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La zone d'inconfort

une histoire personnelle

By Jonathan Franzen

(0)

| Others | 9782879295596

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83 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    A volte, con un libro si creano inspiegabili legami, questa è stata una di quelle volte.
    Non so cosa pensare del libro, sono brevi raccontini (i primi); articoli riciclati (l'ultimo); saggi sulla fenomenologia dei Peanuts; appunti biografici di un ra ...(continue)

    A volte, con un libro si creano inspiegabili legami, questa è stata una di quelle volte.
    Non so cosa pensare del libro, sono brevi raccontini (i primi); articoli riciclati (l'ultimo); saggi sulla fenomenologia dei Peanuts; appunti biografici di un ragazzo che cresce; brevi "saggi" (bellissime parti) di letteratura tedesca.
    Appunti disorganici, il cui unico legame è il protagonista e i suoi ricordi, messi lì in maniera estemporanea, in ordine temporale ma senza altri grandi fili logici.
    Alcune parti (in particolare l'ultima) sono noiosi e forse anche inutili; una è pieno di passione e amore per la letteratura; un'altra con spunti di divertente ironia in mezzo a un desolante piattume e scherzi scemi; altre sono ricordi di un ragazzino,non abbastanza fico da essere uno dei leader della scuola né abbastanza sfigato da essere uno dei nerd della scuola, che cerca di barcamenarsi tra l'aspirazione ad essere un capo, la consapevolezza di non esserlo e la necessità di fare le cose che fanno il resto dei coetanei. Questo è il massimo disagio espresso dal libro, tanto da far chiedere "ma dove sarebbe il disagio?".
    Eppure questo piccolo romanzo di formazione mi è piaciuto, nonostante parli di un mondo e di un vissuto diverso dal mio; mi ha emozionato, in alcune occasioni facendomi chiudere il libro con una sensazione di piacevole pienezza, e mi ha ricordato il mio amatissimo/odiatissimo prof del liceo con il suo dire che i tedeschi sono invidiosi degli italiani ("C'era il commovente e riabilitante anelito dei tedeschi a non essere affatto tedeschi, bensì italiani, anelito che Goethe catturò nel classico verso del Wilhelm Meister"). Misteri dei libri.

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    Micirrinka said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Dimenticabile.

    Raccolta disorganica di articoli giornalistici a sfondo autobiografico di Jonathan Franzen che, partendo dalla morte della madre, e dalla vendita della casa di famiglia, cerca di ripercorrere attraverso i suoi ricordi d'infanzia e dell'adolescanza qu ...(continue)

    Raccolta disorganica di articoli giornalistici a sfondo autobiografico di Jonathan Franzen che, partendo dalla morte della madre, e dalla vendita della casa di famiglia, cerca di ripercorrere attraverso i suoi ricordi d'infanzia e dell'adolescanza quella che dovrebbe essere stata una vita costantemente vissuta fuori dalla zona di comfort* (da cui il titolo originale The Discomfort Zone).
    Ne risulta, come dicevo all'inizio, una raccolta slegata, discontinua e a tratti noiosa, in mezzo alla quale si pescano rare perle di scrittura e poche pagine di interesse: su tutte il capitolo sulla lingua e la letteratura tedesca (molto interessanti alcune riflessioni su La Montagna incantata di Thomas Mann), quello sulla sua passione ornitologica sfociata in un lungo periodo di birdwatching, e alcune considerazioni interessanti sui Peanuts e Charles Schulz.
    Tutto il resto è noia, soprattutto quando Franzen avvicina la lente e anziché limitarsi a raccontare gli Stati Uniti e i mutamenti sociali (del Midwest e di Webster Groves nel Missouri, nello specifico) attraverso la sua memoria, decide di avvicinarsi e raccontare anche personaggi e dialoghi (piuttosto inutili) dei quali non importa niente a nessuno, forse nemmeno più a lui.
    Pensare che un suo amico carissimo (e un autore fra quelli che più amo), raccontando il Midwest in un memorabile reportage, è riuscito ad appassionarmi persino alla fiera del bestiame: segno che per essere uno scrittore dalla penna magica non è sufficiente saper scrivere o anche solo aver storie da raccontare, ma che bisogna anche saper parlare al lettore e portarlo con sé in luoghi dove mai avrebbe pensato di andare.

