La zone d'inconfort

une histoire personnelle

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Editeur: Editions de l'Olivier

3.4
(474)

Language: Français | Number of pages: 252 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 2879295599 | Isbn-13: 9782879295596 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Travel

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Description du livre
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    Di fronte a un libro del genere le possibilità sono due: o ci si ritrova nell'esperienza di Franzen, nell'inadeguatezza che ha riguardo tutta una vita, e ci si ritrova nei vari eventi; oppure non si r ...continuer

    Di fronte a un libro del genere le possibilità sono due: o ci si ritrova nell'esperienza di Franzen, nell'inadeguatezza che ha riguardo tutta una vita, e ci si ritrova nei vari eventi; oppure non si riesce a capire nulla di ciò che il tutto "vuole dire" (detto senza cattiveria, ovviamente). È un qualcosa di davvero molto intimo, di un'intimità "nascosta" nei piccoli dettagli e a tratti lacerante.

    (In più: la digressione su Schulz e i Peanuts è da cuoricini infiniti)

    dit le 

  • 3

    Zona di disagio (del lettore)

    Franzen conferma le sue doti di arguto scrittore e intellettuale, ma non ai livelli di 'Le correzioni'. Questo entrare a mani tese sulla sua vita talvolta lascia fuori il lettore. Franzen rincorre, co ...continuer

    Franzen conferma le sue doti di arguto scrittore e intellettuale, ma non ai livelli di 'Le correzioni'. Questo entrare a mani tese sulla sua vita talvolta lascia fuori il lettore. Franzen rincorre, con una scrittura familiare e a tratti divertente, frammenti della propria esistenza, che non sempre riesce a restituire del tutto a chi sta leggendo. La prima parte del libro è incalzante, vien voglia di sapere di più del giovane Jonathan, ma a un certo punto lo si perde di vista e lo si ritrova adulto smarrito. 'Zona di disagio' è comunque piacevole, ci ricorda però che le aspettative dovrebbero essere accantonate. Arrivare sino all'ultima pagina del libro è doveroso, così come continuare a immergersi nella implacabile scrittura di Franzen, un neorealista post moderno che ci racconta delle relazioni umane, delle conversioni emotive, dei conflitti generazionali, dell'adultizzazione del bambino e dell'infantilizzazione dell'adulto, di una società spaventata e contraddittoria. E lo fa benissimo.

    dit le 

  • 3

    Sempre ironico e spietato, ma la Zona Disagio dei Franzen di Western Springs non tocca mai le vette dei Lambert di St. Jude. Più intrigante quando inventa che quando racconta se stesso. Un pò deludent ...continuer

    Sempre ironico e spietato, ma la Zona Disagio dei Franzen di Western Springs non tocca mai le vette dei Lambert di St. Jude. Più intrigante quando inventa che quando racconta se stesso. Un pò deludente.

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    Meraviglioso Franzen

    "Il doppio legame, il problema della consapevolezza unita all'insignificanza, non sparisce mai. Non smettiamo di aspettare che la vera storia cominci, perchè l'unica vera storia, alla fine, è la morte ...continuer

    "Il doppio legame, il problema della consapevolezza unita all'insignificanza, non sparisce mai. Non smettiamo di aspettare che la vera storia cominci, perchè l'unica vera storia, alla fine, è la morte." Tagliente, preciso, umoristico, divertente e davvero incisivo

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  • 4

    Noioso e sconclusionato? Direi proprio di no. Sarà che sono di parte e mi sembra sempre che Franzen mi dica "Porta pazienza Diletta, sono solo parenti", ma io lo definirei semplicemente chirurgico e l ...continuer

    Noioso e sconclusionato? Direi proprio di no. Sarà che sono di parte e mi sembra sempre che Franzen mi dica "Porta pazienza Diletta, sono solo parenti", ma io lo definirei semplicemente chirurgico e letale.

