romanzo una trentina d’anni fa ed era sempre la stessa copia, perché me lo prestò mio padre. Ora mio padre mi ha generosamente regalato alcuni volumi dell ...continue

    Credo di aver letto per la prima volta questo romanzo una trentina d’anni fa ed era sempre la stessa copia, perché me lo prestò mio padre. Ora mio padre mi ha generosamente regalato alcuni volumi della sua biblioteca e qualcuno – questo, ad esempio – ho voluto rileggerlo. King è stato uno dei primi grandi autori americani che ho apprezzato. Nel corso degli anni ho abbandonato questo tipo di letture, ma evidentemente il bagaglio culturale è rimasto, perché alcuni passaggi non mi sono sembrati solo familiari: di più. Ed è innegabile come tanta poesia, pur narrando di fatti atroci e terribili, si sia diffusa fra queste pagine in maniera stupefacente grazie a questo “mago” della letteratura horror cui porgo tanto di cappello. Nonostante il testo sia datato (il copyright di King è del 1979) e nonostante il filo conduttore si discosti totalmente dal romance che tanto amo, sono rimasta colpita dalla facilità con cui sono riuscita a seguire la trama e ad affezionarmi ai personaggi. Come (riassumendo) diceva la madre di Johnny – il protagonista – non bisogna rinnegare i doni del Signore. Ora, a prescindere dal credo religioso, ringrazio di cuore – foss’anche una delle fate madrine – chi ha il merito di avermi concesso il dono di leggere.
    Ps: simpatica la citazione del suo primo romanzo “Carrie” all’interno del testo.

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  • 4

    È il primo libro che leggo di King. Che dire? Inutile elogiare le sue foto da scrittore, in quanto dono indubbie. È un libro che ti entra dentro, sembra di vivere pagina dopo pagina le sofferenze del ...continue

    È il primo libro che leggo di King. Che dire? Inutile elogiare le sue foto da scrittore, in quanto dono indubbie. È un libro che ti entra dentro, sembra di vivere pagina dopo pagina le sofferenze del protagonista. King ti conduce anche alla riflessione: può essere un dono una vera e propria maledizione?? Forse si...

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  • 4

    Non è un horror (e meno male)

    è l'indimenticabile storia di una vita irrimediabilmente segnata dal dolore, un personaggio tanto tragico quanto umano, che nonostante tutto lotta fino alla fine.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La Zona Morta risponde ad un interrogativo che personalmente, ma so di non essere il solo, mi sono sempre posto. Se fossi in grado di conoscere il futuro come mi comporterei?
    Johnny Smith, il veggente ...continue

    La Zona Morta risponde ad un interrogativo che personalmente, ma so di non essere il solo, mi sono sempre posto. Se fossi in grado di conoscere il futuro come mi comporterei?
    Johnny Smith, il veggente, mi ha aiutato a capire che le cose non sono per niente semplici come possono sembrare.
    Ho trovato infatti molto verosimili tutte le problematiche che un potere tale può portare e la resa da parte di King è stata impeccabile. Tutto il percorso di Johnny è ben curato, studiato nei minimi particolari, approfondito e fa molto riflettere.
    Quello che personalmente non mi ha convinto è stata la scelta dell'antagonista dell'opera. Stillson non mi ha entusiasmato molto, in più se non nelle parti iniziali, dove ci viene mostrata subito la sua natura, è man mano nel corso del racconto lasciato sempre più da parte e rappresentato solo da altri punti di vista. Mi sarebbe piaciuto approfondire meglio il personaggio.
    Anche la storia dell'assassino poteva essere resa meglio, invece è stata frettolosa e povera di pathos.
    Resta comunque un bel libro, accattivante e toccante specialmente per il finale.

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  • 5

    Bello tutto

    Il racconto del protagonista è al contempo triste e avvincente, tutto sommato. La classica atmosfera king-hiana si respira molto: si sente proprio. Consigliato a chi conosce già King e ha ancora vogli ...continue

    Il racconto del protagonista è al contempo triste e avvincente, tutto sommato. La classica atmosfera king-hiana si respira molto: si sente proprio. Consigliato a chi conosce già King e ha ancora voglia di lui, Consigliato a chi ancora non lo conosce.
    Il finale mi ha lasciato dentro una grande forza. La ingiustizia perpetrata dal caso nelle vicende che possono capitare a chiunque è descritta molto bene, e mi ha lasciato la voglia di combatterla ogni giorno.

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  • 3

    Carino niente di più

    Storia tutto sommato carina e coinvolgente, con un protagonista a cui alla fine ci si affezziona. Senza dubbio, però, non è uno di quei "libri da consigliare"

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