    Tre stelle, molto generose, che prima dell'ultimo capitolo - Il mio problema ornitologico - erano due.

    *«La Comfort Zone nella psicologia comportamentale è una condizione mentale di sicurezza, dove tutto è rassicurante, noto; dove ti muovi a tuo agio, senza grandi sorprese»

    http://annaconforti.blogspot.it/2010/05/partiamo-da-una…

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    Piperitapitta said on Jun 22, 2014 | 7 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Da uno famoso come Franzen ci si aspetta molto di più. Un memoir poco interessante, che forse non valeva neanche la pena di raccontare; nessuna traccia di quello che potrebbe essere il percorso che lo porta a essere uno scrittore. Tutto appare come c ...(continue)

    Da uno famoso come Franzen ci si aspetta molto di più. Un memoir poco interessante, che forse non valeva neanche la pena di raccontare; nessuna traccia di quello che potrebbe essere il percorso che lo porta a essere uno scrittore. Tutto appare come casuale o quasi. Buona la parte sui Peanuts, che però sembra un saggio a se stante; pessime le figure femminili.
    In sostanza, un libro che si dimentica di aver letto

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    Condor57 said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Zona di noia profonda. Tutto il brillare della prosa di Franzen (almeno quello che mi aveva catturata ne Le correzioni) disperso in un piatto e sciatto tentativo di autobiografia.
    Spiace.

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    Monica said on Jun 18, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    zona onanismo


    parziale biografia dell'autore
    molti temi sono comuni ai suoi romanzi,
    le scelte esistenziali, il racconto del passato dell'autore ma anche di figure marginali della sua vita (con qualche sbadiglio del lettore qua e là e pure qualche "ma chi se ne f ...(continue)


    parziale biografia dell'autore
    molti temi sono comuni ai suoi romanzi,
    le scelte esistenziali, il racconto del passato dell'autore ma anche di figure marginali della sua vita (con qualche sbadiglio del lettore qua e là e pure qualche "ma chi se ne frega")
    interessanti considerazioni su Snoopy e altre cose che nei romanzi funzionano meglio
    incompleto per scelta
    deludente per chi si aspettava un'analisi più approfondita delle motivazìoni dell'autore, che invece si sofferma sul racconto, però stranamente non avvince come fosse un romanzo...

    ps. piccola divagazione: Franzen racconta di essersi messo a fare bird watching in risposta al dolore per la morte della madre, questo punto ritorna in Libertà quando il protagonista ci si dedica in risposta alla morte della compagna...straziante e realistico, ma chissà come mai funziona incredibilmente meglio nel romanzo...

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    Mircalla64 (Free Liu Xiaobo) said on Jun 15, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Autobiografia di Jonathan Franzen e anche un romanzo di formazione anche se in poco più di 200 pagine c'è tutto, leggendolo si rivivono attraverso i racconti dell'autore le vicende sociali dell'America di quel tempo, dagli anni '70-'80 in poi. Qualcu ...(continue)

    Autobiografia di Jonathan Franzen e anche un romanzo di formazione anche se in poco più di 200 pagine c'è tutto, leggendolo si rivivono attraverso i racconti dell'autore le vicende sociali dell'America di quel tempo, dagli anni '70-'80 in poi. Qualcuno mi ha fatto notare che è una raccolta di racconti, in realtà non ho mai pensando che fossero dei racconti, o almeno non c'ho fatto proprio caso a questa interpretazione, per me è chiaramente un'autobiografia e i racconti sono semplici paragrafi, che, a mio avviso, hanno un senso compiuto solo se letti consecutivamente.

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    Okness said on Jun 9, 2014 | Add your feedback

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