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    ..Ancora la famiglia, come ne "Le correzioni", ma non più nodo dinamico, centrifugo e centripeto, dell'agire ma semplice abbrivio della narrazione che, del resto, rimane ben al di sotto de "Le correzi ...continuer

    ..Ancora la famiglia, come ne "Le correzioni", ma non più nodo dinamico, centrifugo e centripeto, dell'agire ma semplice abbrivio della narrazione che, del resto, rimane ben al di sotto de "Le correzioni" e delude chi ancora ne ricorda l'intensa intelaiatura tematica e la straordinaria ricchezza contenutistica.
    L'opera ha, a tratti, la pretesa di connotarsi come "romanzo di formazione" , senza tuttavia riuscirci, perchè il percorso umano del protagonista risulta sostianzialmente bloccato: Franzen, dopo la sua adolescenziale difficoltà di inserimento nel gruppo e dopo instabili e fallimentari legami sentimentali - escludendosi dal normale flusso esistenziale - finisce come patito di "bird watching"!
    Tolti taluni rari momenti in cui, timidamente, riemergono la nota capacità narrativa, una sottile ironia, e rapidi, attualizzanti riferimenti alla politica antiecologica di Bush, il romanzo risulta francamente noioso, come freddi e noiosi sono gli elenchi delle letture di fumetti all'inizio e l'interminabile sequela di varietà ornit0logiche della parte conclusiva, che - in quanto puramente riempitiva - verrebbe addirittura voglia di saltare.
    Alla fine........ di "Zona disagio" rimane soprattutto il disagio di chi legge!
    31 gennaio 2009

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  • 3

    zona noia

    L’idea è carina, Franzen è sempre creativo, ha sempre un suo umorismo, un suo stile,
    Piú mesi passavano senza che ci avvicinassimo a una gravidanza, e piú la incalzavo perché andassimo a vivere insie ...continuer

    L’idea è carina, Franzen è sempre creativo, ha sempre un suo umorismo, un suo stile,
    Piú mesi passavano senza che ci avvicinassimo a una gravidanza, e piú la incalzavo perché andassimo a vivere insieme; piú la incalzavo, e piú la californiana diventava volubile; a quel punto decisi che occorreva lanciare un ultimatum, che portò a una rottura, e poi un ultimatum piú definitivo, che portò a una rottura piú definitiva, e poi un ultimatum definitivo definitivo, che portò a una rottura definitiva definitiva, subito dopo la quale andai a fare una passeggiata lungo un laghetto nella parte meridionale del parco e vidi una coppia di germani reali nuotare l’uno accanto all’altra, frugando insieme tra le alghe, e scoppiai a piangere.

    e ci si identifica spesso nel giovane Jonathan alle prese con una mamma autoritaria che ti rovina la vita anche decenni dopo che sei scappato da lei
    In qualunque momento degli ultimi vent’anni della sua vita, i membri della famiglia sparsi in tre diverse zone di fuso orario potevano angosciarsi per le sue opinioni forti, dichiarare schiettamente il loro disinteresse per quelle opinioni, oppure telefonarsi a vicenda per chiedere consiglio su come affrontarle. Chiunque abbia pensato che AMA TUA MADRE fosse uno slogan adatto per il paraurti di un ecologista, evidentemente non ha avuto una mamma come la mia. Nel pieno degli anni Novanta, guidando dietro Volvo o Subaru decorate con quell’ammonizione e con la relativa istantanea della Terra, mi sentivo oscuramente intimidito, come se il messaggio fosse «La natura si chiede perché non ti fai sentire da quasi un mese», o «Il nostro pianeta disapprova risolutamente il tuo stile di vita», oppure «La Terra detesta brontolare, ma…»

    e un papà con tante aspettative per lui, come spesso capita agli adolescenti e ai papà, però lasciatemelo dire: questo libro è un po’ noioso. Ho trovato comunque interessante il capitolo sull’ornitologia e quello sul suo matrimonio e sul suo bisogno di libertà, però l’intero romanzo è ben al di sotto delle aspettative, scordatevi le correzioni! Da un grande autore ci aspetta un grande romanzo e questo non lo è. Noi poveri lettori ci siamo rimasti molto male!

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